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Il bando della stampa in Lituania, attivo dal 1865 al 1904, fu un divieto di pubblicazione imposto dall'Impero russo su tutte le opere scritte in lingua lituana adoperando l'alfabeto latino. Venivano invece incentivate e pubblicate esclusivamente opere in lituano con alfabeto cirillico.

La misura fu adottata a seguito del fallimento della rivolta di gennaio nel 1863. Con il bando in vigore, divenne illegale stampare, importare, distribuire o essere in possesso di qualsiasi scritto redatto in alfabeto latino. Le intenzioni degli zar erano quelle di russificare la società polacca e lituana, per far sì che si riducessero le distanze culturali tra gli Stati. Nonostante questo, i Lituani seppero sopportare tale situazione stampando scritti in alfabeto latino perlopiù in Lituania minore (Prussia Orientale) e Stati Uniti.

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