Tabriz

città iraniana
Tabriz
città
(FA) تبريز
Tabriz – Veduta
Localizzazione
StatoIran Iran
ProvinciaAzarbaijan orientale
ShahrestānTabriz
CircoscrizioneCentrale
Territorio
Coordinate38°04′N 46°18′E / 38.066667°N 46.3°E38.066667; 46.3 (Tabriz)Coordinate: 38°04′N 46°18′E / 38.066667°N 46.3°E38.066667; 46.3 (Tabriz)
Altitudine1 350 m s.l.m.
Superficie324 km²
Abitanti1 558 693 (cens. 2016)
Densità4 810,78 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale51368
Prefisso+98 411
Fuso orarioUTC+3:30
Targa15
Cartografia
Mappa di localizzazione: Iran
Tabriz
Tabriz
Sito istituzionale

Tabriz (persiano: تبریز; azero: Təbriz) è la più grande città dell'Iran nord-occidentale, con una popolazione di quasi 1 400 000 abitanti.

È il capoluogo dell'Azerbaigian Orientale e dello shahrestān di Tabriz.

Geografia fisicaModifica

TopografiaModifica

Tabriz si trova nel nord-ovest dell'Iran, nella provincia dell'Azerbaigian orientale a nord dei monti Sahand, a 1350 m s.l.m., e a sud dei monti Eynali, in un'area fertile sulle rive del fiume Aji e del fiume Ghuri. La zona è soggetta a terremoti e nel corso della sua storia la città è stata più volte devastata e ricostruita.

ClimaModifica

Tabriz ha un clima continentale con stagioni regolari (Köppen Dsa) che confinano con un clima semi-arido freddo (Köppen BSk). La precipitazione annuale è di circa 320 millimetri, buona parte della quale cade sa carattere nevoso durante i mesi invernali e come pioggia in primavera e autunno. La città gode di un clima mitE in primavera, secco e semi-caldo in estate, umido e piovoso in autunno e freddo nevoso in inverno. La temperatura media annuale è di 12,6 °C (54,7 °C). I venti freddi soffiano da est a ovest principalmente in estate.[1]

EtimologiaModifica

Secondo alcune fonti,[2] tra cui l'Encyclopædia Britannica,[3] il nome Tabriz deriverebbe da tap-riz, dalle numerose sorgenti termali della zona. Altre fonti[4][5] affermano che nel 246 d.C., per vendicare la morte di suo fratello, il re Tiridate II di Armenia respinse Ardashir I dell'Impero Sassanide e cambiò il nome della città da Shahistan a Tauris, derivante da "ta-vrezh "("questa vendetta" in armeno classico). Nel 297 d.C. divenne la capitale di Tiridate III, re di Armenia.[6] Tuttavia, questa storia ha un'origine popolare e nessuna fonte antica ha registrato tale evento. Essa si basa sui racconti di Vardan Areveltsi, uno storico armeno del XIII secolo.[7] La Cambridge History of Iran[8] indica una connessione tra "l'antica roccaforte di Tarui-Tarmakisa" (o Tarwi-Tarwakisa), esistita nell'VIII secolo a.C.,[9][10] e la città di Tabriz, insieme anche alla pubblicazione Archaeological History of Iran di Ernst Herzfeld[11] che identifica direttamente "Tarwakisa" con Tabriz. Alcuni ricercatori ritengono che Tabriz possa essere considerato un toponimo pre-iranico.

StoriaModifica

Non ci sono fonti storiche certe circa la fondazione della città. La maggior parte di esse la collocano nell'era sasanide, mentre altre affermano che i primi insediamenti risalgano ancora più indietro nella storia. Dopo l'occupazione turca selgiuchide dell'Asia centrale, in Iran, Tabriz divenne capitale dell'Impero ilkhanide dal 1270 al 1305, della dinastia degli Ak Koyunlu dal 1469 al 1502 e dei Safavidi dal 1502 al 1548. Atropat, comandante iraniano dei Medi nell'impero achemenide di Dario e poi di Alessandro Magno, trasferì la capitale dei Medi, nel 4 d. C., da Ekbatan a un'altra città vicino a Tabriz. Nel 1270 il bazar coperto di Tabriz, costruito dai selgiuchidi nell'XI secolo, divenne il centro commerciale di Tabriz e del mondo, nonché la capitale della dinastia Ikhanidi dell'impero di Changhiz Khan. Marco Polo la nomina come Tauris, città nobile e grande.

