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Teoria degli antichi astronauti

teoria che ipotizza il contatto di civiltà extraterrestri con le antiche civiltà umane
Un dogū (土偶?) del tardo periodo Jōmon (1000-400 a.C.), Museo nazionale di Tokyo, Giappone. Alcuni ufologi hanno interpretato la statuetta di argilla come un antico astronauta che visitò la Terra nel Giappone antico; mostra dettagli che si vuole siano una tuta spaziale, una visiera e un elmetto.
Incisioni rupestri a Sego canyon, nel deserto dell'Utah, risalenti all'incirca al 6000 a.C.

La teoria degli antichi astronauti, detta anche teoria del paleocontatto o paleoastronautica, è l'insieme delle teorie che ipotizzano un contatto tra civiltà extraterrestri e antiche civiltà umane, quali Sumeri, Egizi, civiltà dell'India antica e civiltà precolombiane.

Queste teorie, diffusesi a partire dalla metà del XX secolo,[1] non sono accettate dalla comunità scientifica e pertanto sono generalmente inquadrate nel più vasto e controverso campo pseudoscientifico della cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia. Sono anche diffuse in ufologia, rientrando in particolare nel campo di indagine definito "archeologia spaziale", "archeologia ufologica" o clipeologia.

OrigineModifica

L'espressione astronauti del passato appare inizialmente in Flying Saucers on the Moon (1954) del giornalista e scrittore Harold T. Wilkins, seguito dall'astronomo e scrittore Morris Jessup in Chase of the UFO (1955)[2], il quale pubblicò l'anno seguente UFOs and the Bible dove accostava l'ufologia ai testi antichi.

Si fa risalire la nascita della paleoastronautica al 1960 con la pubblicazione di un articolo del matematico russo Matest Agrest[3]. In seguito le teorie sul presunto contatto tra civiltà extraterrestri e alcune antiche civiltà umane sono divenute popolari negli anni sessanta e soprattutto negli anni settanta con la pubblicazione dei libri di Jean Sendy, Erich von Däniken e Peter Kolosimo, autore di numerosi best seller, tra cui Non è terrestre (1968) e Astronavi sulla preistoria (1972).

Il substrato di queste teorie era già stato elaborato alcuni anni addietro, subito dopo gli anni cinquanta, con la nascita dell'ufologia in seguito alle prime testimonianze documentate di avvistamenti di UFO. All'ufologia si unirono le tesi già elaborate da Charles Fort sull'apparente incoerenza cronologica di alcuni manufatti e il rinnovato interesse popolare degli anni sessanta nei confronti delle antiche civiltà e delle loro mitologie. In ambito ufologico nacque la clipeologia o paleoufologia, rivolta allo studio delle presunte manifestazioni di UFO nelle epoche passate. Inizialmente la paleoastronautica si sviluppò come una branca della clipeologia rivolta al periodo preistorico e protostorico, concentrando la sua attenzione su reperti archeologici di tali epoche.

I sostenitori delle teorie sugli antichi astronauti non si limitano a sostenere, come fanno i clipeologi, che visite di alieni siano avvenute anche nei secoli passati, ma affermano che vi sia stata un'influenza aliena nello sviluppo della civiltà e della specie umana arrivando a mettere in discussione, almeno in parte, la teoria evolutiva di Charles Darwin sostituendola talvolta con tesi creazioniste, secondo le quali la specie umana sarebbe stata geneticamente creata da entità superiori o per il tramite di angeli extraterrestri.

Se per la paleoantropologia l'uomo è il risultato di un processo evolutivo endogeno durato tre milioni di anni, processo evolutivo che ha portato le protoscimmie africane ad assumere via via la statura eretta e a sviluppare la propria intelligenza andando a formare società via via più avanzate, per i sostenitori delle teorie degli antichi astronauti specie aliene sono sbarcate sulla Terra e attraverso numerosi e remoti contatti con popolazioni locali hanno indotto o anche solo favorito e guidato il percorso evolutivo della specie umana. Questi contatti, in taluni casi costituiti da soggiorni prolungati di extraterrestri sulla Terra, avrebbero influenzato lo sviluppo di alcune civiltà: tracce a testimonianza di questi eventi sarebbero riconoscibili, secondo i fautori di queste teorie, studiando con una certa forma mentis alcuni reperti preistorici.

