Supremo Consiglio d'Italia

organo dell'Impero spagnolo (1556-1717)

Il Supremo Consiglio d'Italia (in spagnolo Real y Supremo Consejo de Italia) era un organo collegiale della Corona spagnola con sede a Madrid, competente per il governo dei domini spagnoli in Italia, ovvero il Regno di Sicilia, il Regno di Napoli (da cui dipendeva inoltre lo Stato dei Presidi) e lo Stato di Milano.

Impero Spagnolo-Portoghese nel 1598.

     Territori di competenza del Consiglio di Castiglia

     Territori di competenza del Consiglio d'Aragona

     Territori di competenza del Consiglio del Portogallo

     Territori di competenza del Consiglio d'Italia

     Territori di competenza del Consiglio delle Indie

     Territori di competenza del Consiglio delle Fiandre

StoriaModifica

Il Supremo Consiglio d'Italia era uno dei molteplici consigli in cui si articolava il governo spagnolo nel periodo tra i secoli XVI e XVIII, secondo il sistema noto come polisinodia. Il Consiglio fu istituito nel 1556 da Filippo II.

La Sardegna rimase invece nella competenza del Supremo e Reale Consiglio di Aragona fino alla sua cessione alla monarchia asburgica e poi ai Savoia, avvenuta nel 1720.

Il Consiglio d'Italia venne sciolto da Filippo V di Borbone il 1º maggio 1717 in seguito alla definitiva perdita da parte della Spagna dei territori italiani sancita dai trattati di Utrecht e Rastatt.

Parallelamente nel 1713 Carlo VI d'Asburgo, intenzionato a rivendicare la propria sovranità su tutti gli antichi Stati appartenenti agli Asburgo di Spagna, aveva costituito il Consejo Supremo de España e la Secretaría de Estado y del Despacho, con sede a Vienna. Tali organi erano investiti delle funzioni precedentemente attribuite al Supremo Consiglio d'Italia.[1] Il Consiglio di Spagna, diviso in quattro segreterie, ovvero Napoli, Sardegna (sostituita dal 1720 con quella della Sicilia), Milano e Fiandre (fino all'aprile del 1717, quando venne eretto il Consejo de Flandes), aveva il compito di coadiuvare il sovrano nell'amministrazione dei territori italiani, mentre la Segreteria di Stato si occupava della loro politica estera. Il Consiglio di Spagna smise di fatto di funzionare fin dal gennaio 1734, in concomitanza con l'inizio della conquista borbonica delle Due Sicilie, per poi essere sciolto definitivamente due anni dopo.

StrutturaModifica

L'organizzazione del Supremo Consiglio d'Italia comprendeva:

  • un presidente, scelto nell'ambito dell'alta nobiltà spagnola;
  • sei reggenti, due per il Regno di Sicilia, due per il Regno di Napoli e due per il Ducato di Milano; per ciascuno di questi territori uno dei reggenti era spagnolo, l'altro italiano, nativo del territorio stesso, entrambi letterati / letrados (istruiti, nelle rispettive lingue), vale a dire laureati in utroque iure (tanto in diritto canonico quanto in diritto civile);
  • vari funzionari posti alle sue dipendenze, tra cui tre segretari, uno per ciascun possedimento, un avvocato fiscale, che vigilava sugli interessi dello stato, e un conservatore generale del patrimonio, che vigilava sulla gestione patrimoniale.

FunzioniModifica

Il Supremo Consiglio d'Italia si occupava di tutti gli affari di stato e di giustizia riguardanti gli stati italiani governati dal ramo principale degli Asburgo; proponeva al Consiglio di Stato, presieduto dal Re, la nomina dei viceré di Sicilia, dei viceré di Napoli e del Governatore del Ducato di Milano e si pronunciava sulle più importanti nomine civili e militari proposte da costoro. Le sue funzioni erano unicamente consultive: il parere era riportato in un documento (consulta), redatto dal segretario, che veniva poi sottoposto al Re, il quale vi annotava la propria decisione; se il parere non era unanime, venivano riportati i diversi pareri emersi durante la discussione.

