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Le suore missionarie della Sacra Famiglia (in polacco Siostry Misjonarki Świętej Rodziny) sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla M.S.F.[1]

Cenni storiciModifica

La congregazione venne fondata nel 1905 a Mohylew (l'attuale Mahilëŭ, in Bielorussia) da Bolesława Lament (1862-1946) con il fine di promuovere la riunione dei cristiani delle Chiese orientali alla Chiesa cattolica: venne eretta in istituto di diritto diocesano con decreto dell'arcivescovo di Mahilëŭ, Eduard von der Ropp, del 25 giugno 1924.[2]

Le suore, a partire dal 1922, si diffusero soprattutto nella Polonia orientale (a maggioranza ortodossa), dove aprirono asili, orfanotrofi, dormitori e scuole di taglio e cucito. Nel secondo dopoguerra la casa generalizia della congregazione venne trasferita nella Polonia centrale, dove le religiose vennero impiegate soprattutto come infermiere negli ospedali.[2]

Le missionarie della Sacra Famiglia ottennero il pontificio decreto di lode il 7 luglio 1967.[2]

La fondatrice è stata beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 1991.[3]

Attività e diffusioneModifica

Le missionarie della Sacra Famiglia si dedicano all'istruzione e all'educazione cristiana della gioventù.

Sono presenti in Europa (Bielorussia, Italia, Lituania, Polonia, Russia), in Africa (Kenya, Tanzania, Zambia) e negli Stati Uniti d'America:[4] la sede generalizia è a Varsavia.[1]

Al 31 dicembre 2005 l'istituto contava 338 religiose in 44 case.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, p. 1676.
  2. ^ a b c DIP, vol. V (1978), coll. 1604-1605, voce a cura di J. Bar.
  3. ^ Tabella riassuntiva delle beatificazioni avvenute nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II, su vatican.va. URL consultato il 16-7-2009.
  4. ^ Zgromadzenie, su misjonarki-swietej-rodziny.org. URL consultato il 16-7-2009.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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