Thunerseebahn
InizioThun
FineInterlaken
Stati attraversatiSvizzera Svizzera
Lunghezza27,95 km
Apertura1872 (Därligen-Interlaken)
1874 (Interlaken-Bönigen)
1893 (Thun-Därligen)
Chiusura1969 (Interlaken Est-Bönigen)
GestoreBLS
Precedenti gestoriBB (1874-1899)
TSB (1893-1913)
BLS (1913-1997)
BLS Lötschbergbahn (1997–2006)
Scartamento1 435 mm
Elettrificazione15 000 V CA 16,7 Hz
Ferrovie

La Thunerseebahn (in italiano ferrovia del lago di Thun) è una linea ferroviaria a scartamento normale della Svizzera.

StoriaModifica

Nel 1861 fu completata dalla Schweizerische Centralbahn la ferrovia Berna-Thun[1], con capolinea a Scherzligen, imbarcadero per i battelli sul lago di Thun.

Il 28 dicembre 1870 il canton Berna diede l'autorizzazione alla costruzione di una linea ferroviaria tra Därligen (altro porto sul lago di Thun) e Bönigen (sul lago di Brienz); nei progetti era pensata come prima parte di una ferrovia verso il Brünig. La prima sezione (Därligen-Interlaken) della Bödelibahn, come venne battezzata la linea, aprì il 12 agosto 1872[2]; la seconda tratta, tra Interlaken e Bönigen, aprì il 1º luglio 1874[3]. La linea era gestita dalla società Bödeli-Bahn-Gesellschaft (BB), costituitasi il 1º maggio 1874[4]. La stessa società gestiva anche un servizio di traghettamento di carri merce sul lago di Thun[5], essendo la linea isolata dalle altre ferrovie elvetiche.

La concessione per la tratta Scherzligen-Därligen fu concessa nel 1890; l'anno successivo si costituì la società Thunersee-Bahn (TSB) con sede a Berna, per la costruzione e l'esercizio della stessa[6]. La linea fu inaugurata solennemente il 30 maggio 1893[7].

Con delibera dell'assemblea sociale del 28 dicembre 1899 la BB fu assorbita (con effetto dal 1º gennaio 1900) dalla TSB[8]: la TSB gestiva la BB già dal 1º maggio 1895.

Nel 1912 la TSB assorbì la Vereinigte Dampfschifffahrts-Gesellschaft für den Thuner- und Brienzersee (VDG), esercente la navigazione sui laghi di Brienz e Thun; a sua volta, l'anno successivo, la TSB fu assorbita dalla Berner Alpenbahn-Gesellschaft Bern-Lötschberg-Simplon (BLS)[5].

La ferrovia fu elettrificata in due tempi: nel 1915 la tratta Thun-Spiez e nel 1920 la tratta Spiez-Bönigen[9].

Il 31 maggio 1969 chiuse al traffico passeggeri la sezione finale tra Interlaken Est e Bönigen, sostituita da autobus; rimase in esercizio come raccordo di servizio il tracciato fino alle officine BLS[10].

Nel 1997 la BLS si fuse con la Gürbetal-Bern-Schwarzenburg-Bahn (GBS), la Bern-Neuenburg-Bahn (BN) e la Simmentalbahn (SEZ) nella BLS Lötschbergbahn[11], fusasi a sua volta nel 2006 con la Regionalverkehr Mittelland (RM) nella BLS AG[12].

CaratteristicheModifica

La linea, a scartamento normale, è lunga 27,95 km. La linea è elettrificata a corrente alternata con la tensione di 15.000 V alla frequenza di 16,7 Hz; la pendenza massima è del 15 per mille. È a doppio binario tra Thun e Faulensee[13].

