Todd McFarlane

fumettista canadese
Todd Dean Mark McFarlane[1]

Todd Dean Mark McFarlane[1] (Calgary, 16 marzo 1961) è un fumettista, imprenditore e disegnatore canadese.

È conosciuto soprattutto per aver creato i personaggi di Venom e Spawn.

Tra gli anni ottanta e gli anni novanta McFarlane diventò uno degli autori di maggior successo realizzando due testate della Marvel Comics sull'Uomo Ragno. Nel 1992 fondò insieme con altri autori la Image Comics e pubblicò per essa il fumetto Spawn, che segnò un record di vendite e fu il primo importante fumetto di cui l'autore deteneva i diritti sullo sfruttamento della proprietà intellettuale.

Nel primo decennio del XXI secolo McFarlane scrive e disegna molto meno, per dedicarsi maggiormente alla sua carriera da imprenditore con la McFarlane Toys, che si occupa di action figure e con la Todd McFarlane Entertainment, uno studio per film e animazioni.

McFarlane è anche proprietario della squadra di Hockey Edmonton Oilers ed è un grande collezionista ed appassionato di oggetti riguardanti il baseball.

Indice

CarrieraModifica

Il debutto e il periodo DC (1984-1987)Modifica

Diplomatosi alla William Aberhart High School, Todd è sempre stato un accanito lettore di fumetti di genere supereroistico e diventa un avido collezionista a partire dall'età di 16 anni[2]. Diviene un collezionista compulsivo arrivando a comprare qualsiasi albo pubblicato da Marvel o DC Comics. La sua passione lo porta a lavorare presso una fumetteria e a cimentarsi con il disegno[2]. Le sue prime influenze sono John Byrne e George Pérez[2]. Più tardi rimane affascinato anche da Neal Adams, Gil Kane, Walter Simonson, Arthur Adams, Michael Golden e Frank Miller[2]. Todd afferma che per elaborare il suo stile ha attinto da diversi autori cercando di carpire da ognuno quello che riuscivano a fare meglio. Alla fine il suo modo di disegnare diviene (a suo dire) un amalgama di Jack Kirby, Gil Kane e Marshall Rogers[2].

Nei primi anni ottanta McFarlane frequenta la Eastern Washington University e studia arti grafiche; lavora anche in una fumetteria vendendo alcuni suoi disegni di supereroi famosi e gioca a baseball a livelli universitari. Durante e dopo il college Todd spera ancora di diventare giocatore di baseball a livello professionistico[3]. Il suo piano è di disegnare fumetti durante la giornata e dedicarsi all'attività sportiva di sera[3]. Come teme però non ha doti a sufficienza per sfondare nel baseball professionistico e così gli viene utile l'attività svolta ad affinare le sue doti artistiche e la pazienza nell'aver spedito centinaia di suoi disegni alle case editrici[3]. In questo periodo gli è molto utile aiutare il padre che lavora nel campo della stampa e distribuzione. I meccanismi e le problematiche che stanno dietro alla pubblicazione materiale di una rivista saranno utili nel momento in cui si staccherà dalla Marvel per fondare la Image[2]. Il suo primo lavoro per una delle Big-Two arriva nel 1984 quando gli vengono affidate delle storie per la serie Coyote dell'etichetta Epic Comics (della Marvel)[2]. Tra il 1985 e il 1987 lavora però prevalentemente per la DC Comics. La serie su cui si cimenta più a lungo è Infinity Inc. e varie serie di Batman. Fra queste ultime spiccano gli episodi di Detective Comics che compongono la saga Batman: Anno due. Todd si trova in sintonia con il Cavaliere Oscuro in quanto eroe solitario e "creatura della notte" (così definito dallo stesso Todd).[2]. Inoltre è affascinato da personaggi che possono essere deformati graficamente attraverso la manipolazione del costume che indossano e che agiscono nelle atmosfere cupe tipiche delle storie di Batman[2]. McFarlane ci tiene però a precisare che non ha un personaggio preferito del duo DC-Marvel[2]. Ogni volta che si deve cimentare in un incarico, che sia l'incredibile Hulk o l'Uomo Ragno, si dedica ad ogni tavola con il massimo della dedizione[2]. Inoltre in questa fase della sua carriera preferirebbe dedicarsi a personaggi che si trovano in difficoltà con le vendite degli albi, piuttosto che non prendere le redini di qualche serie dedicata agli X-Men (che all'epoca erano i best seller dei comic statunitensi)[2]. Tra l'altro, se c'è una tipologia di fumetto che non gli aggrada è proprio quella delle serie con team di supereroi, questo dopo l'esperienza passata a disegnare gli albi del supergruppo della serie Infinty,Inc.[2] Si dichiara non portato a gestire graficamente una moltitudine così varia di supereroi in una stessa tavola[2]. Trova invece che il suo collega e amico Jim Lee sia tra i più bravi artisti in assoluto nel dedicarsi ad opere di questo tipo[2]. Lee diviene infatti famoso per il suo lavoro sui gruppi mutanti della Marvel e, negli anni novanta, per la creazione del team Wildcats, pubblicato inizialmente dalla Image e poi inglobato nell'universo DC. Un esempio da seguire lo trova invece in Frank Miller, un autore completo, capace di scrivere e disegnare grandi opere, sia che si tratti di personaggi Marvel-DC o da lui stesso creati[2]. A questo si aggiunge l'impresa compiuta da Miller a fine degli anni settanta quando, alla Marvel, gli viene affidata la serie dedicata a Daredevil, in forte crisi di vendite e prossima alla chiusura[2]. Avuta carta bianca da Jim Shooter (redattore capo della Marvel), Miller crea una saga epocale e innovativa, riportando nei primi anni ottanta Il Diavolo di Hell's Kitchen alla popolarità[2]. Queste storie sono inoltre il preludio ad uno dei maggiori capolavori del fumetto quale Il ritorno del Cavaliere Oscuro[2]. Altro aspetto che ammira dell'autore newyorkese è la capacità e l'audacia di rinnovare continuamente il suo stile, passando da un'impostazione in "stile-marvel anni settanta" (adattato sulle opere di John Buscema), ad una gestione più personale ed cinematografica delle vignette per poi approdare ad un bianco e nero fortemente ispirato dai temi noir e dal fumetto europeo, evidente nelle opere che compongono l'affresco di Sin City[2].

