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1leftarrow blue.svgVoce principale: Siracusa Calcio.

Fumogenata della Curva Anna.

«La Curva Anna siamo tutti! Tutti insieme!»

(Francesco Ficili ultrà aretuseo, monito alla curva durante una partita del Siracusa[1][2])

Questa voce raccoglie informazioni sulla tifoseria del Siracusa Calcio.

Indice

DemografiaModifica

Il Siracusa viene classificato, considerando il numero per partecipazioni a campionati professionistici, la quarta squadra di calcio esistente nel panorama isolano dopo Palermo, Catania e Messina. Inoltre gli aretusei sono stati il primo club siciliano ad aggiudicarsi un trofeo nazionale, quale la Coppa Italia Semiprofessionisti nel 1979. Successivamente solo il Palermo è riuscito ad eguagliare questo primato vincendo la medesima coppa nel 1993.

Per quel che concerne la distribuzione geografica dei tifosi della squadra aretusea, essi sono perlopiù concentrati a Siracusa e nei comuni della provincia di cui è capoluogo, e tra le comunità siracusane presenti in Italia e all'estero.

Nella stagione 1986-1987, l'industria petrolifera IP, lanciò il concorso Squadra del cuore, del quale si parlava ogni settimana alla Domenica sportiva su Rai 1, con Sandro Ciotti e Maria Teresa Ruta. Il Siracusa, con 16.888 preferenze, rientrò nel prestigioso elenco delle prime cento, classificandosi al sessantacinquesimo posto fra tutte le squadre italiane. Il referendum, con 65 milioni e 395 mila cartoline, decretò la Juventus, con 13 milioni e 505 mila voti, la squadra più amata dagli italiani. Quella classifica fu pubblicata su tutti i giornali, e non solo[3][4].

Orientamento politicoModifica

Politicamente i gruppi organizzati presenti in curva e in gradinata sono schierati su posizioni di destra e talvolta (dalla metà degli anni ottanta all'inizio degli anni novanta) di estrema destra. In passato alcuni gruppi organizzati (su tutti la Gioventù Sudista e i South Landers) hanno esposto allo stadio alcuni simboli politici appartenenti al nazifascismo (croci celtiche). In seguito, alcuni elementi si sono limitati a portare allo stadio il tricolore. Inoltre anche alcuni cori intonati dalla curva durante le partite hanno una chiara ispirazione politica[5].

La tifoseria organizzataModifica

Dagli albori alla Gioventù SudistaModifica

 
La Gioventù Sudista durante la stagione 1988-1989.

Alla fine degli anni settanta sorgono in gradinata i primi gruppi del tifo organizzato azzurro, nonché i primi a dichiararsi e a essere ultras nella città aretusea: Ultras Azzurri, Brigate Azzurre, Boys Ortigia, Ortigia Azzurra, Nuclei Azzurri, Potere Azzurro, Figli di Archimede, Siracusa Superstar e Ultras via Bainsizza, oltre a club più moderati come il Club Leoncello.[6]

Nel novembre 1979 nascono sempre in gradinata i Blue Boys Supporters, i quali successivamente si trasferiscono in curva sud dove nel corso degli anni 80 vengono affiancati da varie fazioni, in particolare dalla Gioventù Sudista e dai South Landers (nati da tre ex componenti della Gioventù in seguito a una scissione), questi ultimi apparsi sulla scena ultras il 24 aprile 1987.[6] Entrambi i gruppi prenderanno piede velocemente e quasi contemporaneamente. Altri gruppi minori che hanno esposto il proprio striscione e prodotto materiale dagli anni 80 ai 2000 sono: Ultras Ghetto, Drunks, Vecchio Cuore Azzurro, Vecchia Guardia Aretusea, Gruppo Storico, Aliti Pesanti, Gruppo Obelix, USR Augusta (sezione Blue Boys nella città megarese), Brigata Palano, South Rasta, South Lions, Guasta Feste, Krips, Sirakaos, Kamikaos, Regime Aretuseo, Fedayn, Angeli della sud (provenienti dalla vicinissima Floridia), Quelli della bravo[6].

