The Nice

gruppo musicale inglese
The Nice
Nice 1970.JPG
The Nice in concerto ad Amburgo nel 1970
Paese d'origineInghilterra Inghilterra
GenereArt rock
Rock progressivo
Periodo di attività musicale1967 – 1970
2002 – 2003
EtichettaImmediate Records
Charisma Records
Castle Music
Sanctuary
Album pubblicati8
Studio4
Live3
Raccolte2

The Nice (IPA: [ðə ˈnaɪs]) sono stati un gruppo musicale britannico.

Nacquero nel maggio 1967 per iniziativa del tastierista Keith Emerson (1944-2016) come band di accompagnamento della cantante soul statunitense P. P. Arnold con il bassista Keith "Lee" Jackson (1943), il chitarrista David "Davy" O'List (1948) e il batterista Ian Hague (1944-2014); tre mesi dopo, il gruppo si separò dalla Arnold e intraprese una carriera autonoma; più o meno nello stesso periodo a Hague subentrò Brian Davison (1942-2008).[1] Davy O'List invece fu allontanato nell'ottobre 1968 e gli altri rimasero un trio fino al loro scioglimento, avvenuto nel marzo 1970.[1]

Nel periodo di effettiva attività il gruppo incise tre long playing e alcuni singoli, tutti pubblicati tra il 1968 e il 1969; altri due album, in gran parte contenenti materiale registrato dal vivo, uscirono postumi nel 1970 e nel 1971.[2] Emerson nel frattempo formò il trio Emerson, Lake & Palmer, mentre Davison e Jackson fondarono rispettivamente i gruppi Brian Davison's Every Which Way e Jackson Heights, per poi ritrovarsi insieme nei Refugee e infine abbandonare entrambi il mercato discografico a partire dalla metà degli anni settanta.[3][4][5] I tre si riunirono occasionalmente nel 2002 e nel 2003, per due brevi tournée del Regno Unito dalla prima delle quali fu tratto un nuovo album dal vivo.[6]

Il repertorio dei Nice era caratterizzato dalla fusione di diversi generi musicali come beat, rock psichedelico, jazz e blues, applicata sia a brani originali che a cover, standard jazz e riletture in chiave moderna di brani di musica classica; è ritenuto uno dei primi esempi di progressive rock.[7] Nonostante una carriera relativamente breve e non accompagnata da grosso successo commerciale,[8] riuscirono a guadagnarsi una buona reputazione nell'ambiente musicale britannico della fine degli anni sessanta e influenzarono in parte lo stile di gruppi emersi nel decennio seguente come Yes[8] e Genesis,[9] oltre a preparare la strada all'affermazione definitiva di Emerson con Emerson, Lake & Palmer; d’altro canto, proprio la notorietà raggiunta in seguito dal tastierista ha portato alla riscoperta postuma della produzione dei Nice da parte di un pubblico molto più vasto rispetto all'epoca in cui il gruppo era attivo.[8]

Storia del gruppoModifica

1967: da P. P. Arnold al debutto discograficoModifica

Nel maggio del 1967, Keith Emerson era da poco uscito dal gruppo di rhythm and blues The V.I.P.'s quando fu contattato da P. P. Arnold, il cui 45 giri The First Cut Is the Deepest era appena entrato nella Official Singles Chart.[10] La cantante aveva solo quattro giorni di tempo per trovare musicisti che l'accompagnassero in una tournée del Regno Unito e il suo autista le aveva consigliato di rivolgersi a Emerson.[1] Il tastierista si impegnò a formare per lei una band a condizione di avere metà concerto per sé e la Arnold accettò volentieri, poiché ciò le risolveva automaticamente anche il problema di reperire un gruppo spalla.[1]

 
P. P. Arnold nel 1967.

Emerson coinvolse perciò il bassista Lee Jackson, con cui divideva un appartamento a Londra e col quale aveva già suonato in Gary Farr and the T-Bones, quindi inserì nel gruppo Ian Hague, già batterista di Chris Farlowe.[1] A suggerire Davy O'List fu invece Chris Welch, giornalista del Melody Maker che lo aveva notato con The Attack nel brano Any More than I Do, del quale il chitarrista era anche coautore.[11] I quattro misero in piedi il repertorio presso il White Hart Inn di Acton e provarono soltanto una volta assieme a P. P. Arnold prima di partire con lei in tournée.[12]

