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Strada statale 242 di Val Gardena e Passo Sella

strada statale italiana
Strada statale 242
di Val Gardena e Passo Sella
Strada Statale 242 Italia.svg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioniTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
SS 242 percorso.png
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioPonte Gardena
FineSS 48 tra Canazei e il Passo Pordoi
Lunghezza36,700[1] km
Data apertura1856[2]
Provvedimento di istituzioneD.M. 16/11/1959 - G.U. 41 del 18/02/1960[3]
GestoreTratte ANAS: nessuna (dal 1998 la gestione è passata alla Provincia autonoma di Bolzano e alla Provincia autonoma di Trento)

La strada statale 242 di Val Gardena e Passo Sella (SS 242, in tedesco Grödner Straße), chiamata anche strada delle Dolomiti Gardenesi, è una strada statale italiana che scorre nell'Alto Adige. Attraversa il paesaggio che nel 2009, è stato insignito del titolo di Patrimonio mondiale Dolomiti.

Al chilometro 31, a Ponte Gardena, si stacca dalla strada del Brennero, attraversa tutta la Val Gardena, supera il passo Sella a 2240 m e termina all'incrocio con la strada statale 48 tra Canazei e il Passo Pordoi. La strada è uno dei collegamenti più importanti delle regioni dolomitiche.

CostruzioneModifica

La strada è stata inaugurata il 26 ottobre del 1856[2]. La costruzione deriva da un'iniziativa dei commercianti Johann Baptist Moroder e di suo fratello Giovanni, nel 1843. A causa del problema dei costi, tuttavia, il tracciamento è iniziato solo nel 1853. La nuova strada ha dato un decisivo impulso economico e turistico. Un primo passaggio, con il 14% di pendenza, risulta piuttosto ripido. Nel 1914 la strada è stata finalmente completata.

I costi di quest'opera vennero coperti con l'allestimento di un casello presso Ponte Gardena. Non è invece noto da quando il tratto di strada Ortisei-Selva esista. È invece noto che i comuni di Santa Cristina e Selva abbiano mantenuto la strada da Pescosta a Plan dal 1855 e nel 1892 installato un casello a Pescosta per un migliore mantenimento della cura della strada. Fu così che gli abitanti di Santa Cristina si trovarono a pagare a due caselli.

In seguito al decreto legislativo 2 settembre 1997, n° 320, dal 1º luglio 1998, la gestione è passata dall'ANAS alla Provincia autonoma di Bolzano e alla Provincia autonoma di Trento per le tratte territorialmente competenti. Quest'ultima ha lasciato la classificazione e la sigla di statale (SS) alla strada, poiché non si tratta di un trasferimento dal demanio dello Stato a quello delle Regioni, ma di una delega in materia di viabilità e pertanto la titolarità resta sempre in capo allo Stato.

Strada statale 242 dir di Val Gardena e Passo SellaModifica

Strada statale 242 dir
di Val Gardena e Passo Sella
Localizzazione
Stato  Italia
Regioni  Trentino-Alto Adige
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioA22 uscita Chiusa-Val Gardena
FineSS 242 presso Ortisei
Lunghezza16,000[1] km
Provvedimento di istituzioneD.M. 10/09/1968 - G.U. 284 del 7/11/1968[4]
GestoreTratte ANAS: nessuna (dal 1998 la gestione è passata alla Provincia autonoma di Bolzano)

La strada statale 242 dir di Val Gardena e Passo Sella (SS 242 dir) è una strada statale italiana che si snoda nell'Alto Adige.

Rappresenta la diramazione della strada statale 242 di Val Gardena e Passo Sella, che ha inizio al casello autostradale di Chiusa-Val Gardena dell'A22 Modena-Brennero e prosegue fino ad innestarsi sulla stessa SS 242 poco prima di Ortisei.

In seguito al decreto legislativo 2 settembre 1997, n° 320, dal 1º luglio 1998, la gestione è passata dall'ANAS alla Provincia autonoma di Bolzano. Quest'ultima ha lasciato la classificazione e la sigla di statale (SS) alla strada, poiché non si tratta di un trasferimento dal demanio dello Stato a quello delle Regioni, ma di una delega in materia di viabilità e pertanto la titolarità resta sempre in capo allo Stato.

NoteModifica

  1. ^ a b Piano nazionale della sicurezza stradale, azioni prioritarie - Allegati tecnici (PDF), su vecchio.ciclodi.it, p. 70 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  2. ^ a b La strada della Val Gardena (PDF), Gardena Magazine, n. 9 del 2007, p. 13.
  3. ^ Decreto ministeriale del 16/11/1959
  4. ^ Decreto ministeriale del 10/09/1968

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