Storia sociale

approccio alla ricerca storica

La storia sociale è uno dei principali settori della ricerca storica, dedicata allo studio delle evoluzioni di una società,[1] o una delle sue componenti, durante il corso del tempo.

DefinizioneModifica

La sua definizione è in continua evoluzione, e varia a seconda dell'epoca e dei ricercatori che vi si sono consacrati. Ognuno ha infatti un proprio criterio e una propria opinione di cosa costituisca una "società" o una "componente" della stessa[2].

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nouvelle Histoire.

DurkheimModifica

A fronte dello storicismo che aveva dominato l'Ottocento, "il neopositivismo, e in particolare il suo maggior esponente Émile Durkheim, cercava invece di rinnovare gli studi storici offrendo una lettura sociologica della società. Allo studio degli avvenimenti politici contrapponeva l’analisi del sociale, la funzione che all’interno di una società svolgevano gli usi, i costumi e le rappresentazioni collettive (cioè le mentalità). La società non era interpretata esclusivamente secondo l’ottica del cambiamento, ma anche in base a ciò che perdurava nel tempo. François Simiand riassunse il nuovo clima sottolineando la necessità di abbattere i tre idoli degli storici, quello politico, rappresentato dalla storia degli avvenimenti, quello individuale, rappresentato dallo studio esclusivo dei grandi uomini, e quello cronologico, rappresentato dalle analisi sulle origini di un fenomeno"[3].

La critica crocianaModifica

Benedetto Croce attaccò direttamente quella che giudicava la riduzione della storia «a una meccanica sociale, a una fisica sociale». Nella sua critica alla storia sociale, come s'era andata affermando nella Francia di fine Ottocento, lamentò che "la sociologia classificava i fatti umani e ne determinava le leggi di mutua dipendenza, e con queste leggi forniva ai racconti degli storici i principii di spiegazione. D’altra parte, gli storici raccoglievano diligentemente i fatti e li offrivano alla sociologia, perché ne spremesse il succo, cioè li classificasse e ne astraesse le leggi. Storia e sociologia stavano, dunque, come zoologia e fisiologia, mineralogia e fisica, o in altra consimile relazione; e si diversificavano dalle scienze fisiche e naturali solo per la maggiore complessità. Come per tutte le scienze fisiche e naturali, anche per la storia condizione di progresso sembrava l’introduzione del calcolo matematico, e a ciò veniva incontro, insperato aiuto, una nuova «scienza», sorta dall’umile pratica amministrativa, geniale creazione della burocrazia, la Statistica. E poiché tutta la scienza si veniva modellando sull’idea di un’officina di condensazione, anche per la storia s’invocavano e si abbozzavano «sintesi», cioè quadri storici, nei quali si riassumessero le leggi e i fatti dominanti delle singole storie come in una sorta di tabella o di atlante, che mostrasse a colpo d’occhio le cause, e i fatti che ne discendevano"[4].

NoteModifica

  1. ^ Mariuccia Salvati, Agnès Roche, Une histoire sociale à l'italienne?, Vingtième Siècle. Revue d'histoire, No. 100, Italie: La présence du passé (Oct. - Dec., 2008), pp. 21-31.
  2. ^ (FR) HISTOIRE (Domaines et champs) Histoire sociale, su universalis.fr.
  3. ^ Aramini Donatello, Roma antica tra politica e storia sociale : riconsiderando un classico di Guglielmo Ferrero e la sua fortuna nel Novecento, Mondo contemporaneo : rivista di storia : 1, 2018.
  4. ^ B. Croce, Teoria e storia della storiografia, Adelphi, Milano, 1989, pp. 324-325 (ed. or. Laterza, Bari, 1917).

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