Il periodo Marvel Comics (1988-1991)Modifica

Nonostante lascia la DC per dedicarsi ai personaggi Marvel. Questo perché nel 1987, con l'arrivo di Tom DeFalco come Redattore Capo (al posto di Jim Shooter) si apre per la Casa delle Idee un periodo in cui si da fiducia ai nuovi autori e si cerca di rinnovare il parco testate. Bisogna infatti tentare di rispondere al rilancio dei personaggi della rivale DC Comics dopo la miniserie Crisi sulle Terre Infinite che non solo attira nuovi lettori ma anche quegli artisti quali John Byrne e Frank Miller che molto avevano contribuito al successo della Marvel tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta. In questo contesto L'editor DeFalco affida i personaggi più importanti Marvel ad artisti giovani (e non ancora completamente affermati). Sono Rob Liefeld su New Mutants (poi X-Force), Marc Silvestri sulle testate mutanti tra le quali Wolverine e Jim Lee sugli X-Men. A Todd viena affidata la serie su Hulk che riesce a rilanciare insieme a Peter David (ai tesi), i due ricreano interesse intorno al personaggio e ne creano una nuova personalità denominata Hulk Grigio[2]. Ormai divenuto un artista di punta, nel 1988 ottiene l'incarico di disegnare la storica testata dell'Uomo Ragno cioè Amazing Spider-Man (ai testi David Michelinie)[2]. Tom De Falco gli chiede di rinnovare graficamente il personaggio e di cercare di dare nuovo lustro al portabandiera della Marvel[2]. Il successo arriva anche in questa occasione e McFarlane contribuisce, tra l'altro, a creare una delle nemesi più popolari dell'Uomo Ragno, ovvero il supervillain Venom. Versione speculare dell'arrampicamuri, Venom è dominato da un costume in rapporto simbiotico con chi lo indossa, aspetto che poi sarà in parte ripreso con Spawn[2]. McFarlane arriva a cambiare in modo considerevole l'aspetto del supereroe rendendolo più "ragnesco": gli arti più sottili, occhi grandi e ragnatele "a spaghetti" (per sua stessa ammissione riprese da Michael Golden); questa revisione fu storica ed è tuttora presente nelle versioni di alcuni disegnatori attuali. McFarlane vuole però avere la possibilità di avere pieno controllo sulla serie, quindi scriverne le storie oltre che disegnarle. La Marvel crede fortemente nell'autore e gli affida una nuova serie dedicata all'Uomo Ragno. L'opera esce nel 1990 con il titolo Spider-Man di cui McFarlane è sia disegnatore che sceneggiatore; il primo numero vende quasi tre milioni di copie, grazie anche alle varie edizioni con copertine differenti.[4] Il primo story-arc è Tormnet e l'artista canadese ne approfitta subito per avvolgere il personaggio in atmosfere più cupe e mettendolo a confronto con nemici "mostruosi", da Lizard a Hobgoblin[2]. McFarlane ammette di aver sempre patito il fatto di dover disegnare villain o character a lui non congeniali, con questa serie ha modo di mettere sulla pagina quello che più è in sintonia con le sue corde narrative[2]. Le limitazioni e costrizioni della dirigenza Marvel non tardano però ad arrivare. Todd è più volte costretto a ridisegnare le tavole in quanto non consone al Codice dei fumetti[2]. Il successo della serie è strepitoso e la Marvel non vuole turbare i lettori o dare l'impressione di rompere il patto non scritto della Comics Code Authority[2]. McFarlane è frustrato ma il pretesto per lo scontro definitivo con Tom De Falco arriva con le tavole di Spider-Man n.16, qui a Todd viene chiesto di rifare