 
Esposizione in Curva Sud striscioni rubati ai catanesi (Etna ti Amo) ed ai giarresi (Gioventu')

La Gioventù Sudista, costola ultras del movimento politico giovanile del MSI, il Fronte della Gioventù, a parte la matrice politica, che resta elemento importante, può essere considerata una tappa fondamentale nell'impostazione del tifo ultras siracusano. Il gruppo rimarrà attivo fino all'estate del 1992, quando dopo aver ricevuto una pioggia di diffide conseguenti agli incidenti nel derby con il Catania ed un mutato clima in curva lo stroncheranno (emblematici furono i 3 tagli intimidatori apportati allo striscione principale del gruppo).

Blue Boys e South LandersModifica

 
La Curva Sud stagione 1993-1994.

Nel 1991-1992 si registrano tre passaggi rilevanti: il primo, lo scioglimento della Gioventù Sudista, causato dall'ondata repressiva ed all'oramai impossibile convivenza con gli altri gruppi organizzati della curva sud[6]; il secondo, il tentativo di riunificare ciò che restava della curva dietro la denominazione Unione Aretusea; il terzo, la decisione di ridare linfa agli storici Blue Boys che si spostano al centro e si affermano come gruppo portante della sud, facendosi affiancare da vari gruppi minori, tra cui i South Landers, e fino al 2000, anno in cui i BBS decidono di autosospendersi ma non di sciogliersi per problemi interni. In questi anni, i gruppi organizzati si identificano sotto lo striscione Ultras Siracusa, con i SL che assumono il controllo del tifo organizzato prendendone in mano le redini per un decennio, quando si sciolgono e lasciano il testimone alle nuove leve che da lì a poco si fondono nel gruppo unico Aretusei 734 a.C. Dal 2004 i gruppi organizzati prendono posto nella più giovane curva ovest, intitolata Curva Anna (in dedica alla madre di un noto ultras aretuseo). Prima di allora il tifo più caldo si è alternato tra gradinata e curva sud.

 
Striscione sfottò nei confronti dei catanesi, stagione 1993-1994

Nun Ci Semu Cà Testa e EsseerreModifica

In questo periodo, la curva siracusana vive un periodo di assestamento, che vede riunire nuovamente tutti i gruppi sotto il nome Aretusei 734 a.C.. Il 15 aprile 2010 viene a mancare l'appartenente al gruppo South Landers Lino Bellomia. Dopo la sua morte, la sua memoria viene ricordata dai sostenitori aretusei con uno striscione Lino Vive.

Il 18 febbraio 2014 la tifoseria aretusea accusa un duro colpo con la perdita del tifoso Francesco Ficili. Detto Ciccio, lo storico ultras del tifo aretuseo riceve gli omaggi da ogni parte d'Italia[7][8]

Nei campionati dilettantistici di Eccellenza (categoria in cui si è ripiombati per l'esclusione dai campionati professionistici), nascono nuove fazioni, quali Circolo Vizioso, Siracusane, Vecchio Orgoglio 1924, Zona Balneare Fans e Gioventù Aretusea, rappresentati in trasferta dallo striscione Diffidati.

 
La curva Anna in Siracusa-Cavese del 06-12-2015

Nel 2016 alcuni dissidi all'interno della curva, portano ad una scissione del tifo organizzato. Così la Curva Anna viene gestita nuovamente dal gruppo Nun Ci Semu Cà Testa, seguita da gruppo minori come Area Nord, Tonnara 276, Sandro (in nome ti un tifoso scomparso nei primi anni 2000), Brigata e Villaggio Miano. In gradinata si posizionano il gruppo emergente Esseerre coadiuvato dai Boys Ortigia, SiraKaos, Circolo Vizioso e 17 giugno 1979, quest'ultimo è uno stendardo dove si identificano i Blue Boys.

Da annotare anche la presenza costante di club non ultras e più moderati, come il Club Azzurro Nicola De Simone che presenzia in gradinata dagli anni novanta, e i Veterani in tribuna centrale dal 2010, che si contraddistinguono per sostegno sia in casa che in trasferta. Nel 2017 alcuni gruppi annunciano la sottoscrizione alla tessera del tifoso. Cosi prima l'Area Nord (il 9 aprile 2017 segna la prima trasferta a Cosenza in cui alcuni esponenti di un gruppo organizzato della Curva Anna presenziano con tessera) e successivamente il Circolo Vizioso[9], precisando che a causa di idee divergenti con gli altri gruppi in merito alla Fans Card, si prenderà parte solo ed esclusivamente alle gare esterne del Siracusa, nel rispetto della posizione presa dal settore, con la quale si condividono i valori di amicizia, lealtà e rispetto[9]. Il 10 ottobre 2017 viene a mancare Lello Regina, storico ultras appartenente ai Blue Boys. Il 18 gennaio 2018 attraverso un comunicato, i gruppi ultras della gradinata annunciano il proprio ritorno in curva, nella gara serale contro il Rende, in cui spiegano che, superate le incomprensioni passate, si ritorna tutti insieme a far crescere il movimento ultras aretuseo[10].

Ad agosto 2018, la Curva Anna spiega in un comunicato le nuove linee direttive, in perfetta sintonia con quelli della Curva Nord Lazio. Nello specifico, dalla stagione calcistica 2018-2019, il direttivo impone ai gruppi organizzati femminili, presenti in Curva, lo spostamento di qualche posizione non per demeriti, ma per la nuova linea adottata, in quanto da sempre le prime file dei gradoni vengono occupate da chi vive la curva. Questa decisione comporterà la scissione del movimento ultras femminile Aretusee[11] nonché numerose critiche provenienti da più parti d'Italia[12].

I fatti di violenza su Moschella e BelluardoModifica

Salvatore MoschellaModifica

Il 30 gennaio 1994 accade un fatto gravissimo e tragico, che inclina ulteriormente i rapporti già tesi tra le tifoserie di Siracusa e Messina. Nello specifico, il fatto vide coinvolti un giovane siracusano, Salvatore Moschella di 22 anni, e alcuni tifosi messinesi. I tifosi peloritani di ritorno in treno da una trasferta di Ragusa, cominciarono ad infastidire alcuni passeggeri di un vagone, tra cui Moschella, scatenando in particolare su quest'ultimo un efferata violenza. Il giovane, secondo la ricostruzione, dopo essersi inizialmente ribellato, viene ripetutamente infastidito e picchiato per poi diventare vittima sacrificale di una vera e propria caccia all'uomo, che lo indurranno a gettarsi dal finestrino in preda al panico tentando la via della fuga mentre il treno rallentava nei pressi della stazione di Acireale. Il tragico gesto per sottrarsi alla violenza gli fu fatale, in quanto morirà sul colpo. Da questa vicenda verranno arrestate ben cinque persone, delle quali due minorenni.[13][14][15][16]

Ivan BelluardoModifica

Il 17 settembre 2008 al termine della partita giocata a Modica valevole per il campionato di serie D, alcuni sostenitori azzurri all'uscita dallo stadio, aggredirono all'epoca dei fatti il diciottenne modicano Ivan Belluardo, che secondo la ricostruzione, fu uno dei protagonisti di un lancio di pietre contro le auto incolonnate della tifoseria del Siracusa. Il giovane, dopo essere stato raggiunto dai facinorosi, fu vittima di una violenta aggressione con calci e pugni, che gli causò qualche giorno di coma e diversi giorni di degenza in ospedale. Da questa vicenda furono arrestate ben quattro persone, accusate di tentato omicidio.[17][18]

AbbonamentiModifica

Di seguito la cronologia con il numero di abbonamenti sottoscritti dalla tifoseria aretusea che si sono susseguiti negli anni.

 
Abbonamenti sottoscritti

DaspoModifica

Di seguito la cronologia dei provvedimenti Daspo emessi nei confronti della tifoseria aretusea che si sono susseguiti negli anni.

 
Provvedimenti Daspo

Gemellaggi e rivalitàModifica

 
Siracusa & Juve Stabia, uno dei gemellaggi più antichi d'Italia.

