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The Nice

gruppo musicale inglese
The Nice
Nice 1970.JPG
The Nice in concerto ad Amburgo nel 1970
Paese d'origineInghilterra Inghilterra
GenereArt rock
Rock progressivo
Periodo di attività musicale1967 – 1970
EtichettaImmediate
Charisma Records
Castle Music
Sanctuary
Album pubblicati8
Studio4
Live3
Raccolte1

The Nice sono stati un gruppo musicale britannico.

Il gruppo si formò nel 1967 per iniziativa del tastierista Keith Emerson (1944—2016)[1] assieme al bassista cantante Keith "Lee" Jackson (1943), al batterista Ian Hague (1944—2014) e al chitarrista cantante David "Davy" O'List (1948). Hague dopo pochi mesi venne sostituito da Brian Davison (1942—2008), mentre O'List lasciò la formazione nell'ottobre 1968 e da allora il gruppo proseguì come trio.

Nel periodo di effettiva attività incisero tre long playing e due singoli, tutti pubblicati tra il 1968 e il 1969; altri due album — per gran parte contenenti materiale registrato dal vivo — uscirono poco tempo dopo il loro scioglimento, fra il 1970 e il 1971.

Keith Emerson nel 1970 diede vita al trio Emerson, Lake & Palmer; Brian Davison e Lee Jackson formarono rispettivamente i gruppi Brian Davison's Every Which Way e Jackson Heights, per poi riunirsi nei Refugee ed infine abbandonare entrambi l'industria discografica a partire dalla seconda metà degli anni settanta.[2][3][4] Il trio si riunì due volte, nel 2002 e nel 2003, per altrettante tournée del Regno Unito.

Il repertorio dei Nice fu caratterizzato dalla fusione tra diversi stili musicali come beat, rock psichedelico, blues e jazz, applicata sia a composizioni originali che a cover, standard jazz e riletture in chiave moderna di brani di musica classica. È ritenuto uno dei primi esempi di progressive rock.[5] Nonostante una carriera relativamente breve e non segnata da particolare successo commerciale,[6] il gruppo riuscì a guadagnarsi una buona reputazione nel panorama musicale britannico della fine degli anni sessanta, influenzando in parte lo stile di gruppi che sarebbero emersi nel decennio seguente come Yes[6] e Genesis[7], oltre a preparare la strada all'affermazione degli stessi Emerson, Lake & Palmer.[6]

Storia del gruppoModifica

1967: dalle origini al debutto discograficoModifica

P. P. Arnold and The NiceModifica

Nel maggio 1967 Keith Emerson era appena uscito dal gruppo rhythm and blues "The V.I.P.'s" quando fu contattato da Andrew Loog Oldham, cofondatore della Immediate Records e manager, fra gli altri, della cantante soul statunitense P. P. Arnold Il cui 45 giri The First Cut Is the Deepest — scritto da Cat Stevens — aveva appena raggiunto la 18ª posizione nella Official Singles Chart:[8] la cantante era in cerca di musicisti che l'accompagnassero in una tournée del Regno Unito. Emerson si assunse l'impegno di formare la band a condizione che quest'ultima avesse un proprio spazio a inizio concerto: Oldham acconsentì volentieri, poiché ciò gli risolveva anche il problema di ingaggiare un gruppo spalla.[1]

Emerson coinvolse quindi Lee Jackson — con cui aveva suonato in Gary Farr and the T-Bones e col quale divideva all'epoca un appartamento a Londra — e Ian Hague, ex batterista di Chris Farlowe, altro artista della Immediate; a suggerire al gruppo Davy O'List fu invece il giornalista Chris Welch del Melody Maker che lo aveva notato sul 45 giri degli Attack Any More than I Do, del quale il chitarrista era anche coautore. O'List preferì l'offerta di Emerson a una tournée con John Mayall & the Bluesbreakers, motivando in seguito la scelta con il fatto che ciò gli avrebbe consentito di suonare anche musica propria.[9] Il gruppo tenne presso il White Hart Inn ad Acton una serie di prove, una sola delle quali assieme a P. P. Arnold, quindi a fine maggio incominciò la tournée.[10]