una scena in cui Juggernaut viene colpito in un occhio da una spada[2]. Questo stratagemma sfrutta uno dei pochi punti deboli del mutante e della sua armatura. De Falco blocca tutto e sostiene che la Marvel non può mostrare un possibile danno al bulbo oculare[2]. McFarlane replica che in passato su Daredevil, Frank Miller ha fatto trafiggere Elektra all'addome da Bullseye. La replica del Redattore Capo della Marvel è che in quella vignetta non si vede la spada attraversare il costume ma vi è solo un allungamento del tessuto e non si vede sangue o un esplicito attraversamento della carne[2]. McFarlane trova assurde le spiegazioni ed ha la scusa giusta per lasciare la casa editrice. Non bisogna sottovalutare che nello stesso periodo la moglie aspetta il primo figlio e l'artista ha guadagnato molto negli ultimi anni, si può permettere un periodo sabbatico[2]. Inoltre è a conoscenza delle trattative del suo amico (di allora) Rob Liefeld con la Malibu Comics per cercare di pubblicare una serie indipendente e di cui possa detenere i diritti. Si tratta del gruppo Youngblood, dopo i numerosi personaggi creati per la Marvel, tra i quali Deadpool e Cable, ora Rob vuole produrre un'opera di cui poter controllare i diritti e guadagnare di più sull'income delle vendite[2]. Da sottolineare che nel 1991 esce X-Force n.1, dello stesso Liefeld (pubblicato dalla Marvel) che vende cinque milioni di copie. In quanto a vendite viene battuto da X-Men n.1 di Jim Lee che vende 8 milioni di copie (divenendo l'albo più venduto di sempre fino ad allora). Questi successi sembrano rafforzare la forza degli autori, soprattutto i disegnatori che si sentono le nuove "rock star" del fumetto. McFarlane capisce che sarebbe il momento giusto per aiutare tutti i suoi colleghi formando un sindacato che pretenda un trattamento più equo nei confronti degli artisti e scrittori che creano le storie e saghe dei fumetti determinandone il successo[2]. Todd sostiene che la maggior parte dei suoi colleghi che lavorano per le Big-Two (ovvero Marvel e DC) non riescono a pagarsi una casa o un'auto e hanno difficoltà a mantenere un'assistenza sanitaria e farsi una pensione[2]. Si tratta delle stesse persone che tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta arrivano a far vendere milioni di albi ai loro datori di lavoro. L'obbiettivo di McFarlane però fallisce in quanto non trova il supporto necessario per creare un sindacato[2]. I disegnatori e scrittori hanno paura di perdere il lavoro per la Marvel o DC se dovessero agire in modo da indispettire la dirigenza di questo duopolio[2]. Todd è deluso perché il progetto fallisce proprio a causa di chi più ne aveva bisogno e questi non è certo lui che grazie alle vendite ottenute al suo run sull'Uomo Ragno si è potuto garantire una certa sicurezza economica[2]. Inoltre lui, Liefeld, Jim Lee e Marc Silvestri sono i più pagati e richiesti dal mercato, se dovessero perdere il lavoro alla Marvel, la DC li accoglierebbe a braccia aperte[2]. Diviene evidente che la strada da seguire per dare agli autori la dignità e la sicurezza economica che desiderano si trova all'esterno delle Big-Two[2]. Bisogna guardare al mercato indipendente e alla continua crescita del Direct Market, si intravede la possibilità di creare un forte terzo polo dell'editoria a fumetti che garantistica indipendenza creativa e pieno possesso dei diritti sui personaggi creati (i fumetti creator-owned).

