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TTIP in ambito sanitario

trattato che in ambito sanitario ha come obiettivo quello di integrare i due mercati (Unione europea e Stati Uniti d'America)

Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) in ambito sanitario ha come obiettivo quello di integrare i due mercati (Unione europea e Stati Uniti d'America), riducendo i dazi doganali e rimuovendo, in una vasta gamma di settori, le barriere non tariffarie, ossia le differenze in regolamenti tecnici, norme e procedure di omologazione, standard applicati ai prodotti, regole sanitarie e fitosanitarie.[1]

In generale secondo stime ufficiali della Commissione europea dicono il Pil europeo potrebbe aumentare nel corso degli anni dello 0,5%. In contrapposizione a questa previsione, numerose altre previsioni poco ottimistiche provenienti da fonti autorevoli, tra cui premi nobel americani e esperti della London School of Economics, indicherebbero il contrario.[2]

PreoccupazioniModifica

A partire dal 2014 questa materia è oggetto di articoli scientifici pubblicati su riviste censite da PubMed.[3] Emerge sempre più in letteratura scientifica e non, un aspetto, apparentemente non immediatamente evidente, ma molto ben correlato al disease mongering è cioè il ruolo che avrà il TTIP nello sviluppo e diffusione dei farmaci tra l'Europa e gli Stati Uniti.

Opacità delle trattative negozialiModifica

Un primo elemento di preoccupazione, secondo alcuni, è legato all'opacità dei negoziati, con conseguente mancanza di notizie certe.

«... resta da concludere l'accordo entro la fine del 2015, prima che la prossima campagna elettorale presidenziale degli Stati Uniti inizi sul serio. I colloqui si svolgono in segreto, senza accesso del pubblico ai documenti negoziali chiave, in modo che quasi tutto ciò che sappiamo del loro contenuto passa attraverso fughe di notizie. ...»

(Hilary J., The Transatlantic Trade and Investment Partnership and UK healthcare. BMJ 2014[4])

Rischi per i sistemi sanitari pubbliciModifica

In Gran Bretagna, nell'aprile del 2015, in un articolo sul British Medical Journal, l'autore Matthew Limb esprime la preoccupazione per il rischio che il Sistema Sanitario nazionale Inglese possa essere smantellato con gli accordi di partenariato del TTIP.[5]

La stessa preoccupazione è espressa da Navarro V. economista politico dell'Università di Barcellona in Spagna, secondo il quale molte delle precedenti misure prese nei trattati di libero scambio «hanno poco a che fare con l'incoraggiamento del libero scambio». Egli fa riferimento al prezzo del sofosbuvir, farmaco contro l'epatite C, che costa 84 000 $ per ogni ciclo terapia/paziente, a fronte di un costo pari a un quarto dell'equivalente generico indiano. La forti protezioni brevettuali previste nel TTIP spingerebbero in tale direzione. Un altro rischio per la sanità spagnola, sostiene lo stesso autore, può essere dato dal fatto che i servizi pubblici sono gestiti dallo stato a fronte di un possibile passaggio di consegne al settore privato, con le conseguenti logiche di profitto.[6] Peraltro, negli USA, a fronte delle non più accettabili insufficienze del sistema sanitario pubblico, si è voluto ovviare approvando il cosiddetto Obamacare (The Patient Protection and Afordable Care Act [PPACA]).[7]

Secondo alcuni autori, occorrerebbe cautela nel giudicare il TTIP come un semplice accordo di scambi commerciali: esso, infatti, avrà pesanti implicazioni sulle procedure di controllo e di regolamentazione sull'uso e la promozione dei farmaci e del tabacco.[8]

Sanzioni pecuniarieModifica

Saranno pesanti le implicazioni sulle necessarie convergenze normative, con misure che consentano agli investitori stranieri di citare in giudizio i governi che ostacoleranno il libero scambio delle merci e ostacoleranno con forti protezioni della proprietà intellettuale.[6] Quest'accordo inciderebbe sulla capacità di protezione del consumatore che attualmente esercitano l'EMA e le agenzie di protezione sugli alimenti, notoriamente più restrittive delle "consorelle" USA.[9] Ciò anche se l'EU intende escludere dal trattato i dati che si riferiscono alla protezione della salute pubblica, secondo Holly Jarman, infatti, sarà difficile mantenere ciò.[9][10] Lo stesso cita il caso delle aziende di tabacco che hanno spinto i governi in Australia e Uruguay a recedere su leggi più restrittive verso il fumo.[9] Spesso, infatti, le multinazionali del tabacco usano gli accordi commerciali inter-statali per superare le norme restrittive verso il fumo dei singoli paesi. Sono solo raccomandazioni quelle di evitare tra le parti implicate nella difficile trattativa i possibili conflitti tra multinazionali e stati sovrani.[11]

Protezione intellettualeModifica

Il problema della protezione intellettuale sembra inoltre, essere un aspetto delicatissimo nel TTIP dal momento che gli USA spingono verso forme di protezione di IP esasperate verso sempre più varietà vegetali ed animali brevettate.[9] Infine si pone il problema delle forze in campo nella trattativa in corso visto la difficoltà delle organizzazioni non governative dei consumatori di dialogare tra loro al contrario delle grandi imprese organizzate.[9]

«Il rischio per la salute pubblica è che i principi e le norme fondamentali che saranno considerati come merce di scambio legittimi per tentativi di negoziare vantaggi economici.»