Secondo il racconto di Lee Jackson, il nome «The Nice» nacque per sbaglio da una conversazione con la Arnold a bordo del furgone col quale il gruppo si recava al primo concerto. Citando l'attore comico statunitense Lord Richard Buckley che, in un suo monologo, chiamava Gesù «the Nazz» («il Nazareno»), la cantante propose per la band il nome «P. P. Arnold and the Nazz» ma, a causa del suo accento e del fatto che l'epiteto Nazz era in uso solo negli Stati Uniti, tutti i presenti credettero di udire «P. P. Arnold and the Nice» e capirono l'equivoco soltanto alcuni giorni dopo, quando il nome travisato aveva ormai preso piede, tanto da figurare già su alcune locandine di concerti. Emerson anni dopo raccontò che il nome non lo entusiasmò mai particolarmente e che perciò talvolta si divertiva a storpiarlo in modi canzonatori, come ad esempio: «B. B. Armpit and the Mice» («B. B. Ascella e i Topolini»).[11]

Per la parte di concerto a loro riservata, i Nice in un primo momento scelsero arrangiamenti di brani altrui, come il tema di Ennio Morricone per il film Per un pugno di dollari, She Belongs to Me di Bob Dylan, Billy's Bag di Billy Preston e, dopo l'uscita di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (1º giugno), anche A Day in the Life;[12] nella seconda parte, il gruppo accompagnava P. P. Arnold nel suo tipico repertorio soul, con brani come Respect di Aretha Franklin o Sweet Soul Music di Arthur Conley, oltre ovviamente al singolo The First Cut Is the Deepest.[13]

Col tempo, i quattro aggiunsero materiale originale alla loro scaletta e incominciarono ad attirare l'attenzione di pubblico e critica come gruppo a sé stante; decisivo in tal senso fu il 7th National Jazz and Blues Festival svoltosi a Windsor dall'11 al 13 agosto 1967: grazie all'interessamento di Oldham, infatti, i Nice aprirono il concerto su un palcoscenico a parte, allestito sotto una tenda; l'esibizione, accompagnata da fuochi d'artificio e altri effetti speciali, rubò la scena al palco centrale radunando nella tenda un folto pubblico tra cui Chris Welch il quale diede poi risalto all'evento sul Melody Maker e divenne un convinto sostenitore del gruppo.[14] Stando al racconto del roadie Barrington "Bazz" Ward, la serata fu anche segnata dal fatto che, quando più tardi P. P. Arnold and The Nice si esibirono sul palcoscenico principale, Ian Hague era «ubriaco fradicio» e subito dopo il concerto ebbe un alterco con un poliziotto: tale atteggiamento del batterista non era visto di buon occhio dal resto del gruppo e, pochi giorni dopo, Emerson si occupò personalmente di licenziarlo.[15]

Ian Hague proseguì la carriera di batterista sino al 1970, quando dovette sospenderla a causa di gravi lesioni riportate in un incidente automobilistico avvenuto durante una tournée con il cantante rhythm and blues J. J. Jackson.[16] Morì a Cambridge il 12 gennaio 2014, all'età di 70 anni.[17]

L'arrivo di Brian Davison e il distacco da P. P. ArnoldModifica

Per il rimpiazzo di Hague, fu nuovamente Welch a venire in aiuto ai Nice raccomandando loro Brian Davison, proveniente dai disciolti Mark Leeman Five. Il primo impegno della nuova formazione fu suonare su tre brani — prodotti da Mick Jagger — del primo album in studio di P. P. Arnold: The First Lady of Immediate; tuttavia Jagger, evidentemente insoddisfatto della prova di Davison, decise di affidare le parti definitive di batteria all'allora turnista Jon Hiseman, circostanza che il nuovo arrivato nei Nice visse all'epoca come un'umiliazione.[18]