Tra i principali divulgatori delle teorie degli antichi astronauti vi sono lo scrittore e giornalista italiano Peter Kolosimo e l'archeologo e scrittore svizzero Erich von Däniken,[4] preceduti di alcuni anni dal francese Robert Charroux e dal britannico W. Raymond Drake.[5] Kolosimo e von Däniken dalla seconda metà degli anni sessanta hanno prodotto una serie di libri di grande presa popolare diffusi in molti paesi del mondo. Queste teorie sono state sostenute anche da alcuni religiosi, come il pastore presbiteriano e ufologo statunitense Barry Downing e il sacerdote cattolico spagnolo Salvador Freixedo. Fra gli altri che in seguito ripresero questa teoria vi sono gli scrittori Zecharia Sitchin e Robert K. G. Temple e lo pseudoscienziato Edgar Cayce.[6]

Diversi altri autori hanno teorizzato il riferimento a visite di alieni nei testi sacri o comunque mitologici: tra questi George Adamski Mario Pincherle, Mauro Biglino, padre Enrique López Guerrero, Claude Vorilhon, Lloyd Pye, Corrado Malanga e Biagio Russo.

Idee principaliModifica

 
Un jet d'oro precolombiano, esempio di OOPArt che Erich von Däniken ha interpretato come il segno lasciato da antiche civiltà aliene presenti sul pianeta Terra[7].
 
Riproduzione del coperchio del sarcofago di Pakal (Tempio delle Iscrizioni, Palenque). Secondo alcuni, si tratterebbe della raffigurazione di una navicella spaziale.

Esistono diverse ipotesi sul cosiddetto paleocontatto, che sarebbe avvenuto tra la specie umana e specie aliene:

  • la specie umana sarebbe il risultato di una creazione programmata, ovvero di esperimenti genetici condotti da extraterrestri sugli ominidi che fino a quel punto si sarebbero evoluti spontaneamente sulla Terra in concordanza con la Teoria di Darwin e dunque, in questo caso, senza nessuna apparente contraddizione con essa. Il fine di questi presunti alieni sarebbe stato accelerare l'evoluzione spontanea della specie umana: adattamento evolutivo e neocreazionismo dunque sarebbero veri entrambi. Il principale argomento a sostegno di questa teoria è il tempo relativamente breve (300.000 anni) impiegato dall'Homo sapiens per giungere a un livello evolutivo mai raggiunto da altri organismi, pur presenti sulla Terra da centinaia di milioni di anni.
  • la specie umana avrebbe avuto contatti con extraterrestri sin dalle ere più antiche. Questi alieni sarebbero le divinità delle civiltà antiche (egizi, maya, aztechi, popoli della Mesopotamia, romani), raffigurati nelle loro opere d'arte[8]. Altri indizi della presenza di extraterrestri in epoche passate sarebbero celati in testi religiosi, come la Bibbia e il Rāmāyaṇa, o in opere letterarie di carattere epico. Gli extraterrestri si sarebbero manifestati anche in epoche successive: dipinti medievali e rinascimentali, specie a carattere religioso, mostrerebbero in cielo delle navicelle spaziali, a volte addirittura con angeli alla guida.
  • il ritrovamento di OOPArt, ossia "oggetti fuori posto" in quanto "fuori dal tempo" soprattutto sotto il profilo tecnologico rispetto alle temporizzazioni dell'archeologia canonica.

Argomentazioni dei suoi sostenitoriModifica

Secondo i suoi sostenitori, elementi a favore della teoria degli antichi astronauti sarebbero riconoscibili nell'architettura e nell'arte antica. Sono stati individuati siti archeologici che, secondo i sostenitori della congettura, testimonierebbero il contatto tra la specie umana e visitatori extraterrestri, in cui la perizia costruttiva sarebbe la conseguenza dell'uso di tecnologie aliene. Gli ufologi, e in particolare i clipeologi, citano i siti di Giza, Baalbek, Yonaguni, le Linee di Nazca, i monoliti di Stonehenge, Pumapunku[senza fonte], oltre a incisioni rupestri e statuette rinvenute nelle Americhe, nelle isole del Pacifico, in Australia, in aree europee come la Scozia[9] e in zone alpine, quali il Musinè[10] o la Valcamonica[11]. Le popolazioni umane primitive avrebbero visto le forme di vita aliene come "angeli", "spiriti", "dei" o "semidei"[12].

Inoltre, i teorizzatori della congettura degli antichi astronauti interpretano vari brani dell'antica letteratura sumera e alcuni testi sacri prodotti da antiche civiltà del pianeta come possibili resoconti di un contatto a livello planetario. Sono spesso citati, ad esempio, l'Epopea di Gilgameš, il Rāmāyaṇa (dove si parla di carri volanti chiamati Vimana), e alcuni libri della Bibbia, come il Libro di Ezechiele in cui è descritta la visione di un "carro di fuoco".

CriticheModifica

La teoria degli antichi astronauti non è sostenuta da alcuna prova riconosciuta dalla comunità scientifica.

I riferimenti in testi epici sono interpretati dalla scienza ufficiale come elementi mitologici o metafore poetiche;[13] quelli in testi religiosi come visioni mistiche o allegorie[14]. I ritrovamenti archeologici portati a sostegno della teoria degli antichi astronauti, descritti dai suoi fautori spesso come "misteriosi" o "senza spiegazione", trovano una spiegazione scientifica senza bisogno di ricorrere agli alieni.[15]

Alan F. Alford, autore di Gods of the New Millennium (1996), era un aderente della teoria degli antichi astronauti. Molto del suo lavoro si basa sulle teorie di Sitchin. Tuttavia, dopo un'analisi più approfondita, trova ora fallace la teoria di Sitchin: "Sono ormai saldamente del parere che queste divinità personificavano la caduta del cielo, in altre parole, la discesa degli dèi era una resa poetica del mito del cataclisma che era al centro di antiche religioni del Vicino Oriente."[16]

La comunità cristiana creazionista è a sua volta assai critica su molte delle teorie degli antichi astronauti: lo scrittore creazionista della "giovane Terra" Clifford A. Wilson ha pubblicato nel 1972 Crash Go the Chariots, in cui ha tentato di screditare tutte le indicazioni fornite nel libro di von Däniken Gli extraterrestri torneranno (Chariots of the Gods)[17].

In un articolo pubblicato nel 2004 sulla rivista Skeptic[18] Jason Colavito sostiene che von Däniken avrebbe plagiato molti dei concetti presenti nel libro Il mattino dei maghi; sostiene inoltre che questo libro, a sua volta, è stato fortemente influenzato dal Miti di Cthulhu e che il nucleo della teoria degli antichi astronauti ha origine nei racconti di H. P. Lovecraft Il richiamo di Cthulhu e Alle montagne della follia.

Ancient Astronaut SocietyModifica

L'Ancient Astronaut Society è una società fondata il 14 settembre 1973 dall'avvocato Gene Philips con l'obiettivo di coordinare tutte le ricerche che si svolgono nell'ambito della teoria degli antichi astronauti, cercando di dimostrare l'esistenza di un primo contatto tra alieni scesi da navi spaziali e uomini avvenuto migliaia di anni fa[19]. Ogni anno la Società organizza almeno un congresso a cui partecipano ufologi e scienziati da tutto il mondo. Il primo si è svolto a Chicago dal 26 al 28 aprile 1974.

L'AAS pubblica il bollettino Ancient Skies.

Influenza culturaleModifica

L'ipotesi del paleocontatto è stata fonte di ispirazione per un gran numero di romanzi di fantascienza, film e serie televisive. La teoria compare ben prima della sua attestazione sia in opere fantastiche sia nella saggistica, a partire dal romanzo Edison's Conquest of Mars di Garrett P. Serviss (1898) e dai racconti di H. P. Lovecraft Il richiamo di Cthulhu (1926) e Alle montagne della follia (1931). Si trovano dei punti di connessione con questa teoria anche nel celebre racconto La sentinella (The sentinel in lingua originale) di Arthur C. Clarke e nelle sequenze iniziali del film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio. In Ristorante al termine dell'Universo (1980) Douglas Adams usa l'ipotesi in chiave comica per spiegare l'origine dell'uomo moderno.

