Stregheria

Con il termine stregheria, a volte detta Vecchia Religione italica o stregoneria italiana, si indica un tipo di stregoneria tradizionale italo-americana ricostruzionistica, politeista e neopagana che ha origine negli anni '70 con Leo Martello. Martello ha affermato di appartenere ad una "tradizione di famiglia" di stregoneria religiosa della Sicilia, di antica origine della zona di Enna, nel suo libro del 1970 "Witchcraft: The Old Religion". Martello non usa la parola "Stregheria" quando ci si riferisce alla sua pratica personale, bensì si riferisce ad essa come "la tradizione della Strega". Il culto avrebbe origini pre-romane, forse coeve alla religione etrusca. Fu diffuso altresì a livello mediatico-letterario da Charles Godfrey Leland nel suo testo Aradia, o il Vangelo delle Streghe (1899), il primo a occuparsene. La stregoneria italiana in questione ha per oggetto principale di culto la dea greco-romana Diana e sua figlia Aradia. Non ha a che fare con la stregoneria descritta dal cristianesimo, che ne è distorsione secondo gli aderenti, in quanto la magia nera non viene quasi praticata, tranne che per colpire i malvagi, e le streghe e stregoni (ossia pagani che credono nella stregheria, sacerdotesse e sacerdoti di sé stessi, devoti al divino e alla natura) si dedicano alla magia neutra, di solito magia bianca, meditazione e preghiera.[1]

Copertina di Aradia, o il Vangelo delle Streghe

CultoModifica

I seguaci della Vecchia Religione italica venerano Diana (regina delle streghe), figlia e sposa di Giove, che generò Dianus Lucifero (da non confondere con Lucifero biblico con cui ha alcune caratteristiche in comune, ad esempio essere scacciato da Giove e spedito negli Inferi in quanto troppo bello, prese da un omonimo dio romano figlio dell'Aurora), figlio, fratello e sposo di Diana, e la loro figlia, sorella e nipote Aradia, inviata in Terra da Diana. I praticanti usano a volte come simbolo il pentacolo non rovesciato (a volte detto simbolo di Venere e o di Diana) ma detestano e ripudiano il satanismo, secondo loro grave devianza e derivanza ebraico-cristiana-gnostica. Non vengono effettuati mai sacrifici cruenti e i diritti umani e degli animali sono rispettati, così come l'ambientalismo, in conseguenza di un vago panteismo.[1] Le streghe (e stregoni) non si appoggiano, a differenza di alcune correnti di estrema destra del neopaganesimo (ad esempio quelle che si rifanno a Julius Evola e Renato del Ponte) a nessuna corrente politica, essendo per il trasversalismo.

 
Disegno di un pentagramma su un anello da Crotone, Calabria, tratto da Immagini degli Dei antichi (Vincenzo Cartari, 1647)

Oltre ad Aradia e Diana, altre divinità fondamentali sono Apollo, Erodiade (non la figura evangelica ma forse Aradia stessa, in origine Herodiana, fusione dei nomi di Hera/Giunone e Diana/Artemide), Giano, Pan, Mefite, Ecate, Maimone, Dioniso, Bacco, Esculapio, il poeta Virgilio (considerato mago e profeta immortale[2] di Diana[3]) e molti altri. Credono nell'aldilà e nella metempsicosi, ma non nella punizione della rinascita. Molti praticanti credono e spesso venerano gli Spiriti della Natura e quelli dei propri Antenati, a volte chiamati Lari o Lasa o dei Mani, per influsso della religione romana. Alcune Tradizioni inoltre adorano, per influenza del sincretismo cristiano, anche i santi cattolici. La morale è sostanzialmente libera, specie in ambito sessuale. L'etica è soggettiva e consiste unicamente in "non danneggiare nessuno" e nell'etica della reciprocità (non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te). Molti praticano la nudità rituale sei mesi l'anno (per influsso di Leland) e gli altri sei mesi usano vesti rituali (cosiddetto Sabba), e talvolta la magia sessuale.[4] La Vecchia Religione celebra alcuni giorni come Sabba: otto Feste del Fuoco e Feste dell'Acqua, e le Lune Piene.[5] Essi sono giorni particolari: quattro Sabba maggiori (2 febbraio, 30 aprile, 1º agosto e 31 ottobre) e quattro Sabba minori, che coincidono coi solstizi e gli equinozi; accanto agli otto Sabba o «feste del Fuoco», ci sarebbero tredici feste Lunari in corrispondenza della Lune Piene («feste dell'Acqua»).[3][6] I luoghi preferiti per i sabba sarebbero il Noce di Benevento e il Passo del Tonale.[7] Per la maggioranza dei praticanti della stregoneria esisterebbe inoltre una naturale continuità tra magia e religione[8], trattandosi di una magia mirante non a controllare o comandare secondo un processo meccanico, ma che crea e comunica in maniera spontanea in un mondo incantato, organico e vivente.[9]

