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The Jackson 5
Jackson 5 1969.jpg
I Jackson 5 nel 1969
Paese d'origineStati Uniti Stati Uniti
GenereRhythm and blues
Soul[1]
Rock and roll[1]
Funk[1]
Disco[1]
Pop[1]
Periodo di attività musicale1963 – 1990
2001 – in attività
EtichettaMotown, Epic Records
Album pubblicati37
Studio18
Live3
Raccolte16
Sito ufficiale

I The Jackson 5 (spesso reso graficamente come J5, The Jackson Five o The Jackson 5ive), successivamente conosciuti come The Jacksons, sono un gruppo musicale statunitense formatosi negli anni Sessanta a Gary, Indiana, composto inizialmente dai cinque fratelli Michael, Jackie, Tito, Jermaine e Marlon Jackson (in seguito si aggiunse anche Randy).

Furono la prima band nella storia della musica a piazzare i primi quattro singoli consecutivi alla posizione numero uno della Billboard Hot 100,[2][3] una delle prime di artisti afroamericani ad avere successo a livello internazionale dopo i Four Tops e i Temptations,[3] e il primo gruppo di teen idols afroamericani di fama internazionale.[4][5]

Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta portarono diversi brani ai vertici delle classifiche musicali americane e divennero un fenomeno culturale giovanile, che li rese anche protagonisti di un cartone animato.[3]

Nel 1997 furono ammessi alla Rock and Roll Hall of Fame[6] e nel 1999 alla Vocal Group Hall of Fame.

Indice

StoriaModifica

Genesi del gruppo e primi anni (1963-1968)Modifica

Il gruppo si formò nel 1963 quasi per caso a Gary, Indiana, come spiegato da Michael Jackson nella sua autobiografia Moonwalk. I fratelli Jackson più grandi erano soliti prendere di nascosto la chitarra del padre Joseph, quando questi era al lavoro, per suonare e cantare insieme. Un giorno Tito, uno dei tre maggiori, ruppe una delle corde della chitarra. Insieme a Jackie e Jermaine, gli altri due quasi coetanei, la sera la ripose nell'armadio, sperando che il padre non se ne accorgesse e non li sgridasse. Quando il padre scoprì l'accaduto li rimproverò; Tito lo implorò di perdonarli e cercò anche di convincerlo che erano capaci di suonare e cantare. Il padre, allora, chiese di mostrargli cos'erano capaci di fare: i fratelli si misero a suonare e cantare, e Joe scoprì che avevano talento e decise di cominciare ad allenarli per formare un gruppo musicale formato di soli membri della famiglia e di diventarne lui stesso il manager.[2][7][8][9]

I tre componenti iniziali erano Jackie, Tito e Jermaine ma nel 1964, quando ne furono scoperte le doti canore, si unì a loro il piccolo Michael, che andò a rimpiazzare Jermaine come voce principale. In seguito, su richiesta della madre Katherine, che non voleva che nessun fratello (maschio) fosse lasciato fuori, si aggiunse anche Marlon, l'altro piccolo dei cinque. Furono i genitori a scegliere il nome della band, "The Jackson Brothers 5", che però fu subito ritenuto troppo lungo e accorciato in "The Jackson 5".[9]

 
I Jackson 5 in un'esibizione live nel 1972. Michael Jackson (al centro) aveva 14 anni.

La loro prima esibizione in pubblico si tenne il 29 agosto 1965, giorno del settimo compleanno di Michael, al centro commerciale Big Top di Gary.[10] Tra il 1966 e il 1968 realizzarono performances in un circuito di club per neri del Midwest noto come Chitlin' Circuit, spesso aperto anche a spogliarellisti (quest'ultimo fatto causò qualche trauma ai due fratelli più piccoli).[8] Nel 1966 vinsero un talent show locale, grazie soprattutto all'interpretazione vocale di Michael di I Got You (I Feel Good) di James Brown.[11][12] Sotto lo sguardo attento del padre i cinque affinarono le loro capacità di cantanti e ballerini e l'anno successivo ottennero di essere scritturati dalla locale casa discografica Steeltown Records e di incidere il loro primo singolo, Big Boy. Nel 1968 il brano fu pubblicato e i cinque iniziarono ad esibirsi in concerti a pagamento.[13] A breve furono notati dal cantante Bobby Taylor del gruppo Bobby Taylor & the Vancouvers e questi, a sua volta, li portò all'attenzione di Berry Gordy, presidente della Motown Records, etichetta discografica famosa per produrre soli artisti neri. Per Gordy i cinque ragazzi fecero un provino che lo lasciò molto impressionato, specialmente per le doti del giovane Michael,[14] tanto che decise di metterli subito sotto contratto: la Motown li avrebbe presto portati al successo.[15] Per poter gestire al meglio una carriera che stava prendendo avvio, la famiglia Jackson lasciò Gary e si trasferì a Los Angeles l'anno stesso.[13]

