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Sven Hassel

scrittore danese

Sven Hassel, pseudonimo di Willy Arberg, nato Børge Willy Redsted Pedersen (Frederiksborg, 19 aprile 1917Barcellona, 21 settembre 2012), è stato uno scrittore danese, autore di romanzi di guerra basati su esperienze pseudo-autobiografiche durante la seconda guerra mondiale. Lo stile dell'autore, peculiare e immaginoso, sa dare vita a vivide scene "dietro le linee" ma anche a tragiche e movimentate sequenze di battaglia. Il suo modus narrandi incrocia influenze del romanzo picaresco, da Niente di nuovo sul fronte occidentale alla serie di racconti del "Il buon soldato Sc'vèik" di Jaroslav Hašek.

BiografiaModifica

Secondo la biografia ufficiale, riportata sui libri pubblicati in Italia dalla Sonzogno, Sven Hassel sarebbe lo pseudonimo di Willy Arberg[1] ma i registri delle nascite di Frederiksborg lo riportano col nome di Børge Willy Redsted Pedersen, primogenito di Peder Oluf Pedersen e di Maren Hansine Andersen[2]. Per sfuggire alla disoccupazione si arruolò nell'esercito tedesco nel 1937. Dopo aver disertato già nei primi mesi di guerra fu deportato in un campo di concentramento e infine reinserito nelle compagnie di disciplina dell'esercito tedesco, formate da disertori, sospettati politici e assassini, con le mansioni più pericolose. Prese parte a diverse campagne in Russia, Italia e Francia dove combatté sino alla fine della guerra.

L'autore dichiara di essere nato con il nome di Sven Pedersen a Frederiksborg, in Zelanda, regione della Danimarca.[1] In seguito adottò il nome da nubile di sua madre, Hassel. A quattordici anni cominciò a lavorare su navi mercantili, fino al 1936, anno in cui finì militare. Nel 1937, per sfuggire alla grande depressione, il ventenne disoccupato Hassel andò in Germania per arruolarsi nella Wehrmacht. Aspettò sette mesi prima di essere accettato nel 7º Reggimento di cavalleria, dove potevano servire solo cittadini tedeschi, a condizione appunto che diventasse un tedesco naturalizzato; cambiò nome nel più germanico Sven Hassel. Servì poi nella 2. Panzer-Division, stanziata a Eisenach; nel 1939 partecipò all'invasione della Polonia come carrista.

Nel 1940 dopo aver usufruito di un periodo di licenza disertò dalla sua unità e fu condannato ad una pena detentiva. Scarcerato, fu trasferito in un battaglione di disciplina, un sonderabteilung, formato da criminali e dissidenti politici. Servì prima con il 2º Reggimento di cavalleria e poi nell'11º e 20º Reggimento "Panzer" della 6. Panzer-Division.

Combatté su tutti i fronti, eccetto in Africa, rimanendo ferito parecchie volte. Alla fine raggiunse il grado di tenente e fu decorato con le croce di ferro di prima e seconda classe. Nella sua autobiografia afferma di essersi arreso ai sovietici nel corso della battaglia di Berlino del 1945 e divenne un prigioniero di guerra, mentre invece sembra sia stato arrestato nel 1945 in Danimarca e trattenuto come collaborazionista del regime nazista[3]. Durante la prigionia iniziò a scrivere il suo primo romanzo, raccontando in prima persona le esperienze sue e dei suoi compagni nel reggimento disciplinare.

Rilasciato nel 1949, stava per arruolarsi nella legione straniera francese quando incontrò Dorthe Jensen, che sposò nel 1951. Nel 1953 uscì il suo primo romanzo, i Maledetti da Dio (Legion Of The Damned).

Dopo un periodo in cui rimase anche paralizzato, a causa della febbre caucasica contratta nei campi di prigionia, scrisse altri libri, con protagonisti i suoi compagni d'arme.

Nel 1964 si trasferì in Spagna, a Barcellona, dove visse fino alla morte nel 2012 a 95 anni. In totale scrisse 14 romanzi, tradotti in 18 lingue (negli anni settanta in Italia da Longanesi).

