Teodosio di Braganza

principe portoghese
Teodosio di Braganza
Teodosio principe.jpg
Ritratto del principe Teodosio di Braganza
Principe del Brasile
Stemma
In carica 1645 - 1653
Predecessore nuovo titolo
Successore Alfonso di Braganza
Principe ereditario di Portogallo
In carica 1640 - 1645
Predecessore Baltasar Carlos d'Asburgo
Successore titolo mutato in Principe del Brasile
Altri titoli Duca di Braganza
Nascita Vila Viçosa, 8 febbraio 1634
Morte Alcântara, 15 maggio 1653
Luogo di sepoltura Pantheon dei Braganza, Monastero di São Vicente de Fora
Dinastia Casato di Braganza
Padre Giovanni IV del Portogallo
Madre Luisa di Guzmán
Religione Cattolicesimo
Braganza
Sovrani del Portogallo
Brasão de armas do reino de Portugal.svg

Giovanni IV (1640-1656)
Figli
Alfonso VI (1656-1683)
Pietro II (1683-1706)
Figli
  • Isabella Luisa (1669-1690)
  • Giovanni (1688)
  • Giovanni (1689-1750)
  • Francesco Saverio (1691-1742)
  • Francesca Saveria (1694)
  • Antonio Francesco (1695-1757)
  • Teresa Maria (1696-1704)
  • Manuele Giuseppe (1697-1766)
  • Francesca Giuseppa
Giovanni V (1706-1750)
Figli
  • Barbara (1711-1758)
  • Pietro (1712-1714)
  • Giuseppe (1714-1777)
  • Carlo (1716-1730)
  • Pietro (1717-1786)
  • Alessandro (1723-1728)
Giuseppe I (1750-1777)
Figli
Maria I (1777-1816) e Pietro III (1777-1786)
Figli
Giovanni VI (1816-1826)
Figli
Pietro IV (I del Brasile) (1826)
Figli
Maria II e Michele (1826-1828)
Michele (1828-1834)
Figli
Maria II e Ferdinando II (1834 - 1853)
Figli
  • Pietro (1837 - 1861)
  • Luigi (1838 - 1889)
  • Maria (1840)
  • Giovanni (1842 - 1861)
  • Maria Anna (1843 - 1884)
  • Antonia Maria (1845 – 1913)
  • Ferdinando Maria (1845 - 1913)
  • Augusto (1847 - 1889)
  • Leopoldo (1849)
  • Maria da Gloria (1851)
  • Eugenio (1853)
Pietro V (1853-1861)
Luigi I (1861-1889)
Figli
Carlo I (1889-1908)
Figli
Manuele II (1908-1932)

Teodosio di Braganza, principe del Brasile e duca di Braganza (Teodosio III) (Vila Viçosa, 8 febbraio 1634Alcântara, 15 maggio 1653), fu un principe portoghese, primogenito di Giovanni IV del Portogallo e di sua moglie Luisa di Guzmán.[1][2]

BiografiaModifica

Erede al trono portoghese fino alla sua morte, avvenuta a diciannove anni,[3] gli fu dato nel 1645 il titolo di principe del Brasile, un appellativo creato appositamente per lui dal padre. Alla morte di suo zio Duarte nel 1649, assunse anche il titolo di 9º duca di Braganza.

Giovane molto dotato, come il padre conosceva la musica, il latino e il greco, era portato per la filosofia e si era meritato la stima dei principali pensatori del tempo. Benché solo sedicenne aveva preso parte agli Stati Generali del regno. Secondo i cronisti dell'epoca era un giovane particolarmente devoto e nello stesso tempo pervaso da un ideale guerriero. Così lo descrive Joaquím Veríssimo Serrão nella sua Storia del Portogallo:

«Ricevette una buona educazione letteraria, scientifica e militare. Alla sua formazione contribuì padre Antonio Vieira, che ne modellò lo spirito religioso nella consapevolezza del grande ruolo che il destino gli riservava.» «Il dinamismo giovanile lo portò a visitare nel 1651 i castelli dell'Alentejo, dove rinvigorì l'animo dei soldati e delle popolazioni e, di ritorno a Lisbona, si ritrovò nominato capitano generale degli eserciti del regno. Nonostante varie proposte di matrimonio, la diplomazia portoghese non riuscì a concludere il suo disegno sulla corte di Francia.»[4]

Piuttosto cagionevole di salute, il suo fisico non riuscì a superare le conseguenze di una tubercolosi polmonare di cui aveva sofferto a lungo. La sua morte fu un durissimo colpo per il padre e per l'intero paese.

