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Tasso netto di riproduzione

In epidemiologia il tasso netto di riproduzione di un'infezione, spesso riportato in inglese come basic reproduction number o basic reproductive ratio, o impropriamente basic reproductive rate, indicato con R0, indica il numero di nuovi casi generati in media da un singolo caso durante il proprio periodo infettivo in una popolazione che altrimenti non sarebbe infetta[1], ovvero esprime il numero atteso di nuove infezioni generate da un singolo individuo infetto nel corso del suo intero periodo di infettività, in una popolazione interamente suscettibile[2].

Questa misura è utile per determinare la possibilità di propagazione di un'infezione in una popolazione. Tra i primi autori a parlare del concetto di tasso di riproduzione di base vifurono Alfred Lotka e Ronald Ross, ma il primo ad applicarlo all'epidemiologia fu George MacDonald nel 1952, che costruì modelli di popolazione relativamente alla diffusione della malaria.

Se R0 < 1 l'infezione sul lungo termine si estinguerà, mentre se R0 > 1 l'infezione potrà diffondersi nella popolazione.

Generalmente, più è alto il valore di R0, più difficile è controllare l'epidemia. In un modello semplificato e con un vaccino efficace al 100%, la quota di popolazione che deve essere vaccinata per prevenire la diffusione dell'infezione è data da 1 - 1/R0. Il tasso netto di riproduzione è influenzato da vari fattori, tra i quali la durata del periodi di infettività, l'infettabilità dell'organismo e il numero di individui suscettibili, all'interno della popolazione, coi quali i pazienti infetti entrano in contatto. In popolazioni non omogenee il calcolo è più complesso.

R0 è utilizzato anche in ecologia della popolazione come misura del successo riproduttivo individuale, cioè il numero medio di figli avuti nella vita (in condizioni ideali).

Il suo calcolo matematico ha a che fare con le equazioni differenziali ordinarie[3].

NoteModifica

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