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Tempio nazionale dell'internato ignoto

museo italiano
Tempio nazionale dell'internato ignoto
Tempio nazionale dell'internato ignoto, facade (Padua).JPG
StatoItalia Italia
LocalitàPadova
ReligioneCristiana Cattolica di rito romano
TitolareSan Gaetano Thiene
Diocesi Padova
Consacrazione1953
Sito web

Coordinate: 45°23′41.71″N 11°54′30.24″E / 45.394919°N 11.908401°E45.394919; 11.908401

Il Tempio nazionale dell'internato ignoto è un sacrario e una chiesa del quartiere Terranegra di Padova, realizzato a ricordo degli internati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale. All'interno del complesso è ospitato anche il Museo dell'internamento dedicato a tutta la vicenda storica dell'internamento durante la guerra.

StoriaModifica

Durante la seconda guerra mondiale, don Giovanni Fortin diede rifugio a militari inglesi e per questo venne internato agli inizi del 1944 nel campo di concentramento di Dachau in Germania.

Sopravvissuto alla deportazione di Dachau, don Fortin si impegnò perché l'edificio di Terranegra, da lui ideato nel 1953 e già in costruzione nella sua parrocchia, diventasse un Tempio-Ossario con annesso Museo della Deportazione. I deportati italiani (militari e civili) nei campi nazisti furono, dall'8 settembre 1943 alla fine del conflitto, circa 650 mila e circa 70 mila non fecero ritorno. Gli ebrei sterminati nell'Olocausto (circa 6 milioni), tra i quali molti italiani, sono pure ricordati a Terranegra.

Il 13 settembre 1999 il Presidente del Senato Nicola Mancino consegnò la medaglia d'oro al valor militare conferita dall'allora Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro alla memoria dell'Internato Ignoto.

La chiesaModifica

Il tempio è una chiesa cattolica che ospita anche la locale parrocchia di San Gaetano da Thiene. La sede della parrocchia fu trasferita dalla vecchia chiesa di Terranegra nel 1955.

Nell'atrio della chiesa è presente un sarcofago con le spoglie di un internato ignoto.

Il museo dell'internamentoModifica

Aperto nel 1955 e ristrutturato nel 1999, il museo dell'internamento ospita documentazioni, foto, oggetti che descrivono l'esperienza dei deportati nei campi di concentramento. Nella sua presentazione il museo si descrive come parte inscindibile dal Tempio nazionale dell'internato ignoto. Dal 2007 il museo è gestito dall'Associazione nazionale ex internati (ANEI)[1].

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Militare fatto prigioniero o civile perseguitato per ragioni politiche o razziali, internato in campi di concentramento in condizioni di vita inumane, sottoposto a torture di ogni sorta, a lusinghe per convincerlo a collaborare con il nemico, non cedette mai, non ebbe incertezze, non scese a compromesso alcuno; per rimanere fedele all'onore di militare e di uomo, scelse eroicamente la terribile lenta agonia di fame, di stenti, di inenarrabili sofferenze fisiche e soprattutto morali. Mai vinto e sempre coraggiosamente determinato, non venne meno ai suoi doveri nella consapevolezza che solo così la sua Patria un giorno avrebbe riacquistato la propria dignità di nazione libera. A memoria di tutti gli internati il cui nome si è dissolto, ma il cui valore ancora oggi è esempio di redenzione per l'Italia[2]
— 19 novembre 1997

NoteModifica

  1. ^ La storia del Museo dell'internamento, su Museo dell'internamento (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2015).
  2. ^ Internato Ingoto - Medaglia d'oro al valor militare, Sito della Presidenza della Repubblica Italiana. URL consultato il 10 ottobre 2011.

BibliografiaModifica

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