Gli anni della Motown e i primi successi (1969-1976)Modifica

Come spiegato nel documentario The Legend Continues (1988), nonostante i ragazzi fossero stati portati alla Motown da Bobby Taylor, Gordy li lanciò cucendoci sopra la leggenda secondo la quale a scoprirli sarebbe stata Diana Ross, perché quest'ultima era allora la cantante di punta della casa discografica. Il loro album di lancio, del 1969, venne intitolato infatti Diana Ross Presents the Jackson 5. A trainarlo fu il singolo I Want You Back, che si piazzò inaspettatamente alla 1ª posizione della Billboard Hot 100. L'anno seguente ne furono estratti altri tre singoli, che raggiunsero anch'essi la 1ª posizione: ABC, che addirittura scalzò dalla testa delle classifiche il singolo Let It Be dei Beatles,[16] The Love You Save e I'll Be There, entrando nella storia della musica come il primo gruppo in grado di piazzare alla posizione numero 1 di Billboard i suoi primi quattro singoli consecutivi.

Seguirono altri successi grazie agli album ABC, Third Album e Christmas Album nel 1970, Maybe Tomorrow e l'album live Goin' Back to Indiana nel 1971, e altri singoli come Never Can Say Goodbye (1971) e Dancing Machine (1974), anno a partire dal quale iniziò un piccolo declino nelle vendite.[17]

Il padre Joseph, contrariato dal fatto che la Motown non avesse concesso ai figli sufficiente libertà creativa in studio, li spinse a cambiare etichetta e, una volta scaduto il contratto con la Motown il 10 marzo 1976, ne firmò per loro un terzo, questa volta con la CBS Records, prima mediante il brand Philadelphia International Records, poi con quello di Epic Records.[18] Prima di sapere del nuovo contratto del gruppo la Motown li accusò di aver rotto a sua insaputa l'accordo in corso: come risultato delle procedure legali, complicate dal matrimonio tra Jermaine e Hazel Gordy, figlia di Berry Gordy, i fratelli dovettero cambiare nome da "The Jackson 5" a "The Jacksons" e persero Jermaine, che volle restare alla vecchia etichetta. A sostituire Jermaine chiamarono Randy, minore di tutti i fratelli e ormai già capace di cantare e ballare.[19]

Gli anni della Epic e i nuovi successi (1976-1984)Modifica

I primi due album per la Epic, The Jacksons (1976) e Goin' Places (1977), ebbero un discreto successo ma non produssero nessuna numero uno negli Stati Uniti e solo una in Regno Unito, il singolo Show You the Way to Go, che sarebbe stata la loro prima e ultima nel paese. I cinque fratelli si esibirono in vari spettacoli dal vivo, tra i quali una serie di concerti a Las Vegas, e iniziarono ad essere coinvolti in alcuni show televisivi settimanali prodotti dalla CBS, tra cui il The Jacksons TV Show, tra il 1976 e il 1977. Questi programmi tv prevedevano canti e balli in brevi sketch che risultavano tuttavia abbastanza banali e non si rivelarono fruttuosi per le vendite dei loro album. In compenso, però, il giovane Michael ebbe la possibilità di dimostrare il suo talento di ballerino.[20]

Ma la svolta per il gruppo nella nuova formazione arrivò con l'album Destiny, pubblicato nel 1978, che diventò uno dei loro album di maggiore successo, con circa 6 milioni di copie vendute nel mondo[21] e che generò due hit a livello internazionale: Shake Your Body (Down to the Ground) e Blame It on the Boogie. Shake Your Body fu il loro primo singolo multiplatino nonché il più venduto, con oltre 2,5 milioni di copie.[22]

Nel 1979 Michael realizzò parallelamente il suo primo album da solista per la Epic, Off the Wall, che lo lanciò verso una carriera senza la band. Il 18 ottobre 1980, però, ritornò in studio con i fratelli per registrare l'album Triumph, seguito dal Triumph Tour, iniziato l'8 luglio 1981 al Mid-South Coliseum di Memphis e conclusosi il 26 settembre dello stesso anno al The Forum di Inglewood, toccando 39 città del Midwest e incassando un totale di 5,5 milioni di dollari. L'album raggiunse la 10ª posizione della classifica di Billboard e la 1ª della Hot R&B/Hip-Hop Songs. Nonostante ciò, il confronto con il successo ottenuto da Off the Wall fu evidente e dette un chiaro segnale che ormai la carriera di Michael era più lanciata come solista che come membro dei The Jacksons. L'album Triumph raccolse un altro successo, Can You Feel It, realizzato come singolo nel 1981 e accompagnato da un videoclip ricco di effetti speciali, per l'epoca all'avanguardia. Lo stesso anno uscì anche il primo album live per la Epic, The Jacksons Live!, registrato durante la recente tournée.[22][23]

Nel 1982 Michael realizzò il secondo album da solista per la Epic, Thriller, il cui enorme successo lo portò a concedersi un ultimo album coi fratelli e poi a lasciare definitivamente il gruppo. Nel 1983 tutti i fratelli, incluso Jermaine, si riunirono per un medley di successi per celebrare i 25 anni della Motown nel programma TV Motown 25: Yesterday, Today, Forever. Jermaine tornò nei Jacksons nel 1984 per l'incisione di Victory, trasformando la band per un breve periodo in un sestetto, prima volta in cui tutti i fratelli maschi della famiglia si trovavano a suonare insieme. L'album Victory, trainato dal singolo State of Shock, duetto con Mick Jagger dei Rolling Stones, sarà il loro ultimo album di successo, raggiungendo la posizione numero uno di Billboard negli Stati Uniti.[24] A luglio del 1984 partì il Victory Tour che, trainato anche da Thriller, ebbe un enorme successo nonostante toccò solo gli USA e il Canada, e fu accompagnato da alcune polemiche riguardo il prezzo dei biglietti e da alcuni litigi tra i fratelli: Michael, oramai consacrato come solista, fu accusato più volte dagli altri di scarso interesse verso la band. Nell'ultima data del tour, a Los Angeles, Michael dichiarò al pubblico che avrebbe abbandonato il gruppo, lasciando i fratelli sgomenti. In seguito lo avrebbe emulato anche Marlon.

La carriera senza Michael e Marlon (1985-2001)Modifica

Nel 1985 Jackie, Tito, Randy e la sorella La Toya cantarono insieme a Michael nei cori di We Are the World, pezzo scritto da quest'ultimo e Lionel Richie a scopo di beneficenza. Nel 1989 Jermaine, Tito, Jackie e Randy incisero un altro album, 2300 Jackson Street, nella cui title track apparivano anche le voci di Michael, Marlon e delle sorelle Rebbie e Janet, quindi di tutti i fratelli e le sorelle Jackson tranne La Toya. Il gruppo si sciolse definitivamente nel 1990 e ognuno dei suoi componenti proseguì la propria carriera separatamente.

Nel 1992 fu girata e trasmessa in USA dalla ABC The Jacksons: An American Dream, una miniserie che raccontava la storia della famiglia Jackson e che ottenne un buon successo di pubblico e critica. Per l'occasione venne anche realizzato un CD della colonna sonora dal titolo omonimo, che conteneva alcuni pezzi dell'era Motown. Nel 1994 tutti i fratelli e le sorelle tranne La Toya parteciparono al The Jackson Family Honors a Las Vegas, una serata durante la quale fu celebrata la carriera dei più famosi componenti della famiglia e vennero premiati il loro "scopritore" Berry Gordy e l'amica Elizabeth Taylor. Si esibirono, tra gli altri, Janet Jackson, Aretha Franklin e Céline Dion, con la quale tutti i Jackson chiusero la serata intonando il pezzo If You'd Only Believe dell'album 2300 Jackson Street.[25] Nel 1997 la band fu ammessa alla Rock and Roll Hall of Fame. Tutti e sei i suoi membri parteciparono alla cerimonia e furono premiati da Diana Ross, raggiunti sul palco da Berry Gordy.[26] Nel 1999, invece, furono ammessi alla Vocal Group Hall of Fame.[27] Nel marzo del 2001 i Jacksons senza Randy e Michael, parteciparono allo special MTV Icon: Janet Jackson per onorare la più piccola della famiglia. Scusandosi per l'assenza dei due fratelli, annunciarono un video in cui Michael dal Neverland Ranch mandò i suoi saluti e complimenti alla sorella.[28]

La reunion per i 30 anni di carriera di Michael (2001)Modifica

Il gruppo si riunì ancora il 7 e il 10 settembre 2001 al Madison Square Garden di New York in occasione del concerto-cerimonia per l'anniversario dei 30 anni di carriera solista di Michael Jackson, il Michael Jackson: 30th Anniversary Celebration - The Solo Years, durante il quale suonò un medley di Can You Feel It, ABC, The Love You Save, I'll Be There, I Want You Back, Dancing Machine e Shake Your Body. Fu l'ultima esecuzione dal vivo dei sei fratelli al completo.[29][30]

Morte di Michael e nuova formazione a quattro (2009-presente)Modifica

Dopo la morte di Michael Jackson, avvenuta il 25 giugno del 2009 per arresto cardiaco, i fratelli lo commemorarono durante un funerale pubblico, che fu seguito da oltre 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo. Successivamente incisero i cori del primo singolo postumo di Michael This Is It, scritto e registrato dal cantante con Paul Anka nel 1983, e parteciparono al reality show The Jacksons: A Family Dynasty,[31] andato in onda dal 13 dicembre 2009 al 17 gennaio 2010.

Nel 2012 Tito, Jackie, Marlon e Jermaine incisero nuovo materiale e tennero fino al 2013 lo Unity Tour.[32] Contemporaneamente Randy si ritirò dalle scene.[33] Nel 2015 la nuova formazione dei Jacksons intraprese una serie di concerti-evento per celebrare i cinquanta anni di carriera, terminando nel 2017.[34][35] Nel 2018 la loro canzone Can You Feel It è stata scelta tema per uno spot di Amazon.[36] Tra il 2018 e il 2019 hanno effettuato altre performance dal vivo.[37][38]

Stile musicaleModifica

Il gruppo suonava un rhythm 'n' blues diverso da quello di altri artisti a lui contemporanei come Otis Redding e James Brown. I fratelli Jackson cercavano di fondere il funk dei neri alla musica bianca, un'unione che negli anni Settanta influenzò la nascita della disco music.[39] Furono inoltre tra i maggiori esponenti del genere bubblegum pop, che ispirò il successivo teen pop.

InfluenzeModifica

Tra gli artisti che maggiormente influenzarono i Jackson 5 si annoverano James Brown, Jackie Wilson, i Four Tops, i Temptations, le Supremes, Frankie Lymon, i Teenagers, Sly & The Family Stone e i Beatles.

I Jackson 5 a loro volta furono di ispirazione per diverse generazioni di boy band tra cui New Edition, Menudo, New Kids on the Block, Take That, East 17, Hanson, Backstreet Boys, 5ive, *NSYNC, Jonas Brothers, One Direction nonché il gruppo rock Maroon 5.[40][41]

FormazioneModifica

Dal 2012Modifica

Ex componentiModifica

RiconoscimentiModifica

DiscografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Jackson 5.

Album dei Jackson 5 (Motown)Modifica

Album in studioModifica

Album liveModifica

Album dei Jacksons (Epic)Modifica

Album in studioModifica

Album liveModifica

Colonne sonoreModifica

TourModifica

Tour dei Jackson 5Modifica

  • The Jackson 5 First National Tour - (2 maggio 1970 - 30 dicembre 1970)
  • The Jackson 5 Second National Tour - (2 febbraio 1971 - 15 ottobre 1971)
  • The Jackson 5 US Tour - (27 dicembre 1971 - 5 ottobre 1972)
  • The Jackson 5 European Tour - (2 novembre 1972 - 12 novembre 1972)
  • The Jackson 5 World Tour - (2 marzo 1973 - dicembre 1975)
  • The Jackson 5 Final Tour - (13 febbraio 1976 - 19 febbraio 1976)

Tour dei JacksonsModifica

Tour dei Jacksons senza Michael e RandyModifica

  • Unity Tour - (20 giugno 2012 – 27 luglio 2013)
  • 50th Anniversary Tour (2015-2017)[43]

