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Ministero per le Terre liberate dal Nemico

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Erano denominate Terre liberate le province del Veneto e del Friuli, occupate dagli Austriaci o che si erano trovate sulla linea dei combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale, e i territori annessi all'Italia (il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l'Istria e la Dalmazia) con la Conferenza di pace di Parigi.

Indice

Il ministeroModifica

Per coordinare i vari interventi nelle zone colpite dalla guerra fu istituito il 19 gennaio 1919 il Ministero per la ricostruzione delle Terre liberate dal Nemico, con sede a Treviso, dal Governo Orlando con Regio Decreto 41/1919, in sostituzione dell'Alto Commissariato per i Profughi di Guerra.[1]

Aveva il compito di dirigere e coordinare le attività di tutte le amministrazioni pubbliche dei territori annessi all'Italia dopo la prima guerra mondiale riguardo alla ricostruzione del sistema economico e produttivo[2]. Inoltre gli viene assegnato il compito di provvedere alla soluzione del problema dei 630.000 profughi di guerra[3] emigrati dalle aree coinvolte dal conflitto, fornendo loro assistenza economica e sistemazioni di fortuna presso padiglioni Docker. Questa attività, a partire dal 1º agosto 1920, è stata affidata alle Congregazioni di carità e ad istituzioni territoriali di beneficenza[4].

Successivamente sarà l'organo preposto al risarcimento dei danni di guerra subiti dai cittadini dei territori acquisiti ed alla ricostruzione/riparazione delle opere pubbliche. Inoltre provvederà al trasferimento ed alla collocazione di impiegati e funzionari statali provenienti da altre parti d'Italia (o richiamati appositamente in servizio) presso i costituendi enti pubblici dei territori conquistati, afflitte da carenza di personale tecnico-amministrativo. Infine, dovrà introdurre l'uso della lingua italiana nella stesura e nella redazione di tutti gli atti pubblici[5].

Il Ministero per le terre liberate dal nemico fu soppresso con regio decreto 25 febbraio 1923, n. 391, pubblicato in Gazzetta il 1º marzo, e le sue funzioni furono rispettivamente devolute alle amministrazioni competenti.

I ministriModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • M. Toth, L'introduzione dell'amministrazione italiana nelle terre di confine (1918-1928). Dai governatori militari ai commissari civili: l'esperienza dei comuni di Trento e Trieste, Roma, 1998.

Collegamenti esterniModifica