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Regno di Navarra
Íñiguez
Navarre Arms.svg

Iñigo I
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Garcia I
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Garcia II
Fortunato
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Íñigo II
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Toda Aznarez, Toda anche in spagnolo, in galiziano, in aragonese, in portoghese, in catalano e in basco (885 – dopo il 970), regina consorte di Navarra sino al 925 e reggente del regno di Navarra dal 925 al 934.

Origine[1]Modifica

Figlia di Aznar Sánchez, signore di Larraun (figlio di Sancho Garcés, a sua volta figlio del re di Pamplona, García I Íñiguez, quindi fratello di Fortunato Garcés) e di Onneca Fortúnez, figlia del re di Pamplona, Fortunato Garcés, quindi da entrambi i genitori discendeva dalla famiglia Arista.
Attraverso il primo matrimonio della madre con l'emiro di al-Andalus, ʿAbd Allāh ibn Muḥammad fu la zia (era la sorellastra del padre) dell'emiro e poi califfo di al-Andalus, ʿAbd al-Raḥmān III.

BiografiaModifica

All'inizio del X secolo, Toda sposò Sancho I Garcés, della dinastia Jimena, fratellastro di Íñigo II Garcés, il co-regnante del re di Pamplona, suo nonno, Fortunato Garcés, per cui i loro discendenti furono della dinastia Jimena, da parte di padre, ed Arista, per parte di madre.

Alla morte del marito, nel 925, fu reggente del regno, sino al 931, assieme al cognato, Jimeno II Garces, che assunse il titolo di re.
Poi dopo la morte di Jimeno, fu affiancata dall'altro cognato, Inigo II, e, dal 933, fu reggente da sola sino al 934[1].
Anche dopo che il figlio Garcia ebbe raggiunto la maggior età, Toda continuò a guidare il figlio nella politica di opposizione ad al-Andalus. Infatti fu l'ispiratrice dell'alleanza dei re cristiani che, nel 939, portò alla vittoria nella battaglia di Simancas[1][2].

Condusse un'ottima politica familiare, sposando le figlie a vari regnanti cristiani della penisola iberica. Onneca, Urraca e Sancha, sposarono tre re di León, poi Sancha sposò il conte di Alava e quindi il conte di Castiglia, mentre Velasquita sposò il conte di Álava, poi il figlio del conte di Ribagorza ed infine il governatore di Nájera[1].

 
Iscrizione sul sepolcro della regina Toda.
 
Atrio del monastero di San Millán de Suso. Alla destra le tombe delle tre regine di Navarra (Toda, Jimena ed Elvira) e alla sinistra quelle dei Sette infanti di Lara.

Il re di León, Sancho I, suo nipote, nel 958 fu detronizzato dalla nobiltà castigliana, guidata da Fernán González, e fu sostituito con Ordoño IV di León (Toda era la nonna anche di Ordono).
Sancho si recò in Navarra a richiedere l'aiuto della nonna. Aiutò il nipote, mettendolo in contatto con il califfo ʿAbd al-Raḥmān III, di cui era la zia, e accompagnandolo a Cordova, facendo in modo che fosse firmato un trattato per cui ʿAbd al-Raḥmān l'aiutò a recuperare il trono.

Morì nel 970, all'età di circa 85 anni.
Fu sepolta nel monastero di San Millán de Suso, nella provincia de La Rioja. Nello stesso monastero furono sepolte anche la regina Jimena Fernandez, consorte del re di Navarra Garcia II Sanchez e la loro figlia, la principessa Elvira.
Il sarcofago di Toda si trova nell'atrio del monastero, assieme a quello di Jimena ed Elvira e di fronte ai sette sarcofaghi dei sette infanti di Lara, sette fratelli morti combattendo contro Almanzor, le cui gesta furono immortalate da un poema epico, oggi andato perduto.

Figli[1]Modifica

Toda, secondo il codice di Roda[3], diede a Sancho sei figli:

NoteModifica

  1. ^ a b c d e (EN) Dinastie reali di Navarra
  2. ^ Nel 939, Toda si alleò col re di León Ramiro II, che al comando di truppe leonesi, asturiane galiziane e castigliane, insieme a suo figlio Garcia Sanchez, impartì una dura disfatta ad ʿAbd al-Raḥmān III nella Battaglia di Simancas dopo la quale ʿAbd al-Raḥmān III, al-Nāṣir li-dīn Allāh (difensore della fede) non volle più partecipare in prima persona alle operazioni belliche cui quasi sempre aveva presenziato per i gravi pericoli corsi.
  3. ^ a b Il codice di Roda, compilato nel X secolo con qualche aggiunta dell'XI secolo, si occupa della storia e delle genealogie del periodo alto-medioevale della zona a cavallo dei Pirenei, quindi soprattutto regno di Navarra e Marca di Spagna.
  4. ^ a b La Cronaca di Sampiro è una cronaca scritta dal vescovo di Astorga, Sampiro, a partire dall'866, col regno di Alfonso III delle Asturie, sino al 999, regno di Alfonso V di León.

BibliografiaModifica

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, "Storia del mondo medievale", vol. II, 1999, pp. 477–515

Voci correlateModifica

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