In antichità venivano usati unguenti composti da piante stupefacenti, derivanti dallo sciamanesimo, che consentivano un viaggio spirituale.[5] Per evitare danni cerebrali e tossicodipendenza dovuti all'assunzione di tali droghe alcuni praticanti usano, al posto dell'unguento e delle droghe, la meditazione o altre pratiche che permettano lo stato di trance[5], ad esempio vengono eseguiti esercizi mentali di autoipnosi, lavoro sui sogni, viaggi astrali, divinazione e pratiche oracolari.[5][3][10]

Molti aderenti tengono a mantenere una prudente riservatezza sulle loro credenze[11]: essi appoggiano la libertà religiosa, rispettano ogni simbolo e fede, compreso l'ateismo e il cattolicesimo, ma spesso hanno connotazioni di anticlericalismo, dovuti alle passate cacce alle streghe.[1]

La stregoneria italiana riprende anche riti popolari come lanciare o togliere il malocchio e l'imposizione delle mani (dove i guaritori Apollo ed Esculapio sono stati sostituiti nei riti popolareschi vigenti in Toscana, in montagna o nelle campagne meridionali dai santi cristiani Cosma e Damiano).

DiffusioneModifica

Non è da confondere con la Wicca. In seguito a saghe come Harry Potter di J.K. Rowling, la Wicca e la stregheria hanno avuto un forte revival anche oltreoceano. La Vecchia Religione sarebbe presente in tutte le regioni italiane, in particolar modo in Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, che conterebbero la presenza di un numero significativo di persone ad essa dedite.[3]

La Vecchia Religione si caratterizza anche e spesso come pratica individuale e solitaria (gnosi personale non verificata o rivelazione privata) la pratica di gruppo non è ritenuta così importante come invece avviene nella Wicca, sebbene sia praticata in alcune occasioni, specie in piccoli gruppi.

Aradia, o il Vangelo delle StregheModifica

 
La dea Diana associata alla Luna (opera del Guercino, 1658)

«Ora, quando Aradia ebbe imparato a compiere ogni sorta di stregoneria e a distruggere la razza infame degli oppressori, insegnò ai suoi discepoli quest'Arte e disse loro: "Quando io sarò partita da questo mondo, / qualunque cosa avrete bisogno, una volta al mese, quando la luna è piena, / Dovete venire in luogo deserto, in una selva tutte insieme, / e adorate lo spirito potente della vostra regina di mia madre Diana... Sarete liberi dalla schiavitù! E così diverrete tutti liberi! / E come segno della vostra vera libertà uomini e donne nei vostri riti / sarete tutti nudi fino a che non sarà morto l'ultimo degli oppressori".»

(C.G. Leland, Aradia, capitolo I)

Altre opere a cui il movimento si rifà sono quelle dell'antropologo Charles Godfrey Leland, come in Aradia, o il Vangelo delle Streghe (più altre[12]), considerato un testo sacro (Diana e Aradia sono viste come liberatrici e vendicatrici di schiavi antichi e di oppressi dalla Chiesa cattolica, specialmente servi ed eretici), e ad altri autori italoamericani; tra questi di particolare rilevanza è Raven Grimassi, che afferma di avere derivato le sue conoscenze da tradizioni famigliari di stregoneria, provenienti dall'Italia, dalla quale i suoi avi immigrarono negli Stati Uniti.

Su Grimassi, scrivendo della leggenda di Aradia, l'antropologa Sabina Magliocco afferma[13]:

«Molto più influente nel perpetuare la leggenda di Aradia è stata l’opera di Raven Grimassi. Autore di una serie di famosi libri sulla Stregheria, o Stregoneria Italo-Americana, Grimassi presenta Aradia come una donna saggia che visse in Italia nel XIV secolo, e che determinò la rinascita della Vecchia Religione. Egli sostiene di praticare una tradizione fondata dai suoi seguaci (Grimassi, 1995:xviii). In Hereditary Witchcraft, amplia la visione di Leland e il materiale presentato in Ways of Strega, aggiungendo un capitolo sugli insegnamenti di Aradia (Grimassi, 1999:191-201), che comprende una serie di predizioni sul futuro dell’umanità ed il ritorno della Vecchia Religione (1999:207-208). Dopo la misteriosa scomparsa di Aradia, i suoi dodici discepoli ne divulgarono il Vangelo, giustificando così la diffusione della Vecchia Religione in Italia e in Europa (1999:203-210)»

Il termine "stregheria"Modifica

La parola stregheria in sé stessa è un termine sostanzialmente moderno e usato raramente:[14]

«Lo utilizza quasi esclusivamente Girolamo Tartarotti, la cui opera a metà del XVIII secolo “si può a ben ragione considerare come il punto di arrivo del più che secolare ripensamento sulla questione della stregoneria”. Infatti il termine stregheria viene usato in questo contesto per identificare sostanzialmente il fenomeno delle streghe e la credenza nella “compagnia di Diana”, una credenza illusoria che Tartarotti considerava diffusa in tutta l’Europa. Le streghe per Tartarotti sono “vecchie libidinose e malinconiche che si eccitano ai più sudici racconti e con l’aiuto di speciali unguenti credono di vivere ciò che sognano”.»