I romanziModifica

Le opere di Hassel sono in prima persona e raccontano le vicende del 27º Reggimento "Panzer" di disciplina, formato da criminali, "indesiderati" politici e da disertori condannati dalla corte marziale. Le vicende sono ambientate sui principali fronti della seconda guerra mondiale, ad esclusione dell'Africa; il Reggimento fu particolarmente impiegato in Russia, in Italia, durante la battaglia di Montecassino, fino a fronteggiare le truppe alleate durante lo sbarco in Normandia.

I personaggi e lo stileModifica

Da un'attenta analisi dei romanzi risulta evidente che, oltre ai dati e alle esperienze autobiografiche, siano stati utilizzati elementi fittizi: Hassel e i suoi alcune volte, stando alle date e ai luoghi dei libri, combattono contemporaneamente su più fronti.

Gli elementi inventati sono anche nei racconti, di argomento bellico e prebellico, degli stravaganti componenti della V. compagnia, II. sezione in cui militano Hassel e i suoi compagni. Hassel affermava di aver preso spunto dai suoi veri commilitoni, ma le critiche restano aperte.

Fanno parte della sezione

  • il sergente Willie Beier, chiamato "Vecchio Unno", il leader e una sorta di padre per tutto il gruppo di soldati, assimilabile al "Kat" di Erich Maria Remarque; sposato e padre di due bambini, in battaglia conserva il sangue freddo, che però perde spesso e volentieri davanti alle mascalzonate compiute dalla sua sezione durante i momenti di riposo;
  • Alfred Kalb, il "Piccolo Legionario", musulmano, ex membro della Legione Straniera Francese, il soldato più esperto del gruppo, con la perenne sigaretta in bocca, abilissimo col coltello ma impotente a seguito della sua castrazione per mano delle SS al campo di Fagen (come detto in "Battaglione d'assalto", "Kameraden" e altri);
  • Barcelona Blom, un veterano della guerra civile spagnola, nostalgico della Spagna e degli aranci; ha combattuto inizialmente coi comunisti repubblicani per poi cambiare schieramento prima della fine, ma non abbastanza in tempo da evitare galera e il battaglione disciplinare;
  • Gregor Martin, ex autista di un generale (von Kluge, da lui e dagli altri soprannominato "Culo e braghe"), non particolarmente coraggioso ma professionista del contrabbando, che spesso aiuta Porta a far "svanire" carichi particolarmente grossi (tipo scavatori e trattori Ford americani destinati ai russi);
  • Julius Heide, un nazista fanatico e maniaco del regolamento, incarnazione del soldato perfetto; figlio di proletari (madre onesta e lavoratrice e padre incapace violento e ubriacone), vede la disciplina come metodo di riscatto da quella situazione, e da diversi passaggi nei vari libri si intuisce che il suo fervore nazista è solo il modo in cui manifesta la sua assoluta obbedienza a autorità e disciplina, indifferentemente dal colore ideologico: sopravviverà alla guerra, diventando maggiore nell'esercito comunista della Germania Est e comandante di un battaglione di carri; nonostante la sua iperdisciplina è un soldato coraggioso e molto capace.
  • Wolfgang Ewald Creutzfeld, detto "Fratellino" (o anche "Tiny" o "Petit-frère" a seconda delle edizioni), un gigante dotato di grande coraggio e forza erculea. Suo segno distintivo è una bombetta grigia; in più occasioni Creutzfeld asserisce orgoglioso di esser stato dichiarato "completamente imbecille" da tre psichiatri militari, e spesso usa questa sua "idiozia" per prendersi gioco anche crudelmente di ufficiali e sottufficiali che recano fastidio a lui o alla sezione coi loro metodi estremisti (esempio lampante è l'esasperazione che causa al capitano Von Pader in "L'ultimo Assalto")
  • Joseph Porta, "caporal maggiore per grazia di Dio", un magro e astutissimo soldato originario di Berlino, amante della cucina, sempre in cerca di cibo. È l'anima degli imbrogli e dei raggiri che si verificano nei romanzi ed è l'autore di numerose "storielle incredibili" ed aneddoti, che racconta nei momenti più disparati. Suo segno distintivo è un cappello a cilindro giallo, preso in Romania ad un barone a seguito di una epica partita a "ving-et-un" descritta in "Maledetti da Dio" assieme ad una marsina e ad un monocolo; il cilindro lo accompagna anche in battaglia.

