Apri il menu principale

Thutmose III

faraone egizio
Menkheperra Dhutmose
TuthmosisIII.JPG
Statua in basalto di Thutmose III. Museo di Luxor
Colui che regna sul giunco e sull'ape
Stemma
In carica Nuovo Regno
Incoronazione 1457 a.C.(± 30 anni)
Predecessore Hatshepsut
Successore Amenofi II
Morte 4 marzo 1425 a.C. (± 30 anni)
Sepoltura Tomba KV 34 poi DB320
Luogo di sepoltura Valle dei Re poi Deir el-Bahari
Dinastia XVIII dinastia egizia
Padre Thutmose II
Madre Iside
Consorte Satiath, Merira-Hatshepsut, Nebtu, Menhet, Menwi, Merti, Nebsemi
Figli Amenofi II, Amenemhat, Baketamon, Iside, Menkheperre, Merytamon, Merytamon B, Nebetiunet, Nefertiri, Siamun

Thutmose III (1481 a.C. – 4 marzo 1425 a.C.) è stato un faraone della XVIII dinastia egizia.

Indice

BiografiaModifica

 
Statua di Thutmose III. Museo Egizio del Cairo

Thutmosi III fu uno dei sovrani di maggior spicco della storia dell'Egitto; durante il suo lungo regno le tendenze imperialistiche, già presenti sotto i suoi predecessori, ebbero un notevole impulso.

Figlio di Thutmose II e della regina Iside, regnò per 53 anni ma solamente dopo la morte di Hatshepsut, matrigna reggente e coreggente, che resse il trono per 22 anni, poté governare effettivamente.

Per molti storici rimane un mistero il fatto che una personalità così forte come quella di Thutmosi III abbia potuto accettare, per un tempo così lungo, di essere posta in secondo piano da Hatsepshut. È possibile che una delle cause di ciò sia stato l'appoggio che la matrigna aveva da parte del potente clero tebano di Amon, ormai diventato il dio supremo dello stato.

Nel periodo di coreggenza con la matrigna Thutmose III si dedicò principalmente alle questioni militari gettando le basi delle operazioni che avrebbe poi condotto a termine negli anni seguenti.

Le fontiModifica

La principale fonte che possediamo sulle imprese di Thutmose III sono i cosiddetti Annali riportati sulle pareti del deambulatorio che circonda il santuario di Amon a Karnak. Il testo, in parte mutilo, riporta le campagne militari del sovrano. Altre fonti d'informazione sono la Stele di Gebel Barkal, la stele di Armant e la stele poetica.

 
Cartiglio di Thutmose III. Karnak

Le campagne in SiriaModifica

Le campagne nell'area siro-palestinese (quattordici riportate ma in realtà forse 17 o 18) erano dirette a ricondurre all'obbedienza egiziana i principati clienti del Vicino Oriente. Esse comportarono la conquista di Megiddo e la distruzione (più volte ripetuta) di Qaddesh sul fiume Oronte.
La campagna più complessa, ed anche quella meglio documentata dagli annali, fu l'ottava che vide l'esercito egizio attraversare l'Eufrate per scontrarsi con l'esercito dei Mitanni, un popolo di origine hurrita la cui potenza aveva preso il posto del regno degli Assiri.
Altre campagne furono dedicate a pacificare la regione ed a combattere i beduini della penisola del Sinai che rendevano poco sicure le piste carovaniere.
I territori dell'area siro-palestinese non furono inglobati direttamente sotto il controllo della corona egizia ma lasciati al governo di una massa di piccoli principi locali tributari dell'Egitto. Come assicurazione per garantirsi l'obbedienza dei sovrani ribelli, Thutmose adottò una pratica che sarà ripresa quindici secoli dopo dai Romani, sequestrare i figli dei principi per educarli all'egiziana e poi rispedirli quali fiduciari in patria.

