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Telepace

emittente televisiva italiana
Telepace
Paese Italia Italia
Lingua italiano
Tipo semigeneralista
Data di lancio 27 novembre 1977
Editore Fondazione Artigiani per la Pace
Sito www.telepace.it
Diffusione
Terrestre
Digitale DVB-T, FTA in syndication
Digitale DVB-T, UHF (mux variabile a livello locale)
Digitale DVB-T, UHF 27, 29 (provincia di Roma)
Digitale DVB-T, UHF 31 (Liguria)
Digitale DVB-T, UHF 42 (Trentino-Alto Adige)
Digitale DVB-T, UHF 35 (Puglia)
Satellite
Digitale DVB-S2, FTA in HD su Eutelsat Hot Bird 13B (12.476 MHz) in Europa e Medio Oriente
Sky canale 515
Digitale DVB-S, FTA su Optus D2 (12.519 MHz) in Australia e Nuova Zelanda
Streaming
Streaming Adobe Flash, gratuito sul sito www.telepace.it/diretta/

Telepace è un'emittente televisiva italiana privata, gestita dalla Fondazione Artigiani per la Pace. La sua sede principale e legale è nella provincia di Verona, precisamente a Cerna, una frazione del comune di Sant'Anna d'Alfaedo. Ha iniziato le trasmissioni nel 1977.

Trasmette sul DTT in Italia, via satellite in Europa, Australia e Nuova Zelanda e sul web in streaming in tutto il mondo. È specializzata nella trasmissione in diretta di importanti eventi di carattere religioso riguardanti il cattolicesimo e in particolare segue da vicino l'attività del papa sia in Vaticano che durante i viaggi apostolici in Italia e all'estero. Si presenta con un palinsesto classico e non trasmette spot pubblicitari fin dal suo lancio.

StoriaModifica

Il 27 novembre 1977 alcuni ragazzi di Cerna decisero di creare una radio locale per trasmettere agli altri cosa stavano scoprendo. Fondarono una piccola radiolina chiamata Radiopace che in seguito divenne un'emittente seguita in tutta la Diocesi veronese.[1]

Il 27 novembre 1979 nasce Telepace. I ragazzi diedero vita a questa realtà per raccontare quella che è la loro esperienza di fede legata a un camposcuola. Un momento critico nella crescita di Telepace (con conseguenti difficoltà finanziarie) si ebbe quando si decise di trasmettere, invece che localmente, ad una dimensione interregionale. Don Guido Todeschini descrisse questa situazione critica in un libro di Ambrogio Stirelli intitolato Storia di Telepace. Con la crescita di Telepace migliorarono anche le tecnologie utilizzate e i programmi principali in esterni erano ripresi con telecamera fissa: in meno di venti anni l'emittente era arrivata ad essere una televisione all'avanguardia nell'uso delle migliori tecnologie.[1] Nel 1985, Telepace venne autorizzata ad accedere al seguito papale nei viaggi internazionali di Giovanni Paolo II. Fu la consacrazione che la fece diventare un'emittente a livello internazionale.

Nel 1988, Papa Giovanni Paolo II ebbe un particolare rapporto di affetto con Telepace[senza fonte]. In una visita pastorale a Verona benedisse l'opera di Telepace con queste parole: Vi incoraggio a proseguire sulla strada di questo prezioso servizio all'uomo, fedeli a Dio e alla Chiesa.[2]

Nel 1990, per desiderio di Giovanni Paolo II fu aperta la sede di Telepace a Roma. Gli operatori e i giornalisti seguono i principali eventi del pontefice e. Telepace, da Roma trasmette in diretta: l'Udienza generale il mercoledì, l'Angelus la domenica e tutte le celebrazioni del Pontefii, arrivano integralmente e direttamente in ogni casa. Le trasmissioni da Roma ebbero inizio il 22 stoadel el 1990.[3]

Il 21 ottobre 1992 Papa Giovanni Paolo II benedì l'immagine di Maria Stella dell'Evangelizzazione. L'immagine è custodita all'interno dell'omonimo santuario ubicato a Cerna di Sant'Anna d'Alfaedo sulla Collina della Pace.[1]

Dal 1996 Telepace trasmette il suo segnale anche via satellite in tecnica digitale mediante Eutelsat Hot Bird 13° est raggiungendo l'Europa, il Nordafrica e il Medio Oriente. In tutta la sua storia, Telepace non si è mai finanziata tramite messaggi pubblicitari ma è vissuta esclusivamente grazie donazioni o usando le parole di uno slogan.[2]

