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Terremoto del Vulture del 1851
Melfi1851.jpg
Alcuni dei danni prodotti a Melfi dal terremoto.
Data14 agosto 1851
Ora14:20 (UTC+1)
Magnitudo Richter6,4
Magnitudo momento6,4
Distretto sismicoZona del Vulture
EpicentroMonte Vulture
40°56′54.12″N 15°38′08.33″E / 40.948367°N 15.635648°E40.948367; 15.635648Coordinate: 40°56′54.12″N 15°38′08.33″E / 40.948367°N 15.635648°E40.948367; 15.635648
Nazioni colpiteFlag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg Regno delle Due Sicilie
Intensità MercalliX
MaremotoNo
Vittime1000
Mappa di localizzazione: Italia
Terremoto del Vulture del 1851
Posizione dell'epicentro

Il terremoto del Vulture del 1851 fu un sisma di magnitudo momento 6,4 che colpì la zona settentrionale della Basilicata, in particolare i comuni posti alle pendici del Monte Vulture.

Indice

Comuni colpitiModifica

I comuni più colpiti dal sisma furono quelli di Melfi, Barile, Rapolla, Rionero in Vulture e Venosa.

Gli effetti del sismaModifica

La scossa principale si ebbe alle 14:20, ora locale. Numerosi edifici, pubblici e privati, furono gravemente danneggiati o crollarono completamente. Si contarono numerosi morti, le stime parlano di più di 700 nel comune di Melfi, 120 a Barile, 70 a Rapolla, 64 a Rionero in Vulture, 4 a Venosa ed 1 a Lavello.

L'evento si verificò durante il pranzo. Soltanto i contadini e proprietari terrieri che erano ancora occupati nella trebbiatura delle messi riuscirono a salvarsi. Fu tale il massacro della popolazione (falcidiata d'un terzo, con oltre duemila morti) e del patrimonio zootecnico, che ne parlarono anche i giornali esteri, compiangendo il regno delle Due Sicilie.

Il re Ferdinando II prese la carrozza da Napoli e raggiunse Melfi per andare a verificare di persona i danni. Prese la via tortuosa e lunghissima di Avellino e Ariano Irpino, impegando due giorni e due notti. Il re volle evitare l'ospitalità dei signorotti locali e decise di fare sosta in aperta campagna, in una masseria di contadini che rimasero trasecolati.

Il re premiò con la libertà i carcerati che lavoravano a disseppellire vivi e morti.

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