Tel chi el telùn

spettacolo di Aldo, Giovanni & Giacomo del 1999
Tel chi el telùn
StatoItalia
Anno1999
CompagniaAldo, Giovanni & Giacomo
Generecommedia

Tel chi el telùn (che in dialetto milanese significa "Eccolo qui il telone") è uno spettacolo teatrale del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo del 1999, con la regia di Arturo Brachetti.

La rappresentazione, commercializzata anche in versione DVD, ha visto protagonisti oltre ai membri del trio (Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti) anche Marina Massironi, la band di swing italo-americana The Good Fellas, i Fichi d'India, Corrado Guzzanti, Antonio Cornacchione, Paolo Hendel, Raul Cremona e alcuni attori/maghi/acrobati stranieri.

Il titolo (in milanese "ecco qui il telone") è un gioco di parole con la frase "tel chi el terùn" ("eccolo qui il terrone"), che ironizza sulla caratterizzazione dei personaggi (il trio è infatti composto da due attori settentrionali e uno meridionale, e la loro comicità spesso fa leva sui loro diversi accenti).

Lo spettacolo è andato in onda per tre puntate la domenica sera dal 21 novembre al 5 dicembre 1999 su Canale 5 con la regia di Egidio Romio.

Le musiche dello spettacolo sono suonate e in parte composte dalla band The Good Fellas.

La musica della sigla delle tre puntate televisive è di Emanuele dell'Aquila, il pianoforte è di Fabio Coppini, la batteria è di Bruno Astesana; invece Sandro Comini suona il flicorno e il trombone.

Per la realizzazione di questo spettacolo teatrale, che ebbe la durata di due mesi, venne allestita una mega tenso-struttura in pieno centro a Milano, ai tempi situata nei pressi di via Melchiorre Gioia, fra le fermate ferroviarie di Repubblica e Porta Garibaldi sotterranea.