Il fratello minore, l'Infante Alfonso, giovane con problemi di salute fisica e psichica, gli succedette come principe del Brasile, duca di Braganza ed erede al trono portoghese.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giovanni I di Braganza Teodosio I di Braganza  
 
Isabel de Lencastre  
Teodosio II di Braganza  
Caterina di Guimarães Eduardo d'Aviz  
 
Isabel di Braganza  
Giovanni IV del Portogallo  
Juan Fernández de Velasco Íñigo Fernández de Velasco, IV duca di Frías  
 
Ana Pérez de Guzmán y Aragón  
Ana de Velasco y Girón  
María Girón de Guzmán Pedro Téllez-Girón, I duca di Osuna  
 
Leonor Ana de Guzmán y Aragón  
Teodosio di Braganza  
Alonso Pérez de Guzmán y Sotomayor Juan Carlos Pérez de Guzmán, IX conte di Niebla  
 
Leonor Manrique de Zuñiga Sotomayor  
Juan Manuel Pérez de Guzmán, VIII duca di Medina Sidonia  
Ana de Sylva y Mendoza Ruy Gómez de Silva  
 
Ana de Mendoza, Principessa di Eboli  
Luisa di Guzmán  
Francisco Gómez de Sandoval y Rojas . Francisco Gómez de Sandoval, IV marchese di Denia  
 
Isabel de Borja  
Juana Lorenza Gómez de Sandoval y la Cerda  
Catalina de la Cerda Juan de la Cerda  
 
Joana de Noronha  
 

NoteModifica

  1. ^ (PT) António Caetano de Sousa, Historia genealogica da Casa Real Portugueza (PDF), VII, 1735-1749, pp. 263-279.
  2. ^ (PT) Lucas de Andrade, Breve relaçam do svmptvoso enterro qve se fes em 17. de Mayo de 1653. ao Serenissimo Principe o S. D. Theodosio, desde os Paços de Alcantara, ao Real Conuento de Belem, onde foy depositado (PDF), 1653.
  3. ^ (EN) Glenn Joseph Ames, Renascent empire? The House of Braganza and the quest for stability in portuguese monsoon Asia, ca. 1640-1683, Amsterdam, Amsterdam University Press, 2000, pp. 25-26, 47. ISBN 90-5356-382-2. Parzialmente consultabile su Google libri.
  4. ^ (PT) Joaquím Veríssimo Serrão, História de Portugal, vol. 5º "A restauração e a monarquia absoluta (1640-1750)", Lisbona, Verbo, 1991, p. 36. ISBN 978-972-22-0270-1. Su un progetto matrimoniale con l'infanta di Spagna Maria Teresa d'Asburgo (1638-1683), si può vedere Francesco Martorana, Memoria sopra la successione alla corona di Spagna e delle Indie, Palermo, Tipografia Reale di Guerra, 1814, pp. 39-40. Consultabile su Google libri. Entrambi i progetti matrimoniali, francese e spagnolo, collegati a un trasferimento in Brasile del re Giovanni IV, sono riferiti dall'accademico Américo Jacobina Lacombe nel saggio "Don João VI" sulla Revista de cultura brasileña n. 34 del settembre 1972, p. 9 (consultabile on line[collegamento interrotto]).

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Controllo di autoritàVIAF (EN262480273 · ISNI (EN0000 0003 8185 6996 · LCCN (ENn90657557 · GND (DE1019963662 · BNE (ESXX5142336 (data) · CERL cnp01425636 · WorldCat Identities (ENlccn-n90657557