Il nome del gruppo nacque lungo il tragitto per il primo concerto; la cantante, citando il comico Richard Buckley che in un monologo chiamava Gesù «the Nazz» («il Nazareno»), propose P. P. Arnold and the Nazz ma, a causa del suo accento e del fatto che il termine «Nazz» era noto solo negli Stati Uniti, tutti i presenti capirono «nice»; l'equivoco fu chiarito soltanto giorni dopo, quando ormai il nome aveva preso piede al punto da figurare già in cartellone per alcune date future.[13] Emerson anni dopo dichiarò che tale scelta non lo convinse mai particolarmente, tanto che all'epoca si divertiva a storpiare il nome in modi canzonatori come: B.B. Armpit and the Mice («B.B. Ascella e i Topolini»).[13]

The Nice, nella loro metà di spettacolo, in un primo momento proposero arrangiamenti di brani altrui, come il tema di Ennio Morricone dal film Per un pugno di dollari, She Belongs to Me di Bob Dylan, Billy's Bag di Billy Preston e, dopo l'uscita di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles (1º giugno), anche A Day in the Life;[14] nella seconda parte, il gruppo accompagnava P. P. Arnold nel suo tipico repertorio soul composto da brani come Respect di Aretha Franklin, Sweet Soul Music di Arthur Conley e, ovviamente, il singolo di recente pubblicazione.[15]

Col passare del tempo, i quattro aggiunsero alla scaletta materiale originale e cominciarono ad attirare l'attenzione di pubblico e critica come gruppo a sé stante; decisiva in tal senso fu l'esibizione del 12 agosto a Windsor, al "7th National Jazz and Blues Festival":[16] su idea del manager Andrew Loog Oldham, infatti, i Nice eseguirono il loro set di apertura su un palcoscenico a parte, allestito in un tendone; il concerto, accompagnato da effetti come fumogeni e piccoli fuochi d'artificio, rubò la scena al palco centrale radunando nella tenda un folto pubblico tra cui Chris Welch, che riportò poi l'evento sul Melody Maker e ben presto divenne un convinto sostenitore del gruppo.[17] Stando al racconto del roadie Barrington "Bazz" Ward, la serata fu anche segnata dal fatto che, quando più tardi P. P. Arnold and The Nice si esibirono sul palcoscenico principale, Ian Hague era ubriaco e subito dopo ebbe un alterco con un poliziotto: tale atteggiamento del batterista non era visto di buon occhio dal resto del gruppo e perciò Emerson, pochi giorni dopo, si occupò personalmente di licenziarlo.[18] Hague proseguì la sua carriera sino al 1970, quando dovette sospenderla per gravi lesioni riportate in un incidente d'auto durante una tournée con il cantante rhythm and blues J. J. Jackson;[19] morì a Cambridge il 12 gennaio 2014, all'età di 70 anni.[20]

Per il rimpiazzo del batterista, fu di nuovo Chris Welch a venire in aiuto a The Nice raccomandando loro Brian Davison, proveniente dai disciolti Mark Leeman Five; il primo impegno della nuova formazione fu registrare tre brani, prodotti da Mick Jagger, del primo album in studio della Arnold; tuttavia Jagger, evidentemente non del tutto soddisfatto della prova di Davison, decise di affidare le parti definitive di batteria all'allora turnista Jon Hiseman, evenienza che il nuovo arrivato nel gruppo visse all'epoca come un'umiliazione, pur riconoscendo in seguito di non essere mai riuscito a entrare in sintonia con il repertorio della cantante.[21]

L'ultimo concerto di P. P. Arnold and The Nice – l'unico in assoluto con Davison alla batteria – si tenne al Flamingo Club di Londra il 28 agosto 1967: subito dopo infatti la cantante rientrò negli Stati Uniti poiché era scaduto il suo visto d'ingresso.[22] L'artista rimase via solo poche settimane per poi stabilirsi definitivamente a Londra, ma nel frattempo Andrew Loog Oldham offrì a The Nice un contratto discografico con la sua Immediate Records.[22] Anni dopo la Arnold ironizzò sulla vicenda dichiarando che Oldham le aveva «soffiato il gruppo» ma aggiunse che i suoi rapporti con gli altri restarono sempre ottimi, anche dopo il distacco.[23] I quattro tennero il loro primo concerto intero senza di lei il 1º settembre, al Big C Club di Farnborough.[24]

