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Tinnura

comune italiano
Tinnura
comune
(ITSC) Tinnùra
Tinnura – Stemma
Tinnura – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Oristano-Stemma.svg Oristano
Amministrazione
SindacoPietro Fadda (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate40°16′08.63″N 8°32′53.44″E / 40.269064°N 8.548179°E40.269064; 8.548179 (Tinnura)Coordinate: 40°16′08.63″N 8°32′53.44″E / 40.269064°N 8.548179°E40.269064; 8.548179 (Tinnura)
Altitudine328 m s.l.m.
Superficie3,85 km²
Abitanti247[1] (28-2-2017)
Densità64,16 ab./km²
Comuni confinantiFlussio, Sagama, Suni
Altre informazioni
Cod. postale08010
Prefisso0785
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT095088
Cod. catastaleL172
TargaOR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) tinnuresi
(SC) tinnuresos
Patronosant'Anna
Giorno festivo26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tinnura
Tinnura
Tinnura – Mappa
Posizione del comune di Tinnura all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Tinnura (Tinnùra in sardo) è un comune italiano di 247 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna, nella antica subregione della Planargia, conosciuto per i suoi famosi murales. Il centro abitato è unito senza soluzione di continuità con quello di Flussio, comune col quale condivide il corso principale che corrisponde alla strada statale 292.

Indice

Origini del nomeModifica

Il toponimo "Tinnura" è considerato di origine assai antica, certamente preromana. In esso si rileva in particolare la radice "Tin", derivante dal protosardo "t(h)innía", "thinníga", che indicava, secondo gli studiosi, la pianta del giunco spinoso[2]. L'abitato di Tinnura è ancora oggi famoso per l'uso di tale vegetale (oltre che dell'asfodelo) nei lavori di artigianato.[3][4]

 
Chiesa di Sant'Anna

StoriaModifica

L'area fu abitata già in epoca prenuragica, nuragica e romana, per la presenza sul territorio di numerose testimonianze archeologiche, tra cui tombe dei giganti e nuraghi.

Nel medioevo appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria della Planargia. Alla caduta del giudicato (1259) venne governato dai Malaspina e successivamente (1308) entrò a far parte del Giudicato di Arborea. Intorno al 1420 passò sotto il dominio del Regno di Sardegna aragonese e divenne un feudo, concesso inizialmente alla famiglia Villamarina, per poi essere incorporato nel XVIII secolo dai Savoia insieme a Flussio nel marchesato della Planargia, feudo dei Paliaccio. Fu riscattato agli ultimi feudatari nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi di interesseModifica

Architetture religioseModifica

Sulla stessa via è presente la chiesa parrocchiale di Sant'Anna.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

 
La stazione ferroviaria di Tinnura

Nel comune è presente la stazione di Tinnura, scalo ferroviario posto lungo la linea Macomer-Bosa, in uso dal 1997 per il solo traffico turistico legato al servizio Trenino Verde dell'ARST. Lo scalo è quindi servito da alcune corse a calendario nel periodo estivo, oltre che da eventuali treni effettuati su richiesta di comitive di viaggiatori.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Si vedano in particolare gli scritti di Massimo Pittau nel sito www.pittau.it e gli studi da egli citati, su pittau.it.
  3. ^ Si veda il sito del comune di Tinnura nella sezione "artigianato e gastronomia", su comune.tinnura.nu.it.
  4. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 21.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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