The Man and The Journey

suite musicali dei Pink Floyd composte nel 1969 ed eseguite più volte in live nello stesso anno

The Man and The Journey è una suite musicale in due parti del gruppo musicale britannico Pink Floyd eseguita dal vivo in una serie di concerti nel 1969. Consiste in alcune delle loro prime canzoni, altre canzoni inedite e materiale successivamente incluso negli album More e Ummagumma. I concerti integravano performance con attori che costruivano un tavolo e bevevano tè sul palco.[1]

ConcertiModifica

La suite venne eseguita per la prima volta il 14 aprile 1969 a Londra nella Royal Festival Hall, durante un evento nominato The Massed Gadgets Of Auximenes - More Furious Madness From Pink Floyd[2][3]. La registrazione di miglior qualità delle suite è quella del concerto svoltosi al Concertgebouw di Amsterdam il 17 settembre, effettuata dalla VPRO[4], una radio olandese che trasmise lo show; fu distribuita come bootleg[5] e l'unica ad essere stata poi pubblicata ufficialmente nel novembre 2016 come parte del terzo volume della raccolta The Early Years 1965-1972, ossia 1969: Dramatis/ation[6]. La pubblicazione ufficiale di un'esibizione live era stata già considerata nel 1969, ma l'idea fu poi abbandonata[3] poiché si decise di pubblicare al suo posto il live album di Ummagumma.

TramaModifica

Le due parti che compongono la suite raccontano la storia di uomo e un viaggio che decide di intraprendere. La prima suite in particolare descrive le azioni che compie in una giornata: svegliarsi (Daybreak), lavorare (Work), riposarsi (Afternoon, Biding My Time), fare sesso (Doing It), dormire (Sleeping), sognare (Nightmare), e svegliarsi nuovamente (Labyrinth)[4].

ScalettaModifica

The Man
ArtistaPink Floyd
Autore/iDavid Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Genere[6]Rock psichedelico
Pubblicazione originale
Incisione1969: Dramatis/ation
Data1969
Durata37:59
The Journey
ArtistaPink Floyd
Autore/iSyd Barrett, David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Genere[6]Rock psichedelico
Pubblicazione originale
Incisione1969: Dramatis/ation
Data1969
Durata41:45

Esempio di scaletta tipica di The Man and The Journey: è riportata quella del concerto di Amsterdam (l'unico ad essere pubblicato ufficialmente), ma spesso era soggetta a molte variazioni.

The Man
  1. Daybreak (Grantchester Meadows, da Ummagumma) – 8:14 (Roger Waters)
  2. Work – 4:12 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)
  3. Afternoon (Biding My Time, da Relics) – 6:38 (Roger Waters)
  4. Doing It (The Grand Vizier's Garden Party (Entertainment), da Ummagumma) – 3:54 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)
  5. Sleeping (Quicksilver, da Soundtrack from the Film More) – 4:36 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)
  6. Nightmare (Cymbaline, da Soundtrack from the Film More) – 9:14 (Roger Waters)
  7. Labyrinth – 1:11 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)
The Journey
  1. The Beginning (Green Is the Colour, da Soundtrack from the Film More) – 3:23 (Roger Waters)
  2. Beset By Creatures of the Deep (Careful with That Axe, Eugene) – 6:27 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)
  3. The Narrow Way, Part 3 (da Ummagumma) – 5:10 (David Gilmour)
  4. The Pink Jungle (Pow R. Toc H., da The Piper at the Gates of Dawn) – 4:56 (Syd Barrett, Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason)
  5. The Labyrinths of Auximenes (Let There Be More Light, da A Saucerful of Secrets) – 6:34 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)
  6. Footsteps / Doors – 3:12 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)
  7. Behold the Temple of Light – 5:32 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)
  8. The End of the Beginning (A Saucerful of Secrets (Pt. 4: Celestial Voices), dall'omonimo album) – 6:31 (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason)

[3][6]

NoteModifica

  1. ^ Andy Mabbett, The Complete Guide to the Music of Pink Floyd, London, Omnibus, 1995, ISBN 0-7119-4301-X.
  2. ^ Povey, 2016, pag. 119.
  3. ^ a b c (EN) Jacob Crawfurd, Unreleased Pink Floyd material, su pinkfloydhyperbase.dk. URL consultato il 20 luglio 2017.
  4. ^ a b Povey, 2016, pag. 129.
  5. ^ Discogs.
  6. ^ a b c d Erlewine, 2017.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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