Uno dei primi e rari usi nella storia moderna del termine "stregheria", come sinonimo di stregoneria si ritrova in un'opera poetica di Lorenzo Lippi, pubblicata postuma nel 1688, Il Malmantile racquistato[15]. Un altro riferimento al termine, si ritrova nell'opera in lingua inglese di Ephraim Chambers, Cyclopaedia or Universal Dictionary of Arts and Sciences opera pubblicata a Londra nel 1728. Successivamente il "Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri " del 1854[16], narra un episodio del 1521 ossia di una delibera presa dal Consiglio dei Dieci di Venezia contro eretici della Valcamonica che praticavano ciò che veniva definito per l'appunto stregheria.

Dagli Stati Uniti il termine stregheria è stato riadottato negli ultimi decenni da gruppi neopagani italiani di stregoneria, che hanno voluto polemicamente distanziarsi dalla Wicca[17].

NoteModifica

  1. ^ a b c Faq sulla Stregoneria italiana, su lucedistrega.net. URL consultato il 20 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2012).
  2. ^ Rouge ricorda una storia ambientata nel Rinascimento in cui Virgilio insegna come chiamare la dea e onorarla ad alcuni bambini fiorentini, e Diana alla fine punisce un prete che l'aveva insultata. Il testo è riportato qui.
  3. ^ a b c d Dragon Rouge, Antica stregoneria italiana, Aradia Edizioni, 2007.
  4. ^ Etica della stregheria, su lucedistrega.net. URL consultato il 19 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2012).
  5. ^ a b c d Stregheria
  6. ^ Francesco Dimitri, op. cit., pag. 88.
  7. ^ Andrea Malossini, Breve storia delle streghe, Area51 Publishing, 2011.
  8. ^ Francesco Dimitri, op- cit., pag. 90-91.
  9. ^ P. Currot, A Somewhat Radical Revisioning of Contemporary Witchcraft, in F. Horne, Pop! Goes the witch, pag. 252, New York, The Disinformation Company, 2004.
  10. ^ Dragon Rouge, Striaria, Grimorio di stregoneria rituale, Aradia Edizioni, 2008.
  11. ^ Il segreto, su lucedistrega.net. URL consultato il 19 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2012).
  12. ^ http://www.sacred-texts.com/pag/err/index.htm Etruscan Roman Remains in Popular Tradition
  13. ^ Magliocco, Sabina, Who Was Aradia? The History and Development of a Legend, in Pomegranate: The Journal of Pagan Studies,, vol. 18, 2002, pp. –. Trad.: Chi era Aradia?
  14. ^ Leland e la stregoneria italiana
  15. ^ Lorenzo Lippi, Il malmantile riacquistato, pp. 386 387.
  16. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da s. Pietro sino ai nostri, p. 302.
  17. ^ Sheanan e ArdathLili. Il Sabba italiano. Edizione Privata. 2003

BibliografiaModifica

  • Berti, Giordano, Storia della Stregoneria. Origini, credenze, persecuzioni e rinascita nel mondo contemporaneo, Mondadori, Milano 2010, ISBN 9788804598688.
  • Charles Godfrey Leland, Streghe, Esseri Fatati ed Incantesimi nell'Italia del Nord. La magia popolare delle sagae italiane dagli Etruschi all'800, Elfi Edizioni.
  • Charles Godfrey Leland, Aradia o il Vangelo delle Streghe, con appendici inedite, Ediz. Il Gatto Nero - Rebis, 2004.
  • Charles Godfrey Leland, Il Tesoro delle Streghe, 2 voll., Il Gatto Nero - Rebis, 1997 e rist.
  • Charles Godfrey Leland, Firenze Arcana, Il Gatto Nero - Rebis, 2004.
  • Charles Godfrey Leland, Leggende Magiche di Firenze, in Elixir-Scritti della Tradizione Iniziatica e arcana, Ediz. Rebis, nn. vari.
  • Pier Luca Pierini R., Il Segreto della Magia di Aradia e il Vangelo delle Streghe, Edizioni Rebis, 1994 e succ. rist.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica