Teresa Bellanova

politica italiana (1958-)

Teresa Bellanova (Ceglie Messapica, 17 agosto 1958) è una politica italiana.

Teresa Bellanova
Teresa Bellanova datisenato 2018.jpg

Presidente nazionale di Italia Viva
In carica
Inizio mandato 18 settembre 2019
Cotitolare Ettore Rosato
Predecessore Carica creata

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Durata mandato 5 settembre 2019 –
14 gennaio 2021
Capo del governo Giuseppe Conte
Predecessore Gian Marco Centinaio[1]
Successore Stefano Patuanelli

Viceministro delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili
Durata mandato 1º marzo 2021 –
22 ottobre 2022
Vice di Enrico Giovannini
Cotitolare Alessandro Morelli
Capo del governo Mario Draghi
Predecessore Giancarlo Cancelleri[2]
Successore Edoardo Rixi
Galeazzo Bignami

Viceministro dello sviluppo economico
Durata mandato 29 gennaio 2016 –
1º giugno 2018
Vice di Federica Guidi[4]
Carlo Calenda[5]
Cotitolare Carlo Calenda[3]
Capo del governo Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Claudio De Vincenti
Successore Dario Galli

Sottosegretaria di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Durata mandato 28 febbraio 2014 –
29 gennaio 2016
Cotitolare Franca Biondelli
Luigi Bobba
Massimo Cassano
Capo del governo Matteo Renzi
Predecessore Carlo Dell'Aringa
Jole Santelli
Successore Claudio Cominardi
Claudio Durigon

Senatrice della Repubblica Italiana
Durata mandato 23 marzo 2018 –
12 ottobre 2022
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
- Partito Democratico
(fino al 17/09/2019)
- Italia Viva-PSI
(dal 18/09/2019)
Coalizione Centro-sinistra 2018
Circoscrizione Emilia-Romagna
Sito istituzionale

Deputata della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2006 –
22 marzo 2018
Legislature XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XV: PD-L'Ulivo
XVI-XVII: Partito Democratico
Coalizione L'Unione (XV)
Centro-sinistra 2008 (XVI)
Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione Puglia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Italia Viva (dal 2019)
In precedenza:
DS (2005-2007)
PD (2007-2019)
Titolo di studio Diploma di scuola media
Professione Sindacalista

Deputata dalla XV alla XVII legislatura e senatrice dalla XVIII legislatura, il 28 febbraio 2014 è stata nominata sottosegretaria di stato al lavoro nel governo Renzi, e, in seguito, il 29 gennaio 2016, all'incarico di viceministro dello sviluppo economico. Dal 5 settembre 2019 al 14 gennaio 2021 è stata ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Conte II. Dal 1º marzo 2021 al 22 ottobre 2022 ha ricoperto l'incarico di viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nel governo Draghi.

BiografiaModifica

Nata il 17 agosto 1958 a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, abbandona gli studi dopo la licenza di terza media (fino agli anni '90 la scuola era obbligatoria solo per 8 anni) per andare a lavorare a 14 anni nei campi[6][7]. Giovanissima, appena ventenne, entra nelle organizzazioni sindacali dei braccianti e si impegna contro la piaga del caporalato.

Nel 1988 viene nominata segretaria provinciale della FLAI (Federazione Lavoratori AgroIndustria) CGIL di Lecce.

Nel 1996 diventa segretaria provinciale della Filtea (Federazione italiana Tessile Abbigliamento Calzaturiero) CGIL, incarico che ricopre fino al 2000, quando entra a far parte della segreteria nazionale della Filtea con delega alle politiche per il Mezzogiorno, politiche industriali, mercato del lavoro, conto-terziarismo e formazione professionale.