(Jarman H. Public health and the Transatlantic Trade and Investment Partnership. Eur J Public Health. 2014 Apr;24(2):181.[9])

Una posizione possibilista l'assumono Marine Faure e Brian Ward che sostengono che il TTIP favorirà gli scambi con un vantaggio per le zone meno avvantaggia europee garantendo sviluppo ed occupazione. l'armonizzazione delle normative favorirà gli standard nei controlli e nelle sperimentazioni cliniche, con un vantaggio per lo sviluppo di nuovi farmaci con una condivisione dei dati tra le due sponde dell'atlantico.[6]

SinossiModifica

In un articolo apparso nel marzo 2016 due ricercatori italiani: Roberto De Vogli dell'Università della California Davis negli USA e Noemi Renzetti dell'University College di Londra in Gran Bretagna. Essi insieme a Paolo Vineis, noto epidemiologo italiano che lavora all’Imperial College di Londra, che ha scritto un editoriale di accompagnamento all'articolo, scrivono mettendo in guardia sui pericoli della cessione del controllo dei governi, cessione del controllo determinata da un approccio commerciale di tipo liberista che il TTIP fortemente incoraggia. Cessione di controllo che però tende ad incrementare le disuguaglianze economiche e, con esse, la possibilità di accedere alle cure.[12] Questo articolo viene ripreso il 18 marzo 2015 dalla rivista Le Scienze che ne da ampia diffusione tra i suoi lettori.[13][al paragrafo precedente invece ci si preoccupata del maggior controllo governativo che il TTIP incoraggia]

In particolare gli autori dell'articolo prendono in esame le seguenti categorie di fattori di rischio o determinanti della salute (vedi tabella):[12]

  • l’accesso ai farmaci e all’assistenza sanitaria;
  • il consumo di alcol e tabacco;
  • patologie correlate alla dieta e l’agricoltura;
  • la salute ambientale.
TTIP: disposizioni e determinanti della salute
Accesso ai farmaci e
all’assistenza sanitaria
Consumo di tabacco e alcol Malattie correlate
alla dieta e agricoltura
Salute ambientale
Ostacoli tecnici al commercio (TBT) Cooperazione nella ricerca e ridotta duplicazione dei processi Importazioni di prodotti alcolici
Importazioni di prodotti del tabacco
Consumo di tabacco e alcol
Proprietà intellettuale (Ip) e
aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (Trips)
Prezzi dei farmaci da prescrizione
Accesso ai farmaci da prescrizione
↓ Regolamentazioni sull’estrazione, trasporto
ed esportazione di combustibili fossili

Malattie di polmoni,
fegato, reni, sangue e cervello

Emissioni di gas serra
Mortalità e morbilità causate
dal cambiamento climatico
Commercio di servizi (TIS) Privatizzazione del servizio sanitario
Accesso al servizio sanitario
Risoluzione delle controversie
tra investitori e singoli stati (ISDS)
Restrizioni alla pubblicità di prodotti del tabacco
Restrizioni alla pubblicità di alcol
Prevalenza di fumatori di tabacco
Consumo di alcol
Regolamentazioni sul sistema di
etichettatura di prodotti alimentari

Consumo di prodotti ultraprocessati
Prevalenza di obesità, diabete e malattie croniche legate all’alimentazione
Misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) Regolamentazioni su additivi, contaminanti,
tossine od organismi in grado di causare malattie
in prodotti alimentari, bevande, mangimi e malattie trasmesse
da piante o animali

Prevalenza di malattie di origine alimentare

OpportunitàModifica

 
Cavallo di Troia

Un recente articolo scientifico a firma di Marine Faure e Brian Ward dell'European Respiratory Society di Brussel, affronta in modo equilibrato la questione dell'impatto che il TTIP avrà sulle questioni sanitarie in Europa.[14] I sostenitori del trattato infatti sostengono che questo «sarà l'opportunità di creare crescita e occupazione e promuovere l'assistenza sanitaria in una zona euro ancora in difficoltà.»[15] Da rilevare come nella consultazione on line che la Commissione europea ha utilizzato per una visione d'insieme utilizzando le risposte degli intervistati contenute nella Relazione sulla consultazione, ha visto scarsamente presente il ruolo dell'Italia come ben evidenziato nella tavola sinottica in calce al documento (Tabella 1: Distribuzione delle risposte per Stato membro).[15]

I sostenitori del trattato indicano questi vantaggi:[15]

  • migliorerà la cooperazione in materia di sperimentazioni cliniche.
  • Maggiori ispezioni negli impianti delle aziende farmaceutiche.
  • Una maggiore cooperazione potrebbe ridurre le duplicazioni evitabili e «aprirebbe la strada per lo sviluppo di standard globali.»
  • Una riduzione dei costi di registrazione dei farmaci per le aziende medie e piccole.
  • Un più rapido ingresso sul mercato di farmaci e trattamenti innovativi.

