Tempio di Giunone Moneta

Tempio di Giunone Moneta
Hera Ludovisi Altemps Inv8631.jpg
Testa in marmo del I secolo attribuita a Giunone Moneta (Palazzo Altemps)
Civiltà romana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°53′37.86″N 12°28′59.41″E / 41.89385°N 12.48317°E41.89385; 12.48317

Il tempio di Giunone Moneta (in latino aedes Iunonis Monetae) era un tempio romano situato sull'Arx Capitolina. Nei suoi pressi fu edificata la prima zecca di Roma antica.

StoriaModifica

L'attribuzione a Giunone dell'epiclesi Moneta (cioè "ammonitrice", dal verbo latino monere) risale al tempo dell'assedio dei Galli di Brenno (396 a.C.), quando le oche sacre alla dea (le famose oche del Campidoglio) col loro starnazzare svegliarono l'ex-console Marco Manlio che dette l'allarme dell'assalto, e fu poi detto per ciò Capitolino. Secondo la tradizione, sul luogo della sua casa fu fatto costruire dal dittatore Lucio Furio Camillo, dopo la sua vittoria contro gli Aurunci nel 345 a.C.[1], un tempio a Giunone.

Successivamente, verso il 269 a.C., in prossimità di questo tempio venne edificata la zecca (in prossimità della Basilica di Santa Maria in Aracoeli) che venne messa proprio sotto la protezione della Dea Moneta[2]. A quel punto fu il linguaggio popolare a trasmettere l'appellativo della dea dapprima alla zecca e poi a ciò che lì si produceva, la moneta appunto. Il tempio e la vicina zecca, furono distrutti durante il grande incendio di Roma di Nerone, cosicché sotto Domiziano, la zecca fu spostata sul Celio, dove rimase fino alla fine del III secolo.[3] I responsabili della coniazione erano tre magistrati chiamati tresviri monetales, ossia magistrati monetari. La zecca venne spostata più volte[4].

Nel tempio era conservato l'autentico esemplare del Piede romano a cui si ricorreva per avere una misura autentica e autorizzata della principale unità di misura romana. Per questo motivo il piede romano era noto anche con il nome di pes monetalis.[5].

Del tempio non restano tracce, anche se non sono noti scavi al di sotto della Basilica di Santa Maria in Aracoeli, tradizionalmente indicata come soprastante ai suoi resti. Nel giardino della chiesa fu trovata un'antefissa in terracotta risalente al periodo arcaico (inizi del V secolo), mentre il tempio è datato al 343 a.C., per cui si può ipotizzare che esso fosse stato costruito su un luogo di culto più antico. Nella stessa area tuttavia, di fronte all'ingresso laterale del Palazzo Senatorio (il cosiddetto "ingresso di Sisto IV") persistono muri in opus caementicium e filari di blocchi di tufo che sono stati ritenuti pertinenti al tempio o all'auguraculum capitolino[6].

Planimetria del Campidoglio antico

 

Iseum
Altare
Tensarum
Centus
Gradus
Porta Pandana
Inter duos lucos


NoteModifica

  1. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VII, 28.
  2. ^ Tito Livio,Ab Urbe condita libri, VI, 20.13.
  3. ^ Adriano Savio, Monete romane, Roma, Jouvence, 2002, p. 163.
  4. ^ Georges Depeyrot, La monnaie romaine : 211 av. J.-C. - 476 apr. J.-C., Paris, Éditions Errance, 2006, pp. 15-16.
  5. ^ Ottavio Antonio Bayard, Prodromo delle antichità d'Ercolano, Napoli, Stamperia Palatina, 1752, p. 324.
  6. ^ Per quanto riguarda quest'ultimo, studi recenti respingono l'identificazione coi blocchi di tufo presenti nel cosiddetto Giardino dell'Aracoeli, preferendo piuttosto attribuirgli dei resti di murature rinvenute durante i lavori di costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, nell'angolo nordorientale del Campidoglio: cfr. Francesco Paolo Arata, Osservazioni sulla topografia sacra dell'Arx capitolina, in Mélanges de l'Ėcole Française de Rome. Antiquité, 122-1, 2010, pp. 117-146.

BibliografiaModifica

  • Filippo Coarelli, Guida archeologica di Roma, Verona, Arnoldo Mondadori Editore, 1975.
  • Pier Luigi Tucci, Where high Moneta leads her steps sublime. The Tabularium and the Temple of Juno Moneta, in Journal of Roman Archaeology 18 (2005): 3-33.