La politica internaModifica

Una delle principali scelte di Thutmose in politica interna fu quella di incrementare ulteriormente la potenza economica del clero di Amon a Karnak donando a questi, oltre che parte del bottino conquistato durante le campagne militari, anche tre province asiatiche. Tale scelta si doveva rivelare, a lungo andare, un grave errore politico, errore che fu alla base del crollo del Nuovo Regno.
Numerosi sono le testimonianze dell'attività edilizia di questo sovrano. Tra le costruzioni più interessanti la cosiddetta Sala delle Feste di Karnak dove oltre alla famosa Sala degli antenati troviamo quella detta Giardino Botanico dove sono rappresentate ed elencate le specie animali e vegetali che il re aveva portato dalla Siria.

 
L'obelisco di Tutmose III oggi a Istanbul, nell'ex Ippodromo di Costantinopoli

La famigliaModifica

Grande Sposa Reale di Thutmose III fu Satiath che però morì presto senza dare eredi. Il suo posto fu preso da Merira-Hatshepsut da cui nacquero Amenhotep II e la principessa Merytamon. Altre consorti furono Nebtu, Neferura (la sorellastra), Menhet, Menwi e Merti, ebbe anche come spose secondarie alcune principesse siriane.

La titolaturaModifica

Il lungo regno di Thutmose III, che festeggiò per tre volte la festa Sed, e le vittorie esterne portarono questo sovrano a modificare più volte la sua titolatura ufficiale soprattutto il nome Horo che divenne sempre più un vero e proprio manifesto politico

La tombaModifica

 
Testa di Thutmose

Thutmose III venne sepolto nella Valle dei Re, nella tomba (KV34) fatta preparare da lui stesso. Come la maggioranza delle tombe reali anche quella di Thutmose III venne depredata nei secoli seguenti. La sua mummia è stata rinvenuta nel nascondiglio DB320 di Deir el-Bahari ove venne nascosta durante la XXI dinastia.

Liste RealiModifica

Nome Horo Lista di Abydos Lista di Saqqara Giuseppe Flavio anni di regno Sesto Africano anni di regno Eusebio di Cesarea anni di regno Altri nomi
Ka nekhet kha em uaset (n°70)
 
   
 

mn ḫpr rˁ - Menkheperra
(n°51)
 
   
 

mn ḫpr rˁ - Menkheperra
Mephres 12 Misaphris 13 Memphres 13 Thutmose III

TitolaturaModifica

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
 
ḥr Horo
 
 
 
 
  
 
 
k3 nḫt ḫˁ m w3st Ka nekhet kha em uaset
Toro possente, che appare in Tebe
 
nbty (nebti) Le due Signore
            
w3ḥ nswyt t i ra z1 mi m q3 x1 n1 Wahnesytmireempet
Perseverante nella regalità come Ra in cielo
 
ḥr nbw Horo d'oro {{{nomeG}}} ḏsr ḫˁw djeser khau
 
 
 
 
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
 
   
 
mn ḫpr rˁ Menkheperra Stabile è l'apparizione di Ra
  
s3 Rˁ Figlio di Ra
 
   
 
ḏḥwt ms Dhutmose Thot è nato

Altre forme del nome Horo furono:

 
 
 
 
 
 
 

k3 nḫt ḫˁ m3ˁt - Ka nekhet kha em Maat
Toro possente che appare alla Maat

 
 
 
  
 

k3 nḫt mry rˁ - kha nekhet meri ra
Toro possente amato da Ra

BibliografiaModifica

  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003, ISBN 88-452-5531-X.
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, traduzione di Ginetta Pignolo, Torino, Einaudi, 1997 [Oxford University Press, 1961], ISBN 88-06-13913-4.
  • John A. Wilson, Egitto (I Propilei), vol. 1, Milano, Arnoldo Mondadori, 1967 [Monaco di Baviera, 1961].
  • N. Grimal, Storia dell'antico Egitto, Milano, RCS libri, 2004 [Laterza, 1998].
  • John A. Wilson, Egitto (I Propilei), vol. 1, Milano, Arnoldo Mondadori, 1967 [Monaco di Baviera, 1961].

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN57408149 · ISNI (EN0000 0000 8195 8691 · LCCN (ENn82094436 · GND (DE118642804 · CERL cnp00576107