Ci sono state anche molte opere cinematografiche ispirate a questa teoria; uno dei primi è L'astronave degli esseri perduti del 1967, Moontrap - Destinazione Terra del 1989, la celebre serie di Stargate iniziata nel 1994, Alien vs. Predator (2004), Outlander - L'ultimo vichingo (2008) e il più recente Prometheus (2012) di Ridley Scott. Nella commedia Killer Klowns from Outer Space (1988) i protagonisti azzardano l'ipotesi che i mostri titolari possano essere stati degli antichi astronauti che con il loro aspetto hanno ispirato la razza umana a creare i pagliacci.

Per quanto riguarda l'animazione occidentale, figura il personaggio alieno di Gazoo da I Flintstones, una puntata della serie Disney Gargoyles - Il risveglio degli eroi in cui viene rivelato che le statue Moai sull'Isola di Pasqua sono basate su un antico astronauta e in Futurama la teoria viene comicamente invertita in un episodio in cui una razza aliena rivela di avere appreso il viaggio spaziale dagli antichi Egizi. Negli anime giapponesi invece i più emblematici sono Nadia - Il mistero della pietra azzurra e Neon Genesis Evangelion.

Nell'ambito videoludico la serie di Halo mostra una complessa mitologia aliena con i Predecessori, i Covenant, i Flood e i Precursori, fra questi la Bibliotecaria, che per preservare gli umani li de-evolse sulla Terra permettendogli di rinascere nel corso della storia, mentre Assassin's Creed II e i suoi seguiti usano la teoria del paleocontatto rivelando che degli alieni molto simili agli attuali esseri umani, ma dotati di un intelletto e di una longevità superiore, riuscirono a modificare i geni dei primi ominidi presenti sulla Terra aggiungendo al DNA di questi ultimi una parte del loro codice genetico per creare il genere umano che avrebbero poi aiutato a progredire. Questi alieni col passare del tempo furono interpretati come dèi, ispirando le divinità greco-romane.

NoteModifica

  1. ^ L'idea è in realtà precedente: a parte i racconti di fantascienza, anche mistici come Swedenborg l'hanno proposta, anche se non in versione "astronautica".
  2. ^ Ronald Story, The Mammoth Encyclopedia of Extraterrestrial Encounters, Little, Brown Book Group, 1º marzo 2012, pp. 80–, ISBN 978-1-78033-703-6.
  3. ^ Malini-Campaniolo, UFO. Il dizionario enciclopedico, Giunti, Firenze, 2006
  4. ^ Erich von Däniken. Chariot of the Gods?, 1968
  5. ^ Francesco Lamendola, Una pagina al giorno: L'uomo che visse domani, di Peter Kolosimo, su AriannaEditrice.it, 6 agosto 2009. URL consultato il 7 marzo 2014.
  6. ^ (EN) Charles E. Orser, Jr, 2.3 White Atlantis, in Race and Practice in Archaeological Interpretation, 1ª ed., Philadelphia, PA, University of Pennsylvania Press, 2003, ISBN 9780812237504.
  7. ^ Prehistoric “plane” flies!
  8. ^ Extraterrestri nel passato dell'uomo - centroufologicoionico.com Archiviato il 23 luglio 2012 in Internet Archive.
  9. ^ Stefania Casini, Carta archeologica della Lombardia: La provincia di Lecco, Panini, 1994.
  10. ^ Laura Fezia, Misteri, crimini e storie insolite di Torino, Newton Compton Editori, 2013.
  11. ^ Jean Guilaine, Storia d'Europa: Vol. 2. Preistoria e antichità, Volume 2, edizioni Einaudi, 1994.
  12. ^ Gli antichi astronauti: dei per il mondo antico, alieni per quello moderno - apocalisselaica.net Archiviato il 18 settembre 2015 in Internet Archive.
  13. ^ Kanishk Nathan, UFOs and India:Ancient and Contemporary
  14. ^ La Bibbia parla degli UFO? Archiviato l'8 aprile 2013 in Internet Archive.
  15. ^ Fanta-Archeologia
  16. ^ Ancient Astronauts, Eridu.co.uk. URL consultato il 18 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2011).
  17. ^ Clifford Wilson, Crash Go the Chariots, Lancer Books, 1972
  18. ^ Charioteer of the Gods, Jcolavito.tripod.com, 10 marzo 2001. URL consultato il 18 giugno 2011.
  19. ^ Sito ufficiale dell'AAS

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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