Da gennaio 2020 ha un blog sul sito de Il Riformista.[8]

Elezione a deputataModifica

Nel 2005 viene eletta componente del consiglio nazionale dei Democratici di Sinistra (DS), dove oltre a legarsi all'ex Presidente del Consiglio e leader PDS/DS Massimo D'Alema, alle elezioni politiche del 2006 viene candidata alla Camera dei deputati, tra le liste dell'Ulivo (lista che univa i DS con La Margherita (DL) di Francesco Rutelli) stranamente in quota DL nella circoscrizione Puglia, dove viene eletta per la prima volta alla Camera.[7]

Nel 2007 partecipa alla fase costituente del Partito Democratico (PD) come uno dei cento "saggi" chiamati a scrivere il nuovo statuto, su indicazione di D'Alema, dove dopo la caduta del governo Prodi nel 2008 viene ricandidata alle elezioni politiche, ed è stata rieletta alla Camera nella medesima circoscrizione[7]. Nella XVI legislatura della Repubblica è componente della 11ª Commissione Lavoro pubblico e privato, della Commissione parlamentare per le questioni regionali e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.[9]

Alle elezioni primarie del PD nel 2009 sostiene la mozione di Pier Luigi Bersani, ex ministro dello sviluppo economico nel secondo governo Prodi, che risulterà vincente con il 53% dei voti.[7]

Nel 2012 ha sostenuto la candidatura di Pier Luigi Bersani alle primarie del centro-sinistra "Italia. Bene Comune" per la scelta del candidato alla Presidenza del Consiglio, esprimendosi contro la mozione dell'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Alle politiche del 2013 viene rieletta alla Camera, ancora nella medesima circoscrizione tra le file del PD, dove è segretaria del gruppo parlamentare PD alla Camera fino al 1º dicembre 2014.

Alle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 sostiene la mozione di Gianni Cuperlo, ex segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e della Sinistra Giovanile, considerato vicino a D'Alema, ma che risulterà perdente, arrivando secondo al 18,21% dei voti contro il 53,23% dei voti di Renzi.[7]

Sottosegretario al lavoro e le politiche socialiModifica

Il 28 febbraio 2014 viene nominata dal Consiglio dei Ministri Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel governo Renzi, affiancando il ministro Giuliano Poletti, su suggerimento di Cuperlo a Renzi[7]. Nel corso dei mesi però si è allontanata dalle posizioni di sinistra, abbracciando quelle liberali e centriste di Matteo Renzi, diventando una delle più strenue sostenitrici del Jobs Act e dell'abolizione dell’articolo 18, cambiando posizione rispetto a quando, quasi 15 anni prima, aveva lottato da sindacalista CGIL contro la sua abolizione da parte del governo Berlusconi.[7]

Il 19 giugno 2015 è una delle promotrici della nuova corrente all'interno del PD "Sinistra è cambiamento" che si richiamano a Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, puntando alla sopravvivenza del governo stesso, per la quale diventa coordinatrice in Puglia, ma Bellanova si schiera con Renzi a differenzia degli altri promotori che mantennero un profilo più indipendente da quest'ultimo.[7][10]

Viceministro dello sviluppo economicoModifica

Il 29 gennaio 2016, in occasione del rimpasto del governo Renzi, è stata nominata viceministro dello sviluppo economico, incarico mantenuto anche nel governo di Paolo Gentiloni, dove nell'affrontare personalmente numerose vertenze industriali non lesinò critiche ai suoi ex colleghi sindacalisti quando adottavano posizioni che giudicava troppo intransigenti e lontane dalla realtà.[7]

Alle primarie del PD del 2017 ha sostenuto la candidatura del segretario uscente Renzi, assieme a quasi tutti i sottosegretari del PD nei governi Renzi e Gentiloni.[11]

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 viene candidata nel collegio uninominale di Nardò al Senato della Repubblica[12], per la coalizione di centro-sinistra in quota PD, dove ottiene il 17,36% dei voti e viene sconfitta dalla candidata del Movimento 5 Stelle Barbara Lezzi con il 39,88% dei voti[13]. Viene comunque eletta senatrice in virtù della candidatura nella lista proporzionale del Partito Democratico nella circoscrizione Emilia-Romagna.[14]

Ministro delle politiche agricoleModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Conte II.