Spawn e la Image ComicsModifica

Dopo 15 numeri mensili di Spider-Man, McFarlane viene coinvolto da Rob Liefeld nel progetto di creare una nuova casa editrice indipendente. Todd è entusiasta e insieme ad altri sei artisti lascia la Marvel e fonda la Image Comics nel 1992, una compagnia "ombrello" sotto la quale ognuno possedeva una propria casa di pubblicazione (o studios in originale). Ogni artista coinvolto nel progetto ha ora la possibilità di detenere i dititti dei personaggi creati oltre alla evidente libertà creativa sulle storie realizzate. Lo studios di McFarlane prende il nome Todd McFarlane Productions e debutta con il lancio della serie regolare mensile Spawn, il cui primo numero vende un milione e settecentomila copie, un record ancora valido per i fumetti indipendenti.

McFarlane scrisse e inchiostrò Spawn fino al numero 73, pur con alcune pause e collaborazioni con personaggi come Alan Moore, Neil Gaiman, Dave Sim e Frank Miller, mentre realizzò le matite fino al numero 24, quando lasciò definitivamente il testimone a Greg Capullo, il quale secondo lo stesso McFarlane è stato il miglior disegnatore ad aver realizzato Spawn, dandone l'interpretazione grafica migliore di sempre (anche della sua)[5]. McFarlane è tornato a scrivere le storie di Spawn in prima persona (con il supporto di Jon Goff) a partire dal n.185 della serie, dopo l'abbandono del precedente sceneggiatore David Hine. Con questo albo introduce un nuovo personaggio come alter ego di Spawn e si propone di seminare nuovi spunti narrativi alla serie, partendo dall'ambiziosa storyline in 10 parti Endgame. A partire dal n.201 fino al n.215 appare nei crediti un nuovo scrittore dal nome Will Carlton che però risulterà essere uno pseudonimo dello stesso McFarlane[5].

Parallelamente al suo lavoro di fumettista crea la McFarlane Toys, casa che si occupa di action figure, all'inizio legate solo ai characters della serie Spawn e poi basate su soggetti e tematiche più varie. Il livello di qualità impone de facto un nuovo standard in questo settore e lo stesso target si sposta verso un pubblico più adulto, ispirandosi anche a personaggi iconici quali i cantanti (come Elvis Presley) e gli atleti di vari sport (baseball, hockey, football e basket). Non mancano serie di action figure ideate sui personaggi di film molto popolari come Terminator, Matrix e Shrek.

Nel 1996, McFarlane fondò la Todd McFarlane Entertainment, uno studio per film e animazioni. In collaborazione con la New Line Cinema, produsse nel 1997 il film Spawn; produsse anche la serie animata Todd McFarlane's Spawn, i video musicali Do the Evolution (1998) dei Pearl Jam, Freak on a Leash (1999) dei Korn e Land of Confusion (2006) dei Disturbed. Contribuì inoltre alle sequenze animate del film The Dangerous Lives of Altar Boys (2002).

Nel 2001 McFarlane disegnò il logo per gli Edmonton Oilers, che in parte possiede.

Nel 2003 McFarlane ha creato anche il personaggio Necrid per il videogioco Soulcalibur II e nel 2011 ha collaborato alla realizzazione del videogioco Kingdoms of Amalur: Reckoning occupandosi dell'artwork.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Daniel Best, “I was taking Neil at his word at that time.” Todd McFarlane Under Oath, 2002, in 20th Century Danny Boy, 12 settembre 2012. URL consultato il 26 settembre 2017.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an Image Comics: The Road To Independence,  pp.66-91
  3. ^ a b c Todd McFarlane in Spawning Ground, in Spawn n.232, Image Comics, Berkeley(California), giugno 2013, pp.22-23
  4. ^ Andrea Fiamma, Todd McFarlane e la poetica dei blue jeans, in Fumettologica, 31 marzo 2016. URL consultato il 2 aprile 2016.
  5. ^ a b Todd McFarlane in Spawning Ground, in Spawn n.219, Image Comics, Berkeley (California), maggio 2012, pp.24-25

BibliografiaModifica

  • Khoury George, Image Comics: The Road To Independence, Raleigh (North Carolina), TwoMorrows Publishing, 2007.

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