Tacuina sanitatis

manuale medievale sulla salute e sul benessere
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Sotto il nome di "Tacuina sanitatis in medicina" vengono classificati tutti quei manuali di scienza medica scritti e miniati dalla seconda metà del XIV secolo al 1450 circa, che descrivevano, sotto forma di brevi precetti, le proprietà mediche di ortaggi, alberi da frutta, spezie e cibi, ma anche di stagioni, eventi naturali e moti dell'animo, riportandone i loro effetti sul corpo umano e il modo per correggerli o favorirli.

"Fructus Mandragorae", miniatura tratta dal Tacuinum sanitatis di Vienna
L'Ira, dalla copia del Tacuinum sanitatis di Vienna (Vindob. Ser. n. 2644)

Origine e diffusioneModifica

Queste opere basavano il loro contenuto principalmente su un testo originale del medico arabo Ibn Butlan (traslitterato come Ububchasym de Baldach), attivo a Baghdad intorno alla metà dell'XI secolo e ivi morto nel 1052 o 1066. Il nome deriverebbe dall'arabo Taqwīm al‑ṣiḥḥa in arabo: تقويم الصحة‎ (Tavole della salute). La traduzione in lingua latina del trattato dovette avvenire probabilmente nel XIII secolo alla corte di re Manfredi di Sicilia. Secondo altre ipotesi compaiono i nomi Gerardo da Cremona (1114-1187), poi di Ferragut (Faraj ibn Salim), traduttore presso la corte del re di Sicilia Carlo I d'Angiò (1263-1285) a Napoli.[1] Da allora in poi i Tacuina sanitatis conobbero una rapida e vasta diffusione, che consentì anche al mondo europeo dell'epoca di conoscere le norme igieniche e dietetiche della medicina razionale araba, modificando radicalmente le pratiche mediche occidentali, fino ad allora legate più ad usi ereditati dalla tradizione e a credenze magiche e religiose che non a un oggettivo studio della disciplina scientifica.

La divulgazione dei più celebri Tacuina miniati avvenne soprattutto in area lombarda su commissione di un pubblico aristocratico, in prevalenza laico, particolarmente interessato a possedere un'opera che non solo consigliasse rimedi per conservarsi in salute ma che rendesse, attraverso un testo breve ma puntuale accompagnato da sontuose miniature, più semplice e piacevole l'apprendimento di tali norme. Fu così che da un'iniziale funzione pratica di questi testi si passò di volta in volta a quella primariamente estetica. Grazie alle minuziose e vivide raffigurazioni che vennero col tempo elaborate in essi, i Tacuina costituiscono tuttora una fonte iconografica di eccezionale ricchezza e importanza per lo studio di aspetti molto diversi e vari della vita umana dell'epoca medievale.

Stile e caratteristiche generaliModifica

I Tacuina trattavano delle sei cose fondamentali per mantenersi in salute: cibi e bevande convenienti, movimento e riposo, aria buona, sonno frequente e regolazione dei sentimenti. Esistono alcuni di questi codici miniati giunti fino a noi; di questi, tre sono considerati di maggior pregio: uno è conservato a Vienna (Biblioteca Nazionale), uno a Parigi (Bibliothèque nationale de France) e un altro a Roma (Biblioteca Casanatense), il quale prende il nome, diversamente dagli altri due, di “Theatrum sanitatis”.

In ogni Tacuinum il testo non occupa che alcune linee a piè di ogni foglio, il cui restante spazio è per intero destinato ad una miniatura che illustra la materia particolare alla quale il precetto si riferisce. Le miniature rappresentano piante, ortaggi, frutti assieme a donne e uomini che ne indicano i metodi di coltivazione, di raccolta o di preparazione. Sono raffigurati, inoltre, interni di botteghe nelle quali si scorgono prodotti salutari e venditori che s'accingono a venderli o a prepararli. In pratica, quella che vediamo sulle pagine del Tacuinum sanitatis è la chiara trasposizione di una serena realtà medievale, illustrata con ricchezza di dettagli e suggestiva descrizione della realtà. Queste raffigurazioni sono uniche nel loro genere, non solo per stile e composizione, ma anche, e soprattutto, per la grande freschezza narrativa tipica del gusto dello stile gotico-internazionale.

NoteModifica

  1. ^ TACUINUM SANITATIS, su www.treccani.it. URL consultato il 15 luglio 2015.

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