Dopo la fine del governo Conte I tra Movimento 5 Stelle (M5S) e Lega e la nascita di quello tra PD e M5S, il 4 settembre 2019 viene designata quale Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali dal Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, rimasto alla guida dell'esecutivo, in rappresentanza renziana del PD[15][16]. Il successivo 5 settembre 2019 presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Conte II, succedendo al leghista Gian Marco Centinaio[6][17]. Successivamente è stata criticata per il suo abbigliamento indossato durante la cerimonia del giuramento.[7]

A seguito della scissione nel Partito Democratico da parte del gruppo dei parlamentari renziani, il 17 settembre 2019 lascia il PD e aderisce a Italia Viva, partito fondato da Matteo Renzi di stampo liberale e centrista, per cui viene nominata coordinatrice assieme a Ettore Rosato e capodelegazione nel governo.[18]

A maggio 2020, dopo aver minacciato le dimissioni dal governo[19], ottiene l'inserimento nel decreto c.d. "rilancio" del 14 maggio 2020, di un articolo che prevede la regolarizzazione per i lavoratori già presenti sul territorio italiano (che può essere richiesta anche dai datori di lavoro), ma anche il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di mesi sei dalla presentazione dell’istanza, per chi ha già in passato avuto un contratto di lavoro in settori ben precisi: agricoltura, zootecnia, assistenza alla persona e assistenza domestica[20].

Il 13 gennaio 2021 si dimette dal governo insieme agli altri due esponenti di Italia Viva, la ministra Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto, annunciato dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, aprendo la crisi del secondo governo guidato da Giuseppe Conte.[21]

Viceministro alle Infrastrutture e ai trasportiModifica

Il 25 febbraio 2021 viene indicata come viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nel governo Draghi, nominata dal Consiglio dei Ministri il 1º marzo, nonostante per settimane si è vantata a più riprese durante l'ultima crisi di governo di aver "rinunciato alle poltrone" per "far prevalere le nostre idee".[22][23]

Alle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 viene ricandidata al Senato come capolista nel collegio plurinominale Puglia e in seconda posizione dietro a Carlo Calenda in quello di Sicilia 01. Non viene confermata senatrice per la XIX legislatura.[24]

Vita privataModifica

È sposata con Abdellah El Motassime, un interprete marocchino, conosciuto a Casablanca durante un viaggio con la Flai Cgil dedicato a discussioni in tematica agroalimentare, con il quale nel 1991 diventa madre di Alessandro.[25]

ControversieModifica

Caso AlmavivaModifica

È stata criticata dalle RSU di AlmavivA per il suo ruolo all'interno della vertenza Almaviva ed infine denunciata, nel giugno 2017, per tentata estorsione in merito al tentativo di convincere i lavoratori a sottoscrivere l'accordo che prevedeva 1.666 licenziamenti. Tuttavia la denuncia penale nei confronti di Bellanova non ha avuto seguito.[26]

Posizioni sul TAPModifica

Attualmente, da quando è renziana, sostiene il progetto del TAP-Gasdotto Trans Adriatico[27], ma nel 2013, durante la campagna elettorale delle politiche di quell'anno, si schierava col comitato "No Tap", ossia contro il progetto del TAP, parlando di come si deturperebbe il patrimonio artistico e naturale, la vocazione turistica del territorio.[28]