Presidenti del Consiglio d'ItaliaModifica

1554 - 1555 Juan Rodríguez de Figueroa Dal 1556 regna Filippo II.
1556 - 1558 Francisco de Menchaca
1558 - 1578 Diego Hurtado de Mendoza, duca di Francavilla Successivamente viceré d'Aragona e di Catalogna, mantenne il titolo di presidente.
1560 - 1561
1564 - 1565
Juan Rodríguez de Figueroa Reggenti in assenza di Diego Hurtado de Mendoza.
1565 - 1567 Lorenzo Polo
1567 Marcello Pignone
1567 - 1571 Gaspar de Quiroga, vescovo di Cuenca
1576 - 1578 Francisco Hernández de Liébana
1579 - 1586 Antoine Perrenot de Granvelle Ex viceré di Napoli.
1586 - 1594 Gaspar de Quiroga, cardinale 2ª volta. Morto in carica.
1594 - 1596 Diego Fernández de Cabrera, conte di Chinchón
1596 - 1600 Juan de Zúñiga, conte di Miranda Ex viceré di Napoli. Nominato Presidente del Consiglio di Castiglia. Dal 1598 regna Filippo III.
1601 - 1612 Juan Fernández de Velasco, connestabile di Castiglia e duca di Frías Ex governatore di Milano.
Bernardo de Bolea, vice cancelliere d'Aragona
1613 - 1615 Juan Beltrán de Guevara, vescovo di Badajoz Presidente sino all'arrivo del conte di Lemos. Nominato arcivescovo di Santiago.
1615 - 1618 Pedro Fernández de Castro, conte di Lemos Viceré di Napoli e presidente del Consiglio d'Italia. Dimesso.
1618 - 1621 Juan Alonso Pimentel, conte di Benavente Ex viceré di Napoli. Morto in carica.
1621 - 1622 Baltasar de Zúñiga y Velasco Morto in carica. Dal 1621 regna Filippo IV.
1622 - 1630 Manuel de Acevedo y Zúñiga, conte di Monterrey Ex ambasciatore a Roma, venne nominato viceré di Napoli. Era nipote del precedente.
1630 - 1632 Francisco Fernández de la Cueva, duca di Alburquerque Ex viceré di Sicilia.
1633 - ? Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres Ex viceré di Napoli.
? - 1645 Gaspar de Borja, arcivescovo di Siviglia Vice cancelliere d'Aragona.
1653 - 1655 Diego Mexía Felípez de Guzmán, marchese di Leganés Ex governatore di Milano. Morto in carica.
1655 - ? García de Haro, conte di Castrillo Presidente del Consiglio di Castiglia.
1660 - 1666 Antonio Sancho Dávila, marchese di Velada Ex governatore di Milano. Presiede contemporaneamente il Consiglio delle Fiandre. Morto in carica. Dal 1665 regna Carlo II.
Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres 2ª volta.
1669 - 1671 Duarte Fernando Álvarez de Toledo, conte di Oropesa Morto in carica.
1671 - 1676 Gaspar de Bracamonte, conte di Peñaranda Presidente del Consiglio delle Indie.
1677 - 1689 Antonio Álvarez de Toledo, duca d'Alba
1690 - 1698 Manuel Joaquín Álvarez de Toledo, conte di Oropesa Nominato presidente del Consiglio di Castiglia.
1698 - 1701 Fadrique Álvarez de Toledo y Ponce de León, marchese di Villafranca Ex viceré di Napoli e di Sicilia. Da 1700 regna Filippo V.
1703 - 1715 Antonio Sebastián de Toledo Molina y Salazar, marchese di Mancera Nel 1707 il Consiglio d'Italia diventa competente anche sulla Sardegna, in seguito allo scioglimento del Consiglio d'Aragona.
In seguito alla perdita dei territori italiani sancita dai trattati di Utrecht e Rastatt il Consiglio d'Italia viene sciolto il primo maggio del 1717.

NoteModifica

  1. ^ Bona Castellotti, Bressan, Vismara, pp. 56-58

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica