Terra di Siena

gradazione di marrone
Terra di Siena
Coordinate del colore
HEX #7A1F00
RGB1 (r; g; b) (122; 31; 0)
CMYK2 (c; m; y; k) (20; 80; 100; 40)
HSV (h; s; v) (15°; 100%; 48%)
Riferimento
Fantetti & Petracchi[1][2][3]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Terra di Siena bruciata
Coordinate del colore
HEX #6B3D3D
RGB1 (r; g; b) (107; 61; 61)
CMYK2 (c; m; y; k) (30; 60; 60; 40)
HSV (h; s; v) (0°; 43%; 42%)
Riferimento
Fantetti & Petracchi[1][2][3]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)
Terra di Siena scura
Coordinate del colore
HEX #3C1414
RGB1 (r; g; b) (60; 20; 20)
CMYK2 (c; m; y; k) (0; 67; 67; 77)
HSV (h; s; v) (0°; 67%; 24%)
Riferimento
John C. Foster[4][3]
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)

La terra di Siena è un pigmento inorganico appartenente ai bruni e usato in pittura. Si distingue in terra di Siena naturale e terra di Siena bruciata. Il pigmento terra di Siena naturale è noto anche come scyricum, sil pressum e terra d'Italia; quello terra di Siena bruciata come ocra romana pura.[senza fonte]

I colori attualmente in commercio color terra di Siena sono ottenuti da miscele particolari di ossidi di ferro ed altri minerali brunastri.

Indice

StoriaModifica

Il nome attribuito a questo colore ha origine in un tipo di terra estratta da una cava nella località Bagnoli di Arcidosso, nel territorio del Monte Amiata, facente parte della Repubblica di Siena in epoca medioevale, oggi inserita nella provincia di Grosseto. Tale cava, attiva fino agli anni cinquanta del Novecento, produceva un inerte che veniva utilizzato come colorante anche in tempi antichissimi, e che si denominava indifferentemente "terra rossa" "terra gialla" e anche "terra di Siena". La popolarità della "terra di Siena" deriva dall'uso che ne è stato fatto nell'arte toscana venendo citata nei principali trattati sulle tecniche artistiche, da Cennino Cennini a Giorgio Vasari.

NoteModifica

  1. ^ a b Simona Fantetti e Claudia Petracchi, Il dizionario dei colori. Nomi e valori di quadricromia, Bologna, Zanichelli, ottobre 2001, ISBN 88-08-07995-3.
  2. ^ a b CMYK to RGB color conversion, su rapidtables.com. URL consultato il 17 maggio 2018.
  3. ^ a b c Color conversion, su rapidtables.com. URL consultato il 17 maggio 2018.
  4. ^ THE MOTHER OF ALL HTML COLO(U)R CHARTS, su tx4.us. URL consultato il 17 maggio 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

  Portale Pittura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pittura