Teatro Carani

Teatro di Sassuolo
Teatro Carani
Interno del Teatro Carani (Sassuolo).jpg
Interno del teatro
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSassuolo
Indirizzovia Giuseppe Mazzini, 29
Realizzazione
Costruzione1930
Inaugurazione25 dicembre 1930
ArchitettoZeno Carani
ProprietarioComune di Sassuolo

Coordinate: 44°32′26.99″N 10°47′02.33″E / 44.54083°N 10.78398°E44.54083; 10.78398

Il Teatro Carani è un teatro situato a Sassuolo, in provincia di Modena.

Inaugurato il 25 dicembre 1930, fu costruito su disegno di Zeno Carani grazie ai finanziamenti dei cugini sassolesi Eugenio e Mario Carani. Utilizzato per concerti, spettacoli teatrali e rappresentazioni cinematografiche, è inagibile dall'ottobre 2014 a causa del crollo di un controsoffitto;[1][2]

StoriaModifica

La tradizione teatrale di Sassuolo è attestata in documenti della fine del XVII secolo, quando nella piazza dell'Orologio (oggi piazza Giuseppe Garibaldi) esisteva un teatrino del Duca di Modena,[3] demolito nel 1905:

«L'11 luglio 1696 si cominci a Sassuolo il teatro nel palazzo Giordani del duca Rinaldo Donato. Architetto Paltrinieri Antonio di Sassuolo. Aumentata la popolazione nel 1773 si rinnovò il teatro facendolo più vasto e spendendovi lire 54.450. Ingegnere Ludovico Bolognesi di Bologna al servizio del duca e aperto nell'ottobre dell'anno andante, coll'opera del Cimarosa assai applaudita. All'inaugurazione vi assistevano sette principi e la platea e i palchi erano pieni di dame e cavalieri. In tale occasione furono fatti i palchi anche nel primo e terzo ordine e quelli del secondo dati alle prime famiglie perché facessero corteggio e corona al palco ducale di mezzo.»

(Da un foglio esposto nel foyer del Teatro Carani, 1930)

Il 12 ottobre 1912 venne inaugurato il piccolo Politeama sociale, ma si dovette attendere un ventennio per la realizzazione di un teatro più grande.

Il teatro Carani fu fatto costruire dagli industriali sassolesi Eugenio e Mario Carani, su una vasta area in prossimità del centro storico che avrebbe consentito lo sviluppo longitudinale della facciata su viale XX settembre. Si diede avvio all'opera, su progetto dell'ingegner Zeno Carani di Modena, nel febbraio 1930 e il 25 dicembre di quello stesso anno il teatro fu aperto al pubblico con la proiezione del film statunitense Il tenente di Napoleone, mentre l'inaugurazione vera e propria avvenne qualche tempo dopo con la messa in scena della Madama Butterfly di Giacomo Puccini.[3]

Sottoposto a lavori straordinari di restauro tra il 1970 e il 1972, l'attività del teatro è stata sempre piuttosto intensa, alternando le proiezioni cinematografiche a spettacoli lirici, di prosa, balletti, concerti, operette, varietà e teatro dialettale. Purtroppo, dati i costi assai elevati delle produzioni, per molto tempo non furono più messe in scena opere liriche, che in passato avevano avuto qui ampio spazio: l'ultima rappresentazione di questo genere fu infatti La Bohème di Giacomo Puccini nel 1981. In alternativa si tiene una volta all'anno il Concertone, in cui sono chiamati ad esibirsi giovani promesse della lirica ed un ospite scelto tra gli interpreti più prestigiosi, cui viene conferito un riconoscimento.[3]

Nel foyer sono state allestite regolarmente, dagli anni 1930 fino al 2007, oltre quattrocento mostre d'arte, prevalentemente di opere pittoriche, tuttavia non sono mancate sposizioni di scultura. Si è trattato in prevalenza di esposizioni di opere di artisti locali, quali ad esempio Gino Fontanan ed Emilio Toschi, di gusto prevalentemente figuativo. Si segnalano inoltre la serie di ritratti di musicisti e direttori d'orchestra di Virgilio Carbonari.[3]

ArchitetturaModifica

Il teatro Carani ha conservato interamente il suo aspetto originale. Elementi stilistici di gusto tardo liberty sono presenti nella facciata, negli arredi del foyer e nelle ampie porte d'ingresso dai bei vetri molati.[3]

Vale la pena ricordare una curiosità, questo teatro ha ben tre accessi: uno da su via Giuseppe Mazzini, uno da piazza Giuseppe Garibaldi attraverso galleria Carani, ed infine il principale su viale XX Settembre.[3]

La vasta sala ha un aspetto assai semplice e lineare, presenta una pianta a ferro di cavallo con due ordini di gallerie piuttosto ampie, ed è priva di particolari elementi decorativi. Al centro del soffitto è posta una singolare cupola apribile ed un lampadario degli anni 1970 di manifattura muranese.[3]

NoteModifica

  1. ^ Paola Gemelli, Teatri e politeama, su sassuolonline.it. URL consultato il 7 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2016).
  2. ^ Crolla un controsoffitto Evacuato il teatro Carani Teatro inagibile, su gazzettadimodena.gelocal.it. URL consultato il 7 gennaio 2017.
  3. ^ a b c d e f g Lidia Bortolotti, Teatro Carani, su dati.beniculturali.it.

BibliografiaModifica

  • Simonetta M. Bondoni (a cura di), Teatri storici in Emilia Romagna, Bologna, Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna, 1982.
  • Lidia Bortolotti (a cura di), Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, Bologna, 1995.

Voci correlateModifica

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