La storia dei Medi (Mada) parla della conquista degli Assiri, con Sargon II nell'VIII secolo d. C., del grande castello (o fortezza) di Taurui (Tauris), dell'impero del popolo di manna (mannea), corrispondente alla Tabriz odierna. La città veniva chiamata, anche dagli Europei, Tauris e, in vari periodi, anche Tarmakis o Tarmis o Tarbiz.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Ben poco è rimasto a testimonianza della storia secolare della città, tuttavia Tabriz conserva alcuni luoghi ed edifici antichi di indubbio fascino ed interesse. Fra questi ricordiamo la Moschea Blu o "Moschea Kabud" costruita nel 1465, la Moschea del venerdì e il gran bazar, uno dei più estesi e antichi dell'area mediorientale, citato da Marco Polo nel suo libro Il Milione.

«Toris è una grande cittade ch'è in una provincia ch'è chiamata Irac, nella quale è ancora piú cittadi e piú castella. Ma contarò di Toris, perch'è la migliore città de la provincia. Gli uomini di Tor(i)s vivono di mercatantia e d'arti, cioè di lavorare drappi a seta e a oro. E è in luogo sí buono, che d'India, di Baudac e di Mosul e di Cremo vi vengono li mercatanti, e di molti altri luoghi. Li mercatanti latini vanno quivi per le mercatantie strane che vegnono da lunga parte e molto vi guadagnano; quivi si truova molte priete preziose. Gli uomini sono di piccolo afare, e àvi di molte fatte genti. E quivi àe armini, nestarini, iacopetti, giorgiani, i persiani, e di quelli v'à ch'aorano Malcometto, cioè lo popolo de la terra, che si chiamano taurizins. Atorno a la città è belli giardini e dilettevoli di tutte f(r)utte. Li saracini di Toris sono molti malvagi e disleali.»

(Marco Polo, Il milione cap. 25)

«Le caratteristiche di Tabriz sono un panorama di monti cangianti, preceduti da rilievi giallo limone; un vino bianco discreto e una birra disgustosa; chilometri di bazar, con bellissime volte in mattoni; un nuovo giardino comunale, ornato di una statua bronzea di Marjoribanks avvolto in un mantello. Vi sono due monumenti antichi: le rovine della famosa Moschea Azzurra, con un rivestimento di mosaici del XV secolo; l'arg, o cittadella, una montagna di piccoli mattoni color ruggine, disposti con arte sapiente, che forse un tempo fu una moschea, in questo caso una delle più grandi mai costruite, L'unica lingua che vi si parla, funzionari a parte, è il turco. I mercanti, ricchi in passato, sono stati rovinati dalla fissazione di Marjoribanks per l'economia pianificata.»

(Robert Byron, La via per l'Oxiana)

NoteModifica

  1. ^ World Climate: Tabriz, Iran, su www.worldclimate.com. URL consultato l'11 febbraio 2021.
  2. ^ Sabri-Tabrizi, Gholam-Reza, 1920-, Iran : a child's story, a man's experience, International Publishers, 1989, p. 72, ISBN 0-7178-0681-2, OCLC 22206831. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  3. ^ (EN) Tabrīz | Iran, su Encyclopedia Britannica. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  4. ^ "Tabrīz." Microsoft Encarta 2007 [DVD]. Redmond: Microsoft Corporation, 2006.
  5. ^ Samuel Graham Wilson. Persian Life and Customs, Oliphant, Anderson and Ferrier, 1896, p.323
  6. ^ Eastwick, Edward Backhouse (1864). Journal of a Diplomat's Three Years' Residence in Persia. Smith, Elder and Co. p. 327.
  7. ^ V. Minorsky-[C.E. Bosworth], Blair, Sheila S. (2009) "Tabriz" Encyclopedia of Islam, Second Edition. Brill.
  8. ^ Fisher, W. B. (William Bayne), The Cambridge history of Iran., University Press, 1968-1991, ISBN 0-521-06935-1, OCLC 745412. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  9. ^ Zimansky, Paul E., Ecology and empire--the structure of the Urartian state, Oriental Institute of the University of Chicago, 1985, ISBN 0-918986-41-9, OCLC 14130950. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  10. ^ Thureau-Dangin, François (1912). Une relation de la huitième campagne de Sargon (714 av. J.-C.) texte Assyrien inédit, publié et traduit. Paris Librairie Paul Geuthner.
  11. ^ Ernst E. Herzfeld, Archaeological History of Iran, 1935. URL consultato il 10 febbraio 2021.

Voci correlateModifica

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