Tetto di paglia

Il tetto di paglia è una tipologia costruttiva del tetto che utilizza colmi di paglia o stoppie, diffusa soprattutto in Europa, in Asia, in particolare in Giappone e in alcuni Paesi tropicali (per esempio le isole Figi, le Hawaii e il Kenya). Per analogia si può estendere la definizione anche a tetti costruiti con altri materiali vegetali secchi.

Tetto di paglia in North Devon, Inghilterra

In Italia questa tipologia costruttiva è diffusa in varie parti del territorio: nella parte settentrionale con i casoni del Veneto e delle case rurali o montane in Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige; nella parte meridionale e soprattutto in Sicilia con il cosiddetto pagliaio o "paghiaru" diffuso nelle zone montane e agricole; in Sardegna con le case di falasco nella penisola del Sinis.

Tipi di tetto di pagliaModifica

In Europa la costruzione di case con tetti di paglia presenta grandi differenze regionali; l'architettura rurale di queste abitazioni spesso caratterizza fortemente il paesaggio di certe zone.

In SiciliaModifica

La Sicilia è uno dei luoghi in Europa dove questa tipologia costruttiva è particolarmente diffusa, legata a zone montuose e agricole. Le più antiche testimonianze risalgono al periodo preistorico-protostorico e utilizzata nel corso dei millenni con diverse varianti soprattutto nella forma. L'edificio con questa tipologia di tetti prende il nome di "pagghiaru" e sono costituiti da una pianta circolare o rettangolare con un ampio basamento con muri a secco di pietra e tetti principalmente a doppio spiovente o a capanna in paglia; sia come tipologia costruttiva e per forma e origini risultano identici a quelli diffusi in Normandia, nelle Asturie in Spagna e quelli delle Isole Britanniche. Oggi buona parte di questi edifici sono tutelati e fanno parte di parchi regionali, ecc.; tra gli esempi più antichi è meglio conservati ci sono quelli nelle Madonie a Piano Pomo, quelli nei Monti Peloritani come Posto Leoni a Santa Lucia del Mela è ancora quelli delle zone etnee e sul Monte Cervi e sul Monte Carcaci.

Nelle Isole britannicheModifica

 
Fastelli (yelms) di paglia per tetto, Irlanda

Le Isole britanniche sono il luogo in Europa dove la tecnica di costruzione del tetto di paglia è più diffusa. Un tempo tipiche di abitazioni povere, oggi i tetti di paglia conoscono una nuova espansione, grazie alla ricerca di materiali naturali ed ecocompatibili (bioedilizia) e al desiderio di preservare le tradizioni architettoniche rurali come parte del paesaggio. Si usa solitamente paglia di grano e segale o un misto dei due (chiamato maslin). La paglia viene raggruppata in grossi fastelli di circa 60 cm di diametro. Questi vengono poi fissati alle travi del tetto e ancorati con aste in legno o acciaio. L'operaio (thatcher) aggiunge gli strati uno sopra l'altro, finendo con uno strato per assicurare il colmo del tetto. I tetti di paglia realizzati con questo metodo sono facili da riparare, possono sopportare forti venti e acquazzoni e hanno solo la necessità di una struttura stabile di sostegno. Nell'Anglia orientale invece prevale una tecnica di copertura con cannucce che ricorda quelle dell'Europa centrosettentrionale continentale.

In PoloniaModifica

Le costruzioni più antiche avevano il tetto in paglia di gramigna, perché era il cereale più diffuso e altrimenti poco utilizzato; nonostante una buona ventilazione, ha ceduto il passo a tecniche costruttive più durature.

In GermaniaModifica

In Germania si è sviluppata una tecnica che prevede l'utilizzo di steli di paglia o (più frequentemente) canne fino all'ultimo strato, dove viene messo del brugo. Particolarissimi sono i tetti con colmo erboso che si riscontrano in certe isole della Frisia come Sylt e Föhr.

In DanimarcaModifica

In Danimarca è presente una tipologia molto particolare che prevede un tetto costruito con travi e l'utilizzo di alghe come colmo.

In Belgio e Paesi BassiModifica

In questi Paesi si aggiunge spesso un colmo di terracotta o ceramica che rafforza la struttura del tetto ma ne può compromettere l'aerazione.

In Africa settentrionaleModifica

In questi Paesi l'uso della paglia non è stato mai diffuso; invece si sono usati spesso i fusti di canne per la realizzazione di capanne e coperture di abitazioni rurali.

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