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Tarcento
comune
Città di Tarcento
Tarcento – Stemma Tarcento – Bandiera
Tarcento – Veduta
Panorama di Tarcento, con il suggestivo rudere del Castello di San Lorenzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaProvincia di Udine-Stemma.svg Udine
Amministrazione
SindacoMauro Steccati (centrodestra) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate46°13′N 13°13′E / 46.216667°N 13.216667°E46.216667; 13.216667 (Tarcento)Coordinate: 46°13′N 13°13′E / 46.216667°N 13.216667°E46.216667; 13.216667 (Tarcento)
Altitudine230 m m s.l.m.
Superficie35,42 km²
Abitanti8 902[1] (31-10-2018)
Densità251,33 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiCassacco, Lusevera, Magnano in Riviera, Montenars, Nimis, Reana del Rojale, Tricesimo
Altre informazioni
LingueItaliano, Friulano orientale
Cod. postale33017
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030116
Cod. catastaleL050
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 702 GG[2]
Nome abitantitarcentini
PatronoSan Pietro
Giorno festivo29 giugno
PIL procapite(nominale) 15.801
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tarcento
Tarcento
Tarcento – Mappa
Posizione del comune di Tarcento nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Tarcento (Tarcint in friulano[3], Čenta in sloveno e in Po Nasen) è un comune italiano di 8 902 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

In base alla legge regionale 26/2014 "Riordino del sistema Regione - Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia" Tarcento è sede della UTI del "Torre" di cui fa parte con i comuni di Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto e Taipana.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Tarcento si trova a 230 m s.l.m., 20 km a nord di Udine. La cittadina si colloca in un'area paesaggistica dai caratteri vari e contrastanti: a nord le Prealpi Giulie, imponenti bastionate calcaree che serrano l'orizzonte; a sud l'alta pianura friulana; ad est i colli orientali; a ovest l'anfiteatro morenico del Tagliamento, il sistema collinare originatosi dopo l'ultima glaciazione.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Gemona del Friuli.

Tarcento appartiene alla zona climatica E. Ha un clima sub-continentale con inverni freddi, estati moderatamente calde e forte piovosità.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Friuli.

I primi documenti che riportano il nome di Tarcento risalgono al XII secolo, ma la città vanta origini molto più antiche: gli studiosi parlano infatti di popolazioni paleolitiche alle quali si sono succeduti insediamenti preistorici, quindi celtici, e poi naturalmente la colonizzazione dei Romani. Per trovare la prima citazione del nome dobbiamo attendere il 1126, quando Tarcento era feudo dei Machland, provenienti da Perg (Austria). La famiglia fece erigere due manieri, entrambi sul colle di Coia: il superiore, quello di S. Lorenzo, e l'inferiore, di cui rimane un torrione che domina il paese. Nel 1219 i Machland furono sostituiti dai di Caporiacco. Nel 1281 il Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre assegnò il feudo al nobile Artico di Castel Porpetto. Tarcento rimase così sotto la giurisdizione dei Castel di Porpetto fino all'avvento di Napoleone (1797). Nel 1866 la cittadina fu annessa al Regno d'Italia, diventando capoluogo mandamentale. Durante la Belle Epoque fu una meta di villegiatura. Ancora oggi si possono ammirare numerose ville in stile Liberty.

Il terremotoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto del Friuli del 1976.

Nel 1976 fu devastato dai terremoti del 6 maggio e del 15 settembre, che provocarono enormi crolli e danni. Molti crolli furono favoriti dall'età avanzata degli edifici, che erano stati risparmiati dalle devastazioni delle guerre mondiali. Dopo il terremoto venne riedificato completamente con criteri antisismici.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

 
Villa Moretti, in stile liberty. Fatta erigere come abitazione nobiliare nei primi del '900, ora è adibita a servizi catering e mostre temporanee.

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 609, ovvero il 6,76% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. Romania, 160
  2. Marocco, 73
  3. Serbia, 50
  4. Ucraina, 48
  5. Albania, 33
  6. Macedonia del Nord, 31
  7. Bosnia ed Erzegovina, 23

Lingue e dialettiModifica

 
Il Castello di San Lorenzo con il suo suggestivo rudere che domina l'intera città dal colle di Coia.

