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Thráin II
Thrain.png
Antony Sher interpreta Thráin II da anziano nell'adattamento cinematografico di Peter Jackson
UniversoArda
Lingua orig.Inglese
AutoreJ. R. R. Tolkien
Interpretato da
Voce italianaSaverio Moriones
SpecieNano
SessoMaschio
EtniaPopolo di Durin
Data di nascita2644 T.E.
ProfessioneRe sotto la Montagna, Re dei Lungobarbi

Thráin II[1] (2644 T.E. - 2850 T.E.) è un personaggio minore di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. Viene menzionato ne Lo Hobbit[2], nelle appendici de Il Signore degli Anelli e nei Racconti incompiuti.

All'interno del corpus dello scrittore, Thráin II è un Re dei Nani della stirpe dei Lungobarbi, oltre che il figlio di Thrór e il padre del più noto Thorin Scudodiquercia, uno dei protagonisti de Lo Hobbit. La sua figura è minima nei romanzi scritti da Tolkien, ma nei Racconti incompiuti si scopre avere un ruolo chiave all'interno dell'intreccio narrativo che porterà suo figlio Thorin a reclamare il trono di Erebor.[3]

Il suo nome deriva da Þráinn, un famoso nano della mitologia norrena.[4]

BiografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Il Signore degli Anelli e Racconti incompiuti.

Figlio di Thrór, Re sotto la Montagna, Thráin succedette al padre dopo la conquista di Erebor da parte del malvagio Drago Smaug. Suo padre gli lasciò in dono l'ultimo dei Sette Anelli dei Nani e partì alla volta di Moria, dove però fu ucciso da Azog. Thráin, dopo aver saputo della morte del genitore, spronò i suoi confratelli a combattere gli orchi. La battaglia che ne seguì fu la Battaglia di Azanulbizar, vinta dai nani con moltissime perdite e che costò a Thráin la perdita di un occhio e una ferita alla gamba. Dopo questa battaglia, il re dei nani decise di non metter più piede a Moria e di stabilirsi con il figlio ed i resti del suo popolo ad Est delle Montagne Azzurre.

L'Unico Anello, che aveva il potere di controllare tutti gli altri Anelli del Potere e i suoi portatori, riuscì a controllare l'ultimo dei Sette Anelli dei Nani e, quindi, a sottomettere il povero Thráin. Diventato insofferente e insoddisfatto a causa dell'Unico, Thráin decise di ritornare a Erebor con un gruppo di compagni. La compagnia si accampò sotto le fronde del Bosco Atro, ma qui Thráin venne catturato e condotto al cospetto di Sauron, insediatosi nella fortezza di Dol Guldur, che lo fece torturare e lo depredò del suo anello. Thráin fu lasciato a morire nei sotterranei della fortezza, ma rimase in vita giusto in tempo per incontrare Gandalf, recatosi in missione a Dol Guldur per scoprire quale forza maligna fosse in azione in quel luogo (il Negromante, cioè Sauron).

Thráin, ormai impazzito, non ricordava né il suo nome e né quello del figlio e Gandalf non capì subito che si trovava davanti al figlio di Thrór. Il Nano, prossimo alla morte, diede a Gandalf la mappa di Erebor, pregandolo di consegnarla al figlio Thorin. Solo più tardi Gandalf, grazie ad un casuale incontro con Thorin a Brea, capirà l'identità del nano che aveva incontrato nei sotterranei di Dol Guldur.[3][5]

AdattamentiModifica

Nella trilogia cinematografica de Lo Hobbit diretta da Peter Jackson, il ruolo di Thráin è interpretato da giovane da due attori neozelandesi, Michael Mizrahi e Thomas Robins, nel primo film: Mizrahi lo interpreta nelle prime scene del prologo[6], mentre Thomas Robins (già interprete dello Hobbit Déagol ne Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re), interpreta il nano sempre nelle scene iniziali mostrate nel prologo del primo film, più precisamente nelle sequenze dell'attacco del drago Smaug ad Erebor.

L'attore britannico Antony Sher interpreta invece Thráin a mezza età nei flashback della Battaglia di Azanulbizar e da anziano nella trama di Dol Guldur: queste scene sono presenti però solo nella versione estesa del secondo film. Thráin consegna la chiave di Durin e la mappa di Erebor a Gandalf prima della Battaglia di Moria, in cui, dopo la morte di suo padre Thrór, viene sconfitto anch'egli da Azog, che gli taglia in battaglia il dito che portava l'ultimo dei Sette Anelli e lo tortura imprigionandolo nella fortezza, dove verrà trovato da Gandalf e ucciso dal Negromante durante lo scontro tra il mago e il signore oscuro (questo avviene simultaneamente ai fatti della cerca di Erebor, e non novant'anni prima).

Nella versione cinematografica del secondo film il personaggio è completamente assente e viene solo menzionato da Thorin e dato per disperso dopo la Battaglia di Moria[7]. In origine, quando i film de Lo Hobbit dovevano essere solo due, le scene con Thráin a Dol Guldur dovevano essere nella versione cinematografica del primo film[8]. Jackson, in seguito, decise di realizzare una trilogia e decise di inserire queste scene nella versione estesa de Lo Hobbit - La desolazione di Smaug, poiché seppur di rilievo la sottotrama dedicata al padre di Thorin avrebbe rallentato la trama principale. Alcune sequenze dello scontro tra Gandalf e Thráin a Dol Goldur appaiono nel trailer cinematografico del secondo film.

VideogiochiModifica

Thráin compare in Guardians of Middle-Earth armato di un martello da cui scaturisce energia blu.

NoteModifica

  1. ^ In quanto secondo di tale dinastia a portare quel nome (vedi Nani della Terra di Mezzo).
  2. ^ J.R.R. Tolkien, Capitolo 1 - Una riunione inaspettata.
  3. ^ a b J.R.R. Tolkien, Racconti incompiut, pp. 429-430.
  4. ^ John D. Rateliff, The History of The Hobbit, Part Two: Return to Bag-End, History.
  5. ^ J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli,  appendice A "Il popolo di Durin".
  6. ^ http://www.thorinoakenshield.net/2012/01/15/spotlight-on-thrain/
  7. ^ Lo Hobbit: la Desolazione di Smaug Extended Edition – il commento a caldo sul film!, Hobbit Film, 22 ottobre 2014. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  8. ^ Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, ecco le scene che mancano all’appello!, Hobbit Film, 2 gennaio 2013. URL consultato il 22 ottobre 2014.

BibliografiaModifica

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