La serie GSX-R è la serie più sportiva della CasagiapponeseSuzuki, durante gli anni è stata resa disponibile in varie cilindrate tra i 125 e i 1300 cm³.
Introdotta nel 2017, estende la gamma GSX-R verso le cilindrata minori, anch'essa munita di ABS come da disposizioni di legge, riprende in parte la carenatura del modello 250 introdotto lo stesso anno.
Questa moto venne prodotta dal 1987 al 1990 in un'unica serie; al contrario delle moto moderne, era munita di una carenatura bombata molto avvolgente che permetteva di vedere in minima parte il telaio e il motore, nella versione più sportiva "GSX-R 250 R" introdotta nel 1989 il sistema d'alimentazione sfrutta il sistema SRAD (Suzuki Ram Air Direct) per migliorare la respirazione del motore.
Di questa moto venne presentata una variante nuda nel 1988, la "GSX-S 250 COBRA", caratterizzata da una codino completamente ridisegnato e da due fiancatine laterali munite di doppio sfogo dell'aria, inoltre ha solo un disco freno anteriore.
Venne ripresentata nel 2017 con un motore biciclindrico e ABS.
La versione da 400 cm³, nata nel 1984[1], è stata la capostipite del marchio GSX-R. La prima serie era dotata di sella pilota e passeggero unite in un unico pezzo e due grandi fari rotondi, oltre ad una carena molto avvolgente tipica di quegli anni (ma tuttavia priva della parte più bassa, aggiunta nel 1986.
La seconda serie, costruita dal 1989 al 1990, subisce varie modifiche estetiche: la sella pilota viene divisa da quella del passeggero, viene adottato un telaio di nuova concezione e della carene dalle forme più sinuose.
La terza serie ed ultima serie (dal 1991 al 1999) viene ulteriormente rivista, con una carena decisamente più aggressiva e l'adozione del monofaro rettangolare; vengono inoltre rovesciate le forcelle e rivisto il telaio, che ora ricorda molto quello della GSX-R 1100.
Lanciata nel 1985[1], la GSX-R 750 nasce con un motore con raffreddamento misto ad aria ed olio (SACS) dotato di 106 CV di potenza erogati a 10.500 giri al minuto, ed un peso a secco di 179 kg. Dopo il restyling del 2000, che ha apportato gli stessi vantaggi avuti sulla 600 cm³, si è arrivati al modello attuale (prodotto a partire dal 2008) con 150 CV ed un peso di circa 200 kg in ordine di marcia.
Questa moto è stata prodotta dal 1986 al 1997, in quattro serie diverse.
La prima serie (dal 1986 al 1988) era caratterizzata da un motore con raffreddamento misto aria-olio (sistema SACS) di 1052 cm³ con una potenza di 130 CV a 9.500 rpm, oltre a dei peculiari cerchi da 18 pollici. Può essere considerata la capostipite delle supersportive estreme: era infatti estremamente precisa in velocità, a scapito di una scarsa maneggevolezza e una certa durezza di guida, adattissima alla pista ma molto più scomoda su strada. I primissimi modelli italiani furono introdotti dall'importatore con un faro quadro per rispettare la normativa dell'epoca.
Nella seconda serie (dal 1989 al 1990) il motore sale di cubatura, portandosi a 1127 cm³ sempre SACS, con una potenza di 140 CV a 9.600 rpm, e vengono introdotti i cerchi da 17 pollici, ormai consuetudine per le supersportive. Venne rivista la ciclistica, in modo da migliorare la maneggevolezza e la facilità di guida a scapito della precisione, decisione criticata dagli amanti della pista ma apprezzata dai motociclisti di strada.
La terza serie, prodotta dal 1991 al 1992, pur mantenendo lo stesso motore subisce dei miglioramenti che portano la potenza massima a 145 CV a 9.600 rpm. La quarta ed ultima serie, che va dal 1993 al 1997, adotta un motore raffreddato a liquido da 1074 cm³ dotato di 155 CV a 10.000 rpm. A tal proposito c'è da dire che il motore SACS pur essendo più avaro di prestazioni garantiva una affidabilità più che notevole, derivante dal fatto che usando l'olio come liquido di raffreddamento il motore poteva essere mantenuto ad una temperatura leggermente più alta (circa 140°) senza nessun problema.
Nel corso della sua evoluzione, la GSX-R 1100 non ha subito particolari modifiche alle carene, eccezion fatta per la forma dei fari; è stato invece più volte modificato il telaio, per rendere la moto come già detto più maneggevole in strada.
Anteriore: forcella teleidraulica Kayaba con steli da 41 mm regolabile / Posteriore: forcellone oscillante e monoammortizzatore regolabile (sistema "New Full Floater")
Anteriore: forcella telescopica da 43mm completamente regolabile / Posteriore: forcellone oscillabile con leveraggio progressivo e mono ammortizzatore idraulico