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Tempio della Bona Dea

Tempio scomparso della Roma antica

Coordinate: 41°52′52.69″N 12°29′16.64″E / 41.881303°N 12.487956°E41.881303; 12.487956

Tempio della Bona Dea
Il tempio della Bona Dea (nell'ovale rosso)

Il tempio della Bona Dea (in latino: aedes Bona Dea Subsaxana) era un tempio di Roma dedicato alla Bona Dea e posto sull'Aventino.

Posizione, storia e cultoModifica

Il tempio si trovava nella zona settentrionale dell'Aventino orientale, subito a sud dell'estremità orientale del circo Massimo. Si trovava proprio sotto quella porzione del colle detta Saxum, ora occupata dalla basilica di Santa Balbina, e quindi era detto Subsaxana.[1]

Pare che l'antica dea romana Bona Dea Fauna[2] si sia fusa con la dea greca Damia, il cui culto fu probabilmente introdotto a Roma dopo la conquista di Taranto (272 a.C.), o poco dopo. A questo periodo va fatta risalire la costruzione del tempio, che fu poi restaurato da Livia Drusilla,[3] moglie di Augusto, e da Adriano,[4] continuando ad esistere almeno fino al IV secolo,[5] dopo di che scompare senza lasciare tracce.

Quello della Bona Dea (e di Damia) era un culto collegato alle guarigioni, e il tempio era un centro di guarigioni, come attestato dal fatto che dei serpenti si muovevano intoccati e innocui per il tempio, in cui era anche custodito un magazzino di erbe medicinali.[6] Essendo un culto prettamente femminile, agli uomini non era concesso l'accesso al tempio.[6]

NoteModifica

  1. ^ Ovidio, V, 153; Notitia urbis Romae, XII.
  2. ^ Macrobio, I, 12.22.
  3. ^ Ovidio, v.157‑158.
  4. ^ Historia Augusta, xix.
  5. ^ Notitia urbis Romae, XII.
  6. ^ a b Macrobio, i.12.25‑26.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Fonti secondarieModifica

Collegamenti esterniModifica