Dal 14 novembre al 5 dicembre il gruppo partecipò a una tournée collettiva del Regno Unito assieme a The Jimi Hendrix Experience, Pink Floyd, The Move, Eire Apparent, The Outer Limits, Amen Corner e Pete Drummond.[25] In alcuni concerti, Davy O'List suonò anche con i Pink Floyd al posto del loro chitarrista/cantante Syd Barrett, talvolta assente imprevisto poiché reso psichicamente instabile dall'abuso di LSD:[26] Lee Jackson in seguito raccontò che praticamente nessuno fra il pubblico si accorse della sostituzione in quanto O'List era vestito come Barrett, i Pink Floyd si esibivano in penombra e nei quindici minuti a loro riservati eseguivano solo brani strumentali.[27] Uno dei roadie di Jimi Hendrix in questo tour era Ian "Lemmy" Kilmister, divenuto celebre più tardi come leader dei Motörhead: questi notò che Emerson nei concerti conficcava coltelli fra i tasti del suo organo Hammond, per tenerli abbassati e generare note continue, per poi produrre effetti sonori scuotendo lo strumento o agendo sull'interruttore d'alimentazione; collezionista di anticaglie del nazismo, Lemmy donò a Emerson un pugnale della gioventù hitleriana, che il tastierista avrebbe continuato a usare nel suo numero di scena per diversi anni, e motivò il suo regalo dicendogli: «Se devi usare un coltello, usane uno vero».[28]

Fra una data e l'altra della tournée, i Nice trovarono il tempo di produrre il loro primo album presso gli Olympic Studios di Barnes a Londra, con Glyn Johns come ingegnere del suono:[29] The Thoughts of Emerlist Davjack, nel cui titolo si celavano parzialmente i cognomi dei quattro, fondeva rock, jazz, beat, psichedelia e musica classica, come ad esempio nel brano Rondo, rilettura rock di oltre otto minuti del brano jazz Blue Rondo à la Turk (1959) del Dave Brubeck Quartet, in cui Emerson inserì una citazione dalla Toccata e fuga in Re minore di Bach.[29] Il disco fu pubblicato il 1º marzo dell'anno seguente.[29]

 Lo stesso argomento in dettaglio: The Thoughts of Emerlist Davjack.

1968: da America alla formazione a treModifica

Nel febbraio del 1968 il gruppo si recò per la prima volta in tournée negli Stati Uniti, grazie a un accordo tra Oldham e la CBS la quale, in cambio, inviò Blood Sweat & Tears nel Regno Unito; giunti a Hollywood dopo alcune date a New York, i quattro visitarono il locale Whisky a Go Go dove avrebbero suonato più volte nei giorni seguenti; qui Davy O'List fu visto in compagnia di David Crosby, noto fra l'altro nell'ambiente per il malvezzo di "correggere" di nascosto le bevande altrui con LSD, cosa che con ogni probabilità fece anche quella sera con il chitarrista dei Nice: stando infatti aile testimonianze dei tre colleghi e dell'entourage, l'episodio segnò per O'List l'inizio di un'evidente instabilità psichica che, nel giro di alcuni mesi, avrebbe portato al suo allontanamento dal gruppo.[30]

In aprile i quattro registrarono in studio una rilettura strumentale della canzone America dal musical West Side Story (1957) di Leonard Bernstein: Il brano all'epoca uscì soltanto come 45 giri e fu l'unico singolo dei Nice a entrare nella classifica britannica, dove si spinse fino al 21º posto.[31]

 Lo stesso argomento in dettaglio: America (2nd Amendment).

Il 26 giugno 1968 il gruppo si esibì alla Royal Albert Hall di Londra, in occasione di un evento contro l'apartheid dal titolo Come Back Africa al quale parteciparono anche artisti statunitensi come Marlon Brando e Sammy Davis Jr; violando precedenti accordi con l'organizzatore, Emerson proprio durante l'esecuzione di America tracciò con vernice spray una bandiera statunitense stilizzata su una tela posta al centro del palco, cui poi dette fuoco; a causa di ciò il gruppo fu bandito per sempre dal prestigioso teatro e, per quasi un anno, si vide negare i visti d'ingresso per gli Stati Uniti; lo stesso Leonard Bernstein dichiarò che i Nice avevano stravolto il suo brano in senso antiamericano e per diverso tempo si oppose alla pubblicazione oltreoceano del loro singolo.[32]

 
David "Davy" O'List.

In questo periodo, i Nice decisero di separare la casa discografica dal management e, per quest'ultimo, sostituirono Oldham con l'ex giornalista sportivo Tony Stratton–Smith, più tardi noto per aver fondato e diretto la Charisma Records.[33] Nel frattempo i rapporti fra Davy O'List e il resto della band si andavano deteriorando a causa del comportamento sempre più imprevedibile del chitarrista: l'assunzione di stupefacenti lo aveva reso inaffidabile al punto di dimenticare di presentarsi ad alcuni concerti, suonare a volume assordante, rompere spesso le corde della chitarra, sbagliare le parti e, fuori dal palco, dare segni di paranoia; la crisi raggiunse il culmine il 29 settembre 1968 alle Farfield Halls di Croydon: in pieno concerto, O'List sferrò un pugno in faccia al roadie "Bazz" Ward, accorso poco prima a risolvere un problema alla batteria, e motivò poi l'aggressione sostenendo che "Bazz" e Brian Davison stavano «tramando contro di lui».[34] Il giorno dopo gli altri tre si riunirono e decisero di cacciarlo; il 2 ottobre, a Bournemouth, The Nice si esibirono per l'ultima volta come quartetto: a fine serata Stratton-Smith licenziò formalmente il chitarrista alla presenza di tutti gli altri membri del gruppo, che avevano insistito per esserci a rimarcare l'unanimità della decisione.[35]

Lo stesso O'List anni dopo raccontò che, dopo l'uscita dai Nice, affrontò una grave depressione che lo costrinse anche a periodici ricoveri in ospedale; in quel periodo svolse lavori occasionali in bar, ristoranti e in fabbrica, alternandoli a brevi collaborazioni musicali: nel 1969 provò per pochi giorni con i Jethro Tull, nel 1971 si unì per qualche mese ai Roxy Music che poi lo sostituirono con Phil Manzanera e nel 1974 suonò su un album in studio di Bryan Ferry, per poi fondare il gruppo glam rock dei Jet, scioltosi nel 1976.[36] Dopo lunga assenza dalle scene, il chitarrista tornò occasionalmente a esibirsi dal vivo e pubblicò due album come solista.[37] In merito all'esperienza con The Nice, in rare interviste fornì versioni poi smentite da tutti gli altri diretti interessati – in particolare negando l'uso di droghe – ed espresse il suo risentimento sia verso gli ex compagni di gruppo che per Stratton-Smith, spiegando la propria uscita come null'altro che l'effetto di una "lotta di potere" con Emerson, terminata a suo sfavore – secondo lui – anche a causa dell'intromissione del manager.[36]

Dapprima i tre membri rimasti cercarono un sostituto – anche Steve Howe, futuro chitarrista degli Yes, provò con loro una volta ma poi cambiò idea – quindi Emerson tentò egli stesso di eseguire dal vivo alcune parti di chitarra ma desistette dopo un solo concerto, infine il gruppo decise di restare un trio e nell'ottobre 1968 registrò nuovo materiale presso gli studi Pye e Wessex di Londra.[38] Il risultato, pubblicato a novembre, fu l'album Ars Longa Vita Brevis, realizzato in parte con l'ausilio di un'orchestra e con il lato B interamente occupato dall'omonima suite, scritta quasi interamente prima della partenza di O'List e arricchita in studio da un tema tratto dal primo movimento del Concerto brandeburghese n.3 di Bach; da allora in poi la fusione tra musica classica e pop, su quest'album rappresentata anche dal brano Intermezzo dalla suite Karelia di Jean Sibelius, avrebbe caratterizzato la produzione del gruppo in maniera più significativa che in precedenza.[39]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ars Longa Vita Brevis.

1969–1970: l'album Nice, lo scioglimento e i dischi postumiModifica

Con l'incidente alla Royal Albert Hall ormai definitivamente alle spalle, nel marzo del 1969 The Nice poterono finalmente tornare negli Stati Uniti ove rimasero per circa tre mesi; alcune esibizioni di questo periodo furono registrate e parte di esse sarebbero in seguito finite anche su disco.[40] L'incessante attività concertistica proseguì in Europa; il 10 agosto, al 9th National Jazz and Blues Festival svoltosi a Plumpton nel Sussex, il gruppo si esibì assieme a un'orchestra diretta da Joseph Eger più alcuni suonatori di cornamusa; il concerto non passò inosservato e il Melody Maker a riguardo titolò: «The Who e The Nice conquistano il Plumpton Festival».[41]

Nel frattempo, i tre registrarono presso i Trident Studios di Londra quattro brani che avrebbero costituito il lato A del loro terzo album; per il lato B furono scelte due lunghe tracce registrate dal vivo in aprile al Fillmore East di New York; l'album, intitolato semplicemente Nice in Europa e Everything as Nice as Mother Makes It negli Stati Uniti, uscì a settembre del 1969 e fu l'ultimo inciso dal gruppo per la Immediate, nonché l'ultimo pubblicato prima dello scioglimento.[42]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nice (The Nice).

Nell'ottobre 1969 il direttore del Newcastle Arts Festival commissionò a The Nice un brano ispirato a Newcastle upon Tyne, città natale di Lee Jackson; Emerson ne compose le musiche con l'aiuto di Joseph Eger per l'orchestrazione e Jackson scrisse testi dedicati ai cinque ponti sul fiume Tyne e allo stadio di calcio di St. James's Park; l'opera, dal titolo The Five Bridges Suite, fu eseguita in prima assoluta dal solo trio alla City Hall di Newcastle il 10 ottobre e una settimana dopo alle Fairfield Halls di Croydon assieme all'orchestra "Sinfonia of London" diretta dallo stesso Eger: questo concerto, comprendente anche altri brani arrangiati per orchestra, fu integralmente registrato e parte di esso vide la luce in seguito sull'album Five Bridges, pubblicato postumo nel giugno 1970.[43]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Five Bridges.

Intanto Emerson col passare del tempo era sempre meno soddisfatto del rendimento di Jackson, soprattutto alla voce, e perciò si era messo segretamente in cerca di un nuovo bassista cantante: a tale scopo aveva già interpellato invano Chris Squire degli Yes e Jack Bruce, quando Stratton-Smith – evidentemente da lui stesso interpellato – gli suggerì Greg Lake che con i King Crimson aveva aperto il concerto di Five Bridges a Croydon; non è chiaro tuttavia se già allora vi furono contatti tra Emerson e Lake.[44] I due si incrociarono nuovamente a San Francisco il 12 dicembre 1969, quando The Nice e King Crimson condivisero il palco del Fillmore West di Bill Graham: fu allora che il tastierista, dopo il concerto, propose a Lake la collaborazione; poiché all'epoca i King Crimson rischiavano di sciogliersi a seguito dell'abbandono di Mike Giles e Ian McDonald, il bassista cantante si riservò di confermare entro breve la propria disponibilità.[45]

È probabile che in un primo momento Emerson intendesse mantenere nel gruppo Brian Davison: il batterista infatti seppe dell'imminente scioglimento dei Nice solo a febbraio del 1970 – un mese dopo Jackson – e anni dopo rivelò di aver anch'egli incontrato Lake e di aver capito da subito che non ne avrebbe tollerato l'«atteggiamento da superstar», il che confermerebbe i piani iniziali.[46] Lake dal canto suo raccontò che pose anche la condizione di non essere soltanto il rimpiazzo di Jackson in The Nice ma che si desse vita a un progetto del tutto nuovo sia nel repertorio che, soprattutto, nella parità decisionale.[47] Alla luce di tali eventi, i Nice avevano ormai i mesi contati; al tutto si aggiunse, con l'arrivo del 1970, il fallimento della Immediate Records: i tre in seguito dichiararono di non aver mai ricevuto royalties da Oldham per nessuno dei dischi incisi con l'etichetta e che in tre anni di attività l'unica loro fonte di reddito fu esibirsi dal vivo quasi senza sosta, salvo il tempo trascorso in studio di registrazione.[48]

Il gruppo concluse un'ultima tournée a Berlino il 30 marzo dopodiché per alcuni mesi lo scioglimento rimase coperto da riserbo, fatta eccezione per la stretta cerchia di collaboratori.[49] La neonata Charisma Records di Stratton-Smith acquisì materiale rimasto ancora inedito, costituito per buona parte da registrazioni dal vivo effettuate nell'ultimo anno di attività; oltre al già citato Five Bridges, l'etichetta nel 1971 ne avrebbe tratto l'album Elegy.[49]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elegy (Nice).

