Techne grammatike

opera di Dionisio Trace

La Techne grammatike (in greco antico: Τέχνη γραμματική), o Arte grammatica, tradizionalmente attribuita a Dionisio Trace, è la più antica opera greca pervenutaci di contenuto grammaticale.

AttribuzioneModifica

Sin dall'antichità molti studiosi hanno dubitato della sua attribuzione a Dionisio, che ha però trovato anche autorevoli sostenitori[1]. D'altra parte, l'autenticità dell'opera è stata contestata in particolare da Vincenzo di Benedetto nel 1958.

StrutturaModifica

Dopo un'introduzione dedicata alla definizione della grammatica, alla lettura, agli accenti, all'interpunzione e a digressioni probabilmente frutto di interpolazioni, l'opera contiene un'esposizione tecnica della grammatica, nella quale si esaminano le lettere dell'alfabeto (divise in vocali, dittonghi e consonanti), le sillabe e le seguenti otto parti del discorso:

Il breve trattato è basato sulle teorie grammaticali stoiche (che ci sono note attraverso testimonianze) ed è una sorta di summa delle teorie grammaticali alessandrine, come Dionisio evidenzia nell'incipit del trattato:

«La grammatica è una conoscenza empirica degli usi del linguaggio che si ritrovano in poeti e prosatori[2]. Essa si divide in sei parti: lettura guidata con particolare riguardo alla prosodia, spiegazione secondo le figure retoriche, pronta analisi di peculiarità dialettali e allusioni, etimologia, accuratezza nell'analisi delle analogie, critica delle produzioni poetiche - che è la parte più nobile dell'arte grammaticale»

(I, 1. trad. A. D'Andria)

Questo cursus studiorum esposto nei primi capitoli dionisiani, attraverso gli autori latini e medievali, si è perpetuato fino all'epoca moderna.
Inoltre, l'operetta ricevette da subito una accurata ed estesa esegesi[3]: possediamo diverse tipologie di scolii, infatti, dai Prolegomeni Vossiani[4] al commentario detto "di Melampo o Diomede"[5]; dal commentario di un Eliodoro[6] agli scolii dei manoscritti Vaticani[7], marciani[8] e della British Library[9]. Il tutto, come detto, a testimonianza dell'influsso di questa epitome del pensiero grammaticale alessandrino.

NoteModifica

  1. ^ Come R. Pfeiffer, Storia della filologia classica: dalle origini alla fine dell'età ellenistica, Introduzione di Marcello Gigante, Napoli, Macchiaroli, 1973, pp. 266-272; per gli studi più recenti, vedere il volume curato da Vivien Law ed Ineke Sluiter (1995).
  2. ^ In greco: ἐμπειρία τῶν παρὰ ποιηταῖς τε καὶ συγγραφεῦσιν ὡς ἐπὶ τὸ πολὺ λεγομένων.
  3. ^ Gli ampi scolii alla Techne sono stati editi a cura di A. Hilgard nel 1901.
  4. ^ pp. 1-9 Hilgard.
  5. ^ pp. 10-66 Hilgard.
  6. ^ pp. 67-105 Hilgard.
  7. ^ pp. 106-291 Hilgard.
  8. ^ pp. 292-441 Hilgard.
  9. ^ pp. 442-564 Hilgard.

BibliografiaModifica

  • Techne grammatike, edizione critica e commento a cura di Giovan Battista Pecorella, Bologna, Cappelli, 1962.
  • Alfred Hilgard, Scholia in Dionysii Thracis Artem Grammaticam, recensuit et apparatum criticum indicesque adiecit Alfredus Hilgard, Lipsiae, in aedibus B.G. Teubneri 1901.
  • Vincenzo Di Benedetto, "Dionisio Trace e la Techne a lui attribuita", Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Lettere, Storia e filosofia, Serie II, Vol. 27, No. 3/4 (1958), pp. 169–210.
  • Vincenzo Di Benedetto, "Dionisio Trace e la Techne a lui attribuita (continuazione e fine)", Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Lettere, Storia e filosofia, Serie II, Vol. 28, No. 1/2 (1959), pp. 87–118.
  • Vincenzo Di Benedetto, "La "Techne" Spuria", Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Lettere, Storia e filosofia, Serie III, Vol. 3, No. 3 (1973), pp. 797–814.
  • Vivien Law & Ineke Sluiter (eds.), Dionysius Thrax and the Technè Grammatikè, Münster, Nodus, 1995.

Voci correlateModifica

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