Gli sketch dello spettacolo (in ordine cronologico di apparizione)Modifica

Prima puntataModifica

  • Mission Impossible: parodia dell'omonimo film, con tema musicale annesso. Gli agenti Giovanni e Giacomo si cimentano in una "missione impossibile": comprato un motoscafo (dopo aver fallito nell'impadronirsene sopraffacendo il sorvegliante), i due giungono in una banca. Mentre Giovanni tenta di utilizzare strumenti piuttosto strani per trovare il caveau e introdurvisi con pessimi risultati, Giacomo sembra destreggiarsi con grande facilità: per superare i raggi ottici dell'allarme di movimento, Giovanni indosserà degli occhiali ad infrarossi mentre Giacomo smaschererà la messinscena (i raggi che Giovanni vedeva erano disegnati sulle lenti). Arrivano così alla cassaforte: Giovanni tenta inutilmente di aprirla cercando di manomettete le serrature mediante uno stetoscopio, mentre Giacomo trova un'anomala porticina: dentro ci trovano Aldo, che racconta loro di trovarsi dopo essere stato risucchiato da un ATM sbagliando il codice. Lo liberano e lo portano via con loro, a bordo del motoscafo: qui Giacomo si smaschera come una donna bellissima, scambiando con Giovanni un bacio passionale, salvo poi rivelare di essere un'altra maschera e ridiventare Giacomo. Approdati a terra, i tre scendono dal motoscafo e, uscendo letteralmente dallo schermo, arrivano sul palco.
  • Canto di Marina Massironi.
  • Pdor: un uomo delle caverne (Aldo) è un Eletto a cui è apparso in sogno il dio Pdor, potente Signore del Deserto, che l'ha incaricato di scrivere il messaggio contenente il suo volere su tavole di pietra sacre. L'Eletto si reca così al vulcano dove risiede Pdor, portando con lui il logorroico figlio (Giacomo) solo per non trovarsi a mani vuote nella necessità di un sacrificio. Arrivati a destinazione, i due chiamano il Signore del deserto Pdor (Giovanni), emergendo dal vulcano che con tono imperioso declama improbabili imprese eroiche (piene di nomi assurdi e impronunciabili) talmente lunghe e numerose da sfinire i due malcapitati. Finalmente terminato il racconto, il dio detta ai due un testo da trascrivere, ma i due hanno poca dimestichezza con martello e scalpello e finiscono per rompere la tavola. Pdor ritiene il fatto un sacrilegio e infligge ai due le sue maledizioni: Aldo si guadagnerà il pane con il sudore della fronte, migrerà e infastidirà i popoli del nord[1], mentre Giacomo partorirà con dolore (è piuttosto preoccupato, ma soprattutto per l'accoppiamento, non tanto per il parto in sé).
  • I monaci Zen: Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre monaci Zen, con dei poteri soprannaturali, che manifestano emettendo versi assurdi (che dovrebbero ricordare gli "ohm" dei religiosi). Giovanni cerca di insegnare la levitazione agli altri due, dando origine a una serie di scenette paradossali. Giovanni proverà poi a spegnere una candela scoccando una freccia da bendato, finendo per colpire Aldo.
  • Le ombre: Dopo una barzelletta di Antonio Cornacchione, Aldo e Giovanni si ritrovano per organizzare il numero successivo, giocando sugli effetti delle ombre mentre si passano oggetti di varia natura (e in alcuni casi li indossano, come ad esempio Aldo che indossa un pesce sul naso). Quando Giovanni realizza di aver dimenticato un oggetto per il finale del numero, Aldo lo rimprovera e i due iniziano a litigare. I due verranno calmati dall'intervento di Giacomo, che prova a parlare coi tecnici per capire il da farsi. Alla fine dello sketch, Aldo si sente male e, sempre giocando con le ombre, vomita su Giacomo.
  • Debutto dei Fichi d'India (Max Cavallari e Bruno Arena) con lo sketch Amici ahrahra.
  • Esecuzione spagnola: Scherzo ad Aldo per una birra non pagata in Spagna 18 anni prima.
  • Il gabbiano Jonathan: in un parco cittadino, Giovanni passeggia con il suo cane Diablo (di cui si vede solo guinzaglio e museruola) e si diverte ad aizzarlo contro Giacomo, un passante cinofobo incontrato per caso. Diablo è un cane affetto da costipazione, incrocio tra le razze segugio e spinone, cioè un "segone", ed è addestratissimo al punto da saper costruire cucce in legno al solo sentire la parola "cuccia" ed a imitare perfettamente acrobazie di altre razze canine. Nel frattempo sopraggiunge Aldo, che, grazie a un inverosimile guinzaglio estensibile, è arrivato al parco lasciando il cane in casa. Questo cane si rivelerà ancora meglio addestrato rispetto a Diablo, in quanto è in grado di chiudere la porta di casa, prendere l'ascensore ed attivare e disattivare l'allarme di casa: Aldo spiega infatti che l'ha fatto studiare al Cepu con Alessandro Del Piero. Poi arriva anche Marina, che porta al guinzaglio il suo gabbiano domestico Jonathan. Esso sarebbe addestrato a fare i suoi bisogni nel vasino e a comando, ma quando Marina gli intima di farli il gabbiano li fa addosso al povero Giacomo. Lo sketch si conclude con i tre animali in calore: mentre il cane di Aldo si trova una cagnolina e Jonathan una gabbianella, Diablo preferisce accanirsi su Giacomo.
  • Il canto del duetto Marina Massironi e Charlie lo struzzo.
  • Secondo sketch dei 'Fichi d'india': "I neri per caso".
  • Le poesie: Dopo che Giovanni e Giacomo fanno uno scherzo ad Aldo, arriva Marina, che desidera recitare una poesia. Aldo, Giovanni e Giacomo, in realtà annoiati e disinteressati, acconsentono disinetessati disturbando ripetutamente Marina durante l'introduzione ad una poesia in francese riguardo ad una donna triste sulla Senna. Questa si rivela molto noiosa, al punto che i tre finiscono per crollare addormentati, ma riuscendo a svegliarsi alla fine ed unirsi agli applausi del pubblico. Marina si compiace e annuncia un'altra poesia, di stampo tedesco: stavolta la musica di sottofondo emoziona ed energizza i tre, che cominciano a cantare rumorosamente. Marina è felicissima quando i tre colgono il significato della poesia per puro caso, al punto da annunciare un'altra poesia: Giacomo vorrebbe zittirla in malo modo, ma viene anticipato da Aldo che si rivela ancora più offensivo, pentendosene subito. Marina si offende e le scuse di Aldo, scoppiato in lacrime, la spingono a perdonarlo e a declamare lo stesso un'ultima poesia, dedicata al pubblico in sala.
  • I Tre chiudono la prima serata con il canto di un "Mottetto dedicato alle donne".

Questa puntata è stata trasmessa il 21 novembre 1999.