GemellaggiModifica

Lo storico gemellaggio con la Juve Stabia è nato nel 1979 a Castellammare di Stabia in occasione dei funerali di Nicola De Simone, ma è stato ufficializzato soltanto nel 1984 dai gruppi ultras di ambo le parti. Da allora il tifo aretuseo e stabiese si è stretto e unito in SiraStabia nel ricordo del calciatore, e ancora oggi il valore della fratellanza è consolidato nel gemellaggio, tanto da renderlo uno dei più antichi e più forti in ambito nazionale[33].

Un altro gemellaggio, risalente agli anni 80 e molto sentito fino ad oggi, è con la tifoseria del Latina, che annualmente si rinnova tra ripetute visite reciproche[34]. Una delle ragioni del gemellaggio è sicuramente il fatto che professano gli stessi ideali politici. Nella stagione 2012-2013, anno in cui i neroazzurri militavano in Serie C, mentre gli aretusei piombarono in Terza Categoria per via della mancata iscrizione al campionato, entrambe le tifoserie furono protagoniste di diverse visite nelle rispettive città, per rinsaldare il proprio rapporto di fratellanza. Cosi se da un lato si ricorda la partita promozione dei pontini in Serie B con numerosa presenza dei siracusani, vengono ricordate più di una visita durante la stagione di Terza Categoria da parte dei laziali.

AmicizieModifica

Risalente agli anni ottanta, il rapporto di amicizia fra aretusei e agrigentini. Per via dei fallimenti che hanno coinvolto direttamente nell'ultimo ventennio i due club, le due tifoserie si sono incontrate anche nei campi polverosi di Eccellenza e Serie D, anni in cui il rapporto di amicizia per forza di cose si è mantenuto più distante. Nelle stagioni 2016-2017 e 2017-2018, con la contemporanea presenza in Serie C delle due squadre, e con il ritrovato entusiasmo nelle rispettive piazze, le due tifoserie hanno potuto rinsaldare decisamente il rapporto di amicizia che li lega[35],

Buoni rapporti con la tifoseria del Catanzaro, risalente ai primi anni novanta, e con cui tutt'oggi, ogni qual volta le due squadre s'incontrano, viene rinnovato con incontri extra calcistici[36].

La rivalità contro Cosenza, indubbiamente ha influito inizialmente a far si che le tifoserie azzurra e rossonera si avvicinassero. Nata nel 2009, nella stagione 2015-2016, durante l'ultima gara di campionato disputatasi in quel di Rende, in cui il Siracusa ottenne la promozione in Serie C, una ventina di tifosi calabresi presenziarono rinsaldando i rapporti di stima ed amicizia con gli aretusei.

Nata nel 2010, le due tifoserie accomunate da alcune rivalità, fra tutte quella con l'Acireale, tutt'oggi, annualmente vengono rinsaldati i rapporti di amicizia, organizzando dei tornei di calcio estivi, con la presenza di diverse tifoserie amiche[37].

Nata nel 2001- 2002, durante gli incontri delle rispettive squadre che allora militavano campionato di Eccellenza, non hanno avuto più modo di potersi incontrare per via delle differenti categorie di appartenenza. Le due tifoserie sono accomunate dalle rivalità contro Caltanissetta e Licata.

Con la tifoseria marsalese la stima reciproca dura dagli anni novanta, è nata principalmente dalla comune rivalità con Trapani e successivamente si è rinforzata per le amicizie comuni con Agrigento e Palermo.

Rarissimamente le due squadre calcistiche si sono affrontate (fatta eccezione per la stagione 1999-2000 quando entrambe militavano in Eccellenza), ma l'amicizia nasce dal fatto che durante la militanza del Siracusa in Serie C negli anni novanta, alcuni megaresi fondarono un gruppo organizzato chiamato Ultras Siracusa Augusta, presenziando costantemente in casa e in trasferta. Il fallimento del 1995, causò lo scioglimento del gruppo, e con il trascorrere degli anni questa amicizia andò scemando, ma indubbiamente ancora oggi la cittadina megarese può considerarsi vicina ai colori azzurri[38]

Recente l'amicizia fra gli aretusei e i cugini di Noto. Piacevole sorpresa nel panorama provinciale, con i netini fin da subito si è creata una simbiosi che ha portato diverse visite reciproche dei maggiori rappresentanti delle rispettive tifoserie. Se da un lato si ricorda la presenza azzurra in diversi match dei granata nei campionati di Promozione, Eccellenza e Serie D (tra cui nella finale play-off del 2010 contro il Trani al vecchio stadio di Noto), stessa cosa si può dire in modo inverso per i netini molto presenti alla tifoseria aretusea. Indimenticabile l'insolito derby disputato nella stagione 2015-2016 in Serie D, dove nel nuovo impianto sportivo della cittadina barocca davanti a circa 3.500 spettatori, di cui mille siracusani, rinsaldando l'amicizia.[39]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby Palermo-Siracusa.
Il rapporto da Siracusa e Palermo è stato sempre altalenante, nel senso che accomunati dall'odio per l'acerrimo nemico catanese, ogni qual volta che le due squadre si sono incontrate ci sono stati sempre attimi di gioia e rispetto reciproco, ma per via della frequente diversità di categorie, le due tifoserie hanno avuto pochi incontri mettendo così a dura prova il gemellaggio che più volte ha subito incrinazioni e rotture anche per altri motivi. Si ricordano presenze palermitane ogni qual volta gli aretusei si recavano nella parte occidentale della Sicilia, questi dal canto loro hanno ricambiato nel periodo quasi decennale del Palermo in massima serie. Il rapporto ha subito la rottura definitiva nel 2011, quando prima dell'amichevole tra Siracusa e Catania, con nutrita presenza palermitana, e durante gli incidenti contro le forze dell'ordine che scortavano i pochissimi catanesi presenti (la trasferta fu limitata ai soli possessori di tessera del tifoso), alcuni sostenitori rosanero vennero arrestati.[40]

Nell'anno 2012 durante il campionato di Terza Categoria, alcuni sostenitori azzurri strinsero rapporti di amicizia con il gruppo organizzato Karsud Kop of Boulogne di Parigi. Da allora, le due tifoserie rinsaldano l'amicizia con visite reciproche, ultima dei parigini avvenuta nel derby di Serie D contro il Noto.

Il rapporto di stima reciproca con la tifoseria calabrese è nata nei campionati dilettantistici, e le due tifoserie sono accomunate dalle amicizie con Catanzaro e Reggina, e dalle rivalità con Cosenza e Catania.

  •   Virtus Ispica (dal 2018)

Recente l'amicizia con il gruppo ultras organizzato di Ispica Spakkaforno. Nata tra le amicizie con qualche esponente ultras aretuseo e ispicese, in quanto i due club non si sono mai affrontati. Le due tifoserie sono vicine per le amicizie comuni avute con i netini, e alcune rivalità come Ragusa e Modica.

Rispetto reciprocoModifica

Di seguito vengono elencate le tifoserie che, nel corso degli anni, insieme alla tifoseria azzurra, si sono contraddistinte per un comportamento di rispetto reciproco.

RivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby Catania-Siracusa.
 
La Curva Nord rossoazzurra.

La rivalità storica e più sentita, che ha origini extracalcistiche[41], è con la tifoseria del Catania, al punto da scatenare frequenti scontri ogni qual volta le due squadre si affrontano in occasione del derby[42][43][44][45]. Fin dagli anni novanta gli scontri sono stati particolarmente violenti, gli etnei ogni qual volta si recavano in terra siracusana, oltre al fatto di essere sempre numerosi, hanno causato ingenti danni a strutture o cose. I siracusani dal canto loro, negli anni duemiladieci, al ritorno del derby dopo circa un ventennio in terza serie, hanno creato numerosi attimi di tensione anche con la squadra del Calcio Catania, si ricordano un faccia a faccia fra alcuni rappresentanti del tifo e la squadra etnea durante il pre-partita, oppure un fitto lancio di pietre che colpì alla testa il portiere Pisseri, provocando un'interruzione di gioco di circa 10 minuti. Inoltre, se da un lato i tifosi aretusei hanno sottratto lo striscione Etna Ti Amo ai cugini rossoazzurri, viceversa durante una gara in campo neutro degli azzurri giocata a Catania nel 2000, ad essere sottratti ai siracusani furono due drappi.

La rivalità con i trapanesi si infittisce nei primi anni settanta. Tra le due tifoserie non corre buon sangue soprattutto per via dell'amicizia tra siracusani e palermitani (quest'ultimi acerrimi nemici dei trapanesi) e dell'amicizia tra trapanesi e catanesi (quest'ultimi acerrimi nemici dei siracusani). I due club hanno avuto modo di incontrarsi dalle categorie dilettantistiche fino ai campionati di Serie C. Si ricordano frequenti sassaiole sia in terra siracusana che in terra trapanese.[46][47]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby Messina-Siracusa.
Non da poco la rivalità in essere con la tifoseria messinese. Nata nel 1983 dopo una breve amicizia e in occasione di un derby al De Simone con violenti scontri da ambo le parti, undici anni dopo (nel 1994) accadrà un fatto gravissimo e tragico che peggiorerà ulteriormente i rapporti tra le due tifoserie. Nello specifico, il fatto vide coinvolti un giovane siracusano, Salvatore Moschella di 22 anni, e alcuni tifosi messinesi. I tifosi peloritani di ritorno in treno da una trasferta di Ragusa, cominciarono ad infastidire alcuni passeggeri di un vagone, tra cui Moschella, scatenando in particolare su quest'ultimo un efferata violenza. Il giovane, secondo la ricostruzione, dopo essersi inizialmente ribellato, viene ripetutamente infastidito e picchiato per poi diventare vittima sacrificale di una vera e propria caccia all'uomo, che lo indurranno a gettarsi dal finestrino in preda al panico tentando la via della fuga mentre il treno rallentava nei pressi della stazione di Acireale. Il tragico gesto per sottrarsi alla violenza gli fu fatale, in quanto morirà sul colpo. Da questa vicenda verranno arrestate ben cinque persone, delle quali due minorenni.[48][14][15]

Le due tifoserie inizialmente amiche, legate dall'amicizia con i palermitani e dalla rivalità con i catanesi, durante gli anni novanta subisce un'inversione di rotta nata da alcune incomprensioni che portano le due tifoserie ad essere oggi molto rivali. Si ricordano provocazioni degli aretusei nella stagione 2014-2015, quando ad una trasferta vietata, si recarono ad Acireale appendendo uno striscione contro i rivali direttamente allo stadio Tupparello[49].

La rivalità con gli oplontini nasce esattamente il 1º novembre 2006, quando durante una partita tra Siracusa ed il Savoia giocata a Siracusa, nel settore ospiti comparse uno striscione dei tifosi dell'Acireale (gemellati del Savoia). La gara si concluse con alcuni incidenti che provocarono la diffida di alcuni ultras siracusani. A distanza di anni, questo rapporto è sempre sfociato in incidenti, si ricordano fra tutte anche anche il furto di alcuni striscioni sottratti durante una trasferta, ad alcuni esponenti siracusani. Inoltre questa rivalità ha portato alla rottura del rapporto di amicizia tra stabiesi (storici gemellati dei siracusani) e oplontini[50].

Con i pugliesi i precedenti non sono tantissimi, ma nella stagione 2010-2011 al ritorno degli azzurri in Serie C, in quel di Foggia, i sostenitori azzurri furono vittime di un fitto lancio di oggetti. Da quel momento, negli anni a seguire ogni qual volta le due tifoserie si affrontano non corre buon sangue. Nel 2016 i foggiani venuti a Siracusa, furono vittime di un agguato, che provocò la diffida di ben nove ultrà aretusei[28][51]

Nonostante i numerosi confronti tra i due club tra serie B e C fino alla metà degli anni ottanta, i dissidi tra le due tifoserie nascono negli anni duemila durante i campionati di Serie D e per motivi di contrapposizione ideologica. Dopo una breve parentesi di rispetto reciproco per la solidarietà aretusea espressa in uno striscione in occasione di uno spareggio a Siracusa vietato ai cosentini, gesto che è stato apprezzato da questi ultimi, i rapporti tornano ostili e peggiorano nel 2008, sempre per i motivi di cui sopra, quando all'esterno della curva sud del San Vito gli aretusei, che capitarono lì per sbaglio, si scontrarono con i rossoblù.

