Stretto di Gibilterra

stretto che mette in comunicazione l'oceano Atlantico e il mar Mediterraneo
Stretto di Gibilterra
STS059-238-074 Strait of Gibraltar.jpg
Lo stretto di Gibilterra visto dal satellite
Parte di Oceano Atlantico
Mar Mediterraneo
Stati Regno Unito Regno Unito
   Gibilterra Gibilterra
Marocco Marocco
Spagna Spagna
Regioni Andalusia
Coordinate 35°58′18″N 5°29′09″W / 35.971667°N 5.485833°W35.971667; -5.485833
Dimensioni
Lunghezza 59 km
Larghezza 14 km
Profondità massima 900 m
Profondità media 365 m

Lo stretto di Gibilterra è il tratto di mare delimitato a nord dall'estremità meridionale della penisola iberica e a sud dal continente africano. Le acque dello stretto bagnano le coste del Marocco, della Spagna e di Gibilterra. Ha un'ampiezza minima di circa 32 km ed una lunghezza di circa 60 km, e mette in comunicazione l'oceano Atlantico con il mar Mediterraneo. La sua larghezza minima è di 14 km, mentre quella massima è di 44 km. Nell'antichità le due località che si fronteggiavano ai due lati dello stretto (le Colonne d'Ercole) si chiamavano Calpe e Abyla. Per alcuni anni i governi della Spagna e del Marocco volevano costruire un tunnel sotto lo stretto. Il progetto includeva un doppio tunnel lungo 38.7 km di cui 28 di questi sono sott'acqua.Lo stretto di Gibilterra (in inglese Strait of Gibraltar, in spagnolo Estrecho de Gibraltar,in arabo "مضيق جبل طارق") mette in comunicazione l'oceano Atlantico e il mar Mediterraneo.

Mappa dello stretto

DescrizioneModifica

Geograficamente è delimitato a nord dall'estremità meridionale della penisola iberica e a sud da un'exclave spagnola nella parte più settentrionale del Marocco, la città di Ceuta; prende il nome dalla rocca di Gibilterra, promontorio della penisola iberica attualmente possedimento del Regno Unito, che si trova all'imboccatura orientale dello stretto.

La sua larghezza minima è di 14 km tra punta de Tarifa e Punta Cires, quella massima è di 44 km; la lunghezza è circa 60 km. La profondità massima è di circa 900 m. Lo stretto costituisce il punto di maggior vicinanza tra l'Europa (intesa come continente a sé stante, non come Eurasia) e l'Africa.

StoriaModifica

Negli ultimi 6 milioni di anni lo stretto si è chiuso e riaperto per circa 16 volte, a causa della subduzione tettonica e/o del livello del mare, che è dipendente dalla situazione climatica planetaria; per lo spostamento di 2,5 cm/anno della zolla tettonica africana verso l’Europa, lo stretto si chiuderà nuovamente in circa 500.000 anni.

Nell'antichità le due località che si fronteggiano ai due lati dello stretto (le Colonne d'Ercole) si chiamavano Calpe e Abyla, rispettivamente gli importanti porti odierni Gibilterra e Ceuta.

Prima dell'apertura del canale di Suez lo stretto di Gibilterra costituiva l'unico sbocco del Mediterraneo, rivestendo grande importanza militare e commerciale.

AttualitàModifica

Da alcuni anni i governi di Spagna e Marocco studiano il modo di costruire un tunnel sotto lo stretto. Nel 2012 è stato definito l'aggiornamento della soluzione di attraversamento nel punto meno profondo tra Tangeri e Tarifa, con fine dei lavori prevista in origine per il 2025. Lo studio è affidato a un gruppo di ingegneri svizzeri, spagnoli, italiani e marocchini. Il progetto[1] include un doppio tunnel di 38,7 km, dei quali 28 sott'acqua, con un tunnel intermedio di sicurezza e servizio, simile al noto Tunnel della Manica. Recenti studi hanno rivelato due paleo-canali, profondi più di 600 metri, che intersecano in due punti la traiettoria del tunnel, riempiti con depositi di brecce argillose di tipo flysch. Le condizioni geologiche e idrogeologiche lungo il percorso sono ancora fonte di incertezza, nonostante le ampie indagini svolte. Il tunnel ferroviario trasporterà treni passeggeri, merci, ad alta velocità e speciali.

In alternativa, un gruppo di ingegneri statunitensi e britannici ha studiato la possibilità di costruire un ponte sopra lo stretto, tuttavia la profondità e le forti correnti della zona non lo consentono.

NoteModifica

  1. ^ Gibraltar Strait Tunnel • Spain - Morocco, su www.geodata.it. URL consultato il 16 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2017).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN238377771 · LCCN (ENsh85054865 · GND (DE4093478-0 · BNF (FRcb152385693 (data)