Seconda puntataModifica

  • Le castagne: il giorno dello spettacolo, Aldo, Giovanni e Giacomo vanno a raccogliere castagne con la macchina di Giacomo, una vecchia Fiat 131 appartenuta al nonno di Giacomo, con i freni a tamburo e sulla quale la seconda marcia e la retromarcia non entrano, che però si guasta fermandosi in aperta campagna. Aldo scende per cercare aiuto e non torna più per diverso tempo. Andati a cercarlo, Giovanni e Giacomo lo trovano per terra, svenuto e derubato (anche dei vestiti). Dopo averlo maldestramente rianimato (risvegliatosi, Aldo racconta di essere stato colpito da dietro) rischiando di fargli ancora più male, i tre recuperano le castagne rimaste in macchina e vestono Aldo con abiti di fortuna, per poi scoprire che, mentre si erano allontanati, all'auto sono state rubate le gomme. Allora fanno l'autostop e, dopo quattro ore di attesa, darà loro un passaggio Antonio Cornacchione, in cambio di potersi esibire nel loro spettacolo. In macchina, scoppia un litigio quando Giacomo scopre che Antonio inizialmente avrebbe dovuto far parte del trio al posto suo. Arrivati al teatro, i tre escono dallo schermo e arrivano sul palco.
  • Busto Garolfo Cops (Scuola di Polizia) 1: parodia dei telefilm polizieschi americani. Il capitano Tiger (Giovanni) addestra i gli agenti di polizia Dexter (Aldo) e Sugar (Giacomo). Il primo è decisamente pigro e smidollato, mentre il secondo è fin troppo ligio al dovere e si dà arie da duro. Il capitano fa disporre i due a cono rovesciato e poi li interroga su come si comporterebbero in caso di un intervento per schiamazzi notturni in un appartamento; nei rispettivi racconti Dexter perde tempo nel prepararsi (lava e asciuga divisa e mutande e fa tre volte le scale, per arrivare alla fine senza saltare gradini) e finisce per mettersi in mezzo ai festaioli e diventare loro amico, mentre Sugar finisce per ripristinare l'ordine prendendoli tutti a manganellate dopo diverse manifestazioni di violenza gratuita.
  • Esordio di Antonio Cornacchione: il comico si esibisce in un numero di cabaret. Alla fine dello sketch, però, nel tentativo di inchinarsi al pubblico, colpisce violentemente la testa contro il microfono e si reca quindi in ospedale.
  • I tre medici: in ospedale, il celebre professor Helmut Alzheimer (Giovanni), così chiamato perché affetto dall'omonimo morbo, è impegnato in un "consulto importantissimo" (in realtà si stanno raccontando una barzelletta) con i suoi assistenti, il dottor Pivetta (Giacomo) e un terzo dottore il cui cognome cambia ogni volta che ci si rivolge a lui (Aldo). I tre vengono interrotti da Antonio, che deve farsi curare la grossa ferita che si è procurato. Alzheimer diagnostica subito un "classico caso di tossicodipendenza", comincia ad offendere il paziente dandogli del "drogato!" (secondo lui si sarebbe ferito in quanto gli sarebbe sfuggita di mano la siringa) ed a prenderlo in giro perché questi desidera il suo chirurgo di fiducia, perché vuole che si avvisino i suoi familiari che sta male e perché dichiara di curarsi solo con metodi naturali come i fiori di Bach. Alzheimer e la sua équipe sono fieri sostenitori della "chirurgia del disimpegno", che consiste nel saltare tutti gli esami preliminari che per legge devono essere eseguiti prima dell'intervento per passare subito all'operazione. I tre cercano prima di anestetizzare il paziente cantandogli una ninna nanna: il metodo inizialmente funziona, ma poi il paziente si risveglia perché cantano troppo forte e allora Pivetta gli inietta il curaro con una cerbottana. Dopo aver indossato i guanti (di colori diversi per distinguere la destra dalla sinistra), Alzheimer si fa passare da Pivetta il "Bisturi Partero Psico Androgeno Genetico", che è una motosega e che il professore utilizza con mano tutt'altro che ferma, anzi deve farsi trattenere da Pivetta perché altrimenti viene trascinato in giro per la sala; con la motosega Alzheimer apre il cranio del paziente e con l'aiuto dei suoi assistenti comincia una disastrosa operazione al cervello, in cui i tre rivelano la loro assoluta incompetenza. Alla fine il paziente muore (per colpa di Aldo che si è mangiato i filamenti neurovegetativi tolti al paziente, che si era stranamente messo a parlare durante l'intervento), ma ai tre dottori non importa più di tanto perché, mentre dichiarano la loro responsabilità per l'incidente, si ricordano che è l'ora della partita di squash. Quando Alzheimer e Pivetta se ne vanno, però, Aldo scopre che il paziente è sparito.
  • Esordio di Paolo Hendel.
  • Gli spagnoli: Aldo, Giovanni, Giacomo e Marina si travestono da spagnoli, ballano e suonano la chitarra nei modi più esilaranti (Aldo la suona coi piedi, Giacomo la utilizza per grattare il parmigiano sulla pasta e Giovanni la suona con la zip dei pantaloni).
  • Sketch di un ospite (Jango Edwards): Un uomo si prepara per un tuffo... in un bicchiere d'acqua.
  • Il leone e la gazzella: Giovanni deve tornare a casa a prendere del materiale per lo spettacolo che si è dimenticato, ma non sa come fare per intrattenere il pubblico nel frattempo. Giacomo però ha trovato un foglietto pubblicitario con la classica storia del leone e della gazzella ("In Africa ogni mattina una gazzella si sveglia e inizia a correre", ecc.), e decidono di farla raccontare ad Aldo per intrattenere il pubblico in loro assenza. Al momento di raccontarla, però, Aldo si confonde, non ricordandosela più, e la racconta a modo suo.
  • Canto in Inglese di Marina Massironi.
  • Il viaggio in Subaru Baracca: Aldo, Giovanni e Giacomo devono andare da Milano a Pizzo Calabro per uno spettacolo. Giovanni e Giacomo si recano alle 6 del mattino a prendere Aldo con la nuova auto di Giovanni, una sgangheratissima Subaru SV nel modello base, chiamata da Giacomo "Subaru Baracca" perché ha i comandi al limite dell'assurdo, sistemi di sicurezza inesistenti, il clacson col verso di una papera e il finestrino a manovella. Arrivati da Aldo, questi si fa attendere perché deve finire di mangiare la peperonata (a colazione!) e per salire in macchina costringe Giacomo ad andare sul sedile posteriore perché sta male nelle curve. Giacomo va dietro e si scopre che la macchina ha 4 porte e tre sedili! (In scena ci sono tre sedie e un volante giocattolo per simulare la macchina). Giacomo però sta stretto, e al rifiuto di Aldo di tirarsi avanti, deve andare indietro lui con il sedile posteriore: la macchina è si rivela allungabile e a forma di banana ("Subaru Chiquita", sentenzierà Aldo). Non appena partiti Aldo costringe Giovanni a fermarsi perché deve fare pipì, ma se la fa sulle scarpe: Giovanni riparte prima che lui possa risalire e lo costringe a seguirli di corsa per scherzo, aggrappandosi alla cintura di sicurezza, che si deforma. Giovanni a questo punto esce dall'autostrada attraversando una serie di brutte curve: Aldo, preso da conati di vomito, rigetta la peperonata sui tappetini posteriori insieme al caprino mangiato il giorno prima. Dopo questo inconveniente, il viaggio prosegue. Giovanni si diverte a investire tutti gli animali che gli si parano davanti (un gattino, un dalmata e un'intera famiglia di ricci con i ricciolini) fingendo di non vederli, mentre Aldo si dispera nel veder morire tutte queste povere bestiole. Finalmente i tre arrivano a Pizzo Calabro, dove raggiungono lo Skylab di via Washington 35 (secondo Giacomo il padrone si chiamerebbe Mr. Jones), che però trovano spento e chiuso: si scopre così che Aldo aveva sbagliato la data dello spettacolo, facendoli arrivare un mese prima. Così, per ripicca, Giovanni e Giacomo ripartono di corsa lasciando Aldo a Pizzo Calabro.