L'unico concerto di P. P. Arnold and the Nice con Davison alla batteria si tenne al Flamingo Club di Londra il 28 agosto 1967; subito dopo, infatti, la cantante dovette rientrare negli Stati Uniti poiché era scaduto il suo visto d'ingresso nel Regno Unito. L'artista rimase via solo poche settimane per poi trasferirsi in Europa definitivamente, ma nel frattempo Oldham aveva offerto ai Nice un contratto discografico con la Immediate.[19] Anni dopo la cantante ironizzò sulla vicenda dichiarando che Oldham le aveva «soffiato il gruppo» ma aggiunse che i suoi rapporti con i Nice rimasero sempre ottimi, anche dopo la separazione.[20] I quattro tennero il loro primo concerto intero senza di lei il 1º settembre 1967, al Big C Club di Farnborough.[21]

L'Hendrix Package Tour e l'album d'esordioModifica

Dal 14 novembre al 5 dicembre 1967 il gruppo partecipò ad una tournée collettiva del Regno Unito assieme a The Jimi Hendrix Experience, Pink Floyd, The Move, Eire Apparent, The Outer Limits, Amen Corner e Pete Drummond.[22] In alcuni concerti, Davy O'List suonò anche con i Pink Floyd al posto del loro chitarrista/cantante Syd Barrett, talvolta assente imprevisto a causa dell'uso di LSD:[23] O'List fu fatto vestire come Barrett e si esibì in penombra; Lee Jackson raccontò in seguito che nessuno fra il pubblico si accorse della sostituzione, anche perché i Pink Floyd, nei quindici minuti a loro riservati, eseguivano solo brani strumentali.[24] Uno dei roadie di Jimi Hendrix era Ian "Lemmy" Kilmister, divenuto celebre in seguito come leader dei Motörhead: questi notò che Emerson durante le esibizioni conficcava coltelli fra i tasti dell'organo Hammond per tenerli abbassati, generando note continue, per poi produrre vari effetti sonori scuotendo lo strumento o agendo sul tasto di accensione e spegnimento; collezionista di anticaglie del nazismo, il roadie donò ad Emerson un pugnale della gioventù hitleriana che il tastierista avrebbe usato nel numero di scena di cui sopra per molti anni a venire. Stando al racconto di Emerson, Lemmy motivò il suo regalo dicendogli: «se devi usare un coltello, usane uno vero».[25]

Fra una data e l'altra della tournée, i Nice trovarono il tempo di registrare il loro primo album presso gli Olympic Studios di Barnes a Londra, con Glyn Johns come ingegnere del suono. The Thoughts of Emerlist Davjack, nel cui titolo si celano parzialmente i cognomi dei quattro, sarebbe uscito il 1º marzo dell'anno seguente. L'album fonde rock, jazz, beat, psichedelia e musica classica, come ad esempio nel brano Rondo, rilettura rock di oltre 8 minuti del brano jazz Blue Rondo à la Turk (1959) del Dave Brubeck Quartet, in cui Emerson inserisce una citazione dalla Toccata e fuga in Re minore di Bach. La canzone che dà il titolo all'album fu pubblicata anche come 45 giri.

 Lo stesso argomento in dettaglio: The Thoughts of Emerlist Davjack.

1968: da America a Ars Longa Vita brevisModifica

America (2nd Amendment)Modifica

Nel febbraio del 1968 i Nice si recarono per la prima volta in tournée negli Stati Uniti, grazie ad un accordo tra Oldham e la CBS la quale, in cambio, inviò i Blood Sweat & Tears nel Regno Unito. Giunti a Hollywood, i quattro fecero un sopralluogo al locale Whisky a Go Go dove avrebbero suonato nei giorni seguenti: qui O'List fu visto in compagnia di David Crosby, noto fra l'altro nell'ambiente per il malvezzo di "correggere" di nascosto con LSD le bevande altrui, cosa che con ogni probabilità fece anche quella sera con il chitarrista dei Nice. Stando ai racconti sia dei tre colleghi che dell'entourage, l'episodio segnò per O'List l'inizio di un'immediata ed evidente instabilità psichica che, nel giro di alcuni mesi, avrebbe portato al suo allontanamento dal gruppo.[26]

In aprile i Nice decisero di separare la casa discografica dal proprio management e, per quest'ultimo, sostituirono Oldham con l'ex giornalista Tony Stratton-Smith, più tardi noto per aver fondato e diretto la Charisma Records;[27] nel frattempo, registrarono in studio una rilettura strumentale del brano America dal musical West Side Story (1957) di Leonard Bernstein. Il loro arrangiamento del brano era aggressivo, con effetti sonori come esplosioni o grida e un'improvvisazione che ne portava la durata ad oltre sei minuti: con ciò i quattro intendevano esprimere in musica l'impressione mista di fascino e paura ricavata dal loro primo impatto con gli Stati Uniti.[28] In apertura e nella parte centrale del brano, il gruppo citava temi tratti dalla Sinfonia n.9 in Mi Minore op. 95 Dal nuovo mondo di Antonín Dvořák, ispirata anch'essa all'America.

In coda fu registrata la voce del figlio di P. P. Arnold, Kevin, che recitava due versi del brano Dawn dal primo album del gruppo, ma con la parola dawn sostituita da America:

(EN)

«America is pregnant with promise and anticipation
but is killed by the hand of the inevitable.»

(IT)

«L'America è gravida di promesse e aspettative
ma è uccisa per mano dell'inevitabile.»

America fu pubblicato nel Regno Unito come 45 giri nel giugno 1968, con il sottotitolo 2nd Amendment riferito al II emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che sancisce il diritto di possedere armi, il che evidentemente sottintendeva una critica alla politica statunitense in materia. Emerson in seguito definì il brano «la prima canzone di protesta strumentale di sempre».[29] Negli stessi giorni in cui il disco usciva sul mercato, il senatore statunitense Robert Kennedy fu assassinato a Los Angeles; con mossa provocatoria, Oldham pubblicizzò il singolo con una foto nella quale il gruppo teneva in braccio tre bambini i cui volti erano coperti da ritratti di Robert Kennedy, di suo fratello John F. Kennedy e di Martin Luther King, tutti e tre illustri vittime recenti di armi da fuoco negli Stati Uniti.[30]

Accanto all'immagine, compariva la frase:

(EN)

«It's taken America 475 years to find themselves, and they're still looking.
It took The Nice 7 min. 20 secs.»

(IT)

«L'America ci ha messo 475 anni a trovare se stessa, e sta ancora cercando.
I Nice ci hanno impiegato 7 minuti e 20 secondi.»

Il riferimento al minutaggio — peraltro ingigantito, poiché il brano su disco dura 6 minuti e 18 secondi — fu un'altra trovata di Oldham, ossessionato dall'idea di eguagliare il primato di durata di un 45 giri, conquistato appena due mesi prima dal brano MacArthur Park di Jimmy Webb, interpretato da Richard Harris.[30]

Nel Regno Unito, America fu l'unico 45 giri dei Nice ad entrare — il 16 luglio 1968 — nella Official Singles Chart, dove si spinse poi fino al 21º posto e rimase quindici settimane fra i primi 100.[31]

Il 26 giugno 1968 il gruppo si esibì alla Royal Albert Hall di Londra, in occasione di un evento contro l'apartheid dal titolo Come Back Africa, alla presenza di artisti statunitensi come Marlon Brando e Sammy Davis Jr. Violando precedenti accordi tra il gruppo e l'organizzatore, Emerson durante l'esecuzione di America tracciò con vernice spray rossa una bandiera statunitense stilizzata su una tela posta al centro del palco, cui poi dette fuoco. Alla luce dell'episodio il gruppo fu bandito per sempre dal suonare nel prestigioso teatro e, per quasi un anno, incontrò difficoltà anche a tornare a suonare oltreoceano; lo stesso Bernstein accusò i Nice di aver stravolto il suo brano in senso antiamericano e per diverso tempo tentò di impedire la pubblicazione del singolo negli Stati Uniti.[32]

L'uscita di O'List e la formazione a treModifica

Intanto i rapporti fra Davy O'List e il resto del gruppo si andavano deteriorando a causa del comportamento sempre più imprevedibile del chitarrista: l'assunzione di stupefacenti lo rendeva inaffidabile al punto di dimenticare di presentarsi ai concerti, suonare a volume assordante, rompere di continuo le corde della chitarra, sbagliare le sue parti e, fuori dal palco, dare segni di paranoia. La crisi giunse al culmine il 29 settembre alle Farfield Halls di Croydon: O'List durante il concerto sferrò un pugno in faccia al roadie "Bazz" Ward, accorso poco prima sul palco a risolvere un problema alla batteria, e motivò poi l'aggressione sostenendo che "Bazz" e Davison stavano «tramando contro di lui».[33] Il giorno seguente Emerson, Jackson e Davison decisero all'unanimità di cacciarlo. Il 2 ottobre 1968, a Bournemouth, i Nice suonarono per l'ultima volta come quartetto: al termine del concerto Stratton-Smith, alla presenza di tutto il gruppo, licenziò formalmente il chitarrista.[34]

Lo stesso O'List raccontò in seguito che, dopo l'uscita dal gruppo, affrontò una grave depressione che lo costrinse anche a periodici ricoveri in ospedale. Il chitarrista svolse lavori occasionali in bar, ristoranti e in una fabbrica, alternandoli a brevi collaborazioni musicali: nel 1969 provò per pochi giorni con i Jethro Tull al posto del loro primo chitarrista Mick Abrahams, nel 1971 si unì per qualche mese ai Roxy Music (fu poi sostituito da Phil Manzanera dopo aver disertato una prova) e nel 1974 suonò su un album in studio di Bryan Ferry per poi fondare il gruppo glam rock dei Jet, nel quale rimase fino al 1976. In merito all'esperienza nei Nice in particolare, in rare interviste O'List fornì versioni diverse da quelle di tutti gli altri diretti interessati, negò l'uso di droghe all'epoca dei fatti e talvolta espresse risentimento nei confronti sia dei suoi colleghi che di Stratton-Smith, spiegando la propria uscita dal gruppo come il semplice epilogo a suo svantaggio di una "lotta di potere" fra lui e Keith Emerson.[35] Dopo lunga assenza dalle scene, il chitarrista pubblicò due album come solista rispettivamente nel 1997 e nel 2015.[36]

Dapprima il gruppo cercò un sostituto — Steve Howe, futuro chitarrista degli Yes, provò con loro una sola volta ma poi cambiò idea — quindi Emerson tentò di eseguire egli stesso dal vivo alla chitarra alcune parti di O'List ma desistette dopo un solo concerto;[37] infine i tre decisero di proseguire senza chitarra e ad ottobre 1968 incominciarono le registrazioni del loro secondo album.

A novembre fu pubblicato Ars Longa Vita Brevis, in parte realizzato con l'ausilio di un'orchestra e con il lato B interamente occupato dall'omonima suite in sei parti, scritta prevalentemente prima della partenza di O'List e costruita attorno a un nucleo tematico tratto dal primo movimento del Concerto brandeburghese n.3 di Bach. La fusione tra musica classica e rock, rappresentata sul disco anche dall'arrangiamento del brano Intermezzo dalla suite Karelia di Jean Sibelius, avrebbe caratterizzato buona parte del successivo repertorio del gruppo. Una nota in copertina, firmata dal solo Emerson, lasciava intuire che il tastierista — peraltro con il beneplacito dei suoi due compagni — aveva assunto la leadership del gruppo.[38]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ars Longa Vita Brevis.

1969-1970: gli ultimi lavoriModifica

Con l'incidente alla Royal Albert Hall ormai definitivamente alle spalle, nel marzo del 1969 il trio tornò negli Stati Uniti ove rimase per circa tre mesi. Per iniziativa di Stratton-Smith, alcune esibizioni dal vivo furono registrate e parte di esse sarebbero in seguito finite anche su disco.

L'incessante attività concertistica del gruppo proseguì in Europa; al 9th National Jazz and Blues Festival svoltosi a Plumpton nel Sussex dall'8 al 10 agosto 1969, i Nice si esibirono con un'orchestra di quaranta elementi diretta da Joseph Eger e con un gruppo di suonatori di cornamusa. Il concerto non passò inosservato: a riguardo, il Melody Maker titolò «The Who e The Nice si impadroniscono del Plumpton Festival».[39]

Subito dopo il trio entrò ai Trident Studios per registrare quattro brani che avrebbero costituito il lato A del loro terzo album. Sul lato B del disco furono inseriti due lunghi brani registrati dal vivo in aprile al Fillmore East di New York. L'album, intitolato semplicemente Nice, fu pubblicato a settembre del 1969 e fu l'ultimo inciso dal gruppo per la Immediate nonché l'ultimo prima dello scioglimento.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nice (The Nice).

