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Tabe dorsale

mielo-meningoradicolite che interessa i cordoni posteriori del midollo spinale, manifestazione dell'infezione da sifilide
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Tabe dorsale
Tabes Dorsalis.jpg
Grave demielinizzazione della via dei cordoni posteriori in paziente affetto da sifilide.
Specialitàinfettivologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSHD013606 e D013606
eMedicine1169231

La tabe dorsale è una mielo-meningoradicolite che interessa i cordoni posteriori del midollo spinale, manifestazione dell'infezione da sifilide.

Indice

EpidemiologiaModifica

È la più grave manifestazione della sifilide terziaria e colpisce gli uomini con maggiore frequenza rispetto alle donne.

EziologiaModifica

È causata dal batterio Treponema pallidum, e si presenta dopo un intervallo di 5-15 anni (con casi che arrivano a 35 anni) dall'infezione primaria, a seguito di una riattivazione dell'agente eziologico. La risposta immunitaria produce lesioni infiammatorie che si sviluppano nei nervi radicolari (nevrite radicolare trasversa) con distruzione progressiva delle radici posteriori e sclerosi dei cordoni posteriori.

Presentazione clinicaModifica

La sintomatologia risulta variabile: per lo più si osservano gravi disturbi della coordinazione dei movimenti, generalizzati oppure circoscritti agli arti inferiori e al tronco, più raramente ai soli arti superiori, alla lingua, alla faccia, secondo la localizzazione e l'estensione del processo.

Frequente una particolare forma di dissociazione sensitiva (dissociazione tabetica), in cui diminuisce o scompare la sensibilità profonda o tattile, ma restano quelle termica e dolorifica. Si può osservare l'assenza dei riflessi.

Si osservano anche parestesie, dolori ad accessi e crisi viscerali gastriche, laringee, cardiache, intestinali, diaframmatiche ed epatiche.

Spesso si osservano artropatie del ginocchio e dell'anca, osteite rarefacente, male perforante plantare, paralisi e paresi, soprattutto dei nervi oculomotori e della laringe, atrofia ottica e rigidità pupillare (segno di Argyll-Robertson, cioè scomparsa del riflesso pupillare alla luce, con persistenza di quello dell'accomodazione) e arteriopatie obliteranti con sede elettiva agli arti inferiori.

Si osserva anche mancanza di controllo degli sfinteri e atassia.

Decorso clinicoModifica

Il decorso cronico della malattia si sviluppa in 3 fasi:

  • nevralgica: caratterizzata da fenomeni di irritazione sensitiva molto dolorosi;
  • atassica: in cui si percepiscono i disagi creati dall'incoordinazione, dall'ipotonia, dalle paresi dei nervi cranici;
  • paraplegica: in cui la malattia si palesa con atassia degli arti inferiori, che obbliga il malato a letto.

TerapiaModifica

La terapia attuale è penicillina per 10-14 giorni oppure benzilpenicillina. La terapia antibiotica arresta il decorso della malattia, ma non è in grado di ripristinare le funzionalità lese.

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