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Ti saluto, vado in Abissinia

Ti saluto! (Vado in Abissinia!)
ArtistaCrivel
Autore/iPinchi, Renzo Oldrati Rossi
GenereOne-Step
Data1935
Durata2:44

Ti saluto! (Vado in Abissinia!) è uno dei canti italiani delle truppe militari composti in occasione della guerra d'Etiopia. Fu secondo per fama solo a Faccetta nera, spesso occupando il lato B dei 78 giri di questa.[1]

StoriaModifica

Il testo fu scritto da Pinchi, con musica di Renzo Oldrati Rossi. Lo spartito fu pubblicato nel 1935 per le Edizioni «Ritmi e Canzoni» di Milano. Fu subito portato al successo da Crivel, ma fu presto eseguito e inciso da vari altri popolari tenori leggeri dell'epoca, quali Aldo Masseglia, Fernando Orlandis, Miscel, Renzo Mori, Guido Serpelloni per le etichette dell'epoca: Durium, Fonit, Columbia, Grammofono, Fonotecnica.[2]

ArgomentoModifica

Il testo tratteggia un anonimo giovane soldato che dal paese natale parte lieto in treno per l'Etiopia, insieme ai commilitoni, sia coetanei, che più anziani e decorati, tutti accomunati dai canti militari. I vecchi reduci, avendo superato l'età di leva, si rammaricano di non poter partire. Nel ritornello la giovane recluta saluta la sua innamorata Virginia, alla quale promette di scrivere dal fronte e di ritornare dopo aver innalzato vittorioso il Tricolore «Dall'Alpi al mare» e «fino all'Equator».

Il ritmo scorrevole, il canto melodico e il testo leggero tendono a trasmettere l'idea di una campagna bellica che si risolverà brevemente e facilmente, con risultati universalmente positivi.

Dopo la guerraModifica

Nel 1970 venne inclusa nel disco numero 23 dell'enciclopedia musicale La canzone italiana della Fratelli Fabbri Editori, insieme a Faccetta nera, Adua e Carovane del Tigrai.[3] Lo stesso anno comparve nel 33 giri L' Italia ha cento anni. Cento anni di canzoni, inni, marce, poesie, discorsi della casa discografica Signal, insieme a più di cinquanta altri titoli.[4]

Nel 1998 il titolo dalla canzone fu usato per una mostra e il suo catalogo, che documentarono lo straordinario consenso prodotto dalla propaganda bellica fascista in occasione della campagna d'Etiopia, ma anche la sua labilità.[5]

Nel 2016 è stato nuovamente utilizzato nel titolo di un libro che riporta le memorie di un soldato richiamato alla leva per la guerra d'Etiopia, nel corso della quale passa dall'illusione di un'avventura entusiasmante alla disillusione della brutalità delle azioni militari e alla maturazione antifascista.[6]

NoteModifica

  1. ^ Ricerca su OPAC SBN: "Ti saluto vado in Abissinia" nella finestra "Titolo".
  2. ^ Ricerca su OPAC SBN: "Ti saluto vado in Abissinia" nella finestra "Titolo" e Elenco per canzoni, su Il Discobolo. Museo virtuale del disco. URL consultato l'11 aprile 2017.
  3. ^ Scheda SBN del disco, su id.sbn.it. URL consultato il 29 aprile 2017.
  4. ^ Scheda SBN del disco, su id.sbn.it. URL consultato il 29 aprile 2017.
  5. ^ Ti saluto e vado in Abissinia: propaganda, consenso, vita quotidiana, attraverso la stampa periodica, le pubblicazioni e i documenti della Biblioteca Nazionale Braidense, a cura di Patrizia Caccia e Mirella Mingardo, Viennepierre edizioni, Milano 1998. Recensione e commento in Ermanno Tancredi, Salutate e andate in Abissinia, in Storia in Network. Rivista di ricerche per professori, studenti, ed appassionati di viaggi nel passato, nº 30. URL consultato l'11 aprile 2017.
  6. ^ Stefano Prosperi, Ti saluto, vado in Abissinia. Giovani nella guerra d'Etiopia 1935-36, introduzione di Marco Palmieri Marlin, Cava de' Tirreni 2016. Recensione in Mario Avagliano, Storie - Mal d'Africa, su Mario Avagliano, 14 marzo 2017. URL consultato l'11 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2017).

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