Tazz

wrestler statunitense
Tazz
Tazz 2.jpg
Tazz
NomePeter Senerchia
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
Luogo nascitaBrooklyn
11 ottobre 1967 (53 anni)
Ring nameKid Krush
The Tasmanian Devil
The Tazmaniac
Taz
Tazz
Residenza dichiarataRed Hook, Brooklyn[1]
Altezza dichiarata175[1] cm
Peso dichiarato109[1] kg
AllenatoreJohnny Rodz[2]
Debutto3 giugno 1987[2]
Ritiro9 aprile 2002[2]
FederazioneAll Elite Wrestling[3]
Progetto Wrestling

Peter Senerchia, noto con lo pseudonimo Tazz o Taz (Brooklyn, 11 ottobre 1967), è un ex wrestler e commentatore televisivo statunitense.

Noto soprattutto per essere stato una delle stelle della Extreme Championship Wrestling, Tazz vinse diversi titoli nel corso della sua permanenza nella federazione, tra cui l'ECW World Heavyweight Championship, l'ECW World Television Championship e l'ECW Tag Team Championship. Si deve inoltre a Tazz l'introduzione nella ECW dell'FTW Heavyweight Championship.

Nel 2000 passò alla World Wrestling Federation/Entertainment. Lasciò il ring nel 2002 a seguito di numerosi infortuni e iniziò la carriera di commentatore di SmackDown! e del roster ECW, fino al 2009 a seguito della scadenza del contratto. Pico dopo firmò un contratto con la Total Nonstop Action Wrestling, dove svolse lo stesso ruolo fino al 15 aprile 2015. Dal 2019 svolge il ruolo di telecronista e manager nella All Elite Wrestling[3], al fianco di Jim Ross e Excalibur.

CarrieraModifica

Circuito indipendente (1987–1993)Modifica

NWA Eastern / Extreme Championship Wrestling (1993-1999)Modifica

World Wrestling Federation/Entertainment (2000-2009)Modifica

Total Nonstop Action Wrestling (2009–2015)Modifica

All Elite Wrestling (2019–presente)Modifica

PersonaggioModifica

Il personaggio di Tazz non è mai stato molto rassicurante, almeno come immagine, nonostante impersonasse un face: la sua entrata era infatti accompagnata da una musica che negli anni cambiò, ma venne sempre preceduta dal suono di un elettrocardiogramma, e mentre si avvicinava al ring, teneva la testa coperta da un panno nero, che si toglieva solo una volta entrato nel quadrato.

A Tazz è associato il numero 13; i motivi di questo vanno ricercati nel suo periodo di passaggio dalla militanza in ECW a quella in WWE. Nelle settimane precedenti la Royal Rumble 2000, venne mostrato un promo raffigurante il tatuaggio sul braccio di qualcuno, il quale rappresentava un "13". Kurt Angle annunciò allora che avrebbe sfidato chiunque si fosse celato dietro quel numero; Tazz fece il suo debutto e lo sconfisse grazie alla sua Taz-Mission.

Mosse finaliModifica

ManagerModifica

Wrestler assistitiModifica

SoprannomiModifica

  • "The Human Suplex Machine"[2]
  • "The Human Wrecking Machine"
  • "The Most Miserable Man on the Planet"
  • "The Most Miserable Son of a Bitch on the Planet"
  • "The One-Man Crime Spree"

Musiche d'ingressoModifica

  • Breed dei Nirvana (ECW)
  • Keep It in the Family degli Anthrax (ECW)
  • Path of Rage di Harry Slash & The Slashtones (ECW)
  • School dei Nirvana (ECW)
  • Survive (If I Let You) di Harry Slash & The Slashtones (ECW)
  • War Machine dei Kiss (ECW)
  • If You Dare di Jim Johnston (WWE)
  • Just Another Victim dei Cypress Hill (WWE)
  • Nasty di Dale Oliver (TNA)
  • Deadman's Hand (Instrumental) di Dale Oliver (TNA; usata come membro degli Aces & Eights)

Wrestler allenatiModifica

Titoli e riconoscimentiModifica

  • Century Wrestling Alliance
    • CWA Light Heavyweight Championship (1)
  • International World Class Championship Wrestling
    • IWCCW Light Heavyweight Championship (1)
  • Pro Wrestling Illustrated
    • 10º tra i 500 migliori wrestler singoli nella PWI 500 (1999)
    • 147º tra i 500 migliori wrestler singoli nella PWI Years (2003)

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Scheda di Tazz su wwe.com, su wwe.com. URL consultato il 9 febbraio 2021.
  2. ^ a b c d (EN) Taz su cagematch.net, su cagematch.net. URL consultato il 9 febbraio 2021.
  3. ^ a b (EN) Taz Signs Multi-Year Agreement With AEW, su prowrestlingsheet.com, 16 gennaio 2020.
  4. ^ a b c (EN) Entourage su cagematch.net, su cagematch.net. URL consultato il 9 febbraio 2021.

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