Recente la rivalità con i casertani, nata nel 2018 dopo che quest'ultimi hanno rotto l'amicizia con la tifoseria stabiese[52]

Dissapori anche con la tifoseria avellinese, che ha avuto origine nel 1995 nello spareggio promozione di Serie C1. In quell'occasione, sul neutro di Reggio Calabria, numerosi incidenti prima, durante e dopo contraddistinsero il match.

La rivalità con i tifosi della Virtus Francavilla nasce nel 2016. Durante una gara della poule-scudetto di Serie D, giocata in terra pugliese, alcuni sostenitori aretusei al termine della partita, entrarono in campo pare per chiedere le maglie ai propri giocatori, questa scena non fu presa bene dalla tifoseria di casa, che ne approfittò per entrare fin da subito in contatto. Fuori dallo stadio una vera e propria caccia all'uomo, rese il clima ancor più infuocato. Da quel momento in poi, è pur vero dire che, nei successivi incontri disputati a Siracusa, la tifoseria pugliese è sempre risultata assente[53]

I rapporti tesi nascono nei primi anni duemila, quando precisamente nel 2005 durante la gara di ritorno dei play-off promozione disputata in terra campana, la tifoseria locale si rese protagonista di diversi comportamenti violenti nei confronti della squadra siciliana, al fine di scoraggiare il rendimento sul campo. Per la cronaca, dopo aver gettato dell'acido negli spogliatoi ospiti, e lanciato dei petardi all'indirizzo di alcuni calciatori, ben due tesserati non poterono entrare in campo per le conseguenze causate. La gara, vinta dai padroni di casa (4-2), gli fu data persa per questi motivi. Da quel momento in poi, ogni qual volta le due tifoserie si sono affrontate, permane un astio reciproco.

I derby della provincia con la tifoseria bianconera, sono da sempre molto tesi. Questo perché, i lentinesi, da sempre più vicini alla realtà catanese che siracusana per distanza geografica, fattore che ha inciso anche in ambito sportivo, con l'amicizia ottenuta negli anni del professionismo proprio con i tifosi del Catania. Se negli anni novanta, in contemporanea delle presenza nei campionati dilettantistici delle due squadra, gli scontri erano piuttosto frequenti e violenti, nel passare degli anni, questa rivalità seppur sentita, non ha prodotto schermaglie di rilievo[54]

Rivalità di minore intensità, ma pure sempre rivalità, è con la tifoseria dell'Atletico Catania. Le due tifoserie mai entrate in contatto, per la differenza di categoria, non hanno avuto modo di potersi incontrare con costanza negli anni[55]

Gli aretusei possono ritenersi la tifoseria più odiata dai gialloblu. Difatti, nel corso dei campionati professionistici prima (anni ottanta-novanta), e dilettantistici dopo, gli scontri sono stati sempre particolarmente violenti. Si ricorda nei primi anni novanta, il furto da parte dei sostenitori azzurri di uno striscione giarrese Gioventu', mostrato più volte nella curva di casa siracusana[56]

Anche con la tifoseria di Caltanissetta, i siracusani possono vantarsi di essere indubbiamente classificati tra i più odiati. Acutizzatasi negli anni ottanta, con la contemporanea presenza dei due club in Serie C2,aretusei e nisseni hanno avuto l'occasione di potersi confrontare anche nelle categorie dilettantistiche. Nella stagione 2008-2009, l'anno della promozione degli azzurri, nel match di andata giocatosi a Caltanissetta il 13 dicembre, giorno della festa della patrona di Siracusa Santa Lucia, e terminato 4-1 per la Nissa, i tifosi di casa offesero esponendo uno striscione all'indirizzo della Santa siracusana, creando non poche polemiche nel post partita[57]