Fra i componenti della sezione si instaura un fortissimo sentimento di cameratismo e fratellanza, che li spinge a rischiare la vita per aiutare un commilitone in difficoltà ed a condividere ogni cosa, dal cibo alle emozioni e ai pensieri.

Nei vari romanzi compaiono anche altri personaggi come il Capitano von Barring (Comandante della V compagnia), Gustav "Pluto" Eicken, Hugo Stege, (questi ultimi solo nei primi romanzi, poi rimpiazzati man mano dagli altri) il maggiore (poi colonnello) Hinka, i tenenti Löwe e Ohlsen, il capo-meccanico Wolf con le sue guardie del corpo cinesi e i cani lupo da guardia, altro famoso contrabbandiere nonché rivale ma partner criminale di Porta.

Lo stile è diretto, crudo e descrive la guerra in tutta la sua violenza. Hassel è abilissimo nel passare da situazioni di ilarità e rilassamento al pieno dell'azione bellica, dove emergono le paure, il coraggio, l'ingegno dei personaggi. Raramente, nella narrazione, c'è spazio per il militarismo e l'esaltazione della guerra: battute salaci e considerazioni profonde esprimono l'estremo disgusto dei protagonisti verso la guerra e i suoi orrori. Combattono per sopravvivere, senza badare alla convenzione di Ginevra; uccidono per non essere uccisi.

Ordine cronologico delle opereModifica

  1. Il Commissario (invasione dell'Ucraina)
  2. Colpo di mano a Mosca (Operazione Taifun)
  3. Corte marziale (fronte finlandese e combattimenti a fianco della celebre "Brandenburg")
  4. Prigione Ghepeù (alcuni soldati parlando della penetrazione nel Caucaso, ma vi è anche un riferimento all'orso Rasputin presente in "L'ultimo assalto", quindi è dubbia)
  5. General SS (Stalingrado e la resa della 6ª Armata)
  6. Battaglione d'assalto (viene citato il ricongiungimento dei tedeschi con la 4ª armata romena, quindi successivo a Stalingrado)
  7. Maledetti da Dio (opera prima dell'Autore che spazia dall'inizio della guerra alla campagna di Russia)
  8. Germania Kaputt (la ritirata dal Caucaso e la battaglia della sacca di Cherkassy)
  9. Kameraden (si apre con Hassel, ferito alla schiena, trasportato in un letto d'ospedale, e il suo ferimento è descritto nelle ultime pagine di "Germania Kaputt")
  10. Gestapo (i bombardamenti alleati sopra Amburgo)
  11. Arrestate il Papa (1ª ed.) Gli sporchi dannati di Cassino (2ª ed.) (alla fine di Gestapo i soldati sono in trasferimento verso l'Italia; nel libro è descritto il sacco dell'Abbazia e la battaglia di Monte Cassino)
  12. L'ultimo assalto (le battaglie di metà-fine '44 contro i partigiani jugoslavi nei Balcani)
  13. Liquidate Parigi! (von Choltitz e il suo presunto "rifiuto di obbedire" all'ordine di distruggere Parigi, disobbedienza che, manco a dirlo, nel libro è imputabile alla Seconda Sezione)
  14. Commando Himmler (rivolta del ghetto di Varsavia, i combattimenti, le atrocità e i soprusi delle brigate Kaminski e Dirlewanger nella città)

