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Tirreno-Adriatico

Corsa ciclistica a tappe italiana
Tirreno-Adriatico
Altri nomiCorsa dei due mari
SportCycling (road) pictogram.svg Ciclismo su strada
TipoGara individuale
CategoriaUomini Elite, UCI World Tour
FederazioneUnione Ciclistica Internazionale
PaeseItalia Italia
OrganizzatoreRCS Sport
DirettoreStefano Allocchio
CadenzaAnnuale
Aperturamarzo
PartecipantiVariabile
FormulaCorsa a tappe
Storia
Fondazione1966
Numero edizioni54 (al 2019)
DetentoreSlovenia Primož Roglič
Record vittorieBelgio Roger De Vlaeminck (6)
Ultima edizioneTirreno-Adriatico 2019
Prossima edizioneTirreno-Adriatico 2020

La Tirreno-Adriatico è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada che si svolge in Italia annualmente nel mese di marzo. La prima edizione della corsa risale al 1966. È considerata la principale corsa per la preparazione della Milano-Sanremo ed una delle corse più importanti di inizio stagione. Dal 2005 al 2007 ha fatto parte del calendario dell'UCI ProTour, mentre nel 2009 fu inserita nel calendario mondiale UCI, a sua volta sostituito, dal 2011, dall'UCI World Tour.

StoriaModifica

Inizialmente annunciata con il nome di "Tre Giorni del Sud", la corsa fu organizzata per la prima volta nel 1966 su iniziativa del Velo Club Forze Sportive Romane, presieduto da Franco Mealli:[1] la partenza della prima edizione venne fissata a Roma l'11 marzo e l'arrivo a Pescara il 13 marzo, dopo tre tappe, 603,5 chilometri e un percorso adatto ai passisti veloci.[2]

Deve il suo nome al fatto che il percorso inizia ogni anno in una località posta sul mar Tirreno e termina sul mare Adriatico. Per questo è stata anche soprannominata "la corsa dei due mari". In particolare l'ultima tappa è sempre arrivata a San Benedetto del Tronto, ad eccezione della prima edizione, quando la città marchigiana fu sede d'arrivo della seconda delle tre frazioni.[2] Col tempo, la partenza si è spostata verso il centro-nord.

Il corridore con il maggior numero di vittorie è Roger De Vlaeminck, che ha vinto sei edizioni consecutive della corsa, dal 1972 al 1977.

Albo d'oroModifica

Aggiornato all'edizione 2019.[3]

Anno Vincitore Secondo Terzo
1966   Dino Zandegù   Vito Taccone   Rolf Maurer
1967   Franco Bitossi   Carmine Preziosi   Vito Taccone
1968   Claudio Michelotto   Italo Zilioli   Rudi Altig
1969   Carlo Chiappano   Albert Van Vlierberghe   Giuseppe Fezzardi
1970   Antoon Houbrechts   Italo Zilioli   Felice Gimondi
1971   Italo Zilioli   Georges Pintens   Marcello Bergamo
1972   Roger De Vlaeminck   Josef Fuchs   Tomas Pettersson
1973   Roger De Vlaeminck   Frans Verbeeck   Gösta Pettersson
1974   Roger De Vlaeminck   Knut Knudsen   Simone Fraccaro
1975   Roger De Vlaeminck   Knut Knudsen   Wladimiro Panizza
1976   Roger De Vlaeminck   Eddy Merckx   Gianbattista Baronchelli
1977   Roger De Vlaeminck   Francesco Moser   Giuseppe Saronni
1978   Giuseppe Saronni   Knut Knudsen   Francesco Moser
1979   Knut Knudsen   Giuseppe Saronni   Giovanni Battaglin
1980   Francesco Moser   Alfons De Wolf   Dante Morandi
1981   Francesco Moser   Raniero Gradi   Marino Amadori
1982   Giuseppe Saronni   Gerrie Knetemann   Greg LeMond
1983   Roberto Visentini   Gerrie Knetemann   Francesco Moser
1984   Tommy Prim   Erich Mächler   Roberto Visentini
1985   Joop Zoetemelk   Acácio da Silva   Stefan Mutter
1986   Luciano Rabottini   Francesco Moser   Giuseppe Petito
1987   Rolf Sørensen   Giuseppe Calcaterra   Tony Rominger
1988   Erich Mächler   Tony Rominger   Rolf Sørensen
1989   Tony Rominger   Rolf Gölz   Charly Mottet
1990   Tony Rominger   Zenon Jaskuła   Gilles Delion
1991   Herminio Díaz Zabala   Federico Ghiotto   Raúl Alcalá
1992   Rolf Sørensen   Raúl Alcalá   Fabian Jeker
1993   Maurizio Fondriest   Andrei Tchmil   Stefano Della Santa
1994   Giorgio Furlan   Evgenij Berzin   Stefano Colagè
1995   Stefano Colagè   Maurizio Fondriest   Dmitrij Konyšev
1996   Francesco Casagrande   Oleksandr Hončenkov   Gianluca Pianegonda
1997   Roberto Petito   Gianluca Pianegonda   Beat Zberg
1998   Rolf Järmann   Franco Ballerini   Jens Heppner
1999   Michele Bartoli   Davide Rebellin   Stefano Garzelli
2000   Abraham Olano   Jan Hruška   Juan Carlos Domínguez
2001   Davide Rebellin   Gabriele Colombo   Michael Boogerd
2002   Erik Dekker   Danilo Di Luca   Óscar Freire
2003   Filippo Pozzato   Danilo Di Luca   Ruggero Marzoli
2004   Paolo Bettini   Óscar Freire   Erik Zabel
2005   Óscar Freire   Alessandro Petacchi   Fabrizio Guidi
2006   Thomas Dekker   Jörg Jaksche   Alessandro Ballan
2007   Andreas Klöden   Kim Kirchen   Aleksandr Vinokurov
2008   Fabian Cancellara   Enrico Gasparotto   Thomas Löfkvist
2009   Michele Scarponi   Stefano Garzelli   Andreas Klöden
2010   Stefano Garzelli   Michele Scarponi   Cadel Evans
2011   Cadel Evans   Robert Gesink   Michele Scarponi
2012   Vincenzo Nibali   Chris Horner   Roman Kreuziger
2013   Vincenzo Nibali   Chris Froome   Alberto Contador
2014   Alberto Contador   Nairo Quintana   Roman Kreuziger
2015   Nairo Quintana   Bauke Mollema   Rigoberto Urán
2016   Greg Van Avermaet   Peter Sagan   Bob Jungels
2017   Nairo Quintana   Rohan Dennis   Thibaut Pinot
2018   Michał Kwiatkowski   Damiano Caruso   Geraint Thomas
2019   Primož Roglič   Adam Yates   Jakob Fuglsang

StatisticheModifica

Vittorie per nazioneModifica

Aggiornato al 2019

Pos. Paese Vittorie
1   Italia 24
2   Belgio 8
3   Svizzera 5
4   Spagna 4
5   Paesi Bassi 3
6   Colombia 2
  Danimarca 2
8   Norvegia 1
  Svezia 1
  Germania 1
  Australia 1
  Polonia 1
  Slovenia 1

PlurivincitoriModifica

Un corridore ha ottenuto sei vittorie:

Sei corridori hanno ottenuto due vittorie:

Vittorie di tappaModifica

Aggiornato all'edizione 2018.

Pos. Nome Nazione Vittorie
1 Roger De Vlaeminck   Belgio 15
2 Óscar Freire   Spagna 11
3 Giuseppe Saronni   Italia 8
Moreno Argentin   Italia 8
Alessandro Petacchi   Italia 8
6 Peter Sagan   Slovacchia 7
Erik Zabel   Germania 7
8 Franco Bitossi   Italia 6
Rolf Sørensen   Danimarca 6
Ján Svorada   Rep. Ceca 6
Paolo Bettini   Italia 6
Fabian Cancellara   Svizzera 6

NoteModifica

  1. ^ Franco Recanatesi, Nasce la Tirreno-Adriatico trampolino per la Sanremo, in Corriere dello Sport, 23 febbraio 1966, p. 1. URL consultato il 4 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2014).
  2. ^ a b Franco Recanatesi, Tirreno - Continuazione, in Corriere dello Sport, 23 febbraio 1966, p. 8. URL consultato il 4 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2014).
  3. ^ (FR) Tirreno-Adriatico (Ita) - Cat. 2.PT, www.memoire-du-cyclisme.eu. URL consultato il 13 marzo 2013.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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