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Temi LGBT nella fiction dell'orrore

I temi LGBT nella fiction dell'orrore (genere) - nota anche come horror queer - si riferiscono alla sessualità nella narrativa horror la quale può spesso concentrarsi su personaggi e temi LGBT; essa può essere possibile e permessa trattando di personaggi codificati o apertamente omosessuali, oppure con trame specifiche rivolte ad un pubblico prevalentemente LGBT.

A seconda del dato momento storico in cui è stata ideata e prodotta può contenere aperte dichiarazioni sessuali, immagini di relazioni tra persone dello stesso sesso nel cinema dell'orrore, di innamoramento, omoerotismo, omosocialità, bromance od infine anche solo una particolare sensibilità che viene ad acquisire un significato speciale per la comunità gay e la cultura lesbica.

PanoramicaModifica

James Jenkins di Valancourt Books (dal nome del protagonista de I misteri di Udolpho di Ann Radcliffe) fa notare che la connessione tra narrativa gay e horror può essere fatta risalire almeno al romanzo gotico dell'ultimo decennio del XVIII secolo e del primo del XIX[1].

Molti tra i primi grandi autori di questo genere come Matthew Gregory Lewis, William Beckford e Francis Lathom furono degli omosessuali e - sempre secondo Jenkins - "la spiegazione tradizionale per la connessione tra gay e racconto horror è che risultava essere del tutto impossibile per loro in quel tempo poter scrivere apertamente su un tale tema (o forse anche perché non esistevano parole come "gay" e "omosessuali", quindi lo sublimavano cercando di esprimerlo in forme più accettabili, utilizzando il mezzo di un genere letterario trasgressivo come è quello dell'horror fiction)"[1].

Le prime opere con - presente - un chiaro sottotesto omosessuale includono Il monaco (romanzo) di Lewis (1796), The Fatal Revenge (1807) di Charles Robert Maturin e Melmoth l'errante (1820)[1]. Occorrerà attendere un po'più di tempo per poter veder apparire il primo romanzo breve di vampirismo lesbico: Carmilla (1872) di Joseph Sheridan Le Fanu[2][3][4]. Il ritratto di Dorian Gray (1890) di Oscar Wilde scioccò i lettori dell'epoca con la sua atmosfera fortemente intrisa di sensualità e i personaggi implicitamente omosessuali[5].

Si può anche rilevare un sottotesto gay in Dracula di Bram Stoker (1897), quando il personaggio del titolo - il Conte Dracula - mette in guardia le vampire e rivendica per sé Jonathan Harker, dichiarando. "Quest'uomo mi appartiene!"[1]

Richard S. Primuth di The Gay & Lesbian Review Worldwide scrive che Stoker, un omosessuale velato nonché amico intimo di Wilde, iniziò a scrivere il suo celebre testo sul vampiro della Transilvania proprio mentre il drammaturgo di origini irlandesi veniva condannato ai lavori forzati a seguito della condanna ricevuta per aver commesso il "crimine" di sodomia (1896)[6].

Tonia Schaffer scrive nella rivista accademica ELH che "Dracula esplora la paura e l'ansia di Stoker nella sua qualità di omosessuale nascosto nel corso del procedimento penale a carico di Oscar Wilde... Questa peculiare tonalità di orrore deriva dalle emozioni provate da Stoker stesso in questo momento unico della storia LGBT"[6][7].

La metafora altamente intrisa di erotismo del vampirismo, ispirata direttamente a Carmilla, è in seguito sfociata in numerosi film sui vampiri a partire dagli anni 1970 i quali implicano fortemente o esplicitamente il lesbismo[8].

James R. Keller scrive che, in particolare, "i lettori gay e lesbiche si sono affrettati a identificarsi con la rappresentazione del vampiro, suggerendo le sue esperienze parallele a quelle dell'outsider sessuale"[9]. Il professore del King's College London Richard Dyer dal canto suo parla dei ricorrenti motivi omoerotici della narrativa vampirica nel suo articolo intitolato "I bambini della notte", in primo luogo "la necessità della segretezza, la persistenza di una passione proibita e la paura dell'essere scoperti"[9][10].

Con la figura resa immediatamente iconica del vampiro - e che è stata una metafora ricorrente per il desiderio rivolto a persone dello stesso sesso - presa a modello proprio dal Dracula di Stoker, Dyer osserva che le rappresentazioni dei vampiri storicamente precedenti tendono ad evocare primariamente l'orrore; mentre quelle di poco successive trasformano quell'orrore quasi in una celebrazione collettiva con un forte sottofondo omoerotico (penetra con i denti il collo della vittima di turno aggredendo per lo più alle spalle)[9][10].

I tratti apertamente omoerotici della celebre serie Cronache dei vampiri (1976-2014) di Anne Rice sono assai ben documentati[9][11][12][13] e la sua pubblicazione non ha fatto altro che rafforzare ancora di più il "parallelo ampiamente riconosciuto tra la persona queer e il vampiro"[9].

Storicamente il controllo dell'editoria da parte di grandi case editrici ha reso difficile la distribuzione dei contenuti gay sempre più manifesti in fase di produzione[14]. Il Queer horror ebbe una notevole spinta in avanti con l'avvento del pulp magazine[15], un modo economico di produrre romanzi in brossura che divennero molto popolari a cavallo della seconda guerra mondiale[16]. Three on a Broomstick (1967) di Don Holliday è uno dei primi esempi del Gay horror pulp[15].