Nel 2004 a seguito dell'esortazione di Giovanni Paolo II, Telepace ha aperto studi fissi in Italia a Trento, Agrigento, Lodi e all'estero a Fatima e Gerusalemme.[2]

Nel 2006, il 2 novembre, il giornalista Marco Damilano rivelò in un articolo sul settimanale L'Espresso dal titolo "Va in onda TeleBugia"[4] l'esistenza di una battaglia sindacale portata avanti allora, già da un anno e mezzo, da quattro giornalisti della redazione romana contro l'amministratore delegato di Telepace, il capotecnico e il direttore della rete, con accuse reciproche, cause legali e scioperi, dopo la decisione di chiudere la sede romana con conseguente licenziamento dei quattro tra i quali il noto Piero Schiavazzi, anchorman con 500 telecronache papali e numerose interviste a personaggi politici illustri. Il Corriere della Sera nell'aprile del 2007[5] riportò poi la notizia di una sospensione dall'ordine dei giornalisti dello stesso direttore Todeschini dopo che un'ispezione del ministero del lavoro e dell'Istituto di previdenza dei giornalisti avevano accertato un'evasione fiscale di contributi, calcolati su un presunto orario di 36 ore settimanali, infliggendo una sanzione pecuniaria. La redazione giornalistica romana alla fine venne comunque chiusa.

Dal 2008 al 2012 il segnale di Telepace trasmesso in Italia passa dalľanalogico al digitale come tutte le altre emittenti in Italia.

Dall'8 gennaio 2014 l'emittente trasmette esclusivamente in HD (alta definizione) in tutta Europa attraverso il satellite Eutelsat Hot Bird 13° all'interno della piattaforma Sky Italia al canale 515 in standard DVB-S2. Sul digitale terrestre continua ad essere trasmessa in SD nei mux locali.

Il 22 agosto 2015 in occasione del 25º anno della fondazione della sede di Telepace a Roma, il direttore don Guido Todeschini ha celebrato una speciale messa per l'importante servizio reso dall'emittente nella diocesi del Papa.[6]

Volti della reteModifica

  • Giacomo Biancardi
  • card. Angelo Comastri
  • don Bruno Fasani
  • Sara Fornari
  • Francesca Martini (caporedattore)
  • don Claudio Savio (direttore di TelePace Roma)
  • don Guido Todeschini (direttore di TelePace Verona)
  • mons. Giuseppe Zenti (Vescovo di Verona)
  • Marina Zerman

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Il logo di Telepace, fin dal suo lancio nell'etere, è una colomba che porta nel becco un ramoscello d'ulivo, richiamo emblematico alla pace e la colomba che per volare ha bisogno di due ali: quella della preghiera e quella della solidarietà.[2]

Patroni di TelepaceModifica

  • Maria Stella dell'Evangelizzazione, Patrona di Telepace, memoria liturgica il 21 ottobre[2]
  • San Giovanni Paolo II, celeste Patrono di Telepace, memoria liturgica il 22 ottobre[2]

Studi televisiviModifica

I principali sono a Cerna di Sant'Anna d'Alfaedo (Verona) sulla "Collina della Pace" dove sorge il Santuario Maria Stella dell'Evangelizzazione ed a Roma, in Via del Mascherino, a due passi dal colonnato di Piazza San Pietro.

Diffusione del segnale televisivoModifica

Digitale televisivo terrestre italianoModifica

all'interno di multiplex Tv come canale autonomo:

Via satelliteModifica

Emittenti affiliateModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Corallo Sat.

Parte del palinsesto viene ridistribuito in differenti fasce orarie a seconda delle programmazioni presso le emittenti dell'associazione Corallo, la quale raccoglie circa trenta tv cattoliche italiane.

NoteModifica

  1. ^ a b c TepePace, TelePace ...da 33 anni fedele a Dio fedele all'uomo, in pieghevole.
  2. ^ a b c d e f TelePace, Una famiglia di nome TelePace, in opuscolo dell'Assoc. Amici di TelePace Cerna, 1977-2013 da 36 anni una singolare esperienza di fede.
  3. ^ La storia di Telepace a Roma, dal sito della redazione romana
  4. ^ Marco Damilano, Va in onda TeleBugia, su L'espresso, n.43 2 novembre 2006, pag.96
  5. ^ Fonte:Corriere della Sera
  6. ^ TelePace Roma, XXV di TelePace Roma (PDF)[collegamento interrotto], Associazione Amici di TelePace, 15 agosto 2015.

BibliografiaModifica

  • Ambrogio Stirelli, La storia di Telepace. A servizio di Dio e dell'uomo, Verona, Studio editoriale Giorgio Montolli, 1997.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica