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Teatro romano
Sessa aurunca - Teatro Romano.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSessa Aurunca
Indirizzovicino alla chiesa di San Giovanni a Villa
Dati tecnici
TipoTeatro romano
Capienza6000-7000 posti
Realizzazione
CostruzioneII secolo a.C.
ProprietarioComune di Sessa Aurunca

Coordinate: 41°13′28.52″N 14°01′08.95″E / 41.22459°N 14.019153°E41.22459; 14.019153

Teatro romano di Sessa Aurunca
Palco scenico.jpg
CiviltàRomana
UtilizzoTeatro
EpocaII secolo a.C.
Localizzazione
StatoItalia Italia
Provinciaprovincia di Caserta
Dimensioni
Altezza24 metri
Larghezza110 metri
Scavi
Data scoperta1926
Date scavi1926-1930 circa; ripresi nel 1999-2006
ArcheologoAmedeo Maiuri
Amministrazione
EnteSoprintendenza archeologia Campania
ResponsabileComune di Sessa Aurunca
Visitabilesolo su richiesta al comune
Sito webwww.cir.campania.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Il teatro romano di Sessa Aurunca si trova in provincia di Caserta.

Costruito nel II secolo a.C., fu poi fatto ampliare e migliorare da Matidia minore, cognata dell'imperatore Adriano, quattro secoli dopo. In seguito fu abbandonato e progressivamente sepolto sotto il terreno fino agli anni '20 del XX secolo, quando i lavori cominciarono sotto la guida dell'archeologo Amedeo Maiuri; interrotti per la seconda guerra mondiale, questi furono poi veramente ripresi solo nel 1999, per essere terminati nel 2003.[1]

Oggi il sito è completamente restaurato ed in buone condizioni.[2] È il secondo teatro romano più grande della Campania dopo quello di Napoli.[3]

Indice

StoriaModifica

 
Il teatro al tramonto

La costruzione del teatro risale al II-I secolo a.C. Dei successivi tre secoli si sa ben poco: è però noto che esso fu danneggiato da un grave terremoto[4] e rimase abbandonato fino a quando la suddetta Matidia minore, sorella della moglie dell'imperatore Adriano Vibia Sabina, ordinò e finanziò i lavori di ampliamento e di restauro degli edifici nel II secolo d.C. (facendosi in cambio raffigurare come la ninfa Aura).[5]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, il teatro divenne un cumulo di rovine anche a causa di un precedente nuovo terremoto (avvenuto nel 346), che però causò il crollo di tutta la struttura e il definitivo abbandono dell'edificio. Dopo otto secoli di degrado fu però riscoperto; ma gli uomini del XII secolo vedevano quel teatro solo come una fonte di materiale per la costruzione del duomo e di altri edifici, e diedero il via a vere e proprie spoliazioni che cancellarono irrimediabilmente l'aspetto originario (gli effetti sono visibili ancora oggi).[6]

Dopo la fine dei lavori per la cattedrale, la vegetazione ebbe definitivamente la meglio e la struttura scomparve per altri otto secoli. Fu nel 1926 che l'archeologo Amedeo Maiuri cominciò gli scavi,[7] che dopo varie interruzioni finirono definitivamente tra il 2003 e il 2006.[4] Oggi è visitabile solo su richiesta fatta al comune, e raramente è usato anche per recite e manifestazioni.[2]

DescrizioneModifica

 
Particolare interno

Il teatro fu costruito su di una collina per sfruttarne la naturale inclinazione. La cavea ha 110 metri circa di diametro[8] e poteva contenere tra i 6000 e i 7000 spettatori. L'edificio scenico aveva una lunghezza di 40 metri e un'altezza di 24, ed era composto di tre ordini soprapposti di 84 colonne. I marmi usati erano pregiati e venivano da varie parti dell'Impero, come la Numidia o Carrara. Dietro le scene si può ancora trovare la latrina degli attori, risalente al III secolo d.C.[1]