Il pericolo che normative europee, notoriamente più restrittive di quelle USA circa gli OGM e circa la protezione per la salute, possono essere messe in discussione con un indebolimento di esse, sembra essere scongiurato perché si legge nell'articolo non sarà applicata la legge del minimo comune denominatore, quanto il tentativo di eliminare i duplicati e le burocrazie inutili. Creando in questo modo un'opportunità per intensificare le relazioni commerciali e gli investimenti transatlantici esistenti e per creare posti di lavoro e la crescita su entrambi i lati dell'atlantico, senza dover spendere denaro pubblico.[16] Si fa a tal proposito riferimento al negoziato con il Canada (CETA) in cui la carne con ormoni della crescita in EU non può comunque essere importata stesso discorso per la carne di pollo trattata con cloro come sbiancante.[16]

Nello stesso articolo le preoccupazioni citate circa l'adozione del TTIP sono le stesse di quelle sopra esposte nel paragrafo preoccupazioni.

Lo stesso articolo si conclude così:

«... solo il tempo dirà se si oppure no, si è puntato sul cavallo sbagliato per la salute.»

(Marine Faure e Brian Ward[15])

NoteModifica

  1. ^ DG Trade, Cos'è il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP)?, su ec.europa.eu.
  2. ^ Francesca De Benedetti, Se l'Europa ferma il Ttip micromega, micromega-online.
  3. ^ TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership)
  4. ^ Hilary J., The Transatlantic Trade and Investment Partnership and UK healthcare, in British Medical Journal, vol. 349, 2014, pp. g6552, PMID 25378246.
  5. ^ Limb M, NHS conference is warned of dangers of Transatlantic Trade and Investment Partnership, in BMJ, vol. 350, 2015, pp. h1977, PMID 25868463.
  6. ^ a b c Faure M, Ward B, The Transatlantic Trade and Investment Partnership: Trojan horse or positive force for health?, in Eur. Respir. J., vol. 46, nº 1, 2015, pp. 22–5, DOI:10.1183/13993003.00598-2015, PMID 26130778. URL consultato il 27 agosto 2015.
  7. ^ Navarro V, [The United States-European Union Transatlantic Trade and Investment Partnership and its possible effects on the Spanish health system], in Gac Sanit, 2015, DOI:10.1016/j.gaceta.2015.04.011, PMID 26068812. URL consultato il 27 agosto 2015.
  8. ^ Koivusalo M, Tritter J, "Trade creep" and implications of the Transatlantic Trade and Investment Partnership Agreement for the United Kingdom National Health Service, in Int J Health Serv, vol. 44, nº 1, 2014, pp. 93–111, PMID 24684086.
  9. ^ a b c d e f Jarman H, Public health and the Transatlantic Trade and Investment Partnership, in Eur J Public Health, vol. 24, nº 2, 2014, pp. 181, DOI:10.1093/eurpub/ckt201, PMID 24671629. URL consultato il 27 agosto 2015.
  10. ^ trade.ec.europa.eu (PDF). URL consultato il 27 agosto 2015.
  11. ^ Mitchell A, Sheargold E, Protecting the autonomy of states to enact tobacco control measures under trade and investment agreements, in Tob Control, vol. 24, e2, 2015, pp. e147–53, DOI:10.1136/tobaccocontrol-2014-051853, PMID 25361743. URL consultato il 27 agosto 2015.
  12. ^ a b Roberto De Vogli, Noemi Renzetti, Il potenziale impatto del partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) sulla salute pubblica. (PDF)[collegamento interrotto], www.epiprev.it, anno 40 (2) marzo-aprile 2016.
  13. ^ (EN) Epidemiologia&Prevenzione - WARNING: il TTIP può danneggiare gravemente la salute pubblica, - Le Scienze.
  14. ^ (EN) Marine Faure e Brian Ward, The Transatlantic Trade and Investment Partnership: Trojan horse or positive force for health? | European Respiratory Society, erj.ersjournals.com.
  15. ^ a b c d European Commission - PRESS RELEASES - Press release - Report on the online consultation on investment protection and investor-to-state dispute settlement in the Transatlantic Trade and Investment Partnership Agreement, http://europa.eu/, Strasburgo, 13 gennaio 2015.
  16. ^ a b (EN) Claudia Schmucker, Why Regulatory Harmonization Will not Equal Regulatory Erosion - Your Opinion - Atlantic Community, www.atlantic-community.org. URL consultato il 21 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2016).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica