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The Legend of Zelda: The Minish Cap

videogioco del 2004
The Legend of Zelda: The Minish Cap
videogioco
ZeldaMinishCap-Scatola.jpg
La confezione del gioco
Titolo originaleゼルダの伝説 ふしぎのぼうし
PiattaformaGame Boy Advance
Data di pubblicazioneGame Boy Advance:
Giappone 4 novembre 2004
Flags of Canada and the United States.svg 10 gennaio 2005[1]
Zona PAL 12 novembre 2004[2]
Flag of Australasian team for Olympic games.svg 7 aprile 2005
Virtual Console (Wii U):
Giappone 30 aprile 2014
Flags of Canada and the United States.svg 5 giugno 2014
Zona PAL 29 maggio 2014
Flag of Australasian team for Olympic games.svg 29 maggio 2014
GenereAvventura dinamica
OrigineGiappone
SviluppoCapcom, Flagship
PubblicazioneNintendo
DirezioneHidemaro Fujibayashi
ProduzioneKeiji Inafune
Direzione artisticaHaruki Suetsugu
SceneggiaturaHidemaro Fujibayashi
MusicheMitsuhiko Takano
SerieThe Legend of Zelda
Modalità di giocoGiocatore singolo
SupportoCartuccia, download
Distribuzione digitaleVirtual Console
Fascia di etàCEROA · ESRBE · OFLC (AU): G · PEGI: 3 · USK: 0
Preceduto daThe Legend of Zelda: Four Swords Adventures
Seguito daThe Legend of Zelda: Twilight Princess

The Legend of Zelda: The Minish Cap (ゼルダの伝説 ふしぎのぼうし Zeruda no Densetsu Fushigi no Bōshi?, La Leggenda di Zelda: Il Cappello [dei] Minish) è l'undicesimo videogioco della serie The Legend of Zelda, pubblicato da Capcom, con Nintendo. È uscito per Game Boy Advance il 4 novembre 2004 in Giappone, il 12 novembre 2004 in Europa, il 10 gennaio 2005 nel Nord America e 7 aprile 2005 in Australia.

Il 16 dicembre 2011 il gioco è nuovamente uscito per il Programma Fedeltà di Nintendo sul Nintendo eShop del Nintendo 3DS.[3]

Indice

TramaModifica

 
La schermata iniziale del gioco

La trama di The Minish Cap ruota attorno al passato di Vaati e alla nascita della Quadrispada. Ad Hyrule si festeggia periodicamente una festa dedicata ai Minish, piccole creature simili a gnomi, che si narra avessero aiutato un giovane a scacciare il male tramite la loro spada.

In questa festa si svolge un torneo in cui il vincitore in premio può vedere la Quadrispada conficcata in quello che sembra il baule che contiene i mali sconfitti con la spada. Il vincitore è Vaati, che sperava di trovare la Forza di cui parlava la leggenda nel baule, spacca la Quadrispada con la sua magia liberando i mostri.

Vaati si accorge che la Forza non risiede lì, così, con i suoi poteri, pietrifica la Principessa Zelda e scappa per andare alla ricerca della mistica Forza per diventare il re del regno di Hyrule.

In questa avventura, il protagonista, Link, un amico d'infanzia di Zelda che può vedere i Minish data la sua età, viene incaricato dal padre di Zelda, il Re di Hyrule, e dovrà partire alla ricerca di quattro elementi da forgiare nella Quadrispada, facendola diventare una spada sacra, in modo da far tornare normale Zelda, e sigillare nella Quadrispada il perfido Vaati.

Link, dunque, va nella Foresta Minish per trovare informazioni sul primo elemento, ed incontra Egeyo, un Minish che deciderà di accompagnarlo.

Egeyo, nel corso della storia, rivelerà a Link che lui e Vaati ed Egeyo erano dei Minish, e Vaati era il suo apprendista. Egeyo inventò un cappello dai poteri magici, e Vaati, corrotto dalla follia e l'odio degli uomini, decise di rubarlo, usando i suoi poteri per trasformare Egeyo in un copricapo parlante, che però è capace di rimpicciolire chi lo indossa purché sia su un determinato piedistallo.

Questo permetterà a Link di rimpicciolirsi in modo da poter esplorare il magico mondo dei Minish. Per riuscire a forgiare la spada sacra, Link deve farsi aiutare da molti amici Minish, che gli danno informazioni utili e lo aiutano nel tragitto.

Nel frattempo, Vaati, si impossessa del corpo del Re di Hyrule, in modo da cercare la mistica Forza con maggiore facilità e con l'aiuto dei soldati del regno.

Dopo tante avventure e peripezie, Link riesce a forgiare la Sacra Quadrispada, che gli dà il potere di quadruplicarsi, e così, scopre che la Forza, che altro non è che la Triforza, per qualche motivo, si trova nel cuore della Principessa Zelda.

Vaati, che controllava tutte le mosse di Link tramite i suoi poteri, scopre dunque anche lui dove alberga la Forza, così si impadronisce del castello di Hyrule e trasforma tutti in pietra.

Link, svenuto dopo aver scoperto dove albergava la Forza, si riprende, e vede che Vaati è riuscito a diventare il Re di Hyrule, facendo diventare il regno un posto in cui albergano solo tenebre. Link fa tornare normali tutte le persone trasformate in pietra, e raggiunto Vaati, scopre che egli stava approntando un rito per prelevare completamente la Forza da Zelda, in modo da diventare il potente Re di una Hyrule dominata dall'oscurità.

Link riesce ad interrompere la cerimonia, e affronta Vaati, che nel frattempo si è trasformato in un gigantesco pipistrello monoculare, sconfiggendolo e sigillandolo nella Quadrispada, e liberando la principessa Zelda. Il castello e Hyrule tornano quelli di un tempo.

Il gioco si conclude con Egeyo che ritorna nel suo mondo di origine dopo aver ripreso le sue sembianze originali e aver donato a Link un cappuccio verde come ricordo dell'avventura appena conclusa.

PersonaggiModifica

 
Una schermata del gioco

I MinishModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Razze di The Legend of Zelda § Minish.

I Minish, si narra nel gioco, sono creature minuscole che milioni di anni fa, quando la Terra era avvolta dalle tenebre, scesero dal cielo e diedero ad un uomo una spada sacra che fu in grado di liberare il mondo dalle tenebre. Sono un popolo pacifico che aiuterà link nella sua avventura

VaatiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: vaati.

Vaati è un minish malvagio che, un tempo, era allievo di Egeyo.

Questo personaggio è il boss più forte di tutto il gioco.

NoteModifica

  1. ^ (EN) The Legend of Zelda: The Minish Cap, in IGN.com, IGN Entertainment, Inc. URL consultato il 15 giugno 2012.
  2. ^ The Legend of Zelda: The Minish Cap, in Nintendo.it. URL consultato il 15 giugno 2012.
  3. ^ Programma Fedeltà - Dettagli software [collegamento interrotto], in Nintendo.it. URL consultato il 15 giugno 2012.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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