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Tocco da Casauria
comune
Tocco da Casauria – Stemma
Tocco da Casauria – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoRiziero Zaccagnini (Lista Civica Primavera Toccolana) dal 06/06/2016
Territorio
Coordinate42°13′N 13°55′E / 42.216667°N 13.916667°E42.216667; 13.916667 (Tocco da Casauria)Coordinate: 42°13′N 13°55′E / 42.216667°N 13.916667°E42.216667; 13.916667 (Tocco da Casauria)
Altitudine356 m s.l.m.
Superficie29,67 km²
Abitanti2 581[1] (30-11-2018)
Densità86,99 ab./km²
FrazioniFràncoli, Marano, Pareti, Rovètone
Comuni confinantiBolognano, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Popoli, Salle, Corfinio (AQ)
Altre informazioni
Cod. postale65028
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068042
Cod. catastaleL186
TargaPE
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantitoccolani
Patronosant'Eustachio
Giorno festivo20 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tocco da Casauria
Tocco da Casauria
Tocco da Casauria – Mappa
Posizione del comune di Tocco da Casauria all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Tocco da Casauria ('tu:əccə, in alfabeto fonetico, nel quale la vocale "ə" corrisponde ad una "e" muta) è un comune italiano di 2.581 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana della Maiella e del Morrone. Il paese sorge su un colle nella valle del fiume Pescara, a circa 40 km dal capoluogo di provincia, lungo la strada che la collega a Roma, poco prima delle Gole di Popoli.

Indice

Geografia FisicaModifica

ClimaModifica

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 131316182327303126221713131929,321,720,8
T. min. mediaC) 4468131719201613954,3918,712,711,2
Precipitazioni (mm) 3735,328,830,818,911,23,613,127,434,357,945,1117,478,527,9119,6343,4

[2]

GeografiaModifica

Il comune è situato alle falde del monte Morrone, ad un'altitudine di 356 metri, tra le valli del fiume Pescara e del torrente Arolle e dista circa 45 km da Pescara.

StoriaModifica

Le prime notizie sul comune di Tocco, si hanno nell'anno 872. Tra il XII secolo e il 1320 il territorio seguì le vicende della contea di Manoppello, passando in successione alle famiglie Pagliara, Plessis, Colonna, Sully e infine agli Acquaviva.[3] Nel XIII secolo iniziò a svilupparsi un abitato attorno ai centri di attrazione della chiesa di sant'Eustachio e del castello, che assunse importanza per la sua posizione strategica a controllo delle gole di Popoli e della valle del Pescara.

I terremoti del 1456 e del 1706 distrussero gran parte della cittadina.

Nel 1817 il Centerba, un liquore ricavato dalla distillazione di diverse piante della Maiella, inventato dal farmacista Beniamino Toro come medicamento, divenne prodotto di consumo.

Nel 1862 il comune di Tocco assunse la denominazione attuale di "Tocco da Casauria": l'aggiunta venne motivata con le "tradizioni storiche del vicino tempio di Casauria".

A fine Ottocento vi si trasferirono i baroni Bonanni d'Ocre, con Cedino, che aveva sposato Lucia Filomusi Lanciotti e fu sindaco del paese tra il 1895 e il 1900.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Castello o Palazzo ducaleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Caracciolo.

Fatto erigere da Federico II tra il 1187 e il 1220, fu distrutto dal terremoto del 1456 e ricostruito in stile rinascimentale a forma rettangolare con quattro torri quadrate agli angoli e cortile interno. Come rivela un'iscrizione posta all'interno del castello, la ricostruzione avvenne senza fossato, probabilmente inutile dopo l'invenzione della polvere da sparo. In un ambiente coperto con ampie volte a crociera è sita la prigione costruita in un punto "dove non batte mai il sole". Attualmente disabitato è stato proprietà della famiglia Scali-Caracciolo di Scafa, oggi del comune.

Chiesa di Sant'EustachioModifica

 
Particolare del castello

Edificata nel XII secolo fu dedicata a sant'Eustachio martire, patrono del paese. Parzialmente distrutta dal terremoto del 1706, fu ricostruita poco dopo. A pianta rettangolare, con facciata tripartita da paraste, conserva l'impianto basilicale medievale con lo spicchio centrale più elevato, come si evidenzia anche nelle tre navate interne. La facciata di gusto barocco è in pietra bianca della Majella ed ha tre portali, dei quali il centrale maggiore coronato da architrave con fregi. Tra questi si trovano due bassorilievi romanici della facciata storica, e uno di questi rappresenta Cristo ingigantito tra due discepoli. L'altro mostra la Madonna col Bambino . Al centro, sotto il finestrone, c'è una nicchia con la statua del santo. Il campanile laterale è una torre medievale a cuspide piramidale; presso il transetto si erge una piccola cupola con lanterna.

L'interno è decorato da stucchi e pennacchi barocchi, con quattro altari a destra e tre a sinistra, più quello centrale maggiore. Esso conserva una tela che raffigura il santo titolare, del 1740. In precedenza sulla destra si trovava la rinascimentale cappella del Sacramento, non ricostruita dopo il 1706.

Madonna delle GrazieModifica

 
Parrocchia di Sant'Eustachio

Fondata attorno all'anno 1480 dalla confraternita o congrega della Madonna delle Grazie, presenta sulla facciata un rosone a traforo del Rinascimento con tarde reminiscenze gotiche ed un portale di forma rettangolare delimitato da due lesene.

Convento dell'Osservanza "Santa Maria del Paradiso"Modifica

Situato sulle falde del monte Rotondo a circa un chilometro dal paese, fu edificato nel 1470 dalla pietà del popolo toccolano e donato ai frati minori. Fu eretto dove secondo il Chronicon Casauriense si trovava la cappella di San Flaviano, di proprietà del monastero fondato nell'871. Il convento inizialmente molto piccolo, assunse proporzioni più vaste negli anni a seguire, sviluppandosi sul lato ovest, sino a raggiungere l'attuale struttura nel 1604, come dimostra l'incisione sull'architrave del portale. Sia per l'ampiezza degli ambienti che per la centralità geografica, il convento ha ospitato 28 capitoli provinciali per l'elezione del Ministro Provinciale. Ha subito soppressioni con le leggi francesi del 1811, e poi quelle piemontesi del 1866. I Francescani lo riottennero nel 1871, e nel 1900 ne completarono il rifacimento, quando una sala venne restaurata per ospitarvi il Collegio Serafico. Nel 1977-79 il convento è stato riportato con un restauro della Soprintendenza all'aspetto cinquecentesco rinascimentale; dal 1962 il convento fu dotato di un nuovo edificio adiacente per ospitare la scuola media. Nei lavori di restauro vennero riaperte le archeggiature del chiostro, la pavimentazione dei corridoi, il restauro dei locali al pianterreno adibiti a biblioteca, e la stonacatura della pietra a vista

La chiesa di stile gotico rinascimentale presenta dei rifacimenti barocchi. Il convento presenta un portico di due ordini d'archi sfalsati ed un chiostro rettangolare affrescato.

Chiesa di San DomenicoModifica

Originariamente dedicata a San Francesco, fu costruita nel 1317 dai frati francescani che vi rimasero fino al 1653. L'interno è ad una sola navata con volta romanica e pianta a croce latina su cui si innalza una piccola cupola, che dà una tonalità solenne a tutto l'insieme architettonico.

Palazzo ToroModifica

Fatto erigere da Enrico Toro verso la metà dell'Ottocento, come nuova residenza per la famiglia e fabbrica per la produzione del famoso liquore, fu completato intorno al 1870. La residenza, ancora di proprietà della famiglia Toro, è costituita da 2 piani a pianta rettangolare ed è situata a metà del corso principale del paese. Le sale sono state affrescate in parte dal giovane pittore Francesco Paolo Michetti con grottesche e altri elementi decorativi, arredato in stile Ottocento napoletano.

Abbazia di San Clemente a CasauriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Clemente a Casauria.
 
Esterno dell'Abbazia di San Clemente

Si trova al di fuori del perimetro comunale dal paese, nel territorio di Castiglione a Casauria, vicino Torre de' Passeri. Fu costruita nel IX secolo per volere dell'imperatore Ludovico II il Giovane, e saccheggiata nel 920 dai Saraceni e dagli Ungari. Nel 1076 fu tenuta sotto scacco da Ugo Malmozzetto Conte di Manoppello, nel XII secolo l'abate Grimoaldo fece fare degli interventi di restauro, consolidatisi nel 1152-92 sotto il governo dell'abate Leonate. L'abbazia raggiunse il massimo splendore e lo stile attuale romanico, splendore che tuttavia durò poco a causa della decadenza e delle lotte contro il vicino monastero di Santa Maria di Picciano. Nel XV secolo il monastero era commenda, nel 1775 fu dichiarato di regio patronato. Subì anche devastazioni dai terremoti, come quello del 1348 e del 1448 che lo privò dei bracci laterali del transetto. Altri danni ci furono con i terremoti della Majella del 1706 e di Avezzano del 1915, quando nel 1891 la chiesa aveva già subito un restauro. I danni più recenti ci sono stati col terremoto del 6 aprile 2009, che hanno fatto crollare la parte del soffitto all'altezza dell'arco trionfale al presbiterio, ripristinato nel 2011.

La chiesa può considerarsi l'"enciclopedia medievale" dell'architettura abruzzese di stile romanico: si trova presso il cimitero di Castiglione, la facciata è divisa da una cornice che la divide orizzontalmente: in alto c'è un attico coronato con quattro bifore architravate e ogivali, collocate con i restauri del dopo terremoto 1448. Il portico di base è riccamente decorato nelle tre arcate di accesso, con costoloni prismatici: il portale maggiore ha l'archivolto formato da tre archi a ferro di cavallo, concentrici e gradualmente rientranti, figure a rilievi che rappresentano la storia dell'abbazia: San Clemente Papa seduto al centro con a sinistra i santi Fabio e Cornelio e alla sinistra l'abate Leonate che mostra il modellino dell'abbazia. Nel grosso architrave sono raffigurate in ordine di successione le storie relative alla fondazione dell'abbazia da parte dell'imperatore Ludovico il Giovane, e quelle successive sino al XII secolo, di cui esiste anche la fonte cartacea della Cronaca di Casauria. I battenti bronzei del portale centrale apparterrebbero alla committenza dell'abate Ioele nel 1192, sono suddivisi in 72 riquadri occupati da formelle con le croci, figure di abati, rosoni e i Castelli posseduti dall'abbazia, sparsi per l'Abruzzo e il Molise (oggi si conservano 14 formelle originali, le altre sono state rifatte).
L'interno è a pianta a croce latina, anche se i bracci del transetto sono spariti, con abside semicircolare, e presbiterio preceduto da arco trionfale, leggermente rialzato per consentire l'accesso alla cripta sotterranea. L'interno è diviso da tre navate da pilastri quadrangolari e archi leggermente ogivali, il soffitto è a capriate lignee. Sulla destra è da ammirare l'ambone romanico a lettorino con riquadri decorati a fioroni e con scene tratte dall'Antico Testamento, opera di frate Giacomo da Popoli.

 
Interno di San Clemente a Casauria

Casa natale di Francesco Paolo Michetti e altri monumentiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Francesco Paolo Michetti.

In via Michetti si trova una piccola casa del XVIII secolo, con intonaco purpureo, che è la resistenza natale del pittore abruzzese Michetti, amico di Gabriele D'Annunzio. La casa è di proprietà provinciale ed è stato allestito un museo dedicato al pittore con alcune opere inedite.

  • Torre dell'Orologio: si trova all'interno del borgo, ha pianta quadrata, e faceva parte di un sistema di torri di avvistamento dislocate lungo la cinta muraria di Tocco. L'orologio è stato aggiunto nell'Ottocento, la costruzione conserva la parte sommitale alla perfezione, con le merlature alla ghibellina di coronamento, sul prospetto meridionale presenta una piccola apertura a finestra, sul prospetto occidentale vi è solo l'ingresso ad arco, sopraelevato rispetto alla strada, raggiungibile in origine da rampa di legno, e oggi da una rampa a sette gradini di pietra
  • Porta della Croce: in via Cavour, è l'unica rimasta delle porte medievali di Tocco. Ha un arco a sesto acuto incluso in una cornice di pietra in ciottoli di fiume non lavorati. L'arco è sovrastato da una cornice marcapiano e da un timpano dall'andamento curvilineo, che si innalza nel punto centrale, che è un rifacimento del XVIII secolo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

Lingue e dialettiModifica

Il dialetto toccolano, data la posizione geografica del centro, potrebbe essere definito una parlata di transizione tra quelle peligne e quelle dell'entroterra pescarese. Molto evidenti sono soprattutto i frangimenti vocalici e la metafonia "napoletana" anche da -o, fenomeni tipici dell'area peligna e riscontrabili anche ad es. a Popoli e Pratola Peligna: tuttavia essi sono in uso ormai solo presso gli anziani, in quanto le generazioni più giovani hanno subito un sensibile influsso da parte delle zone poste più ad est, cioè verso la costa, come l'area metropolitana Pescara-Chieti.

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

Si produce olio d'oliva extravergine "Apruntino Pescarese" (DOP per la provincia di Pescara) e vino Montepulciano, Cerasuolo e Trebbiano.

Energie rinnovabiliModifica

Grazie alla particolare posizione del territorio comunale, Tocco da Casauria è stato scelto dalla Comunità Europea nel 1989 come sede di un progetto per la produzione di energia eolica. I primi due aerogeneratori installati, però, a fronte di un notevole inquinamento acustico riuscivano a coprire solo il 25% della domanda di elettricità del comune. Nel 2007 è partito il progetto di sostituzione delle due pale eoliche inefficienti con quattro aerogeneratori di ultima generazione. Nel solo 2009, il surplus di produzione di energia eolica prodotta ha comportato un guadagno per le casse comunali di circa 170.000 €[5].

Tali entrate hanno permesso al comune di abolire le imposte locali. Questa politica ambientale è stata oggetto di un servizio da parte del New York Times.[5]

ArtigianatoModifica

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte del ricamo, del merletto, del tombolo e la lavorazione del ferro battuto.[6]

Infrastrutture e trasportiModifica

Il comune è interessato dalla strada provinciale 67 e servito dalla stazione di Tocco-Castiglione, posta sulla linea Roma-Sulmona-Pescara.

AmministrazioneModifica

Elenco dei sindaci di Tocco da Casauria dal 2002.[7]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Gianfranco Pinti Lista civica di centro-sinistra Sindaco [8]
29 maggio 2007 4 novembre 2010 Riziero Zaccagnini Lista civica Sindaco [9]
25 novembre 2010 30 dicembre 2010 Ida De Cesaris Commissario prefettizio
30 dicembre 2010 16 maggio 2011 Ida De Cesaris Commissario straordinario
16 maggio 2011 6 giugno 2016 Luciano Lattanzio Lista civica Nuova vita per Tocco Sindaco [10]
6 giugno 2016 in carica Riziero Zaccagnini Lista civica Primavera Toccolana Sindaco [11]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Tocco da Casauria, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 10, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 62-75, SBN IT\ICCU\TER\0031819.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Sito su Tocco Casauria, su toccocasauria.com. URL consultato il 24 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2007).
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