CriticheModifica

Erik Haaest, un giornalista scandalistico danese, ha speso molti anni cercando di smontare la biografia e le affermazioni di Hassel. Il padre di Haaest era un antinazista convinto e un membro della resistenza danese. Dopo la guerra rifiutò ogni riconoscimento da parte del governo danese, controllato per la maggior parte da ex collaborazionisti. Per questo motivo Haaest afferma di avere intrapreso una ricerca su Sven Hassel, scovando altre verità sull'autore. Haaest afferma che, poiché Hassel era nato Børge Villy Redsted Pedersen, fa riferimento ad un giornale della resistenza Den Frie Danske pubblicato il 23 agosto 1942 in cui si citava un "Børge Pedersen" coinvolto in un incidente d'auto del capo della DNSAP (il partito nazionalsocialista danese) Frits Clausen; secondo il giornale, Pedersen, membro dei reparti di intelligence della polizia, era inizialmente fuggito per poi essere arrestato come criminale comune e questo contrasta con le affermazioni di Hassel sull'aver combattutto sul fronte orientale; stando ad Hassel, l'autore ha trascorso la maggior parte della guerra nella Danimarca occupata, scrivendo i suoi libri utilizzando i racconti e le esperienze di reduci delle Waffen SS danesi, stanziate sul fronte russo, incontrati dopo la guerra o nei campi di prigionia.

Il giornalista afferma di aver intervistato molti reduci delle Waffen SS (di cui riporta nomi e testimonianze). A supportare le sue affermazioni ci sono alcuni episodi narrati nel romanzo "Germania Kaputt" (Wheels Of Terror). Il libro contiene molte informazioni dettagliate sull'assedio nella sacca di Korsun-Čerkasi, nel 1944, in Ucraina. Come anche la battaglia di Nova Buda e di Lysyanka sono trattate dal punto di vista di un sopravvissuto. Tutti i combattimenti descritti in questa area coinvolgevano i volontari danesi delle Waffen SS della 5. SS-Panzer-Division Wiking.

Secondo le sue affermazioni Pedersen sarebbe stato un membro della E.T., un reparto di intelligence asservito alla HIPO, la Hilfspolizei, una forza di polizia creata dai tedeschi, composta da collaborazionisiti. Sempre secondo il giornalista Hassel doveva affrontare un processo in Danimarca, come molti dei collaborazionisti della HIPO, poi condannati a morte, ma grazie ai suoi romanzi si sarebbe salvato; Haaest non specifica quale articolo del codice penale militare danese prevede la grazia dalla pena di morte per meriti letterari. Inoltre Pedersen risultava davvero arruolato in Germania e poi incarcerato[4]. La stessa DNSAP, all'epoca della pubblicazione del giornale della resistenza aveva poi emesso un comunicato affermando che una persona già con precedenti penali come Pedersen non avrebbe potuto certo essere un membro della DNSAP, men che meno un membro dell'intelligence.

Haaest, nella sua ricerca su Hassel, afferma che Hassel sia solo un prestanome; il primo romanzo, I maledetti da Dio (Legion Of The Damned), sarebbe stato scritto da un altro reduce e tutti i restanti romanzi, pubblicati dopo il successo del primo, sarebbero stati composti dalla moglie di Hassel, Dorthe Jensen.

I fan e la veritàModifica

Le prove portate da Haaest non sono generalmente accettate dai fans di Sven Hassel, oggi ancora numerosi in molti paesi d'Europa (il fan club più famoso è Porta's Kitchen). Tuttavia l'avvento di internet ha dato modo ai vecchi e nuovi fan di scambiare opinioni sulla veridicità delle affermazioni di Haaest, nonché sulla vita di Hassel, dando vita, a volte, ad aspre discussioni sui forum dedicati allo scrittor. Esistono fans che apprezzano Hassel pur credendo alla versione di Haaest.

In ogni caso Sven Hassel e la sua famiglia smentiscono fermamente Haaest.

Bisogna comunque dire che il 27º Reggimento "Panzer" della 6ª Divisione "Panzer" è esistito veramente, ma non era un reggimento penale. Inoltre di carri armati Panzer VI Tiger I, che Hassel sostiene fossero in dotazione al reggimento, ne furono prodotti solo 1356 e costituivano battaglioni corazzati pesanti indipendenti, direttamente agli ordini del comando di corpo d'armata. In più Hassel dichiara di aver combattuto in Finlandia e di aver ricevuto la Mannerheim Cross, un'alta onorificenza militare finlandese. I registri militari finlandesi non riportano il nome di Hassel fra i decorati. L'unico romanzo quasi totalmente autobiografico può essere considerato il primo, i "maledetti da Dio"; gli altri sono meno realistici e Hassel utilizzerebbe maggiormente elementi di sua invenzione.