A Tarcento, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6].

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Bulfons
Sorge sulla sponda destra del Torre, circa un chilometro a nord di Tarcento, e si è sviluppata dal punto di vista urbanistico agli inizi del Novecento, attorno al grande complesso dell'industria tessile, che in passato ha assunto un ruolo fondamentale per l'economia del territorio tarcentino.
Ciseriis
La frazione è situata all'imboccatura della Val Torre, sulla riva sinistra del torrente.
L'origine del nome (dal friulano Cjarièsis), rimanda all'antica vocazione di questa ed altre località collinari del tarcentino per la coltivazione delle ciliegie. :Andando per sentieri a fine primavera, è ancora possibile incontrare vecchi alberi carichi di gustose duracine, la varietà che meglio si adatta al clima locale. Ciseriis fu sede comunale sino al 1928. In passato poi fu sede (fino al 1480) del Vicariatus Sclaborum, il cui vicario garantiva l'assistenza religiosa alle popolazioni slavofone residenti nella zona a nord di Tarcento, da Coia a Sedilis all'Alta Val Torre (zone oggi in gran parte friulanizzate e/o ancor di più italianizzate).
Il patrono del paese è San Carlo Borromeo, che si festeggia il 4 novembre.
 
Chiesa Parrocchiale a Collalto
Coia
Dalla collina di Coia si possono ammirare i più bei panorami di Tarcento e dei suoi dintorni, percorrendo antichi sentieri tra vigne, olivi e castagni. Patrono del paese è San Lorenzo, festeggiato 10 agosto. In occasione dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre, si svolge inoltre una processione di antichissime origini, percorrendo il cosiddetto "Zîr de Madone"; per l'occasione è distribuito del vino novello, denominato "vin de Madone".
Collalto
Collerumiz
È la frazione più occidentale del comune ed è posta su un colle eocenico, lambito a nord-ovest dal corso del rio Urana e collegato a sud, attraverso una serie di bassi rilievi, con il poggio di Collalto.
Il paese è formato dal borgo principale, Nanini, e dai due piccoli agglomerati rurali di borgo del Pino e Anzil.
La prima domenica dopo Pasqua si festeggia San Giuseppe sposo di Maria. La chiesa parrocchiale, a lui dedicata, fu costruita tra il 1850 ed il 1860; all'interno si trova un affresco raffigurante la Beata Vergine Maria, eseguito nel 1930 dall'artista Tita Gori di Nimis.
Loneriacco
La frazione di Loneriacco si colloca nell'ambito delle colline meridionali del comune, alla destra del fiume Torre.
Il centro abitato ha mantenuto la struttura medievale raccolta attorno al colle della chiesa dei Santi Patroni Gervasio e Protasio (citata già in documenti del 1360), che si festeggiano il 19 giugno. All'interno della chiesa si trovano tre altari: il maggiore, in marmo, è dedicato ai Martiri titolari; il secondo alle Anime purganti; il terzo a Sant'Antonio da Padova. Nelle vicinanze di Loneriacco si trova l'antico borgo turrito di Villafredda, autentica perla architettonica nella cornice naturale dei colli meridionali.
Molinis

Parte centro-meridionale della città, alla destra del Torrente Torre.

Sammardenchia

Zona settentrionale della città, parte integrante della frazione di Coia.

Sedilis

Zona centro-settentrionale della città.

Segnacco

Stella
Zomeais

Infrastrutture e trasportiModifica

Tarcento è attraversata dalla strada statale 13 Pontebbana, importante strada di collegamento con la Carnia e l'Austria verso nord e con il Veneto verso sud.

La città dispone di una stazione ferroviaria, posta lungo la ferrovia Pontebbana.

Dal 1927 al 1959 l'abitato disponeva inoltre di un collegamento con Udine costituito dalla tranvia Udine-Tarcento, nota in loco con il soprannome di "tram bianco".

AmministrazioneModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana, su arlef.it. URL consultato il 18 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2015 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  6. ^ Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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