Questa puntata è stata trasmessa il 28 novembre 1999.

Terza puntataModifica

  • Potevo rimanere offeso - in ospedale: fanno la loro ricomparsa i personaggi de "Gli svizzeri". Il signor Rezzonico (Giovanni) è ricoverato in ospedale a causa di una grave forma di morbillo. Mentre dorme, dopo essersi addormentato cantandosi la ninna nanna che gli cantava la madre da piccolo, Fausto Gervasoni (Giacomo), travestito da suora, tenta di ucciderlo iniettandogli del veleno nella flebo, ma come al solito il poliziotto Huber (Aldo) interviene per salvarlo, sbucando da sotto le coperte, sparando e facendo saltare il connettore della flebo appena prima che il veleno entri in circolo. Per vendetta Gervasoni è costretto a una penitenza per tutti i soprusi che ha compiuto verso Rezzonico, che si rivela essere un enorme clistere da cinque litri. Infine Huber spara all'infermiera perché temeva che potesse attaccare l'influenza e al compagno di stanza di Rezzonico perché lamentandosi nel sonno non permetteva di sentire la televisione.
  • Introduzione dello spettacolo: Marina annuncia che il trio abbandonerà l'attività cabarettistica per darsi al canto. Giovanni e Giacomo intonano O mia bela Madunina; Aldo, contrariato, inizia a cantare Ciuri, ciuri, disturbando gli altri due.
  • Busto Garolfo Cops (Scuola di Polizia) 2: Il capitano Tiger (Giovanni) torna ad addestrare i poliziotti Dexter (Aldo) e Sugar (Giacomo). Stavolta li fa disporre a pi greco (e i due si mettono a ballare goffamente un sirtaki, obbligandolo a urlargli di smettere) e poi chiede loro come agirebbero nel caso di un'occupazione studentesca in un liceo. Nel suo racconto Dexter, dopo aver perso tempo come al solito (tenta di usare il motorino del figlio senza riuscirci e viene investito da Marco Pantani, a cui ruba l'auto e la usa per raggiungere l'istituto), finisce per picchiare per sbaglio il preside (credendo che sia uno studente brutto e troppo cresciuto) e mettersi in mezzo agli studenti manifestanti venendo portato in trionfo, mentre Sugar, dopo aver fatto le sue solite sceneggiate da duro, finisce a sorpresa per innamorarsi di uno studente maschio che lo invita a praticare la pace e l'amore libero e scappare con lui; alla fine tale "studente" si rivelerà essere proprio Dexter.
  • Scuola di siciliano: Aldo traduce delle frasi dall'italiano al siciliano dettate da Giovanni. Giacomo fa da interprete in inglese, finendo per irritare Giovanni. Ogni semplice frase detta da Giovanni viene sistematicamente trasformata da Aldo in una vera e propria scenetta, tanto da costringere Giovanni, più volte, alla fine, a sparargli a una gamba per farlo stare zitto e passare alla frase successiva.
  • La Guerra in Vietnam: Aldo, Giovanni e Giacomo si cimentano in una parodia dei film di guerra americani. Aldo assiste alle morti prima di Giovanni e poi di Giacomo, che gli raccomandano le rispettive fidanzate dandogli le loro fotografie. Quando Aldo controlla tutte le foto, la guerra finisce prima che abbia completato l'album.
  • Sketch di un duo ospite (nomi ignoti): Un uomo in pigiama si prepara per andare a letto, ma improvvisamente il piumone prende vita e l'uomo si spaventa. Dopo un divertente inseguimento, si scopre alla fine che era solo un sogno.
  • Apprendisti prestigiatori: Questo sketch vede la partecipazione speciale di Raul Cremona nei panni di Silvano il Mago di Milano. Dopo un'introduzione da parte di Cremona, entrano in scena i tre, che gli fanno da allievi nella sua scuola di magia: Giovanni viene trattato dal docente come il suo pupillo, Aldo tenta senza successo di far comparire una colomba mentre Giacomo viene deriso e ignorato dal professore senza pietà. Alla fine Silvano mostra loro il trucco della corda legata intorno al collo che si scioglie da sola, ma i tre finiscono per strozzarsi.
  • Esordio di Corrado Guzzanti.
  • Controllore: uno degli sketch tradizionali del trio. Un controllore (Giovanni) sorprende Aldo su un tram senza biglietto, anzi con un biglietto che è stato timbrato più volte. Scesi dal tram, Aldo cerca di trovare delle scuse: prova a dire che ha acquistato il biglietto da un altro controllore a prezzo più alto come abbonamento e chiarisce di essere una persona onesta che paga tutte le tasse (il canone televisivo anche se non ha il televisore), non un defraudatore della società. Il controllore, che continua a dirgli "non faccia lo spiritoso" e "non dica stupidate", intende multarlo e quando gli chiede nome e cognome Aldo ne dice uno palesemente inventato, "Ajeje Brazorf". Come se non bastasse poco dopo passa un vecchietto impiccione (Giacomo) a intromettersi per complicare la faccenda, che vuole vedere giustizia fatta e pretende rispetto perché ha lavorato e ha fatto la guerra. Alla fine Aldo scoppia in lacrime cercando di impietosire il controllore, che lo lascia andare e gli dice che forse era meglio se diceva subito di non avere il biglietto, ma Aldo lo insulta alle spalle chiamandolo "pirla!" e scappa via.
  • Numero di un trio di magi-acrobati ospite (nomi ignoti).
  • Le barzellette di Marina Massironi raccontate cantando.
  • I Tiranos: Aldo, Giovanni e Giacomo nella loro classica performance degli artisti da circo bulgari, con Marina a presentarli.