Il gruppo tornò a collaborare con un'orchestra nell'ottobre 1969: l'allora direttore del Newcastle Arts Festival, Michael Emmerson, commissionò a The Nice un brano ispirato a Newcastle upon Tyne, città natale di Lee Jackson. Keith Emerson ne compose le musiche con l'aiuto di Joseph Eger e Jackson scrisse testi dedicati ai cinque ponti sul fiume Tyne e allo stadio di calcio di St. James's Park. L'opera, dal titolo The Five Bridges Suite, fu eseguita in prima assoluta dal solo trio alla City Hall di Newcastle il 10 ottobre 1969; una settimana dopo il gruppo la presentò, con l'ausilio dell'orchestra "Sinfonia of London" diretta dallo stesso Eger, alle Fairfield Halls di Croydon: il concerto, comprendente anche altri brani arrangiati per gruppo e orchestra, fu integralmente registrato e parte di esso vide la luce in seguito sull'album Five Bridges, pubblicato postumo nel giugno 1970.[40]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Five Bridges.

Verso lo scioglimentoModifica

Nel frattempo Emerson, insoddisfatto delle prestazioni di Lee Jackson, si era messo segretamente in cerca di un nuovo bassista/cantante e a tale scopo aveva già interpellato invano Chris Squire degli Yes e Jack Bruce quando Stratton-Smith — evidentemente da lui stesso informato — gli suggerì Greg Lake, che con i King Crimson aveva aperto il concerto di Croydon; non è chiaro tuttavia se vi furono contatti tra Emerson e Lake già in questa fase.[41]

Il 1969 si concluse per i Nice con l'ultima loro tournée degli Stati Uniti. Il 12 dicembre al Fillmore West di San Francisco il trio condivise nuovamente il palco con i King Crimson: dopo il concerto, Emerson si incontrò con Lake e gli propose di prendere parte a un nuovo progetto musicale. Poiché i King Crimson alla fine del tour americano si erano smembrati a causa dell'abbandono di Mike Giles e Ian McDonald,[42] Lake era disponibile e i due incominciarono a porre le basi di una collaborazione per l'anno a venire. È probabile che in un primo momento Emerson volesse tenere nel gruppo Davison, il quale infatti seppe dell'imminente scioglimento dei Nice solo in febbraio — un mese dopo Lee Jackson — e anni dopo dichiarò di aver anch'egli incontrato Lake e di aver capito da subito che non ne avrebbe tollerato l'«atteggiamento da superstar», il che indirettamente confermerebbe l'intento iniziale di Emerson.[43] Lake dal canto suo raccontò di aver posto al tastierista la condizione di non essere il mero sostituto di Jackson nei Nice ma che si desse vita a un gruppo del tutto nuovo sia nel repertorio, sia — soprattutto — nella parità decisionale.[44]

Alla luce di tali eventi, il gruppo aveva ormai i mesi contati; al tutto si aggiunse, con l'arrivo del 1970, il fallimento della Immediate Records: i Nice in seguito dichiararono di non aver mai ricevuto proventi da Oldham per nessuno dei dischi incisi con l'etichetta e che l'unica loro fonte di reddito nei tre anni di carriera fu esibirsi dal vivo praticamente senza sosta.[45]

I Nice tennero il loro ultimo concerto a Berlino, il 30 marzo 1970. Lo scioglimento del gruppo rimase coperto da riserbo per alcuni mesi, fatta eccezione per il gruppo stesso e per la stretta cerchia di collaboratori: il materiale rimasto ancora inedito, costituito per gran parte da registrazioni dal vivo effettuate nell'ultimo anno di attività, fu acquisito dalla Charisma di Stratton-Smith[46] che, oltre al già citato Five Bridges, avrebbe pubblicato nel 1971 l'album Elegy e nel 1972 una raccolta dal titolo Autumn '67 - Spring '68, contenente i primi due 45 giri del gruppo e versioni alternative di altri brani, tutti risalenti al periodo con Davy O'List alla chitarra.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elegy (Nice) e Autumn '67 - Spring '68.

Nel giugno 1970, Emerson e Lake conobbero Carl Palmer con cui diedero vita al noto trio Emerson, Lake & Palmer, destinato ad un buon successo commerciale durante tutti gli anni settanta. Davison e Jackson intanto fondarono rispettivamente i gruppi Brian Davison's Every Which Way e Jackson Heights per poi ritrovarsi assieme, nel 1974, nel trio Refugee con il tastierista Patrick Moraz, per un solo album.[2] In seguito Davison, dopo una breve militanza nei Gong (1975),[47] si dedicò all'insegnamento presso un college[3] mentre Jackson si trasferì a Los Angeles per circa vent'anni e, al suo rientro nel Regno Unito, tornò alle proprie radici musicali esibendosi con gruppi blues rock del circuito indipendente.[4]

La reunion del 2002-2003Modifica

Nel 2002 i Nice si riunirono in occasione del 35º anniversario della loro fondazione, per soli quattro concerti nel Regno Unito, dal 2 al 6 ottobre. Lo spettacolo prevedeva nella prima parte il trio eseguire il proprio repertorio e nella seconda Emerson interpretare alcune sue composizioni per pianoforte solo e brani di Emerson, Lake & Palmer con la Keith Emerson Band. Dal concerto del 4 ottobre 2002 alla Royal Concert Hall di Glasgow venne tratto il triplo CD Vivacitas - Live at Glasgow 2002, pubblicato il 16 settembre 2003, al quale i tre contribuirono anche con un'intervista curata da Chris Welch e registrata nel 2001, che costituisce il terzo disco.[48]

Nel 2003, subito dopo l'uscita di Vivacitas, il gruppo intraprese una nuova tournée del Regno Unito in dieci date, mantenendo la formula del doppio spettacolo (The Nice e Keith Emerson Band) dell'anno precedente.[49] Il concerto al Colosseum di Watford del 23 ottobre 2003 fu l'ultima apparizione dal vivo del gruppo in assoluto.[49]

Brian Davison morì il 15 aprile 2008 a Horns Cross, nel Devon, a causa di un tumore.[50] Keith Emerson si suicidò a Santa Monica l'11 marzo 2016.[51]

Stile musicaleModifica

I Nice si collocano nella scena musicale inglese di fine anni sessanta del XX secolo. La formazione musicale e il virtuosismo del tastierista Keith Emerson conferirono al gruppo — specie dopo l'uscita del chitarrista Davy O'List — un sound in cui l'organo Hammond sostituiva la chitarra come strumento preminente, ma che conservava l'aggressività caratteristica del rock;[52] tutti i membri del gruppo, grazie all'esperienza pregressa in formazioni di vari generi musicali, contribuirono a creare uno stile che fondeva con originalità rock, musica classica, psichedelia, jazz e blues e che in seguito sarebbe stato qualificato come uno dei primi esempi di progressive rock.[53][54] La formula del trio incentrato sulle tastiere venne ripresa da Emerson in Emerson, Lake & Palmer e dagli altri due ex membri del gruppo Brian Davison e Lee Jackson nei Refugee, assieme a Patrick Moraz.

Altro elemento tipico del repertorio dei Nice fu la rilettura di brani di autori classici come Bach, Sibelius e Dvořák o contemporanei come Leonard Bernstein, nei quali venivano inserite variazioni o improvvisazioni in stile jazz e blues psichedelico.[55] In alcuni casi il gruppo operò un'analoga contaminazione su cover di cantautori come Tim Hardin e Bob Dylan,[54] ad esempio nel brano di Hardin Hang On to a Dream, che nella versione dal vivo inclusa nell'album Elegy contiene una citazione in chiave jazz dell'aria Summertime dall'opera Porgy and Bess di George Gershwin, oppure in Country Pie di Dylan che il gruppo, sull'album Five Bridges, fonde in un mash-up al tema iniziale del Concerto brandeburghese n.6 di Bach.

FormazioneModifica

Ultima

Altri componenti

  • Davy O'List - chitarra, tromba, flauto, voce (maggio 1967 - ottobre 1968)
  • Ian Hague - batteria (solo dal vivo, maggio-agosto 1967)

DiscografiaModifica

Album in studio

* Registrati metà in studio, metà dal vivo.

Live

** Un solo brano registrato in studio.

Raccolte
  • 1972 - Autumn '67 - Spring '68 (antologia)
  • 2001 - The Swedish Radio Sessions (registrazioni live presso la radio svedese nel 1967, Bob Dylan in "She belongs to me")
  • 2002 - BBC Sessions (dal vivo con inediti e rarità)

Singoli (Regno Unito)

  • 1968 The Thoughts of Emerlist Davjack / Azrial (Angel of Death)
  • 1968 America (2nd Amendment) / Diamond Hard Blue Apples of the Moon
  • 1968 Brandeburger / Happy Freuds

NoteModifica

  1. ^ a b Hanson, p. 36.
  2. ^ a b Hanson, pp. 205-212.
  3. ^ a b Hanson, p. 218.
  4. ^ a b Hanson, p. 224.
  5. ^ Hanson, Martyn, The story of The Nice, Revised edition, ISBN 9781905792610, OCLC 930767369. 4ª di copertina.
  6. ^ a b c Hanson, p. 260.
  7. ^ Dodd, p. 63.
  8. ^ (EN) The First Cut is the Deepest - Official Charts Company, su www.officialcharts.com. URL consultato il 2 agosto 2019.
  9. ^ Hanson, pp. 28, 36-37.
  10. ^ Hanson, pp. 37-38.
  11. ^ Hanson, pp. 39-40.
  12. ^ Hanson, p. 37.
  13. ^ Hanson, p. 40.
  14. ^ Hanson, pp. 41-43.
  15. ^ Hanson, p. 43.
  16. ^ Hanson, p. 360.
  17. ^ Hope Brothers, su www.facebook.com. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  18. ^ Hanson, p. 52-54
  19. ^ Hanson, p. 54.
  20. ^ Hanson, p. 44.
  21. ^ Hanson, p. 55.
  22. ^ The Jimi Hendrix Experience/The Move/Pink Floyd/The Nice/Amen Corner/Eire Apparent Package Tour, su JHE 2nd UK Tour November-December 1967. URL consultato il 27 luglio 2019.
  23. ^ Mason, Nick,, Inside out : a personal history of Pink Floyd, p. 98, ISBN 0811848248, OCLC 58481577. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  24. ^ Hanson, p. 57.
  25. ^ Hanson, p. 56.
  26. ^ Hanson, pp. 69-72.
  27. ^ Hanson, p. 74.
  28. ^ Hanson, p. 76.
  29. ^ Hanson, p. 77.
  30. ^ a b Hanson, p. 86.
  31. ^ NICE | full Official Chart History | Official Charts Company, su www.officialcharts.com. URL consultato il 4 agosto 2019.
  32. ^ Hanson, pp. 80-81, 83.
  33. ^ Hanson, pp. 88-89.
  34. ^ Hanson, p. 91.
  35. ^ Hanson, pp. 92, 259.
  36. ^ (EN) History, su Davy O'List, 20 maggio 2015. URL consultato il 27 ottobre 2019.
  37. ^ Hanson, p. 95.
  38. ^ Hanson, p. 94-95.
  39. ^ Hanson, pp. 115-116.
  40. ^ Hanson, pp. 125-130.
  41. ^ Hanson, pp. 137-138.
  42. ^ Smith, Sid, In the court of King Crimson, Helter Skelter, 2001, ISBN 1900924269, OCLC 47118764. URL consultato il 22 luglio 2019.
  43. ^ Hanson, p. 156.
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BibliografiaModifica

  • (EN) Martyn Hanson, Hang on to a Dream - The Story of The Nice, Helter Skelter Publishing, 2002, ISBN 978-1-905792-61-0.
  • Philip Dodd (a cura di) e Genesis, Genesis - Revelations, De Agostini, 2007, ISBN 978-88-418-4164-8.
  • Nick Logan e Bob Woffinden, Enciclopedia del rock, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1977.

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