Citazioni e riferimenti al gruppoModifica

Nella specialità di poker denominata "Texas hold 'em" la starting hand J5 è scherzosamente chiamata dai giocatori "Jackson Five" in onore del gruppo musicale. Nel libro Becoming, Michelle Obama cita la band dicendo che era solita ascoltare i loro dischi con la famiglia.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e (EN) The Jackson 5, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ a b History | The Jacksons | The Official Website
  3. ^ a b c The Jackson 5 | Biography & History | AllMusic, su AllMusic. URL consultato il 27 agosto 2017.
  4. ^ (EN) Kareem Gantt, How the Jackson 5 kick off the teen idol movement, in AXS, 11 dicembre 2015.
  5. ^ (EN) By Todd Leopold CNN, Michael Jackson, a man apart - CNN.com, su edition.cnn.com. URL consultato il 26 marzo 2018.
  6. ^ https://rockhall.com/inductees/the-jackson-five/
  7. ^ https://rockhall.com/inductees/the-jackson-five/bio/
  8. ^ a b Michael Jackson, Moonwalk, Doubleday, 1988, ISBN 88-200-0771-1.
  9. ^ a b Jermaine Jackson, Michael. La vita del re del pop vista attraverso gli occhi di suo fratello, Rizzoli, 2011, pp. 48-57, ISBN 978-8817053419.
  10. ^ Jermaine Jackson, Michael. La vita del re del pop vista attraverso gli occhi di suo fratello, Rizzoli, 2011, p. 69, ISBN 978-8817053419.
  11. ^ Michael Jackson: Biography, su VH1. URL consultato l'11 novembre 2006.
  12. ^ (EN) The Jackson Five, su rockhall.com. URL consultato l'11 giugno 2010.
  13. ^ a b (EN) History | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  14. ^ (EN) Oprah Winfrey, How a Young Michael Jackson Amazed Berry Gordy, 2009.
  15. ^ Berry Gordy, Michael Jackson 1958 - 2009 - Remembering Michael Berry Gordy, in Time, 26 giugno 2009.
  16. ^ (EN) "ABC" song review, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 24 giugno 2010.
  17. ^ (EN) History 1974 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  18. ^ (EN) The Jacksons Story - The Jackson 5, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 27 maggio 2016.
  19. ^ (EN) History 1976 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  20. ^ (EN) History 1977-78 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  21. ^ Chery, Carl: XXL: Michael Jackson Special Collecters Edition, page 100. American Press.
  22. ^ a b (EN) History 1979 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  23. ^ (EN) History 1980 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  24. ^ Robert Palmer, POP:'VICTORY' ALBUM ECHOES JACKSONS' TOUR, in The New York Times, 7 luglio 1984.
  25. ^ https://www.imdb.com/title/tt0274574/
  26. ^ https://rockhall.com/inductees/byyear/1997/
  27. ^ Copia archiviata, su vocalgroup.org. URL consultato il 27 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2012).
  28. ^ https://www.imdb.com/title/tt0279209/
  29. ^ (EN) David Thigpen, David Thigpen, Michael’s Show a Thriller, su Rolling Stone, 10 settembre 2001.
  30. ^ (EN) Andy Greene, Andy Greene, The Jackson 5 Reunite in 2001, su Rolling Stone, 3 settembre 2013.
  31. ^ https://www.imdb.com/title/tt1563099/
  32. ^ The Jacksons Reunite For U.S. 'Unity' Tour, su Billboard, 4 aprile 2012.
  33. ^ (EN) Associated Press, Back on the road: The Jacksons prepare for tour without Michael, su The Daily Edge, 20 giugno 2012.
    «Marlon said Randy, who officially joined The Jacksons in 1975, elected not to join the tour but noted that the youngest Jackson brother was welcome at any time.».
  34. ^ (EN) Brian Blueskye, Live: The Commodores and The Jacksons, Fantasy Springs, Feb. 27, in Coachella Valley Independent, 29 febbraio 2016.
  35. ^ Rachel Mainwaring, The Jacksons will bring their 50th anniversary tour to Cardiff, in walesonline, 27 febbraio 2017.
  36. ^ (EN) The Bizarre Backstory of the Amazon Commercial “Can You Feel It” Song, su Broke-Ass Stuart's Website, 30 novembre 2018.
  37. ^ (EN) The Jacksons & Commodores, su Treasure Island Resort & Casino. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  38. ^ (EN) Will Lavin, The Jacksons perform "tribute concert' in Brazil for brother Michael Jackson, su NME, 18 marzo 2019.
  39. ^ (EN) Spencer Kornhaber, Maurice White, Michael Jackson, and the Underestimated Excellence of Disco, in The Atlantic, 5 febbraio 2016.
  40. ^ (EN) Adam Levine's Michael Jackson impression: the Maroon 5 singer's funniest moments, su AXS.
  41. ^ (EN) A. B. C. News, Playlist: Maroon 5's Adam Levine, su ABC News, 17 novembre 2011.
  42. ^ The Jacksons: An American Dream. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  43. ^ The Jacksons wow crowd as they continue 50th Anniversary Tour in UK, in Mail Online, 1º luglio 2017.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (FR) Jackson 5 ABC: Discografia Motown, immagini e video
  • The Jacksons 5 Fan Site, su thejacksonstour.com. URL consultato il 10 maggio 2019 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2016).
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