Rapporti tesi fin dagli inizi degli anni novanta fra le due tifoserie. A fare da apripista a questa rivalità, senza dubbio l'amicizia dei siracusani con gli agrigentini (acerrimi nemici dei licatesi), e dall'amicizia dei licatesi con nisseni e trapanesi (rivali dei siracusani). Gli ultimi tafferugli che si ricordano, sono quelli del 2006 durante una gara valevole per il campionato di Serie D giocata sul neutro di Favara, dove le due tifoserie entrarono in contatto.[58]

Con gli etnei (tifoseria molto vicina al Catania, e non solo per i colori sociali), la rivalità si accentua negli anni novanta, anno in cui i due club militavano in Eccellenza. Si ricordano alcuni tafferugli ma di lieve entità. Ultimo precedente da annotare, nella stagione 2014-2015, durante una partita disputata fra i due club a Siracusa, alcuni sostenitori aretusei fecero un agguato ad un veicolo paternese diretto verso lo stadio, con ingenti danni subiti da quest'ultimo[59]

Con i modicani i rapporti sono tesi dalla fine degli anni novanta. Tra gli episodi più violenti, sicuramente l'aggressione al giovane Ivan Belluardo. Il 17 settembre 2008 al termine della trasferta di Modica, alcuni sostenitori azzurri all'uscita dallo stadio e lungo la strada del ritorno, aggredirono all'epoca dei fatti il diciottenne modicano Ivan Belluardo, che secondo la ricostruzione, fu uno dei protagonisti di un lancio di pietre contro le auto incolonnate della tifoseria del Siracusa. Il giovane, dopo essere stato raggiunto dai facinorosi, fu vittima di una violenta aggressione con calci e pugni, che gli causò qualche giorno di coma e diversi giorni di degenza in ospedale. Da questa vicenda furono arrestate ben quattro persone, accusate di tentato omicidio.[17][18][60] Nel 2018, durante una gara valevole per il campionato di Promozione (categoria di appartenenza del Modica) disputata a Siracusa, alcuni ultras siracusani, venuti a conoscenza della presenza di alcuni sostenitori rossoblù, fecero un'imboscata a quest'ultimi, con volti coperti da caschi e passamontagne, aggredendoli con bastoni, mazze, calci e pugni[61]

Fra siracusani e ragusani c'è stata una sorta di amicizia fino al 2002, trasformata in rivalità nello stesso anno dopo uno spareggio contro il Licata disputato al Selvaggio di Ragusa in cui gli ultras ragusani presenziarono al fianco di quelli licatesi, con cui sono gemellati. Anche per via dei rapporti poco idilliaci tra aretusei e licatesi, da lì in poi nacque la rivalità, sfociata un paio di mesi dopo con degli scontri in occasione di una amichevole estiva al De Simone.

La tifoseria vittoriese, indubbiamente è la tifoseria della provincia di Ragusa con la quale la tifoseria azzurra sente maggiormente la rivalità. Questo perché le due tifoserie sono entrate maggiormente in contatto nel corso degli anni. A parte i tafferugli, si ricorda nella stagione 2014-2015 in quel di Vittoria, il tentativo di furto di un drappo da parte di uno steward di fede biancorossa, il quale non riuscì nell'intento solo per il tempestivo intervento di alcuni ultras siracusani che, una volta entrati in campo, e recuperato il drappo, aggredirono lo stesso steward[62].

Rivalità minoriModifica

Di seguito vengono elencate le rivalità di minor intensità della tifoseria azzurra.

NoteModifica

  1. ^ La voce di Francesco Ficili che incoraggia la curva Anna, su youtube.com, 9 marzo 2014. URL consultato il 9 marzo 2014.
  2. ^ Francesco Ficili ultras siracusano scomparso nel 2014, durante una partita fece un incoraggiamento ai presenti in curva, su imgrum.org.
    «"Perché la curva siamo tutti! Tutti insieme!"».
  3. ^ «IP Italiana Petroli Concorso Squadra del Cuore con Maria Teresa Ruta (1987)», http://www.tecata.it/, 110 giugno 2019. URL consultato il 10 giugno 2019.
  4. ^ «RAI DS SQUADRA DEL CUORE IP», http://www.youtube.com/, 110 giugno 2019. URL consultato il 10 giugno 2019.
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