PercorsoModifica

Stazioni e fermate
 
linea FFS per Berna (via Münsingen)
     
linea BLS per Berna (via Belp)
     
linea BLS per Burgdorf
 
137,02 Thun
 
137,59
0,06
Confine competenza FFS/BLS
 
1,3 Dürrenast
 
3,1 Gwatt
 
4,4 Gwattstutz
 
fiume Kander
 
5,4 Einigen
 
6,7 Kumm
 
8,2 Spiezmoos Nord
     
linea BLS per Zweisimmen
 
9,7 Spiez
     
linea BLS per Briga
 
11,8 Faulensee
 
galleria Krattiggraben (143 m)
 
galleria Krattighalde (341 m)
 
15,3 Krattighalde
 
galleria Leissigbad (270 m)
 
16,3 Leissigen
 
22,0 Därligen
 
galleria Därligen (125 m)
 
26,0 Interlaken Ovest
 
fiume Aar
 
fiume Aar
     
28,0 Interlaken Est
         
linea BOB per Grindelwald e Lauterbrunnen
         
linea ZB per Lucerna
     
29,1 Officine BLS Bönigen
 
29,6 Lütschinenbrücke
 
fiume Lütschine
 
30,2 Bönigen
 
Ponte ferroviario nei pressi di Interlaken

La linea parte dalla stazione di Thun e segue la sponda ovest del lago di Thun, attraversando il fiume Kander nei pressi di Einigen. La ferrovia arriva quindi alla stazione di Spiez, da cui si diramano le linee per Zweisimmen e per Briga. La ferrovia continua quindi a seguire la sponda del lago, toccando Leissigen e Därligen prima di raggiungere la stazione di Interlaken Ovest. Dopo aver attraversato due volte l'Aar si arriva ad Interlaken Est, stazione comune alla linea del Brünig e alle ferrovie dell'Oberland bernese e capolinea del servizio passeggeri dal 1969. Lasciata Interlaken Est la linea proseguiva verso il lago di Brienz, superando il fiume Lütschine e facendo capolinea a Bönigen.

NoteModifica

  1. ^ (DE) Victor von Röll, Enzyklopädie des Eisenbahnwesens, vol. 8, Berlino-Vienna, Urban & Schwarzenberg, 1917, p. 463. URL consultato il 7 ottobre 2019.
  2. ^ (DE) Brünigbahn, in Thuner Wochenblatt, Thun, 14 agosto 1872, p. 2. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  3. ^ (DE) Bödelibahn, in Thuner Wochenblatt, Thun, 4 luglio 1874, p. 1. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  4. ^ (DE) Bureau Bern, in Foglio ufficiale svizzero di commercio, Berna, 8 gennaio 1885, p. 16. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  5. ^ a b The history of BLS Navigation, su bls.ch. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  6. ^ (DE) Bureau Bern, in Foglio ufficiale svizzero di commercio, Berna, 9 aprile 1891, p. 337. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  7. ^ (DE) Einweihung der Thunerseebahn, in Täglicher Anzeiger für Thun und das Berner Oberland, Thun, 1º giugno 1893, p. 4. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  8. ^ (DE) Bureau Bern, in Foglio ufficiale svizzero di commercio, Berna, 20 agosto 1900, p. 1156. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  9. ^ (DE) Friedrich Aug. Volmar, Die erste Eisenbahn des Berner Oberlandes, in Berner Zeitschrift für Geschichte und Heimatkunde, vol. 8, Berna, Verlag Paul Haupt, 1946, p. 215. URL consultato il 7 ottobre 2019.
  10. ^ Interlaken Ost-Bönigen, su eingestellte-bahnen.ch. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  11. ^ (DE) BLS-Fusion beschlossene Sache, in Freiburger Nachrichten, Friburgo, 21 giugno 1997, p. 20. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  12. ^ (DE) BLS AG, in Foglio ufficiale svizzero di commercio, Berna, 29 giugno 2006, p. 3. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  13. ^ Streckendaten (PDF), su quadri-orario.ch. URL consultato il 3 ottobre 2019.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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