Nel giugno 1970, Emerson e Lake conobbero Carl Palmer con cui diedero vita al trio Emerson, Lake & Palmer, destinato a un discreto successo internazionale durante tutti gli anni settanta e riunitosi più volte anche in seguito.[50] Davison e Jackson intanto fondarono rispettivamente i gruppi Brian Davison's Every Which Way e Jackson Heights per poi ritrovarsi assieme, nel 1974, nel trio Refugee con il tastierista Patrick Moraz per un solo album, poco dopo la pubblicazione del quale Moraz si unì agli Yes.[3] In seguito Davison, dopo una breve militanza nei Gong (1975),[51] si dedicò all'insegnamento della musica presso un college[4] mentre Jackson si trasferì a Los Angeles per circa vent'anni e, al suo rientro nel Regno Unito, tornò alle proprie radici musicali esibendosi occasionalmente con gruppi blues rock del circuito indipendente.[5]

La reunion del 2002-2003Modifica

Nel 2002 i Nice si riunirono in occasione del 35º anniversario della loro fondazione con quattro concerti nel Regno Unito, dal 2 al 6 ottobre: lo spettacolo vedeva nella prima parte il trio impegnato nel proprio repertorio e nella seconda Emerson eseguire composizioni per pianoforte solo e brani di Emerson, Lake & Palmer con la Keith Emerson Band; dal concerto del 4 ottobre 2002 alla Royal Concert Hall di Glasgow venne tratto l'album Vivacitas - Live at Glasgow 2002, pubblicato il 16 settembre 2003.[52]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Vivacitas.

Subito dopo l'uscita dell'album fu organizzata una nuova tournée in dieci date che manteneva la formula del doppio spettacolo dell'anno prima.[53] La tappa conclusiva del tour al Colosseum di Watford, il 23 ottobre 2003, divenne di fatto l'ultima esibizione in assoluto dei Nice:[53] Brian Davison sarebbe morto nel 2008[54] e Keith Emerson nel 2016.[55]

Stile musicaleModifica

I Nice si collocano nella scena musicale inglese di fine anni sessanta del XX secolo. La formazione musicale e il virtuosismo del tastierista Keith Emerson conferirono al gruppo – specie dopo l'uscita del chitarrista Davy O'List – un sound in cui l'organo Hammond sostituiva la chitarra come strumento preminente, senza rinunciare all'aggressività tipica del rock;[56] tutti i membri del gruppo, grazie all'esperienza pregressa in formazioni di vari generi musicali, contribuirono a creare uno stile che fondeva con originalità rock, musica classica, psichedelia, jazz e blues e che in seguito sarebbe stato indicato come uno dei primi esempi di progressive rock.[57][58] La formula del trio incentrato sulle tastiere venne poi ripresa da Emerson, Lake & Palmer e da Davison e Jackson nei Refugee, assieme a Patrick Moraz.[3]

Altro elemento tipico del repertorio dei Nice fu la rilettura di brani di autori classici come Bach, Sibelius e Dvořák o contemporanei come Leonard Bernstein, nei quali il gruppo inseriva variazioni o improvvisazioni in stile jazz e blues psichedelico.[59] Un'analoga contaminazione avvenne anche su cover di cantautori come Tim Hardin e Bob Dylan,[58] ad esempio nel brano di Hardin Hang On to a Dream, che nella versione dal vivo inclusa nell'album Elegy contiene una citazione in chiave jazz dell'aria Summertime dall'opera Porgy and Bess di George Gershwin, oppure in Country Pie di Dylan che il gruppo, sull'album Five Bridges, fonde in un mash–up al tema iniziale del Concerto brandeburghese n.6 di Bach.[43]

FormazioneModifica

Ultima

Altri componenti

DiscografiaModifica

Album in studio

* Registrati per metà dal vivo.

Album dal vivo

** Include una traccia registrata in studio.

Raccolte

Singoli (Regno Unito)

  • 1968 – The Thoughts of Emerlist Davjack / Azrial (Angel of Death)
  • 1968 – America (2nd Amendment) / The Diamond–Hard Blue Apples of the Moon
  • 1968 – Brandeburger / Happy Freuds

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Hanson, p. 36.
  2. ^ Hanson, p. 263.
  3. ^ a b c Hanson, pp. 205-212.
  4. ^ a b Hanson, p. 218.
  5. ^ a b Hanson, p. 224.
  6. ^ Hanson, pp. 232-244.
  7. ^ Hanson, IV di copertina.
  8. ^ a b c Hanson, p. 260.
  9. ^ Dodd, p. 63.
  10. ^ (EN) The First Cut is the Deepest, su www.officialcharts.com. URL consultato il 2 agosto 2019.
  11. ^ Hanson, pp. 28, 36-37.
  12. ^ Hanson, pp. 37-38.
  13. ^ a b Hanson, pp. 39-40.
  14. ^ Hanson, p. 37.
  15. ^ Hanson, p. 40.
  16. ^ 1967 Windsor festival . National Jazz and blues festival., su www.ukrockfestivals.com. URL consultato il 19 settembre 2020.
  17. ^ Hanson, pp. 41-43.
  18. ^ Hanson, p. 43.
  19. ^ Hanson, p. 360.
  20. ^ Hope Brothers, su www.facebook.com. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  21. ^ Hanson, p. 52-54.
  22. ^ a b Hanson, p. 54.
  23. ^ Hanson, p. 44.
  24. ^ Hanson, p. 55.
  25. ^ Hendrix Package Tour, su JHE 2nd UK Tour November-December 1967. URL consultato il 27 luglio 2019.
  26. ^ Mason, Nick,, Inside out : a personal history of Pink Floyd, p. 98, ISBN 0811848248, OCLC 58481577. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  27. ^ Hanson, p. 57.
  28. ^ Hanson, p. 56.
  29. ^ a b c Hanson, pp. 60-67.
  30. ^ Hanson, pp. 69-72.
  31. ^ NICE | full Official Chart History, su www.officialcharts.com. URL consultato il 7 marzo 2020.
  32. ^ Hanson, pp. 80-81, 83.
  33. ^ Hanson, p. 74.
  34. ^ Hanson, pp. 88-89.
  35. ^ Hanson, p. 91.
  36. ^ a b Hanson, pp. 92, 259.
  37. ^ (EN) History, su Davy O'List, 20 maggio 2015. URL consultato il 27 ottobre 2019.
  38. ^ Hanson, p. 95.
  39. ^ Hanson, p. 94-95.
  40. ^ Hanson, pp. 103-110.
  41. ^ Hanson, pp. 115-116.
  42. ^ Hanson, pp. 111-120.
  43. ^ a b Hanson, pp. 125-130.
  44. ^ Hanson, pp. 137-138.
  45. ^ Smith, Sid, In the court of King Crimson, Helter Skelter, 2001, ISBN 1900924269, OCLC 47118764. URL consultato il 22 luglio 2019.
  46. ^ Hanson, p. 156.
  47. ^ Lake, Greg, 1947-2016,, Lucky man : the autobiography, ISBN 9781472126481, OCLC 999620896. URL consultato il 22 luglio 2019.
  48. ^ Hanson, pp. 149-150.
  49. ^ a b Hanson, p. 155.
  50. ^ Goldmine Magazine Interview, su ladiesofthelake.com. URL consultato il 31 gennaio 2020.
  51. ^ Gong - You volume two, su Discogs. URL consultato il 21 settembre 2019.
  52. ^ Keith Emerson And The Nice - Vivacitas - Live At Glasgow 2002, su Discogs. URL consultato il 22 agosto 2019.
  53. ^ a b ROCK REVIEW : Keith Emerson / The Nice news, su s159645853.websitehome.co.uk. URL consultato il 2 ottobre 2019.
  54. ^ Perfect Sound Forever: RIP Brian Davison of the Nice, su www.furious.com. URL consultato il 4 ottobre 2019.
  55. ^ Morto Keith Emerson, Colpo alla testa “è suicidio”, tgcom24, 11 marzo 2016. URL consultato il 20 agosto 2016.
  56. ^ (EN) Jim Allen, How Keith Emerson Changed the World, ultimate classic rock. URL consultato il 19 agosto 2016.
  57. ^ (EN) The Nice, Prog Archives. URL consultato il 19 agosto 2016.
  58. ^ a b (EN) Keith Emerson obituary, The Guardian, 13 marzo 2016. URL consultato il 19 agosto 2016.
  59. ^ (EN) Bruce Eder, The Nice, Allmusic. URL consultato il 19 agosto 2016.

BibliografiaModifica

  • (EN) Martyn Hanson, Hang on to a Dream - The Story of The Nice, Helter Skelter Publishing, 2002, ISBN 978-1-905792-61-0.
  • Philip Dodd (a cura di) e Genesis, Genesis - Revelations, De Agostini, 2007, ISBN 978-88-418-4164-8.
  • Nick Logan e Bob Woffinden, Enciclopedia del rock, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1977.

Voci correlateModifica

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