CriptoporticoModifica

Adiacente al teatro si trova un criptoportico risalente circa all'età sillana.[1] Anche la sua storia è abbastanza travagliata, in quanto fu parzialmente scavato nel 1926 per poi essere completamente abbandonato; a differenza del teatro, però, i lavori definitivi di recupero e restauro sono terminati solo nel 2014, e da allora è raramente disponibile per visite guidate.[9]

 
Il criptoportico dall'esterno

Pur non avendo collegamenti diretti col teatro, o se c'erano sono andati persi,[10] il criptoportico gli era indubbiamente collegato. Non è ancora chiaro quale fosse il suo utilizzo, ma si presuppone che venisse usato dagli attori per spostarsi da un luogo all'altro; tuttavia, sono state trovate sui muri numerose iscrizioni in greco e latino, tra cui anche alcuni versi virgiliani, che lasciano presupporre il suo utilizzo come scuola e Gymnasium.[1] Inoltre, a causa della presenza di terreni privati, non tutte le parti del criptoportico sono state e saranno mai recuperate, lasciando così nel mistero la sua vera utilità.[11]

La struttura era composta da tre bracci disposti ad U, ma oggi si può visitare solo il settentrionale, in quanto l'occidentale è stato inglobato da un casolare di campagna mentre l'orientale è crollato;[10] la loro lunghezza era di 90 metri circa per il nord e di 70 per gli altri due. I corridoi sono divisi in due navate con volte a botte poggianti su pilastri di trachite vulcanica[12] e illuminate da finestre strombate. Le pareti, in opus incertum, conservano il rivestimento in stucco bianco con membrature architettoniche a rilievo, attribuibile ai primi decenni del I secolo d.C.,[1] su cui erano stati disegnati quadri geometrici con motivi floreali;[13] a ciò furono aggiunte le suddette iscrizioni scolastiche e anche dei veri e propri atti di vandalismo da parte di tifoserie gladiatorie.[9]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Teatro e Criptoportico romano di Sessa Aurunca, su CIR Campania. URL consultato il 13 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2016).
  2. ^ a b Giulia Lettieri, Sessa Aurunca: la città delle meraviglie archeologiche abbandonate, su interno18, 24 settembre 2012. URL consultato il 13 giugno 2016.
  3. ^ Teatro Romano, su VisitSessa. URL consultato il 13 giugno 2016.
  4. ^ a b (EN) Sergio Cascella, Matidia Minor and Suessa Aurunca, su Academia.edu, 2008. URL consultato il 13 giugno 2016.
  5. ^ Sessa Aurunca e l’orgogliosa Matidia Minore, su Corriere della Sera, 19 ottobre 2015. URL consultato il 13 giugno 2016.
  6. ^ Sergio Cascella, Uso e riuso dell'antico a Sessa Aurunca (CE): il caso dei marmi del teatro romano, su Diagnosis of Cultural Heritage, 2015. URL consultato il 13 giugno 2016.
  7. ^ Rosario Serafino, Scheda informativa di Sessa Aurunca, su Archemail, 2012. URL consultato il 13 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2016).
  8. ^ Valeria Nerone, Segno di un’antica civiltà tra storia e spettacolo: Teatro romano di Sessa Aurunca…, su SoloCaserta, agosto 2011. URL consultato il 13 giugno 2016.
  9. ^ a b Apertura straordinaria del Criptoportico romano a Sessa, su Caserta News, 20 maggio 2014. URL consultato il 14 giugno 2016.
  10. ^ a b Criptoportico, su VisitSessa. URL consultato il 14 giugno 2016.
  11. ^ Criptoportico di Sessa Aurunca, su I Luoghi del Cuore. URL consultato il 14 giugno 2016.
  12. ^ N. Valenza, Sessa Aurunca, su Treccani. URL consultato il 14 giugno 2016.
  13. ^ Monumenti & chiese - Principali strutture relative al periodo romano, su sessaaurunca.net. URL consultato il 14 giugno 2016.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica