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Tiziana Maiolo
Tiziana Maiolo.jpg

Presidente della II Commissione Giustizia della Camera dei deputati
Durata mandato 15 aprile 1994 –
8 maggio 1996
Presidente Irene Pivetti
Predecessore Giuseppe Gargani
Successore Anna Finocchiaro

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XI, XII, XIII Legislatura
Gruppo
parlamentare
RC, FI
Coalizione Polo della Libertà (XII, XIII legislatura)
Circoscrizione Milano-Pavia (XI), Liguria (XII), Lombardia 1 (XIII)
Collegio Milano 8 (XIII Legislatura)
Incarichi parlamentari
  • Membro della Giunta per le autorizzazioni a procedere (XII)
  • Componente della Commissione Bicamerale Antimafia (XIII)
  • Presidente della Commissione Giustizia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Radicale
Rifondazione Comunista(1992-1994)
Forza Italia(1994-2009)
Il Popolo della Libertà(2009-2010/2011-2013))
Futuro e Libertà per l'Italia(2010-2011)
Il Popolo della Libertà
Titolo di studio maturità classica
Professione giornalista

Tiziana Maiolo (Parma, 23 giugno 1941) è una politica italiana.

Indice

BiografiaModifica

Tiziana Maiolo nasce a Parma, ma si trasferisce successivamente a Milano con la famiglia. Si dedica all'insegnamento prima di diventare, nel 1976, giornalista professionista. È stata giornalista de il manifesto. Il suo primo incarico nelle istituzioni data al 1990, quando è eletta al Consiglio Comunale di Milano nella lista "Antiproibizionisti sulla droga", legata al Partito Radicale di Marco Pannella. Il suo interesse principale all'epoca è in effetti la politica sulle droghe; è inoltre tra i fondatori dell'associazione Nessuno tocchi Caino per l'abolizione della pena di morte nel mondo.

Alle elezioni politiche del 1992 si candida da indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista per la Camera dei deputati, della quale entra nella Commissione Giustizia. Approfitta del suo incarico per farsi un'idea della situazione carceraria visitando diversi penitenziari italiani.

Nella tornata amministrativa del 1993 si candida a sindaco di Milano capeggiando una lista civica che porta il suo nome e che è appoggiata anche dai Radicali. La lista è prima esclusa dalla competizione elettorale per irregolarità nella presentazione delle firme, poi riammessa. In seguito a ciò, la Maiolo chiede un rinvio della data delle elezioni,[1] che non le viene concesso. Il risultato è insoddisfacente: la Maiolo come candidata ottiene lo 0,8% e pure il 2,6% raccolto dalla lista non è sufficiente per la rielezione a consigliere.

A partire dal 1994 aderisce all'area di Forza Italia, con la quale è eletta alla Camera nel 1994 e nel 1996, entrando a far parte anche dell'ufficio di presidenza di Montecitorio. Diviene presidente della commissione Giustizia della Camera. Nel 2001 entra nella giunta comunale di Milano guidata da Gabriele Albertini come assessore alle Politiche Sociali. L'anno successivo istituisce un premio intitolato a Maria Grazia Cutuli (l'inviata del Corriere della Sera uccisa in Afghanistan) per giornaliste che si siano occupate in modo particolare della condizione delle donne nel mondo. Nell'agosto del 2004 viene eletta nel Comitato CEDAW (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination against Women) dell'ONU.

Nel 2006 diventa Assessore alle Attività Produttive nella giunta Moratti[2] incarico che ricopre fino al 2008, quando dà le dimissioni a causa di contrasti con il Sindaco.[3][4] Dal gennaio 2009 è Assessore del comune di Buccinasco con delega alla sicurezza, trasporti pubblici e viabilità, finanziamenti pubblici.[5]

Il 25 ottobre 2010 aderisce al movimento finiano Futuro e Libertà.[6] L'8 febbraio 2011, intervistata durante il programma radiofonico 'La Zanzara' di Radio24, durante una puntata dedicata a "La morte dei quattro bimbi rom bruciati vivi a Roma due giorni fa", ha dichiarato, suscitando clamore, che è più facile educare un cane di un rom.[7][8][9] Il giorno stesso, a causa delle polemiche, si scusa della frase detta e si dimette da portavoce del coordinamento milanese di Futuro e Libertà.[10] Torna allora nel PDL e presiede dal 20 aprile 2011 l'Associazione dalla parte della Democrazia di Roberto Lassini[11].

PubblicazioniModifica

  • Processo alla Giustizia, Marsilio Editori, Venezia, 1994 (coautrice)
  • Il Diritto, la Giustizia e la Cultura, Spirali Editore, 1995
  • Introduzione ad Autobiografia di un inquisitore, Giornalisti editori, Milano, 1995
  • Dal Burqa ai Blue-Jeans, la guerra per le donne non finisce mai, Milano, 2004 (atti del convegno internazionale omonimo svoltosi nel 2001)
  • pubblicazione illustrativa del CEDAW, 2005
  • Tangentopoli, Rubbettino Editore, 2011
  • 1992 - La notte del garantismo, Marsilio Editori, Venezia, 2015

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica