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Paolo Sollier saluta i propri tifosi, a metà anni 1970, col suo abituale gesto del pugno alzato: il calciatore fu tra le prime personalità sportive a unire tifo e politica nel panorama calcistico italiano

La connessione tra tifoserie e politica soprattutto nel mondo del calcio è un fenomeno piuttosto rilevante che emerge in maniera molto evidente in alcuni club calcistici. La connotazione estremista sia di destra sia di sinistra è la caratteristica più evidente della politicizzazione delle curve. Va tenuto presente che vista la presenza di fazioni ultras schierate politicamente talvolta le curve sono state viste e strumentalizzate come bacino elettorale.[1]

Tenendo presente la difficoltà di classificare i tifosi organizzati in base a un'appartenenza politica, è comunque possibile elencare una serie di club nei quali alcuni gruppi ultras più numerosi e politicizzati permettono di definire la tifoseria come di destra oppure di sinistra. Va comunque ricordato che l'orientamento politico di una curva non rappresenta quello dell'intera tifoseria e che alcune squadre ideologicamente etichettate potrebbero essere appoggiate da uno o più gruppi di opposto credo politico e che tanto più è numerosa la tifoseria tanto diventa impossibile indicarne un orientamento politico prevalente.

La politicizzazione di una tifoseria si manifesta principalmente nei cori, negli striscioni e nei simboli utilizzati dagli ultras, ma va registrata anche la comparsa o la distribuzione di fogli e fanzine politiche in curva. Alcuni striscioni sono stati condannati dall'opinione pubblica, dai mezzi di comunicazione e dalle istituzioni poiché riconducibili al razzismo o all'antisemitismo, inneggianti a figure dittatoriali quali Adolf Hitler, Benito Mussolini o Iosif Stalin accusabili di apologia del fascismo o di derisione delle vittime delle foibe.

Calcio e politica nel mondoModifica

AlgeriaModifica

In Algeria il tifo calcistico è stata un'importante manifestazione identitaria per la popolazione berbera. Negli anni 1970 quando nel Paese imperversava una dura politica di arabizzazione e ogni manifestazione di cultura berbera era aspramente repressa il tifo organizzato per la Jeunesse Sportive de Kabylie, squadra di Tizi-Ouzou, capitale della Cabilia, ha rappresentato l'unica espressione possibile delle aspirazioni dei Cabili. La sigla del club, JSK, veniva reinterpretata come Je Suis Kabyle («Io sono Cabilo»).

FranciaModifica

In Francia l'Olympique Marsiglia, il FC Girondins de Bordeaux, il Red Star, l'Cannes, l'SC Toulon, il Montpellier e il Nîmes Olympique sono di sinistra mentre sono di destra le tifoserie del Paris Saint Germain (che ha tuttavia gruppi di sinistra), dell'Olympique Lione, dell'OGC Nizza, del Lilla, dell'AS Nancy-Lorraine e dell'RC Strasburgo.

GermaniaModifica

In Germania gli ultras di estrema destra si concentrano paradossalmente nelle squadre dell'ex Germania Orientale dove sono presenti giovani tifoserie neo-naziste (principalmente Hansa Rostock, Energie Cottbus e Dynamo Dresda). Il caso dell Unione Berlino è unico considerando la mentalità di sinistra dei suoi tifosi, soprannominato «meccanica». Le tifoserie dell'ex Germania Ovest al contrario sono quasi tutte apolitiche (anche se alcune simpatizzano per la destra come accade per l'Arminia Bielefeld, il TSV 1860 München e l'Amburgo). Bisogna però notare come le simpatie di destra dei vari gruppi ultras tedeschi siano molto contenute date le leggi estremamente restrittive che vietano qualsiasi sfoggio di materiale di stampo neo-nazista.

Nell'ex Germania Ovest vi sono comunque diverse tifoserie apertamente antifasciste e di sinistra (anche estrema). È il caso di squadre come il Werder Bremen e il Bayern Monaco e di club di città tipicamente proletarie e operaie, come il Fortuna Düsseldorf, il Borussia Dortmund, l'FC St. Pauli, il Vfl Bochum, il Borussia Mönchengladbach e lo FC Schalke 04. È comunque da sottolineare nell'ultimo periodo la nascita di tifoserie anti-razziste e di sinistra anche in piccoli club dell'ex Germania Orientale, come lo Sportverein Babelsberg 1903, il Tennis Borussia Berlin e il Roter Stern Leipzig).

InghilterraModifica

In Inghilterra il fenomeno degli hooligan (ben diverso da quello degli ultras) non è particolarmente legato alla politica quanto all'appartenenza alla squadra o a radici comuni, come nel caso del Tottenham, squadra che vanta molti tifosi tra la popolazione di origine ebraica, cosa che ha portato a non poche provocazioni da parte dei tifosi avversari. Tuttavia esistono squadre con tifoserie più schierate politicamente, spesso all'estrema destra, come il Millwall (i Bushwackers) o gli Headhunters del Chelsea. Anche il West Ham è talvolta annoverato come squadra con tifosi di estrema destra. I tifosi del Liverpool, Manchester United e Arsenal invece sono di sinistra mentre alcuni si identificano nella destra anche estrema.

ItaliaModifica

In Italia sono presenti gruppi ultras di estrema destra e di estrema sinistra afferenti a diverse società calcistiche professioniste, sebbene la maggioranza delle tifoserie si definisca apolitica.

La legge 41/07[2] ha vietato l'esposizione di messaggi politici sugli striscioni e impedito la riproduzione di simboli politici su ogni tipo di vessillo con l'intento di eliminare pretesti che potrebbero indurre allo scontro fisico due tifoserie ideologicamente contrapposte.

Croce celticaModifica

La crescita della croce celtica negli stadi italiani si verifica con forza negli anni 1990, quando essa viene eletta a simbolo delle comunità di tifosi politicamente spostate a destra. Tale adozione non è solo un fatto esteriore, ma la rappresentazione degli elementi di gerarchia, spazio, comunità e ritualità che in questo simbolo trovano un elemento evocante e focalizzante. Lo stadio con i suoi simboli diventa dunque come affermato da Paolo Di Canio, ex giocatore simbolo della Lazio, «il centro sociale più grande che ci sia».[3]

L'uso della croce celtica coinvolge anche alcuni calciatori. È il luglio del 2006 quando in occasione della festa al Circo Massimo per il trionfo italiano nel campionato del mondo di calcio Daniele De Rossi, Andrea Pirlo e Gianluigi Buffon sistemano sul palco della festa uno striscione che riporta la scritta «Fieri di essere italiani – Fidene presente» con disegnata in basso una piccola croce celtica.[4]

SvasticaModifica

Alcuni gruppi neo-nazisti sono strutturati in modo stabile e manifestano la propria sottocultura violenta, xenofoba e antisemita in scala crescente dalla strada al quartiere fino alla curva dello stadio.[5] In non pochi episodi alcune curve italiane si sono rese responsabili dell'esposizione di striscioni e bandiere con simboli nazisti come le svastiche.[6][7][8][9][10]

L'Osservatorio del ViminaleModifica

Ne «II Rapporto annuale dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive sulla violenza negli stadi»,[11] realizzato dalla Polizia di Stato analizzando la stagione calcistica 2002-2003, contiene uno strumento analitico sulla connotazione politica delle tifoserie. L'elaborato prende in esame 128 squadre tra Serie A, Serie B, Serie C1 e Serie C2 arrivando a decretare che 27 tifoserie sono orientate verso posizioni politiche di destra e 15 di sinistra. Le curve di Milan, storicamente con una situazione molto variegata e difficile all'interno della curva, con la FdL dichiaratamente a sinistra, i Commandos Tigre palesemente di estrema destra e le Brigate Rossonere in cui ferve una tenace lotta interna, Bologna, Brescia, Perugia, Crotone, Lucchese e Sora risultano invece composte, anche se con percentuali differenti, da frange di orientamento diverso. Le restanti 79 squadre vengono definite apolitiche.

Il quadro tracciato dall'Osservatorio del Viminale sottolinea una più stretta coesione tra i gruppi di sinistra ed evidenzia alcune iniziative volte a sviluppare piattaforme aggregative come la creazione del Fronte di Resistenza Ultras, un progetto promosso da livornesi, anconetani e ternani teso a sviluppare e propagandare pratiche di antifascismo militante. Viene rilevato inoltre che molti gruppi di sinistra aderiscono a Progetto Ultrà, organizzazione nata alla fine del 1995 con finanziamenti della Commissione europea allo scopo di contrastare comportamenti violenti e xenofobia, che promuove iniziative a livello nazionale come i «Mondiali di calcio antirazzisti» e l'adesione alla «Settimana d'azione contro il razzismo in Europa». Il report segnala inoltre la partecipazione di gruppi ultras della Ternana, dell'Ancona, del Genoa, del Perugia, del Venezia, del Cosenza, della Casertana, della Carrarese, del Bologna, del Taranto e del Crotone all'European Social Forum di Firenze del novembre 2002.

Tra le tifoserie di destra vengono segnalate quelle di Lazio, Inter e Verona e viene evidenziata la commistione tra militanti di estrema destra e tifoserie del Triveneto con riferimento a Treviso, Padova e Triestina. Viene peraltro messa in luce una minor propensione alla coordinazione in progetti nazionali da parte delle curve di destra accennando soltanto alla costituzione del club Viking Italia per organizzare i tifosi intenzionati a seguire e sostenere la Nazionale.

Squadre con tifo politicizzatoModifica

Nel panorama calcistico italiano sono presenti squadre con tifoseria di estrema destra, di cui le più importanti sono Football Club Internazionale Milano, SS Lazio e Hellas Verona Football Club, ma è da dire che esistono anche squadre come il Livorno, la Ternana e il Pisa con tifoserie di estrema sinistra.

LibanoModifica

In Libano e soprattutto a Beirut, capitale anche calcistica del Paese, molti club hanno un chiaro riferimento etnico, religioso o politico che rispecchia le divisioni della società. Il rischio che i problemi politici causino scontri fra i tifosi è quindi elevato e per questo motivo il governo ha inibito agli spettatori negli stadi la visione del campionato di calcio 2008. Tra i club più seguiti dal pubblico islamico si possono citare Al Ansar Beirut, posseduto da una ricca famiglia sunnita, o gli sciiti Al Nejmeh Beirut (forse la formazione più seguita del Paese) e Al Ahed, sponsorizzato da Hezbollah.

La comunità cristiana si divide fra i maroniti del Club Sagesse (finalista della Coppa nazionale nel 2006) e gli ortodossi del Racing Beirut. La maggior parte della tifoseria e della dirigenza del Safa Beirut infine rivendica la propria appartenenza drusa.[12]

ScoziaModifica

Il derby scozzese più acceso è quello tra le squadre dell'Old Firm e la divisione politica principale che contrappone le due tifoserie non è politica, ma si basa sull'appartenenza territoriale e religiosa. Il Celtic è principalmente la squadra della comunità cattolica irlandese di Glasgow (infatti nel suo logo ha il trifoglio, già simbolo dell'Irlanda, oltre che i colori nazionali irlandesi del bianco e del verde) mentre i Rangers sono il club della maggioranza protestante e lealista. Quale simbolo dell'indipendentismo irlandese il Celtic ha tra i suoi tifosi gruppi dichiaratamente di sinistra (come la Green Brigade) e può vantare storiche amicizie con club di estrema sinistra come il St. Pauli di Amburgo e club che condividono una forte impronta autonomista, come l'Athletic Bilbao.

Al contrario i Rangers, a parte le pulsioni filo-protestanti e monarchiche, sono totalmente non ideologici, annoverando legami storici sia con tifoserie di squadre politicamente a destra, come il Chelsea, sia con i rivali londinesi dell'Arsenal, la squadra dal tifo più multietnico del Regno Unito. Seppur molto sentiti, entrambi questi legami non sono basati su elementi politici bensì storici in quanto il Chelsea è tradizionalmente la squadra collegata all'esercito britannico poiché nel quartiere ha sede il Chelsea Pensioner, una celebre casa di riposo per ex militari. Il legame con l'Arsenal è forse il gemellaggio più antico esistente fra squadre di calcio, risalendo al 1910, quando il club di Glasgow contribuì economicamente alla costruzione dello Stadio di Highbury in cambio simbolicamente di un pacchetto di 16 azioni del club londinese.

Entrambe le squadre di Glasgow hanno inoltre una matrice schiettamente proletaria e la stessa città di Glasgow è da sempre una roccaforte della sinistra. La tensione tra i due gruppi di tifosi si è resa notevolmente acuta con il deteriorarsi della situazione politico-sociale nell'Irlanda del Nord. C'è da sottolineare che entrambi i club ultimamente stanno cercando di unire i propri sforzi per evitare violenze accadute in passato e mantenere la rivalità una semplice questione sportiva. A Edimburgo si vive una situazione simile per il derby fra il tradizionalmente cattolico Hibernian e gli Heart of Midlothian di simpatie protestanti.

SpagnaModifica

In Spagna vi sono grandi divisioni e sono molte poche le squadre con tifoserie apolitiche a causa della lunga dittatura di Francisco Franco dove sostenere una o l'altra squadra poteva essere un modo per esprimere le proprie simpatie politiche nonostante la repressione del regime. A questo si sommava nelle province non castigliane l'ostilità verso l'accentramento portato avanti dal regime, creando in molte città una divisione fra la squadra sostenitrice dell'unità spagnola e la squadra sostenitrice dell'autonomia/indipendenza: Barcellona è la città simbolo di questa divisione.

Il più importante club con una tifoseria di estrema destra è il Real Madrid, la squadra di regime durante la dittatura franchista (si suppone infatti che molte vittorie gli furono regalate data l'investitura di squadra ideale che Franco aveva dato al club). L'altra grande squadra di Madrid, l'Atletico, un tempo la squadra della classe operaia, oggi ha ultras di destra. Opposta politicamente a queste troviamo il Rayo Vallecano, proveniente dall'omonimo sobborgo proletario della capitale. Le altre due grandi città della Spagna sono divise, per esempio a Siviglia abbiamo il Real Betis Siviglia (dagli ultras di estrema destra) e il Siviglia FC (sinistra). A Barcellona la destra è identificata generalmente nell'Espanyol mentre la sinistra e gli indipendentisti catalani nell'Barcellona (nonostante il principale gruppo di ultras del Barcellona, i Boixos Nois, siano di estrema destra). Tale contrapposizione tra Espanyol e Barcellona è frutto di un'errata conoscenza della realtà dei fatti in quanto il primo club nato a Barcellona fu proprio l'Espanyol mentre il Barcellona venne creato come squadra per stranieri. Inoltre durante la dittatura l'Espanyol veniva visto dalla maggior parte della popolazione catalana come simpatizzante del regime di Franco, anche se entrambi i club ricevevano supporto finanziario da esponenti del regime.

Una nota a parte merita la tifoseria barcellonista, che durante il governo falangista era stata vietata la produzione di bandiere catalane (gli indipendentisti, da sempre su posizioni anarchiche o comuniste e comunque gran parte dei catalani, avevano infatti lottato duramente contro i franchisti nella guerra civile spagnola del 1936). Le bandiere perciò del Barcellona e in particolar modo la maglia rigorosamentee a quei tempi provocatoriamente[perché?] blu e granata divenne una sorta di tentativo di riscatto del popolo catalano contro il regime di Franco. Proprio da ciò infatti nasce il cosiddetto El Clásico tra Real Madrid e Barcellona, ancora oggi il più seguito e atteso in tutto il paese.

Da notare come anche le altre squadre provenienti da province indipendentiste abbiano ultras di estrema sinistra: Celta Vigo e Deportivo La Coruña dalla Galizia, lo Xerez e il Càdiz dall'Andalusia, l'Osasuna dalla Navarra, la Real Sociedad, il Deportivo Alavés e l'Athletic Bilbao (i cui ultras hanno più volte manifestato solidarietà all'ETA) dai Paesi Baschi. Anche il Tenerife, club della capitale delle Canarie, si pone all'estrema sinistra per un motivo prettamente storico, ovvero la dura repressione e le continue fucilazioni degli oppositori operate da Franco sull'isola. Infine da sottolineare come il Valencia, il Murcia, lo Sporting Gijon, il Mallorca, il Recreativo Huelva, il Getafe e il Malaga abbiano tifoserie di estrema destra. Tra le rare tifoserie apolitiche troviamo il Villarreal, il Numancia e la Real Oviedo.

NoteModifica

  1. ^ L'infiltrazione neofascista delle curve in "Fascisteria. I protagonisti, i movimenti e i misteri dell'eversione nera in Italia (1945-2000)" di Ugo Maria Tassinari, Castelvecchi, 2001 [1] Archiviato il 27 giugno 2007 in Internet Archive.
  2. ^ legge 4 aprile 2007, n. 41 denominata "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche"
  3. ^ Nicola Guerra, "La celtica nel mondo ultras e nell'attualità politica" in "Storia ed uso della croce celtica nella destra politica italiana", Settentrione - Rivista di Studi italo-finlandesi n.20/2008 a cura della Società finlandese di Lingua e Cultura Italiana
  4. ^ Articolo della Gazzetta dello Sport, su archiviostorico.gazzetta.it.
  5. ^ Articolo della Repubblica del maggio 2008, su repubblica.it.
  6. ^ Articolo della Repubblica del 2006, su repubblica.it.
  7. ^ Articolo del Corriere della Sera del gennaio 2006, su corriere.it.
  8. ^ Articolo del Corriere della Sera dell'aprile 2005
  9. ^ Articolo della Repubblica del 2004, su repubblica.it.
  10. ^ Articolo della gazzetta dello Sport del 1997, su archiviostorico.gazzetta.it.
  11. ^ Dal "Rapporto della Polizia di Stato sul fenomeno della violenza negli stadi - stagione 2002-2003" Archiviato il 25 maggio 2005 in Internet Archive.
  12. ^ Informazioni raccolte da un articolo di Francesca Caferri pubblicato su Repubblica.it il 24 maggio 2008

Voci correlateModifica