NoteModifica

  1. ^ Politiche agricole alimentari forestali e turismo.
  2. ^ Infrastrutture e trasporti.
  3. ^ Fino al 20 marzo 2016
  4. ^ Fino al 5 aprile 2016
  5. ^ Fino al 10 maggio 2016
  6. ^ a b Francesca Milano, Bellanova, il ministro che ha fatto (letteralmente) esperienza sul campo, su ilsole24ore.com, 6 settembre 2019. URL consultato il 16 gennaio 2021.
  7. ^ a b c d e f g h i j La gran storia di Teresa Bellanova, su Il Post, 6 settembre 2019. URL consultato il 21 aprile 2022.
  8. ^ Teresa Bellanova - Ministra dell'Agricoltura, su Il Riformista. URL consultato il 24 aprile 2020 (archiviato il 10 maggio 2020).
  9. ^ Camera.it - XVI Legislatura - Deputati e Organi Parlamentari - Scheda deputato - BELLANOVA Teresa, su leg16.camera.it. URL consultato il 21 aprile 2022.
  10. ^ Pd, 'Sinistra è cambiamento': stampella 'interna' per Renzi. "Aiuteremo con proposte concrete", su Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2015. URL consultato il 21 aprile 2022.
  11. ^ Pd, padri nobili, ministri e governatori (quasi) tutti con Renzi: il "chi sta con chi" in vista del congresso, su la Repubblica, 24 febbraio 2017. URL consultato il 24 agosto 2022.
  12. ^ Elezioni, caos nel Pd per i collegi in Puglia: esclusi molti uscenti. Rivolta a Taranto: "No ai baresi", su la Repubblica, 27 gennaio 2018. URL consultato il 25 agosto 2022.
  13. ^ Elezioni, il flop di D'Alema in Puglia: ultimo nel collegio di Nardò-Gallipoli, su la Repubblica, 5 marzo 2018. URL consultato il 25 agosto 2022.
  14. ^ Nei collegi sfide senza big, in LaStampa.it. URL consultato il 26 settembre 2018 (archiviato il 5 marzo 2020).
  15. ^ Governo, Conte annuncia i ministri: Gualtieri all'Economia, Lamorgese all'Interno, Di Maio agli Esteri. Fraccaro sottosegretario alla presidenza dopo lite tra il premier e il capo politico M5S, su la Repubblica, 4 settembre 2019. URL consultato il 15 ottobre 2022.
  16. ^ Teresa Bellanova ministro dell'Agricoltura del governo Conte bis, su Repubblica.it, 4 settembre 2019. URL consultato il 4 settembre 2019 (archiviato il 4 maggio 2020).
  17. ^ Segretariato generale della Presidenza della Repubblica-Servizio sistemi informatici, Cerimonia di giuramento del Governo Conte, su Quirinale. URL consultato il 15 ottobre 2022.
  18. ^ Bellanova lascia il Pd e segue Renzi. Nel Leccese tutti fermi, su trnews.it, 17 settembre 2019. URL consultato il 14 gennaio 2021.
  19. ^ Migranti, scontro nella maggioranza, Crimi (M5S): "No a sanatoria". Bellanova (Iv): "Valuto dimissioni", su la Repubblica, 6 maggio 2020. URL consultato il 14 maggio 2020 (archiviato il 13 maggio 2020).
  20. ^ Annalisa Girardi, Dl rilancio, c’è sanatoria per migranti: permessi di soggiorno solo per agricoltori e badanti, su Fanpage, 13 maggio 2020. URL consultato il 14 maggio 2020 (archiviato il 18 maggio 2020).
  21. ^ Crisi di governo. Le ministre di Italia Viva si dimettono, su ilfattoquotidiano.it, 13 gennaio 2021. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  22. ^ Governo Draghi, nominati 39 sottosegretari: ecco chi sono e di cosa si occuperanno, su Il Fatto Quotidiano, 24 febbraio 2021. URL consultato il 21 aprile 2022.
  23. ^ Bellanova e Scalfarotto tornano al governo a un mese e mezzo dalle dimissioni. Quando Renzi diceva: "Noi unici a rinunciare alle poltrone", su Il Fatto Quotidiano, 24 febbraio 2021. URL consultato il 21 aprile 2022.
  24. ^ Da Bellanova a Fiano, da Cirinnà a Rossi fino a Pillon: ecco gli esclusi illustri dal prossimo Parlamento, su Il Fatto Quotidiano, 27 settembre 2022. URL consultato il 15 ottobre 2022.
  25. ^ Francesca Milano, Bellanova, il ministro che ha fatto (letteralmente) esperienza sul campo, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 12 settembre 2019 (archiviato il 13 maggio 2020).
  26. ^ Per Bellanova ancora non disinnescata grana Almaviva, su Adnkronos. URL consultato il 7 settembre 2019 (archiviato il 14 maggio 2020).
  27. ^ Teresa Bellanova contro i grillini: “Su Tap e gas aspettiamo le scuse, ci hanno massacrati e ora ci danno ragione…”, su Il Riformista, 22 febbraio 2022. URL consultato il 21 aprile 2022.
  28. ^ Bellanova col comitato "No Tap": "Il gasdotto non può approdare a San Foca", su LeccePrima. URL consultato il 21 aprile 2022.

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