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Talbot-Lago T26

autovettura del 1947 prodotta dalla Talbot
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Talbot-Lago T26
TalbotDarraqT150SS Coupe.JPG
Una T26 GS Saoutchik
Descrizione generale
Costruttore Francia  Talbot-Lago
Tipo principale coupé
Altre versioni cabriolet
roadster
Produzione dal 1947 al 1956
Sostituisce la Talbot-Lago T150
Esemplari prodotti 500[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza da 4850 a 5050 mm
Larghezza da 1760 a 1880 mm
Passo da 2620 a 3130 mm
Massa da 1600 a 1800 kg
Paris - Retromobile 2012 - Talbot Lago type 26 grand sport - 1947 - 003.jpg

La T26 è un'autovettura di lusso prodotta tra il 1947 ed il 1956 dalla casa automobilistica anglo-francese Talbot-Lago.

ProfiloModifica

La T26 fu una delle prime Talbot-Lago del secondo dopoguerra: il suo progetto risale comunque al 1942, in pieno periodo bellico.

La presentazione alla stampa avvenne nel mese di giugno del 1947. La T26 era frutto della neonata collaborazione di Antonio Lago con il designer italiano Carlo Marchetti.

Anche in questa vettura, la carrozzeria veniva ordinata su misura dal cliente, che si affidava all'esperienza di nomi noti nel settore, tra cui Figoni e Falaschi e Saoutchik.

La T26 fu così declinata in svariati tipi di carrozzeria, tutti molto sportivi. Ne furono anche preparati alcuni esemplari con carrozzeria "barchetta" da gara, monoposto e biposto. In questo modo la T26 conobbe anche un'esperienza agonistica, divenendo assai competitiva durante i primi anni del dopoguerra, grazie anche al talento di piloti come Chiron e Rosier.

 
La T26C monoposto da Formula 1

Il "cuore" della T26 era un motore a 6 cilindri, naturale evoluzione dei 6 cilindri utilizzati subito prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Tale propulsore fu sviluppato congiuntamente da Lago e Marchetti. La cilindrata era di 4482 cm³, mentre l'alimentazione era affidata a tre carburatori, e nelle prime versioni realizzate, la potenza massima raggiungeva i 165 CV. Dal momento che si voleva destinare tale motore anche nell'impiego sportivo, era chiaro che tale potenza non era competitiva e questi motori furono destinati alla produzione stradale, montandolo sulle T26 più tranquille. Intanto si cercava una soluzione per rendere il motore più competitivo in ambito agonistico: la scelta cadde sull'uso di un doppio asse a camme laterale. I nuovi motori così realizzati sviluppavano fino a 240 CV, ma successivi aggiornamenti riuscirono ad innalzarne la potenza fino a 260 CV. Fu così che venne approntata la T26C, versione monoposto da gara, la quale poté fronteggiare degnamente avversarie come Maserati e Ferrari, riuscendo anche ad aggiudicarsi diversi Gran Premi e a distinguersi anche alla 24 Ore di Le Mans, vincendone l'edizione del 1950, con l'equipaggio L. Rosier - J.L. Rosier, a bordo di una T26 GS.

Il motore da 240 CV utilizzato in ambito sportivo fu anche montato sulle T26 stradali più potenti, come per esempio sulla T26 GS (Grand Sport). Vi furono però anche esemplari dotati di un motore di potenza intermedia, per la precisione 200 CV.

Le T26 erano a trazione posteriore, con cambio manuale a 4 marce.

L'impianto frenante utilizzava invece esclusivamente freni a tamburo.

La velocità massima era compresa tra i 180 ed i 210 km/h a seconda delle versioni e delle motorizzazioni montate.

Il prezzo troppo elevato penalizzò comunque le vendite di questa vettura: in 9 anni di produzione, solo 500 esemplari furono prodotti.

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