Questa puntata è stata trasmessa il 5 dicembre 1999.

Gli sketch del DVDModifica

Primo tempoModifica

  • Le castagne
  • Pdor
  • Le ombre
  • Busto Garolfo Cops (Scuola di Polizia)
  • Il viaggio

Secondo tempoModifica

  • Debutto di Antonio Cornacchione
  • I tre medici
  • I monaci Zen
  • Canto di Marina Massironi
  • Le poesie - Fine

Sketch ineditiModifica

  • Mission Impossible
  • Il gabbiano Jonathan
  • Charlie lo struzzo: Marina e Charlie lo struzzo (Giovanni) cantano Love Me Tender di Elvis Presley
  • Il leone e la gazzella
  • Potevo rimanere offeso - in ospedale
  • Busto Garolfo Cops
  • Scuola di siciliano
  • Il controllore
  • I Tiranos

CuriositàModifica

  • Lo sketch Il leone e la gazzella, con protagonista Aldo, è ripreso dal film Così è la vita.
  • Alcune sequenze dello sketch Il viaggio, come la scena in cui Giacomo e Giovanni vanno a prendere Aldo sotto casa, con Aldo che deve finire di mangiare la peperonata e poi chiede sgarbatamente a Giacomo di andare sui sedili posteriori, e la scena di Aldo che chiede a Giovanni di fermarsi per fare pipì, sono riprese dal film Tre uomini e una gamba.
  • Dello sketch Il viaggio esistono 4 versioni:
    • la prima è quella tratta dalla messa in onda su Canale 5 di Tel chi el telùn
    • la seconda è quella tratta dal DVD dello spettacolo
    • la terza è stata realizzata per Radio Italia nel 2013: in questa versione, i tre, una volta giunti a destinazione, chiudono lo sketch senza la gag del bigliettino
    • la quarta è stata realizzata per Subaru nel 2020: in questa versione (in cui la macchina è stata ribattezzata Subaru Baracca Hybrid), Giovanni e Giacomo sono stati invitati da Aldo a trascorrere il Natale a casa sua, a Siracusa. Dopo una giornata estenuante di viaggio (stavolta è Giacomo a fare pipì e a sentirsi male nelle curve), i due arrivano, ma scoprono che Aldo non intendeva Siracusa in Sicilia, ma via Siracusa a Monza
  • Lo sketch Controllore è ripreso (ampliato con nuove gag) da una scena del film Tre uomini e una gamba.
  • La canzone che viene suonata come sottofondo alla poesia in tedesco recitata da Marina è Die Moritat von Mackie Messer di Kurt Weill.
  • Nello sketch I tre medici il dottor Alzheimer preleva un filamento neurovegetativo, dal cervello di un paziente, proveniente dalle Isole di Langerhans: in realtà ciò non è possibile in quanto si tratta di cellule localizzate nel pancreas e non nel cervello.
  • Nella versione DVD dello spettacolo è presente un ulteriore sketch, collocato prima de Il viaggio: mentre Giovanni tenta di introdurre lo sketch, in sala squilla un telefono cellulare. Identificato il proprietario, un mite uomo della Malpensa, lo invitano sul palco e gli sequestrano il cellulare, sbirciando anche i suoi contatti. Aldo propone al signore di sedersi dietro le quinte a mo' di privilegio: li i tre distruggono cellulare e occhiali del malcapitato e lo manderanno a casa in taxi, per poi tornare sul palco come se nulla fosse successo.

NoteModifica

  1. ^ la citazione è un evidente riferimento allo stesso Aldo Baglio, nato in Sicilia e trasferitosi a Milano all'età di tre anni

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