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Thunnus tonggol

specie di pesce

DescrizioneModifica

Questo tonno è abbastanza simile al più noto tonno pinna gialla. La massima altezza del corpo è raggiunta alla metà della prima pinna dorsale. La prima pinna dorsale è più bassa della seconda. Le pinne pettorali sono di lunghezza variabile, a volte piuttosto lunghe (ma mai così tanto come nell'alalunga). La colorazione è azzurro scuro sul dorso e argenteo biancastro su fianchi e ventre dove sono presenti macchie ovali indistinte allineate orizzontalmente. Le pinne sono nerastre tranne l'anale che è argentea. La seconda dorsale e l'anale hanno la punta macchiata di giallo, la pinna caudale ha striature giallo-verdastre. Le pinnule sono gialle con bordo grigio. La taglia massima è di 145 cm, più comunemente gli esemplari misurano attorno a 70 cm. Il peso massimo noto è di 35,9 kg[3].

Distribuzione e habitatModifica

Indo-Pacifico tropicale e subtropicale tra l'Africa orientale e il mar Rosso a est fino a Giappone e Australia con segnalazioni anche dalla Nuova Zelanda. È una specie pelagica che vive in acque costiere, evita però le zone torbide e a bassa salinità nei pressi degli estuari[3].

BiologiaModifica

La longevità massima è attorno ai 10 anni[1]. In certe situazioni si può riunire in banchi[3].

AlimentazioneModifica

Si nutre di pesci, cefalopodi e crostacei come larve di canocchie e gamberi[3].

RiproduzioneModifica

La riproduzione avviene più volte all'anno, in acque costiere. In Thailandia ci sono due stagioni riproduttive note, la principale in gennaio-aprile durante il monsone settentrionale, l'altra durante il monsone meridionale, in agosto-settembre[1].

PescaModifica

Si tratta di una specie con buona importanza per la pesca commerciale, la maggioranza delle catture viene in due aree: Oceano Indiano nordoccidentale e mar Cinese Meridionale. Viene catturato prevalentemente con reti da posta, secondariamente con reti da circuizione[1].

ConservazioneModifica

Lo status di questa specie non è noto. Il fatto che abbia una vita media più lunga e una crescita più lenta e che le catture siano aumentate notevolmente negli ultimi anni fa ipotizzare che probabilmente sia in atto uno sfruttamento eccessivo degli stock[1].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e (EN) Thunnus tonggol, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ Denominazione obbligatoria in Italia ai sensi del DM 31 gennaio 2008
  3. ^ a b c d (EN) Thunnus tonggol, su FishBase. URL consultato il 29/10/2014.

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