Negli ultimi libri Hassel parla di russi armati di fucile automatico Kalašnikov anche se questo entrò in servizio dopo la fine della II G.M (anche se probabilmente è un termine improprio usato per indicare il PPSh, dato che spesso i "Kalašnikov" sono descritti come dotati di caricatori molto capienti e soprannominati "balalaika", un altro nomignolo del mitra russo). Inoltre in "Gli sporchi dannati di Cassino" Hassel parla spesso delle truppe americane come "marines veterani del Pacifico", molti dei quali combattevano nelle giungle con "katane trofeo"; in realtà, sebbene sia vero che gli americani nel Pacifico prendessero katane come souvenir agli ufficiali nipponici morti o prigionieri, non furono mai riutilizzate in battaglia (anzi erano viste come un "trofeo" o come "valuta non ufficiale", un po' come con le pistole Luger o i bracciali con la svastica in Europa), e per di più non ci fu alcun dispiegamento di marines nel teatro europeo, men che meno di soldati che avevano già combattuto nel Pacifico. Tale confusione deriva dal fatto che nell'ordine di battaglia americano sulla linea di Cassino era compreso il 442nd Regimental Combat Team, composto di nisei, soldati americani di ascendenza nipponica.

Anche nella "continuity" dei personaggi ci sono forti incongruenze: ad esempio le introduzioni di Fratellino/Creutzfeld e del Legionario/Kalb sono fatte nel Capitolo 6 del libro "Germania Kaputt" (intitolato appunto "Fratellino e il Legionario"), ambientato a metà 1944, mentre in successivi libri quali "Il Commissario", "Corte Marziale" e "Battaglione d'assalto", ambientati prima di "Germania Kaputt", sia Fratellino che il Legionario sono già da tempo componenti della Seconda Sezione in cui Hassel milita; in altri casi, personaggi descritti come morti in alcuni libri sono protagonisti di vicende in libri successivi (Barcelona Blom, ucciso da un cecchino in "Colpo di mano a Mosca", nel 1941, comandare la sezione in assenza del Vecchio sia durante "L'Ultimo Assalto" che in "Liquidate Parigi", ambientati nel 1944).

Storici militari, così come autorevoli siti e forum sulla storia della Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale (ad esempio Feldgrau.com), non ritengono i romanzi di Hassel veritieri e non li considerano come documenti storici.

OpereModifica

FilmModifica

NoteModifica

  1. ^ a b digilander.libero.it, http://digilander.libero.it/historiabis/hassel.htm. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  2. ^ (DA) Fødte Mandkøn [Born Males], in Kirkebog [Parish Register], 1917-1921, Hillerød, 1917, p. 3.
  3. ^ Rigsarkivet, Københavns Byret, 21. Afdeling for Retsopgørssager, Dombog 1945-1948, 8-46, Domsdato 12. November 1947 (DA)
  4. ^ (DA) D.N.S.A.P. - Bilens Sindssyge Kørsel [The DNSAP-car's insane driving], in De frie Danske, 23 agosto 1942, p. 14. URL consultato il 29 dicembre 2014.
    «Hele denne Sag giver iøvrigt et udmærket Indblik i det Hof af Svirebrødre, Cykletyve, Dokumentfalsknere, og lignende Lovovertrædere, som Frits Clausen omgiver sig med, og Landsretsagfører Helge Bangsteds Erklæring om, at den i første Omgang forsvundne Passager, Børge Petersen, ikke var og aldrig havde kunnet blive Medlem af D.N.S.A.P. paa Grund af de Straffedomme der var overgaaet ham, maatte hvis den var rigtig, uvægerligt betyde, at det i Forvejen ikke særligt store Parti, faktisk helt vilde forsvinde; for de Par Stykker indenfor D.N.S.A.P., der ikke har været straffet, er i hvert Fald ikke saa mange, at de kan gøre Krav paa at blive kaldt et Parti».

Collegamenti esterniModifica

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