Sebbene il "Motion Picture Production Code" (il Codice Hays) proibisse la messa in scena di personaggi o temi apertamente LGBT nel corso di tutto il periodo della sua esistenza dal 1930 al 1968, alcuni film come La figlia di Dracula (1936) e Gli invasati (1963) hanno spinto la fascia del sottinteso mostrando ciò che potevano rimanendo all'interno delle linee guida, codificandolo in un modo tale che gay e lesbiche potevano vederlo e riconoscerlo; mentre quelli che avessero invece scelto di ignorarlo lo avrebbero potuto ancora benissimo fare[17].

Tra la fine degli anni 1990 e l'inizio del 2000 il regista di film di culto David DeCoteau ha iniziato a fare "l'orrore per le donne". Film come Voodoo Academy (1999) e Stirpe di sangue (2001) hanno spesso sfoggiato uomini attraenti in mutande in situazioni altamente omoerotiche, ma mai inseriti in una storia interamente omosessuale. Queste pellicole hanno presto catturato il pubblico maschile gay, a cui sono stati più spesso commercializzati, ma con la sicurezza dell'etichetta "Horror for Women" in maniera da non esporsi nei negozi di rivendita video locali.

Nel 2004 è iniziata in contemporanea la produzione su due film commercializzati appositamente per il pubblico gay come "Gay Horror". October Moon è stato diretto da Jason Paul Collum ed è caratterizzato da un mortale triangolo amoroso gay sulla scia ispirativa di Attrazione fatale (1987)[18].

Hellbent è stato diretto da Paul Etheredge-Ouzts e si è trasformato nel primo film gay slasher moderno con una storia di uomini omosessuali inseguiti da un serial killer mascherato durante una sfilata di Halloween a West Hollywood, in California. Entrambi sono stati distribuiti in sala nel settembre del 2005.

PremiModifica

  • I "Queer Horror Awards" sono stati creati per onorare opere che comportano un significativo - e generalmente positivo - ritratto di personaggi o temi gay, lesbici, bisessuali o transgender nell'area dell'orrore[19].
  • Il Lambda Literary Award include un premio per le Science Fiction/Fantasy/Horror.
  • I Gaylactic Spectrum Awards premiano opere di fantascienza, fantasy e horror che includono esplorazioni positive di personaggi o temi gay, lesbici, bisessuali o transgender.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Trebor Healey, Early Gay Literature Rediscovered, in Huffington Post, 28 maggio 2014. URL consultato il 31 maggio 2014.
  2. ^ Eric Garber e Lyn Paleo, Carmilla, in Uranian Worlds: A Guide to Alternative Sexuality in Science Fiction, Fantasy, and Horror, G K Hall, 1983, p. 76, ISBN 978-0-8161-1832-8.
  3. ^ J[oseph] Sheridan LeFanu, Carmilla, in In a Glass Darkly, London, R. Bentley & Son, 1872.
  4. ^ J[oseph] Sheridan LeFanu, Carmilla, in Pam Keesey (a cura di), Daughters of Darkness: Lesbian Vampire Stories, Pittsburgh, PA, Cleis Press, 1993.
  5. ^ Garber & Paleo, The Picture of Dorian Gray, in Uranian Worlds, 1983, p. 148.
  6. ^ a b Richard S. Primuth, Vampires Are Us, su The Gay & Lesbian Review Worldwide, 11 febbraio 2014. URL consultato il 19 marzo 2018.
  7. ^ Talia Schaffer, A Wilde Desire Took Me: The Homoerotic History of Dracula, in ELH, vol. 61, nº 2, Summer 1994, pp. 381–425, DOI:10.1353/elh.1994.0019.
  8. ^ David J. Hogan, Lugosi, Lee, and the Vampires, in Dark Romance: Sexuality in the Horror Film, McFarland, 1997, pp. 146–163, ISBN 0-7864-0474-4.
  9. ^ a b c d e James R. Keller, Anne Rice and Sexual Politics: The Early Novels, McFarland, 2000, pp. 12–14, ISBN 978-0-7864-0846-7.
  10. ^ a b Richard Dyer, Children of the Night: Vampirism as Homosexuality, Homosexuality as Vampirism, in Susannah Radstone (a cura di), Sweet Dreams: Sexuality, Gender, and Popular Fiction, London, Lawrence & Wishart Ltd., 1988, p. 64.
  11. ^ Submit to Anne, su Salon.com, 16 settembre 1996. URL consultato il 25 giugno 2014.
  12. ^ Janet Maslin, Film Review: Interview with the Vampire; Rapture and Terror, Bound by Blood, su NYTimes.com, 11 novembre 1994. URL consultato il 25 giugno 2014.
  13. ^ Caryn James, In Search of the Man Within the Monster, su NYTimes.com, 13 novembre 1994. URL consultato il 25 giugno 2014.
  14. ^ Susan Stryker, Queer Pulp: Perverted Passions from the Golden Age of the Paperback, San Francisco, Chronicle Books, 2001.
  15. ^ a b Dave Doyle, Conquering the Demon Within, in Drewey Wayne Gunn (a cura di), The Golden Age of Gay Fiction, MLR Press, 2009, ISBN 1-60820-048-5.
  16. ^ Michael Bronski (a cura di), Pulp Friction: Uncovering the Golden Age of Gay Male Pulps, New York, St. Martin's Griffin, 2003.
  17. ^ Vito Russo, The Celluloid Closet: Homosexuality in the Movies, Harrow & Row, 1987.
  18. ^ Adrian Lyne, Fatal Attraction, Michael Douglas, Glenn Close, Anne Archer, 18 settembre 1987. URL consultato il 13 marzo 2018.
  19. ^ The Queer Horror Awards, su queerhorror.com. URL consultato il 25 febbraio 2018.

BibliografiaModifica

  • Dr. Max Fincher, Queering Gothic Writing in the Romantic Age: the penetrating eye,, Scozia, AIAA, 29 giugno 2007, ISBN 9780230003477.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica